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Hotel 3 stelle Roma, tariffe economiche
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Rome hôtel offre spéciale
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Brasile: erede di culture ancestrali

from 2016-06-01 to 2016-06-30

Galleria Candido Portinari dell'Ambasciata del Brasile


QUANDO IL GARDA ERA UN MARE

from 2016-06-06 to 2016-07-06

Casa del Cinema

QUANDO IL GARDA ERA UN MARE Il Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda fa rivivere attraverso una mostra e un documentario l'avventura della “Bertolazzi Film” di Peschiera del Garda. Da questa “Cinecittà sul lago” negli anni Sessanta iniziò la carriera di Fabio Testi. Poster e cimeli storici saranno esposti dal 6 giugno presso la Casa del Cinema di Roma. Il lago di Garda trasformato nel mare dei Caraibi. Accadeva negli anni Sessanta quando a Peschiera del Garda erano attivi dei veri e propri “studios” galleggianti che per quasi un decennio ospitarono produzioni cinematografiche e televisive. Protagonista di questa straordinaria avventura fu Walter Bertolazzi che a partire dal 1959 allestì una vera e propria flotta di navi d'epoca che servivano da set per film di ambiente piratesco. Affascinati da questa vicenda Franco Delli Guanti e Ludovico Maillet hanno lavorato ad un progetto per riportare alla luce e far conoscere alle nuove generazioni una pagina di storia del cinema rimasta per troppi anni chiusa nei cassetti. LUNEDI' 6 GIUGNO, alle ore 18.00, presso la Casa del Cinema di Roma, sarà proeittato il documentario e inaugurata la mostra che presenterà al pubblico fotobuste, locandine, manifesti, fotografie, molte inedite, ed altro materiale recuperato attraverso un certosino lavoro di ricerca in archivi e mercatini e grazie alla collaborazione di decine di persone che hanno messo a disposizione fotografie fino adesso rimaste chiuse negli album di famiglia. A credere nell'iniziativa di Delli Guanti e di Maillet è stato il Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda. Tutto ebbe inizio nel 1959 quando Walter Bertolazzi fece un'ardita scommessa con il produttore Dino De Laurentiis. Quest'ultimo possedeva un galeone che era servito per girare il kolossal di Mario Camerini “Ulisse” (1954), ormeggiato da anni a Fiumicino e di cui voleva disfarsi. Bertolazzi, che pensava di trasformare la nave in un ristorante, propose a De Laurentiis un accordo: se fosse riuscito a trasportare fino al lago di Garda il galeone non avrebbe pagato un soldo di passaggio di proprietà e la nave sarebbe stata sua. Partì dunque da Fiumicino e, facendo il periplo dell'Italia, giunse in circa quindici giorni a Porto Levante alle foci del fiume Po. Da qui iniziò la parte più difficoltosa del viaggio: con molte difficoltà risalì il fiume Po fino a Mantova; mise quindi la nave su strada con un trasporto speciale per giungere fino all'idroscalo di Desenzano dove avvenne il varo della nave - ribattezzata nel frattempo “Circe” - nelle acque del Garda . La mostra a Roma rimarrà aperta fino al 6 luglio e, in occasione dell'inaugurazione, verrà proiettato il documentario "Quando il Garda era un mare" che in sessanta minuti ripercorre la storia delle "Bertolazzi Film" attraverso una serie di testimonianze. Innanzitutto la viva voce di Walter Bertolazzi che in un’intervista rilasciata qualche anno prima della sua scomparsa nel 2002 rievoca l’avventuroso trasferimento della nave sul lago di Garda e le principali tappe della sua attività cinematografica. Altro testimone importante è Fabio Testi che, all'epoca ventenne, durante le vacanze estive, iniziò a lavorare come comparsa alla “Bertolazzi film”. Aveva un fisico prestante, fu subito notato e utilizzato per gettarsi dai pennoni delle navi. Da lì iniziò la sua carriera cinematografica. Umberto Lenzi è l'unico regista in vita di quelli che lavorarono alla “Bertolazzi Film”. Diresse "Le avventure di Mary Read" con Lisa Gastoni e Jerome Courtland. Ancora, Liana Orfei, Kirk Morris, il critico cinematografico Steve Della Casa. Completano le testimonianze i parenti di Walter Bertolazzi: la figlia Carmen e il cognato Gianfranco Bortolussi. Per finire i "pirati" dell'epoca, comparse della zona di Peschiera del Garda, oggi settantenni, che all'epoca venivano chiamati per girare i film. Nel documentario si alternano tutti i film girati sul Garda e decine di fotografie, molte delle quali inedite, che propongono i vari set di ripresa dove si sono avvicendati negli anni di attività attori del calibro di Amedeo Nazzari, Silvana Pampanini, Anna Maria Pierangeli, Lisa Gastoni, Lex Barker, Chelo Alonso, Kirk Morris, Alan Steel, e tanti altri.

Benvenuto Ferrazzi (1892-1969)

from 2016-05-25 to 2016-09-25

Musei di Villa Torlonia: Casino dei Principi

La mostra di Benvenuto Ferrazzi è la prima antologica di un artista finora poco trattato negli studi sulla Scuola romana, e riscopre uno tra i maggiori esponenti della prima metà del Novecento.
Preview per la stampa il 24 maggio 2016

Fratello del noto accademico Ferruccio, Benvenuto è presente costantemente per un cinquantennio a tutti i maggiori eventi espositivi della capitale, trovando anche molti estimatori. Tra i primi Anton Giulio Bragaglia, che ospitò ben cinque mostre personali negli anni Venti e Trenta, riconoscendo il valore di una pittura eccentrica e visionaria, che raccontava il "lato oscuro" della Roma contemporanea. Molte delle opere esposte provengono dal Museo di Roma e dalla Galleria Comunale d'Arte Moderna, che acquistavano i suoi quadri come documento prezioso di una "città che andava scomparendo".


Patrizia Dalla Valle. MetaMosaico

from 2016-03-02 to 2016-06-26

Musei di Villa Torlonia: Casina delle Civette

La mostra ospita un ragguardevole corpus di opere scultoreo-musive inerenti ai fondamentali progetti realizzati dall’artista Patrizia Dalla Valle che, nel tempo, è giunta ad evidenziare come il mosaico possa essere un medium operativo di assoluta modernità. L'esposizione, a cura del critico e storico dell'arte Enzo Dall'Ara, è promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

In una realtà individuale e sociale ormai arresa all’emulazione e alla virtualità, la luce e i colori delle opere musive possono schiudere varchi di positiva affermazione esistenziale e di assertiva proiezione culturale.

In tale dimensione estetica, il connubio fra le opere musive di Patrizia Dalla Valle e gli splendidi ambienti della Casina delle Civette appare di estrema valenza concettuale. Le mirabili vetrate liberty degli spazi interni dialogano, infatti, in meravigliosa armonia, con le cromie e le luci vivide e auree delle creazioni in mosaico. Si ampliano, quindi, le valenze di due linguaggi artistici che, avvalorati dal calibrato allestimento dell’architetto Marta Severino, pervengono alla concretizzazione di un raro evento artistico-culturale.

Sull’arte di Patrizia Dalla Valle così si esprime il curatore:

«Dalla ricerca condotta in ambito ravennate è nato “Interno bizantino”, un progetto che Patrizia Dalla Valle ha oggettivato in mirabile realtà scultoreo-musiva, avvertita come “leitmotiv” fondante del suo notevole iter creativo. In esso l’artista è tornata sovente ad immergersi, per estrarre dalla propria interiorità ulteriori germogli di memorante cultura. Ella ha avvertito appieno l’attrazione calamitante del mosaico bizantino, ne ha accolto l’originale sapienza tecnica, che ha offerto alle sue partiture musive. “Interno bizantino”, comunque, non raccoglie soltanto somme memorie, esso rappresenta anche un percorso dentro l’anima dell’artista, dentro le righe di un diario che parla di vita e di vissuto.

Dalla componente più introspettiva sono poi emersi ricordi che riguardano ogni essere umano nel suo fragile ma insostituibile transito terreno. È scaturito, così, “Tagli dal tempo”, un progetto tripartito in “Tracce”, “Sedimenti”, “Fenditure”, in cui Patrizia Dalla Valle ha percorso e analizzato l’umana esistenza, dinamica e aspra, reclinata e arresa. Come ogni uomo o donna affida impronte e orme di vita allo scorrere del tempo, così la madre terra è traccia d’universo, sedimenti di roccia, fenditure di sconquassi tettonici. Il progetto “Ovuli” si afferma, invece, in un corpus di opere resinose, a supporto reticolo-metallico, che suggeriscono “uteri” materni punteggiati di tessere auree. Contenitori di vita espansi o lacerati, le creazioni suggellano il mistero dell’iniziale e sacro percorso vitale. “Ovuli” è, infatti, realistica traslitterazione scultorea degli attimi più intimi e fecondi di ogni esistenza».

Patrizia Dalla Valle è dunque artista di storia e di natura, evocatrice di memorie e di vissuti nei tempi della nostra modernità. Dopo un’acuta e prolungata meditazione su idea e progetto, l’artista si offre all’urgenza del “fare” quasi in un’indomita sfida. Da tale propensione operativa e dalla sua oggettivazione scultoreo-musiva è scaturito il titolo della mostra. METAMOSAICO sottende, infatti, un duplice significato estetico-culturale, affermando come il mosaico sia la meta cromatica e luministica della ricerca artistica di Patrizia Dalla Valle  e come tale arte, dedicata alle Muse, travalichi l’oggettività fisica per elevarsi alla spiritualità metafisica.

La mostra sarà documentata in un pregevole catalogo pubblicato da Maretti Editore e contenente la riproduzione delle opere esposte, nonché le immagini relative alle fasi di allestimento.


Giuseppe Salvatori. I Ritorni

from 2016-04-19 to 2016-06-26

Musei di Villa Torlonia: Casina delle Civette

Con la mostra I RITORNI, l'artista romano Giuseppe Salvatori, propone una serie di lavori che riprendono i motivi decorativi delle ceramiche italiane degli anni '50 '60 che l'artista da sempre colleziona e che qui espone in numero cospicuo.

Caratteristica di questi manufatti è l'evidente contrasto tra la forma e la pittura che la decora. Contrasto che sembra però risolversi nella visione che Salvatori ne dà attraverso le sue opere. Accompagna la mostra un testo di Maria Grazia Massafra, responsabile Museo della Casina delle Civette.


SPOLIA di David Schutter

from 2016-06-07 to 2016-06-26

Istituto Centrale per la Grafica - Calcografia, PALAZZO POLI - FONTANA DI TREVI


Tokyo Arcade

from 2016-05-31 to 2016-07-03

VIGAMUS - The Video Game Museum of Rome

Psychedelic lights, frantic rhythms and vibrant atmospheres. The exhibit Tokyo Arcade puts the visitor in the both virtual and extremely real dimension of Japan: the one of the iconic Pachinko arcades and the passion for mobile games, played in every moment of the day. In a society like this, where video games are part of everyone’s life, becoming a sheer symbol of our times, the pictures of this exhibit show the magic of everyday life: from the streets to the arcades, from the portable consoles to the gaudy coin-ops, welcome to contemporary Japan.


Segni, Alfabeti, Scritture. Percorsi nell'Arte Contemporanea attraverso la Collezione MACRO

from 2016-05-26 to 2016-10-02

MACRO Via Nizza

Sale Collezione
Terzo appuntamento del ciclo di mostre che intende valorizzare la collezione permanente del museo. 

La mostra indaga il rapporto tra arti visive e scrittura, un legame che ha attraversato la storia dell’arte dell’ultimo secolo, a partire dalle avanguardie storiche, con i collages dei cubisti, le “parole in libertà” dei futuristi, le opere dadaiste, la pop art, la poesia visiva degli anni Settanta, fino all’arte concettuale del secondo Novecento.

Attraverso una selezione di opere non figurative - in cui la scrittura può essere intesa sia in senso puramente gestuale e calligrafico, sia in senso concettuale, dove lettere e parole entrano a far parte di giochi linguistici e compositivi - la mostra propone varie declinazioni di questo rapporto in base alla scelta di alcuni maestri della collezione permanente del Museo, che comprende, come è noto, opere datate a partire dagli anni ’60 fino ad oggi.

Avviene così che lettere e parole possono diventare pura immagine, elementi compositivi indipendenti dal significato, e che, viceversa, l’immagine creata dai segni impressi dall’artista sulla superficie dell’opera possa diventare a sua volta scrittura.

L’opera più antica in esposizione è Superficie 572, del 1955, di Giuseppe Capogrossi, proveniente dalla Galleria di Arte Moderna (GAM) di via Crispi, museo la cui collezione è in rapporto di continuità storica con il MACRO.

Nell’ambito della Collezione MACRO sono presenti in mostra opere di: Gastone Novelli, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo, Bice Lazzari, Carla Accardi, Pietro Consagra, Gianfranco Baruchello, Nicola De Maria, Domenico Bianchi, Vasco Bendini, Naoya Takahara, Maurizio Arcangeli, Claudio Adami, Luca Maria Patella, H. H. Lim, Claire Fontaine.

Come di consueto, si inseriscono in mostra anche le opere facenti parte dei comodati d’uso in corso nel museo, considerate a tutti gli effetti parte della collezione. In questo caso specifico, grazie al comodato Unicredit, sono presentate le opere di Mocellin/Pellegrini, di Jean Marc Bustamante e di Maurizio Arcangeli. Infine, si segnala anche la presenza di prestiti esterni, che hanno permesso la presenza di due artisti che, in questo contesto, sembravano imprescindibili, Alighiero Boetti ed Emilio Isgrò.

Il catalogo della mostra, a cura di Antonia Arconti ed edito da Palombi Editori, prosegue il progetto editoriale che il MACRO sta dedicando alla collezione permanente, giunto già al terzo volume. Testi di Federica Pirani e Antonia Arconti.


APPUNTI DI UNA GENERAZIONE #3. Matteo Basilè - Gioacchino Pontrelli

from 2016-05-26 to 2016-10-02

MACRO Via Nizza

Studio #1 e Studio #2
Terzo appuntamento del ciclo di mostre curato da Costantino D’Orazio e promosso da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che indaga la ricerca degli artisti italiani emersi negli anni ’90. Protagonisti di questo appuntamento Matteo Basilé (Roma, 1974) e Gioacchino Pontrelli (Salerno, 1966).

Al Macro Basilé presenta per la prima volta le opere della sua nuova serie dal titolo “Pietra Santa”, lavoro svolto tra le cave di Carrara. Come di consueto, l’artista contamina la sua fotografia con le suggestioni della tradizione artistica italiana costruendo immagini oniriche e surreali. Figure chimeriche animano gli scatti dell’artista dove personaggi sospesi in uno scenario quasi lunare, sembrano emergere dalle enormi ferite bianche che si aprono sul fianco delle pendici scoscese delle cave di marmo. Così come per Michelangelo, il compito di Basilé sembra essere quello di liberare da questa pietra selvaggia le presenze che vi sono imprigionate, ponendole in un paesaggio dove la scultura, l’architettura e la pittura si fondono per mettere in risalto la figura umana, sempre al centro della ricerca dell’artista, anche se trasfigurata attraverso molteplici riferimenti iconografici.

Nelle grandi tele di Pontrelli non bisogna avere la pretesa di trovare un universo spiegato nei suoi minimi particolari, ma piuttosto apprezzarle per i molteplici percorsi che si possono scoprire all’interno di queste. La sua pittura oggi sembra aver risolto felicemente la presenza di linguaggi differenti, dove astratto, figurativo, collage e fotografia, trovano una nuova sintesi e dove grazie al colore l’artista traccia, rimanda e definisce ogni sua composizione.

Anche nel suo caso ci troviamo di fronte al risultato di una manipolazione di segni e immagini che evocano iconografie della tradizione, rielaborate attraverso una pittura intensa e complessa. L’occhio penetra i suoi dipinti ritrovando alcuni riferimenti spaziali che vengono confutati all’improvviso e continuamente messi in discussione.

Biografie

Matteo Basilé nasce a Roma nel 1974 dove vive e lavora. Inizia la sua carriera a metà degli anni ’90 ed è tra i primi artisti in Europa a fondere arte e tecnologia. Basilé possiede la straordinaria capacità di conciliare idee opposte come il bello e il grottesco, reale e surreale, naturale e artificiale. Esplorando le nature dell’essere umano, l’artista sviluppa il suo racconto dividendo il suo lavoro in capitoli: The Saints are Coming (2007), Thisoriented (2009), Thishumanity (2010), Landing (2012), UNSEEN (2014): una serie di passaggi indipendenti in cui l’artista negozia la sua percezione dell’esistenza. Tra le principali mostre personali ricordiamo: Lumen et Umbra, Galleria Zeta Effe, Firenze, 2016; Pilgrimade – Data, Orto dell’Abbondanza, Urbino, 2014; Unseen, Museo D’Arte Moderna Vittoria Colonna, Pescara, 2014; Unseen, Palazzo Collicola, Spoleto, 2014; Matteo Basilé solo exhibition 2007/2013 – 53 Art Museum, Guangzhou, China, 2013; Landing, Espace Soardi, Nice, France, 2013; Thishumanity, Istituto Italiano di Cultura di Madrid, Spagna, 2012; Landing, Galleria Guidi & Schoen, Genova, 2012; The far Near – Thishumanity, Hubey Provincial Academy of Art Museum, Wu Han City, China, 2011; Seisenzanome, Galleria Lorenzo Ronchini- Terni, 2011; Thisumanity – The Saints are coming – Last act, Galleria Emme Otto, Roma, 2010.

Tra le principali collettive segnaliamo: Super, Bibo’s Place, Todi, 2016; Intro, Il Ponte Contemporanea Gallery, Roma, 2016; MappeMondi, Galleria Eventinove, Torino, 2015; Circolare, Autostazione, Bologna, 2015; Seven Doors, Palazzo della Regia Dogana, Roma, 2015; La Metamorfosi e il Simbolo Animale, Hybrida Contemporanea, Roma, 2014; Crossover A dialogue between the Chinese School of Hubei and the new Italian Art Scene, Tesa 113, Arsenale Nord, Venezia, 2013; About Caravaggio, Scuderie Aldobrandini, Roma e nel 2009 è invitato nel Padiglione Italia alla Biennale di Venezia Curata da Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli.

Gioacchino Pontrelli nasce a Salerno nel 1966, vive e lavora a Roma. Dopo la formazione all'Accademia di Belle Arti di Roma, esordisce con la sua prima mostra personale “Io e Te” nel 1995 nella Galleria Nova di Roma, dove comincia la sua ricerca nell'ambito dell'interpretazione e rivisitazione di oggetti che definiscono la realtà attuale in cui l'artista e noi tutti viviamo. Tra le principale mostre personali ricordiamo: Gioacchino Pontrelli, Tornabuoni Arte, Firenze, 2015; Quadreria Pontrelli, Galleria Francesca Antonini ArteContemporanea, Roma, 2014; Comportamento Emergente, a cura di Raffaele Gavarro, Galleria Oltre Dimore, Bologna, 2012; Di quanti millimetri è fatto il mondo, Antonella Cattani Arte Contemporanea, Bolzano, 2011.

Tra le collettive segnaliamo: La Gorgiera del tempo, MAC Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, (MB), 2016; Art is real. Una collezione impermanente, Piazza Pasquino 69, Roma, 2014; Dove l’acqua riposa, La Nuova Pesa, Centro per l’Arte Contemporanea, Roma, 2014; Nanjing International Art Exhibition, Cina, 2014; Towards which planet?, a cura di Raffaele Gavarro, Canal05 Gallery, Bruxelles, Belgio,2014; Nell’acqua capisco 55. Biennale di Venezia, – Evento collaterale, Paratie Vecchie, Piazza San Marco e Ateneo Veneto, Venezia, 2013.


VIDEOCRACY: Bruce Nauman > Cheryl Donegan

from 2016-05-26 to 2016-10-02

MACRO Via Nizza

MACRO Hall e Foyer
La video-mostra, curata da Marco Fabiano e promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, rappresenta la prima tappa di un viaggio all’interno della Collezione dei video del MACRO, dalla quale sono stati estrapolati e messi a confronto tre video dei due più grandi ed importanti video-artisti del Novecento: Bruce Nauman e Cheryl Donegan.

Di Bruce Nauman verrà trasmesso Walking in an Exaggerated Manner Around the Perimater of a Square (1967-68, 10’ 35”) e di Cheryl Donegan sarà trasmesso Head (1993, 5’ 56”) e Sets (1997, 3’ 16”).

Il confronto/raffronto fra generazioni, generi, tipologie mediali e metodologie filmiche del “fare” video nel XX secolo danno anche la possibilità di rileggere, ovviamente in maniera minimale e, se si vuole, appena accennata, la concettualità di un periodo, gli anni Sessanta di Nauman in cui questo tipo di arte è esplosa, rispetto a quello degli anni Novanta, con Donegan, in cui l’arte del video era ormai “prodotto” appunto d’arte entrato direttamente nei circuiti del sistema dell’arte internazionale. In primo piano quindi il rapporto fra due diverse fasi della video arte, quella che potremmo definire come “archeologica”, legata ancora all’azione e al concettuale, a confronto appunto con quella degli anni Novanta dove l’azione è superata dalla tecnica.

Videocracy è citazione di una saggio di Rosalind Krauss riguardante appunto la videocrazia di questo tipo di arte rispetto ad altri stili. Ovviamente l’artista si riferisce ad un periodo cronologico e artistico più vicino a Nauman, ma che possiamo traslare anche a Donegan, soprattutto nel momento in cui la medialità dell’arte è realmente divenuta dominante.


Ugo Rondinone. giorni d'oro + notti d'argento

from 2016-06-10 to 2016-09-11

MACRO Testaccio

La mostra si articola in due degli spazi istituzionali più importanti della Capitale: il MACRO Testaccio e i     Mercati di Traiano. Nelle due sedi l’artista svizzero ha pensato un unico percorso che si sviluppa intorno a due grandi installazioni ambientali concepite come due cicli,  giorni d'oro e notti d’argento, che trasformano gli spazi in luoghi fantastici, dove il visitatore può vivere le opere come un’esperienza visiva e concettuale.

Foto:
Ugo Rondinone
vocabulary of solitude, 2014
Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam, 2016
Polistirene, resina epossidica, tessuto
Dimensioni varie
Courtesy l’artista, Sadie Coles HQ, Gladstone Gallery e Galerie Eva Presenhuber


1946. L'anno della svolta

from 2016-06-01 to 2016-10-31

Palazzo di Montecitorio (sede della Camera dei Deputati - Parlamento)


Tattoo Forever. Mostra internazionale del tatuaggio

from 2016-06-02 to 2016-07-24

La Pelanda - Centro di produzione culturale

La più grande mostra internazionale mai realizzata sul tatuaggio, inteso come moderna e originale espressione artistica. Organizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare in collaborazione con Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici, Politiche della Famiglia, dell’Infanzia e Giovanili, Promozione dello Sport e Qualità della vita vede Asia Argento come testimonial. Rappresenta per il tatuaggio un accoglimento ufficiale nel mondo dell’arte.

E’ un viaggio globale attraverso la storia e la cultura del tattoo; divisa in sezioni, introdotta da quella storica con testimonianze e reperti museali, prosegue con la fotografica, pittorica e grafica che vede esposte le opere dei più grandi artisti-tatuatori e termina con un grande omaggio di sei stilisti dell’Alta Moda Italiana e due scuole che raccontano attraverso la loro creatività e i virtuosismi delle loro tecniche, il legame che unisce i due mondi. Gli abiti sono presentati con una inedita installazione artistica di preziosi manichini storici.


Barbara Dall’Angelo – The Poetry of Earth

from 2016-05-05 to 2016-06-30

Complesso monumentale Santo Spirito in Sassia


Veronique Bataille Heim - Textile d’orient

from 2016-05-10 to 2016-06-04

Galleria Francesca Antonacci


Pasquale Altieri - Museion

from 2016-05-20 to 2016-06-05

Spazio Y


Il Mostro #2

from 2016-05-28 to 2016-06-01

TAG - Tevere Art Gallery


Tomaso De Luca - Ein reiner Morgen in Amerika

from 2016-05-20 to 2016-07-16

Galleria Monitor


INKLIST #3

from 2016-05-19 to 2016-06-28

Hulahoop Gallery


I voli dell’Ariosto. L’Orlando furioso e le arti

from 2016-06-15 to 2016-10-30

Villa d'Este - Tivoli


Aurelio Bulzatti - Carità

from 2016-05-25 to 2016-06-14

Bibliothè Bhaktivedanta


Marika Saonari - Reticoli

from 2016-05-30 to 2016-06-24

AOC F58 Galleria Bruno Lisi


David Maljkovic - All Day All Year

from 2016-05-25 to 2016-07-16

Galleria T293


Valerio de Filippis - Confiteor

from 2016-05-28 to 2016-06-08

Galleria d’Arte ART G.A.P.


Rob Sherwood - Totem

from 2016-05-18 to 2016-07-15

Federica Schiavo Gallery


ENERGHEIA di Shay Frish e Silvia Iorio

from 2016-05-27 to 2016-06-30

Galleria BEAARTE


Oltre i libri - Antonella Nardi e Giuliana Silvestrini

from 2016-05-26 to 2016-06-17

Angelica


Danilo Bucchi / Patrizio Travagli

from 2016-05-26 to 2016-06-26

Galleria Il Ponte Contemporanea


Pensare in Bianco e Nero

from 2016-05-29 to 2016-06-12

Cineclub Detour


2 giugno 1946: la scelta degli italiani

from 2016-06-03 to 2016-07-05

Palazzo del Quirinale


Barbara Salvucci - Signs

from 2016-05-26 to 2016-07-29

EMMEOTTO


Alessandro Scarabello - The Garden of Phersu

from 2016-05-12 to 2016-07-31

Gallery Apart


Tesori per l'Aldilà. La Tomba degli Ori di Vulci. Dal sequestro al restauro

from 2016-05-28 to 2016-12-31

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


Takeshi Fujimori - L'arte della carta giapponese washi

from 2016-05-24 to 2016-06-05

Galleria Frammenti d'Arte


Tina Sgrò - Angoli di luce

from 2016-05-26 to 2016-06-11

Galleria d'Arte Nardi


Il mondo così come appare

from 2016-05-21 to 2016-07-30

Galleria 1/9 Unosunove


Pamela Diamante - De sti no

from 2016-06-09 to 2016-09-30

Rossmut


Zwelethu Machepha - Colonial Gosts

from 2016-05-31 to 2016-06-12

Centro Luigi Di Sarro


L'Appia Ritrovata

from 2016-06-10 to 2016-08-03

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - AuditoriumExpo
La mostra documentaria, fotografica e multimediale sancisce la riscoperta e la restituzione al Paese dell'intero percorso della prima grande via europea, da Roma a Brindisi, percorsa a piedi nell'estate 2015, a 2327 anni dall'inizio della sua costruzione da Paolo Rumiz, Riccardo Carnovalini, Alessandro Scillitani e Irene Zambon. Il loro cammino ha consentito di tracciare finalmente il percorso integrale della madre di tutte le vie, dimenticata in secoli di dilapidazione, incuria e ignoranza: l’Appia.
I quattro camminatori sono essi stessi a raccontare, in questa mostra, un’avventura che potremmo definire magnifica e terribile, terrena e visionaria, vissuta attraverso meraviglie ma anche devastazioni. La mostra consente di rivivere questa affascinante riscoperta attraverso mappe antiche e moderne, fotografie e filmati, musiche e strumenti multimediali. Essa ci accompagna sui Colli Albani, sotto i Monti Lepini con le fortezze preromane sugli strapiombi, lungo i boscosi Ausoni che hanno dato all'Italia il nome antico e ai piedi dei cavernosi Aurunci dalle spettacolari fioriture a picco sul mare. Ci guida nella Campania Felix, sui monti del Lupo e del Picchio e gli altri della costellazione sannitica, nell'Italia dimenticata degli Osci, degli Enotri e degli Japigi fino all'Apulia della grande sete.

In concomitanza con l’edizione romana de La Repubblica delle Idee. Sarà presentato al pubblico anche il libro “Appia” di Paolo Rumiz edito da Giangiacomo Feltrinelli Editore
e sarà disponibile il DVD di Alessandro Scillitani “Il Cammino dell'Appia Antica” prodotto da Artemide Film

Centrale Montemartini. Capolavori da scoprire

from 2016-06-01 to 2017-01-08

Centrale Montemartini

L’esposizione permanente del Museo Centrale Montemartini si arricchisce di nuovi straordinari capolavori da tempo conservati nei depositi ed esposti al pubblico solo in occasione di mostre temporanee.

L’iniziativa è promossa dalla     Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, organizzazione     Zètema Progetto Cultura

Il percorso alla scoperta delle “new entries” comincia al piano terra, con la piccola sala dedicata al prezioso corredo funerario di Crepereia Tryphaena e prosegue nell’adiacente Sala Colonne, con tre magnifici mosaici policromi di età repubblicana di raffinatissima fattura.

Al piano superiore, in Sala Caldaie, ha trovato adeguata collocazione un altro splendido mosaico con la raffigurazione del ratto di Proserpina. Accanto a queste opere, appartenenti alle Collezioni Capitoline, viene presentato al pubblico anche un prezioso ritratto in basanite dell’imperatrice Agrippina Minore, concesso in prestito alla Centrale Montemartini dalla    Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen.

Il ricco corredo funerario di Crepereia Tryphaena fu rinvenuto alla fine dell’Ottocento durante i lavori di scavo per realizzare le fondazioni del Palazzo di Giustizia. Apparteneva a una fanciulla morta prima delle nozze ed è costituito da una serie di raffinati gioielli in oro e pietre preziose e da altri pregevoli oggetti da toeletta. Il reperto più straordinario è certamente la deliziosa bambola di avorio con arti snodabili, vero capolavoro di intaglio di probabile manifattura egiziana, databile intorno alla metà del II secolo d.C.

In Sala Colonne è esposto per la prima volta un mosaico dall’iconografia molto particolare, raffigurante un labirinto all’interno di una cinta muraria. Scoperto a Roma nel 1958 presso piazza San Giovanni in Laterano, è datato tra il 100 e l’80 a.C. Lo affiancheranno altri due piccoli e raffinatissimi mosaici: uno con un leone circondato da amorini, scoperto ad Anzio nel 1749; un altro raffigurante una scena ambientata lungo le sponde del Nilo, opera della seconda metà del I sec. a.C. rinvenuta nel 1882, durante la costruzione del Palazzo delle Esposizioni.

In Sala Caldaie sarà visibile un grande mosaico pavimentale della media età imperiale con la raffigurazione del rapimento di Proserpina da parte di Plutone, dio dell’oltretomba. Su intercessione della madre Cerere, alla fanciulla fu concesso di tornare sulla terra per sei mesi all’anno, alternando in tal modo la sua esistenza tra il mondo dei morti e quello dei vivi. Per questo motivo la raffigurazione ben si adatta al repertorio funerario: il mosaico fu infatti scoperto a Roma in una tomba della via Portuense nel 1885. Rimasto a lungo in deposito, ha finalmente trovato la sua collocazione definitiva alla Centrale Montemartini.

L’evento offre inoltre l’occasione per presentare al pubblico una preziosa testa-ritratto in basanite dell’imperatrice Agrippina Minore, moglie di Claudio e madre di Nerone, concessa in prestito temporaneo alla Centrale Montemartini dalla Gliptoteca Ny Carlsberg di Copenaghen fino a gennaio 2017. La scultura sarà esposta in Sala Macchine, accanto alla statua femminile di “Orante” delle Collezioni Capitoline, realizzata nella stessa preziosa pietra scura di origine egiziana, alla quale apparteneva in origine. La pertinenza della testa di Copenaghen al corpo della statua capitolina è stata dimostrata nel corso di complessi studi scientifici condotti negli anni Novanta del Novecento che hanno consentito di individuare un preciso punto di attacco tra le due opere.


Start! Art District

2016-06-16

Galleria il Sole Arte Contemporanea


Giuseppe Capitano - Genesi

from 2016-05-31 to 2016-07-29

La Nuova Pesa Centro per l'arte contemporanea


Michael Dean - Stamen Papers

from 2016-05-25 to 2016-07-22

Fondazione Giuliani


Paul Simo Kelu - True Love True Hate

from 2016-05-31 to 2016-06-26

Galleria Parione 9


Fino alla fine del mare

from 2016-05-26 to 2016-06-05

Palazzo Velli Expo


Brian Eno - Light Music

from 2016-05-20 to 2016-09-30

Galleria Valentina Bonomo


Giuliano Mammoli - Spiegare tutto ogni volta

from 2016-05-28 to 2016-06-11

Studio Arte Fuori Centro


"Now and then..." di Marc Camille Chaimowicz

from 2016-05-26 to 2016-09-10

Indipendenza


David Schutter - Pergamena

from 2016-05-24 to 2016-07-24

Magazzino d'Arte Moderna


Paola Di Bello - Homeless’ Home

from 2016-05-31 to 2016-06-21

Museo Laboratorio di Arte Contemporanea MLAC


Shahzia Sikander: Ecstasy As Sublime, Heart As Vector

from 2016-06-22 to 2016-10-23

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


EXTRAORDINARY VISIONS. L’Italia ci guarda

from 2016-06-02 to 2016-10-23

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Benvenuto! Sislej Xhafa

from 2016-06-02 to 2016-10-02

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Aspettando l'Estate

from 2016-05-26 to 2016-06-27

Tornatora Art Gallery


Premio delle arti

from 2016-05-24 to 2016-06-04

Biblioteca Ennio Flaiano


La pittura di Maria Adelaide Scipioni

from 2016-05-27 to 2016-07-08

Antonio Baldini - Biblioteca Statale


Studio Systems

from 2016-05-19 to 2016-07-03

American Academy in Rome


MANCANZE di Filippo Tommaso Ranalli

from 2016-06-03 to 2016-06-10

MICRO - Spazio Porta Mazzini


Par tibi, Roma, nihil

from 2016-06-24 to 2016-09-18

Arcate Severiane, Archaeological area of the Roman Forum and Palatine Hill, Casa di Augusto sul Palatino, Meta Sudante, Stadio Palatino (detto anche Stadio di Domiziano o Ippodromo Palatino)


La Mela Reintegrata di Michelangelo Pistoletto

from 2016-05-24 to 2016-09-25

Sotterranei e Mitreo delle Terme di Caracalla, Terme di Caracalla


SIMIL-PROP di Leonardo Crudi

from 2016-05-26 to 2016-06-01

Spazio Cerere


"Ri-Nascita" di Claudio Formisani

from 2016-06-09 to 2016-07-14

Galleria Moderni


Sébastien Roux

from 2016-06-01 to 2016-06-30

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - Sound Corner
Alessandro Bosetti
presenta

Sébastien Roux
30 Vuza Canons
2016
60’




Sound Corner è un’installazione sonora permanente collocata nello spazio di passaggio tra il foyer della Sala Petrassi e il Teatro Studio: un angolo del suono con una programmazione periodica mensile destinata ad accogliere brani sonori di artisti sempre diversi, proposti di volta in volta da curatori, artisti e istituzioni.

Questi trenta pezzi brevi sono un tentativo di modificare la nostra percezione di quella forma musicale antica nota come “canone”. Per fare questo, ho usato il canone di Vuza, un tipo particolare di canone, e il computer, per la sua abilità di riprodurre partiture che sono altrimenti impossibili da suonare – il computer viene dunque usato come l’equivalente contemporaneo del Player Piano di Nancarrow. Il canone Vuza (così chiamato dal nome del suo inventore, il matematico rumeno Dan Tudor Vuza) è un canone ritmico che ha le seguenti proprietà: ogni battuta è presa da un’unica nota, una volta che tutte le voci sono entrate, ogni battuta è occupata. Per questo, la percezione della musica diventa ambigua. “Un ascoltatore concentrato sulla polifonia ascolterebbe l’entrata e il carattere di ogni voce, mentre un altro concentrato sulla percezione globale ascolterebbe una monodia continua.” (Fabien Levy). I trenta canoni elettronici presentano lo stesso paradosso tramite una serie di elementi variabili che sono: tempo; numero delle voci; numero delle battute nel tema; numero di note nel tema; tipo di sintesi sonora. La composizione sonora non è più dunque una lunga successione di brevi pezzi ma piuttosto un flusso continuo, dove la monodia stessa diventa tessitura sonora.

"Laudare, Benedicere, Praedicare" - Ottocento anni dell'Ordine dei Predicatori

from 2016-05-29 to 2016-07-03

Basilica di Santa Maria sopra Minerva


Vasco Bendini. Opere 2000-2013

from 2016-05-30 to 2016-10-01

Accademia Nazionale di San Luca


Ugo Attardi

from 2016-05-26 to 2016-06-11

Edarcom Europa Galleria d'Arte Contemporanea


Mostra di cultura portoghese

from 2016-06-08 to 2016-06-29

Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma


Femminile e femminino. Donne a casa Andersen

from 2016-05-28 to 2016-10-02

Museo Hendrik Christian Andersen


Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano

from 2016-06-11 to 2016-06-12

Museo di Roma in Trastevere

La Fiaf (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) è un’associazione nazionale nata nel 1948 a Torino per divulgare e sostenere la fotografia amatoriale. Nel 2015-2016 ha promosso un progetto fotografico sul volontariato, “Tanti per tutti”, con l'intento di rappresentare, attraverso le immagini, diverse realtà presenti nelle regioni italiane, oltre a creare  un archivio documentato delle  stesse associazioni. Lo scopo primario è quello di fare luce sulle attività e sulle persone che dedicano il proprio tempo e la propria esperienza a chi è meno fortunato e ai beni comuni, dare un volto, quindi, ai tantissimi che operano nel silenzio e nell’anonimato.


UGO RONDINONE. giorni d'oro + notti d'argento

from 2016-06-10 to 2016-09-01

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

La mostra giorni d'oro + notti d'argento di Ugo Rondinone si articola in due degli spazi istituzionali più importanti della Capitale: il    MACRO Testaccio, massimo esempio di archeologia industriale, e i Mercati di Traiano, monumento simbolo dell’antichità imperiale. 
Presentazione alla stampa 9 giugno 2016

Nelle due sedi l’artista svizzero ha pensato un unico percorso che si sviluppa intorno a due grandi installazioni ambientali concepite come due cicli,  giorni d'oro e notti d’argento, che trasformano gli spazi in luoghi fantastici, dove il visitatore può vivere le opere come un’esperienza visiva e concettuale.
All’interno dell’esedra dei Mercati di Traiano Rondinone presenta, sempre per la prima volta in Italia, notti d’argento, gruppo di 5 calchi di ulivi millenari ancora presenti in Puglia e in Basilicata, in alluminio verniciato di bianco.

L’idea dell’artista, che vuole rendere omaggio alla terra di origine della famiglia emigrata in Svizzera da Matera, è quella di riportare il monumento ad un’epoca ancestrale, in una sorta di foresta pietrificata simile a quelle dell’epoca preistorica. Una flora al tempo stesso fossile e contemporanea, carica di una dimensione drammatica ed espressiva, quasi epica, sospesa tra naturale e artificiale, tra storia e preistoria.

L’esposizione, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è curata da Ludovico Pratesi e organizzata con il supporto di Sadie Coles HQ (Londra), Gladstone Gallery (New York-Bruxelles), Galerie Eva Presenhuber (Zurigo) e Esther Schipper (Berlino).


Antropologia Cosmica - Roberta Buttini

from 2016-05-27 to 2016-06-28

Case Romane del Celio sotto SS. Giovanni e Paolo


L'arte del sorriso. La caricatura a Roma dal Seicento al 1849

from 2016-06-09 to 2016-10-02

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Sarti, cappellaie e rammendatrici di calze, accanto a soffiatori di vetro, burattinai e musicisti. Ma anche servitori gobbi che fanno bella mostra di sé a fianco a personaggi del calibro di papa Benedetto XIV e del cardinale Silvio Valenti Gonzaga, immortalati nel celebre quadro di Giovanni Paolo Pannini.
Sono le 120 opere esposte nella mostra L’Arte del sorriso. La caricatura a Roma dal Seicento al 1849, al Museo di Roma dal 9 giugno al 2 ottobre 2016.


Su dal mare. Opere di Tommaso Cascella

from 2016-05-19 to 2016-09-12

Corso440


MAURO STACCIOLI - Creare scultura significa esistere in un luogo

from 2016-05-19 to 2016-07-09

Galleria d'Arte Marchetti


Orizzonti d’Italia dagli elicotteri della Polizia di Stato

from 2016-05-20 to 2016-06-05

Palazzo del Quirinale


L'opera incisa

from 2016-05-27 to 2016-07-03

Istituto Centrale per la Grafica - Calcografia, PALAZZO POLI - FONTANA DI TREVI


Solo Italia. Architettura e paesaggio culturale - Disegni dal Settecento ad oggi

from 2016-05-25 to 2016-09-25

Istituto centrale per la Grafica - Gabinetto disegni e stampe


Ugo Pignotti / Lamberto Pignotti - Pignotti e Pignotti

from 2016-05-19 to 2016-06-11

Galleria Arte e Pensieri


Dario Fo - Pitture

from 2016-05-27 to 2016-06-14

Monogramma Arte Contemporanea


MINYA. GAPscape - State of Art - Italia

from 2016-05-14 to 2016-08-22

Palazzo delle Esposizioni

“GAPscape – STATE OF ART – ITALIA” is an artistic project by Minya Mikic, original and contemporary artist who has elaborated on a personal technique developed in abstract painting on plexiglass surfaces, now applied to portraits.

Following its debut in New York in 2015, the exhibition is at its first Italian edition. The project includes the portraits of 37 excellent Italian figures, all personally involved in the realization of the work, and provides a positive image of Italy as a land of ingenuity and a forge for talents.

In time, Italian history has often been recorded through portraits of figures realized using techniques that were highly innovative for the times; Minya’s portraits put forward a modern version of this same narrative, illustrating present-day Italy using contemporary language.

The choice of the faces is a story in itself, the personal and poetic journey of the artist who in turn offers the visitor her vision of the times.

Pure pigments mixed with an acrylic paste are applied to the plexiglass’s transparent surface by the artist who views and shapes the analogies and metaphors seen into traits and colors, skillfully accentuating the gaps that make the landscape visible through the transparencies in the illustration.

The title GAPScape is thus a play on words, a neologism summarizing the artistic concept and technique used. The distinguished figures and beautiful landscapes of the Country metaphorically representing its body and soul.

For this reason the Lazio Region and the City of Rome have chosen to support this cultural project, which counts on the invaluable guide of Achille Bonito Oliva. The exhibition ideally opens the path to Rome’s candidacy as host to the 2024 Olympic Games, and is on display at the Palazzo delle Esposizioni  with the support of CONI and the Italian Paralympic Committee.

Minya Mikic is an international artist born in 1975 from a family of artists and graduate of the Fine Arts Academy in ( ex-Yugoslavia). The artist’s works have been exhibited in the United States, in Europe and in Italy, and she recently opened a new art studio in Zurich. The current show is also supported by the Swiss Institute in Italy.


Florence Nightingale. La dama della lampada - Tommaso Franchi

from 2016-05-12 to 2016-06-10

Galleria Monserrato Arte '900


Hyuro - Convivencia

Dorothy Circus Gallery


Dialogo sulla Misericordia. Dal Seicento all’ Ottocento

from 2016-05-13 to 2016-09-25

Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro


Anatomy of Restlessness (Anatomia dell’irrequietezza)

from 2016-05-11 to 2016-06-01

Galleria Mario Iannelli


Silvia Bordini - Io e mio fratello non siamo fotografi

from 2016-05-18 to 2016-06-10

Galleria Gallerati


Madrid - Palermo

from 2016-05-19 to 2016-06-18

Antiquariato Valligiano, Rvb Arts


LA PAZZA GIOIA di Paolo Virzì - Scatti di Paolo Ciriello dal film

from 2016-05-10 to 2016-06-05

Casa del Cinema

MOSTRA FOTOGRAFICA LA PAZZA GIOIA di Paolo Virzì - Scatti di Paolo Ciriello dal film 10 maggio  -  5  giugno 2016 ORARI lunedì-venerdì:  15.00 - 19.00 sabato e domenica:v10.00-13.00 I 15.00 - 19.00  

Lo Re - Nicola Rotiroti

from 2016-05-06 to 2016-06-10

Galleria Rosso20Sette


Supernova - Pietro Zucca ed Emmeu

from 2016-05-07 to 2016-06-07

White Noise Gallery


"La lima che sottile incide". La letteratura del ‘900 nell’opera xilografica di Schialvino & Verna

from 2016-05-13 to 2016-07-15

Biblioteca Nazionale Centrale


Giappone. Esposizione di lacche dalle collezioni del MNAO

from 2016-05-05 to 2016-06-30

Museo Nazionale d'Arte Orientale Giuseppe Tucci (Palazzo Brancaccio)


LA PAZZA GIOIA di Paolo Virzì - Scatti di Paolo Ciriello dal film

from 2016-05-10 to 2016-06-05

Casa del Cinema

MOSTRA FOTOGRAFICA LA PAZZA GIOIA di Paolo Virzì - Scatti di Paolo Ciriello dal film 10 maggio  -  5  giugno 2016 ORARI lunedì-venerdì:  15.00 - 19.00 sabato e domenica:v10.00-13.00 I 15.00 - 19.00  

Dove nessuno va - Vincenzo Schillaci

from 2016-05-20 to 2016-06-30

Operativa Arte Contemporanea


I Will Shield You - Virginia Ryan

from 2016-05-12 to 2016-06-25

Montoro12 Contemporary Art


Guerra, Capitalismo & Libertà - Banksy

from 2016-05-24 to 2016-09-04

Fondazione Roma Museo (Museo del Corso) - sede di Palazzo Cipolla

War, Capitalism & Liberty, are the contemporary issues explored in this exhibition through the artworks of the main international street artist known as Banksy.

The exhibition includes extensive corpus artis of Banksy’s works coming from private international collections. Original paintings, prints, sculptures and rare objects will be exhibited, many of which have never been shown previously.

It is a non-profit exhibition, characterized by a strong educational and school-targeting component, which is a comprehensive scientific review of the artist known as Banksy.

As a street artist with his roots in Bristol, Banksy has influenced globally the urban art movement and is arguably one of the movement’s most notorious artist. The exhibition will examine how social and political events of our world are viewed through the street art of Banksy; from his motif of monkeys declaring ‘Laugh Now But One Day I’ll Be in Charge’ to the chilling image of ‘Kids on Guns’.

Banksy is one of most discussed, debated and acclaimed cultural figures of our age. His anonymous persona has captivated international audiences since the late 1990s. An urban artist, his media ranges from painting on canvas, screen-prints and sculpture to large installations and even the occasional livestock. His artwork reveals a unique mix of humour and humanity; it is created for the masses and affords a voice for those in – and indeed outside – of society who would otherwise not be heard. A recent example is his commentary on the refugee crisis and the after effects of Dismaland. His anonymity and refusal to conform mean that he is as difficult to nail down as is his artwork, and thus a survey of his works has never been officially or unofficially exposed in a private museum to a public audience.

The Fondazione brought together this collection – which is extensive and unprecedented – thanks to lenders from around the world. The exhibition will highlight Banksy’s great artistic skills, through all his career, underlining the main inspiration sources: WAR, CAPITALISM and LIBERTY.

An exhibition conceived, promoted and realised by Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo Chairman Emmanuele Francesco Maria Emanuele.
Curated by Stefano Antonelli, Francesca Mezzano & Acoris Andipa


Monday - Camille Henrot

from 2016-05-12 to 2016-11-06

Palazzo Ruspoli - Fondazione Memmo


Energia dell'anima

from 2016-05-11 to 2016-06-12

Sala Instituto Cervantes


DUPLICATO DI [Enzo Siciliano nel suo tempo]

from 2016-05-05 to 2016-07-14

Casa delle Letterature


La Misericordia nell'arte. Itinerario giubilare tra i Capolavori dei grandi Artisti Italiani

from 2016-05-31 to 2016-11-27

Musei Capitolini

Il tema della Misericordia rappresentato attraverso opere d’arte, da dipinti a sculture, da miniature a incisioni 

Il tema della Misericordia, proprio perché costituisce il cuore del pensiero cristiano, è stato oggetto di tante opere d’arte, da dipinti a sculture, da miniature a incisioni, che raffigurano da una parte la Madonna della Misericordia, cioè la Vergine che accoglie con il mantello il popolo cristiano, come una madre che protegge, difende e aiuta la propria prole, e dall’altra le Opere di Misericordia Corporali, che Cristo enuncia (Vangelo di San Matteo, 25, 35-36) e che il buon cristiano deve compiere.

La mostra dunque esporrà varie testimonianze artistiche dedicate al tema della Misericordia, suddividendo il percorso in due sezioni:
- La Madonna della Misericordia.
In questa sezione, un piccolo nucleo di dipinti testimonieranno della grande diffusione che il soggetto ebbe e tra questi si segnalano un dipinto di Niccolò Alunno, proveniente dalla Pinacoteca Comunale di Assisi, una tavola della fine del Quattrocento del Museo Diocesano di Orte, una tela di Jacopo Zanguidi detto Il Bertoja della Galleria Nazionale di Parma. 
L’opera più famosa di questo tema è il Polittico della Misericordia di Piero della Francesca, che si trova a Borgo San Sepolcro, ma tanti sono stati gli artisti che l’hanno raffigurata, da Simone Martini a Lippo Memmi, da Bartolomeo Caporali a Pietro Perugino.  

Le Sette Opere di Misericordia Corporali.
Qui sono presentati i dipinti e le sculture che illustrano le varie opere misericordiose, tra cui si segnalano un bassorilievo di Pietro Bernini del Museo Nazionale di San Martino, la Carità di Guido Reni e un dipinto di Pierre Subleyras del Museo di Roma.
L’opera più celebre e più esemplificativa del tema della misericordia è il dipinto che Caravaggio eseguì per il Pio Monte della Misericordia a Napoli nel 1606-1607, conosciuto come le Sette Opere di Misericordia.  

I due grandi capolavori di Piero della Francesca e di Caravaggio, per la delicatezza e l’importanza delle opere, saranno documentati attraverso pannelli didattici.


#MILIONIDIPASSI

from 2016-05-21 to 2016-06-10

Teatro del Lido di Ostia


In Acqua: H2O Molecole di creatività

from 2016-05-04 to 2016-06-12

Aula Ottagona, Museo Nazionale Romano - Terme di Diocleziano


Antonio Meneghetti

from 2016-05-20 to 2016-06-26

Complesso del Vittoriano (Ala Brasini)


Marco Tirelli

from 2016-05-06 to 2016-07-22

Fondazione Pastificio Cerere


Calligrafia e arte calligrafica del Pakistan – Stili e tendenze contemporanee

from 2016-05-06 to 2016-07-10

Museo Nazionale d'Arte Orientale Giuseppe Tucci (Palazzo Brancaccio)


Anthony Giles - Brezze e nebbie del Kent

from 2016-05-03 to 2016-05-31

Coronari 111 Art Gallery


Gianni Berengo Gardin. "Vera fotografia". Reportage, immagini, incontri

from 2016-05-19 to 2016-08-28

Palazzo delle Esposizioni


Arredare con l’Arte - OpenARTmarket

from 2016-05-08 to 2016-06-02

Stadio di Domiziano


Cielo e Terra: Silvestro Amanzio Moroncelli, i grandi globi del 1716 e la collezione cartografica della biblioteca Casanatense

from 2016-04-28 to 2016-11-28

Biblioteca Casanatense


Robert Proch - Crossing the Line

from 2016-04-16 to 2016-06-11

Galleria Wunderkammern


Leila Vismeh. La caccia

from 2016-05-06 to 2016-06-25

MAC Maja Arte Contemporanea


Peregrinatio Sancta. Le Bolle dei Giubilei dall’Archivio Segreto Vaticano

from 2016-05-04 to 2016-07-31

Palazzo Pontificio Maffei Marescotti


Alex Fakso

from 2016-04-30 to 2016-10-31

Ex Caserma Guido Reni


Sogni d'Oro

from 2016-05-05 to 2016-07-22

AlbumArte


Tillman Kaiser

from 2016-05-10 to 2016-06-09

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

Mostra di arte contemporanea dell'artista Tillman Kaiser: pitture, disegni, sculture spesso declinati sul binomio bianco/nero

La mostra di Tillman Kaiser, la prima personale dell’artista presso una pubblica istituzione in Italia, prosegue al Museo Pietro Canonica di Roma il ciclo espositivo dal titolo Fortezzuola, promosso da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Il progetto, ideato e a cura di Pier Paolo Pancotto, è volto a far riflettere sul rapporto tra protagonisti dell’arte contemporanea internazionale e l’Italia e offre al pubblico l’opportunità, per la prima volta, di apprezzare la produzione di esponenti particolarmente rappresentativi della creatività odierna ma scarsamente presenti, se non del tutto assenti, nella scena espositiva pubblica italiana.
Tillman Kaiser, dopo aver soggiornato a più riprese a Roma, ha concepito un progetto ispirato al contesto storico e culturale del Museo Canonica che egli apprezza soprattutto per il suo carattere intimo, riservato quasi “periferico” com’egli stesso ama dire, percependolo soprattutto come “un luogo di contemplazione, un’oasi”. Sulla base di questi elementi compie al suo interno un intervento che si articola applicando alcuni dei sistemi espressivi più ricorrenti nel suo percorso creativo: pittura, disegno, scultura, spesso declinati sul binomio bianco/nero. A far loro da comune denominatore il tema del ritratto, ideale omaggio al lavoro di Pietro Canonica che attorno a questo soggetto ha incentrato molta della sua produzione. Dei ritratti, infatti, sono riprodotti su una serie di installazioni plastiche che, composte in larga parte di carta, si snodano lungo le sale del museo calibrando le loro forme e proporzioni su quelle degli ambienti che le ospitano.


lasciami entrare. Alessandro Valeri

from 2016-06-02 to 2016-07-24

La Pelanda - Centro di produzione culturale

Foyer 1
La mostra di Alessandro Valeri è l’ultima tappa di un viaggio iniziato dall’artista nel 2011 a Tzippori (Sepphoris in greco antico) in Galilea, vicino a Nazareth. E’ lì che, all’interno di un moshav ebraico in una zona del paese prevalentemente abitata da arabi musulmani, un piccolissimo gruppo di suore dell’Ordine delle Figlie di Sant’Anna gestisce, con operatori cristiani, ebrei e musulmani, un orfanotrofio che accoglie bambini senza alcuna distinzione di etnia o religione. La mostra è promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Alessandro Valeri vuole aiutare, vuole dare il suo contributo, mettendo a disposizione la sua creatività, la sua arte, il suo impegno. Torna laggiù varie volte, in un crescendo di interesse e di attenzione per quell’oasi di affetti e lavoro. Attiva amici, conoscenti, scatta fotografie, registra suoni, fa riprese video, disegna con e per i bambini. Nasce SEPPHORIS, un progetto per sostenere le attività di un luogo speciale per la diversità culturale e religiosa che rappresenta.

Il primo importante risultato lo raggiunge nel 2015 con la mostra ALESSANDRO VALERI SEPPHORIS curata da Raffaele Gavarro e ospitata al Molino Stucky per la 56. Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, come evento collaterale. In mostra, in una suggestiva installazione campeggiano le grandi tele delle foto di Tzippori, sulle quali l’artista interviene con segni e colori. Opere che Valeri ha donato alla casa d’accoglienza, impegnandosi direttamente nella vendita e il cui ricavato è servito ad acquistare beni di prima necessità per l’orfanotrofio.

Il secondo traguardo è il libro SEPPHORIS che narra il progetto attraverso testi ma soprattutto immagini. Con l’intento di raccogliere ancora fondi, l’artista da due fotografie ha realizzato una serie di 100 esemplari numerati, di 50 x 63 cm.

Il progetto approda a Roma, negli spazi di MACRO Testaccio, La Pelanda - Foyer 1, con la mostra lasciami entrare, dove attraverso una nuova dimensione narrativa la presenza dei bambini di Tzippori si fa via via più evidente e il loro mondo, fatto di sogni e speranze troppo spesso disilluse, viene raccontato in un percorso visivo dove fotografia e pittura sono immerse in un’opera di sound-design. Migliaia di matite spezzate segneranno il cammino, che culminerà in un’installazione sospesa, un vecchio banco di scuola posizionato nel vuoto per evocare il diritto all’istruzione, spesso negato. Ma non tutto è perduto: la felicità si misura davanti ad una macchina per lo zucchero filato.

La mostra, curata da Micol Veller Fornasa, prevede anche gli interventi critici di Barbara Martuscello e Jonathan Turner.

Note biografiche
Alessandro Valeri vive e lavora tra Narni, Roma e Berlino. Diplomato presso l’Istituto di Stato per la cinematografia e televisione Roberto Rossellini di Roma, ha conseguito il Master presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Tra le principali mostre personali e collettive si segnalano: “Sepphoris” (2015) alla 56° Biennale di Venezia - Eventi Collaterali presso il Molino Stucky alla Giudecca, curata da Raffaele Gavarro. “Stai con me” (2014) alla Medio Area Gallery di Terni, curata da Mimmo Parente; “Panorama” (2013) presso il Museo PAN di Napoli, curata da Francesca Pietracci e Jonathan Turner; “Circo” (2013) presso la galleria Il Ponte Contemporanea di Roma, curata da Giuliano Matricardi; “Elettroshot” (2011) presso lo spazio espositivo delle “Cartiere Binda Milano”, curata da Achille Bonito Oliva; â€œDa un’intuizione teorica” (2011) docu-film, nella mostra “La Transavanguardia Italiana”, curata da Achille Bonito Oliva presso il Palazzo Reale di Milano/MAMBO – Museo d’Arte Moderna (Bologna) /MADRE – Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (Napoli)/Accademia di San Luca (Roma)/Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Roma); “Esplorazioni” (2000) presso “Associazione Futuro” (Roma), curata da Ludovico Pratesi; “Progetto Oreste” (1999) presso il padiglione italiano della 48° Biennale di Venezia, curata da Harald Szeemann ; Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo Roma (1998) ex-Mattatoio (Roma), curata da Jannis Kounellis; “Campagna d’Italia” (1995) presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, curata da Achille Bonito Oliva.


SUPERSTUDIO 50

from 2016-04-21 to 2016-09-04

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Barbara Salvucci. INK

from 2016-05-06 to 2016-06-26

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Barbara Salvucci presenta i suoi ultimi lavori. Isola di zinco magica nella sua potenza, resa leggerissima dalle trasparenze che la attraversano quasi a inseguirne le venature. 

Sui muri grandi, le poetiche forme realizzate a china paiono liberarsi leggere. Danzano sulle pareti come bellissime meduse marine. Il gesto metodico, ossessivo, monastico, utilizzato dall’artista per arrivare a penetrare all’interno dei suoi materiali è stato possibile attraverso un lavoro che è stato anche di alcuni artisti degli anni Settanta, dai quali si distanzia per una personale leggerezza e felicità delle forme. Barbara consegna alla materia il dono di rivelarci non solo il mistero del genere umano ma quello della creatività dell’universo.


Salvarsi dal naufragio - Fraddosio/Marini

from 2016-05-06 to 2016-06-19

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Antonio Fraddosio e Claudio Marini hanno dato forma a quell’inquietudine quasi apocalittica che agita il mondo col suo vento di follia. Il titolo della mostra si fonda sulla constatazione che a doversi salvare dal naufragio non sono solo i poveri migranti ma anche gli europei colpiti da una profonda crisi morale.

Fra le trenta opere esposte diventano simboli concreti dell’inquietudine odierna le bandiere, chiuse in gabbia, sgualcite, strappate, liquefatte, vessilli in crisi e spogliati di qualsiasi retorica celebrativa. Ecco allora, nell’inquieto sommovimento materico che unisce i due artisti, opere come Bandiera nera nella gabbia sospesa, Le onde nere o i dodici pannelli de L’isola nera di Fraddosio, oppure le bandiere nere (Iraq, Italia, Usa, Siria, ecc.), Zona Pericolo, il ciclo Mediterraneo di Marini".


Dall’oggi al domani. 24 ore nell’arte contemporanea

from 2016-04-30 to 2016-10-02

MACRO Via Nizza

Sala Bianca
A cura di Antonella Sbrilli e Maria Grazia Tolomeo, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e realizzata con il contributo di Bulgari, la mostra, il cui titolo è ispirato a un’opera di Alighiero Boetti, vuole offrire alcuni spunti di riflessione sul grande tema del tempo, che è sempre stato caro agli artisti di ogni epoca e che è diventato via via più urgente a partire dal XX secolo.

Nell’era in cui la tecnologia e internet hanno mutato la nostra percezione della realtà, il concetto di tempo resiste e ritma ancora la nostra vita nel rispetto di criteri e grazie a strumenti che sono stati creati dall’uomo centinaia di anni fa.

Il nostro calendario è ancora basato su quello gregoriano, introdotto da oltre quattrocento anni, la giornata è da secoli scandita da ventiquattro ore, e lo strumento che utilizziamo per calcolarla è ancora l’orologio, a cui affidiamo l’organizzazione del nostro tempo personale e collettivo.

Grazie a internet, il tempo delle nostre vite si è accelerato, ma anche dilatato, perché i social network si sono trasformati in piazze globali che non vanno mai a dormire e restano attive ventiquattro ore su ventiquattro. Non esiste quasi più un limite preciso tra il giorno e la notte e il tempo si è trasformato in un flusso continuo di secondi, minuti ed ore, esattamente come accade sul quadrante dei nostri orologi, dove la lancetta non si ferma mai.

La mostra Dall’oggi al domani si concentra soprattutto sull’oggi, sul trascorrere del tempo nella giornata, una porzione di presente controllabile. Presso il MACRO sono esposti circa settanta capolavori dell’arte moderna e contemporanea, di artisti italiani e stranieri, che sono nati dalla riflessione sul ruolo del tempo nella nostra vita e sugli strumenti di cui l’uomo si è dotato per calcolarlo, con particolare attenzione all’orologio e al calendario. Nella loro varietà, queste opere abbracciano linguaggi ed espressioni multiformi, pittura, fotografia, video, scrittura diaristica, musica, ricamo, elaborazione digitale di dati, rappresentando stimolanti spunti di meditazione.

Un percorso nel tempo, nei giorni, nelle ore, nelle date, arricchite di creatività e fantasia, strappate dal flusso ripetitivo e offerte allo sguardo e all'interazione dei visitatori.

Le opere scelte, nella loro disposizione, suggeriscono alcuni percorsi tematici: Ritmi (Balla, Cambellotti, Paolini, Camoni, Romualdi, Mayr, Patella); Oggi, Domani (Boetti, Ceroli, Mattiacci, Spinelli); Giornate di lavoro (Opalka, Pietrella, Adami, Blank, Giovannoni); Date (On Kawara, Vezzoli, Darboven, Comani); Date speciali (De Dominicis, Closky, Albani, Sebregondi, Bertozzi&Casoni, Pignotti, Fois); Calendari (Boetti, Novelli, Miccini, Ori, Ghirri, Abate, Mambor, Mari, Cattelan, Neuenschwander, Camoni); Diari (Breakwell, Rubio, AOS); Passaggi (Vaccari, Vautier, Baruchello, Benetta); 24 ore (Almond, Shemilt & Partridge, Camporesi).

Sono previsti lavori site specific ad opera degli artisti Manfredi Beninati, Daniele Puppi e Caccavale.

Main sponsor della mostra è Bulgari, da oltre 130 anni emblema di una creatività pionieristica in gioielleria che interpreta le tendenze dell’oggi ma è sempre proiettata nel futuro. Gli spazi della mostra ospiteranno immagini di campagne storiche dedicate agli orologi della Maison nelle quali i concetti di tempo e luogo si fondono in una dimensione artistica ed onirica.  

Ulteriore contributo di Bulgari alla mostra sarà una grande installazione realizzata per la Maison dall’architetto anglo-irachena Zaha Hadid, recentemente scomparsa. La forma dell’opera evoca il serpente, che nella storia dell’arte è stato spesso associato all’eternità del tempo nel simbolo dell’uroboros: la struttura costituirà uno degli spazi in cui si svolgeranno alcune delle iniziative che animeranno la mostra.

Il progetto sarà infatti arricchito da una straordinaria attività sui social networks e da eventi, giochi, performance, incontri, lezioni, reading, condotti in collaborazione con gli allievi dei corsi di Storia dell’Arte Contemporanea della Sapienza Università di Roma - Dipartimento Storia dell’Arte e Spettacolo.

La mostra, che prevede anche una collaborazione con la Provincia Autonoma di Bolzano e con il Goethe-Institut Rom, è accompagnata dal catalogo Dall’oggi al domani. 24 ore nell’arte contemporanea (Manfredi Edizioni), con i testi introduttivi delle curatrici, la conversazione con Achille Bonito Oliva In corsa col tempo, il racconto inedito di Mario Perniola Ventiquattr’ore,  la storia dell’International Society for the Study of Time di Jo Alyson Parker, e gli interventi di Michele Brescia, Daniela Collu, Ada De Pirro, Costantino D’Orazio, Laura Leuzzi, Caterina Marrone, Michela Santoro.


Triumphs e Laments - Opera site-specific di William Kentridge

from 2016-03-09

Lungotevere della Farnesina, Ponte Mazzini, Ponte Sisto

Grande opera site-specific del celebre artista sudafricano William Kentridge. Un progetto di dimensioni eccezionali creato appositamente per la città di Roma, inaugurata per il Natale di Roma (21 aprile 2016).

Sugli argini del Tevere, tra Ponte Mazzini e Ponte Sisto - tratto ribattezzato per l’occasione “Piazza Tevere” -, su una superficie lunga 550 metri si snoda un fregio di circa 80 figure, alte fino a 10 metri, raccontando in ordine non cronologico 'trionfi e lamenti' della Capitale, dall'età antica fino a oggi, da Romolo che fonda Roma e uccide Remo, alla morte di Pasolini.

L'opera emerge dalla patina scura mettendo in evidenza il bianco del travertino. Proprio per le caratteristiche della stessa superficie, il fregio sarà visibile per 4-5 anni, prima di essere riassorbito dal muro stesso.

Alla realizzazione dell'opera collaborano: Roma Capitale (Assessorato Cultura e Sport, Assessorato all’Ambiente), Sovraintendenza Capitolina, Polo Museale Contemporaneo di Roma Capitale, Regione Lazio, Direzione Infrastrutture ambiente e Politiche abitative della Regione Lazio, Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Architettonici di Roma, MIBAC Ministero dei Beni Artistici e Culturali, Municipio I.


Fluxus Music, Scores&Records

from 2016-05-07 to 2016-07-02

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - AuditoriumArte
Sense Sound / Sound Sense
Fluxus Music, Scores&Records in the Luigi Bonotto Collection

responsabile del progetto
Anna Cestelli Guidi

mostra a cura di
Patrizio Peterlini, Walter Rovere
con la collaborazione di
Giorgio Maffei

allestimeno di
Gianfrancesco Picchi

una produzione di
Fondazione Bonotto e Fondazione Musica per Roma

catalogo Sense Sound / Sound Sense
a cura di Patrizio Peterlini e Walter Rovere
editore Danilo Montanari

Il 6 maggio alle ore 19, durante l’inaugurazione, avrà luogo la performance “Natura Morta” di Walter Marchetti eseguita da Lucio Perotti
Sense Sound / Sound Sense è un progetto espositivo dedicato alle partiture musicali, ai dischi e al rapporto con la musica del movimento Fluxus. La mostra intende proporre un primo ragionamento sulle partiture e la notazione musicale in ambito Fluxus. La questione della notazione della nuova metodologia performativa e della nuova musica non riguarda certamente solo Fluxus, Zaj e tutte le sperimentazioni nate dalla lezione di Cage. Essa, infatti, inizia ben prima e si espande, con diverse diatribe, per gran parte del secolo scorso.
Fluxus tuttavia, riconosciuto come uno dei più influenti movimenti artistici del Novecento, anticipatore di intere correnti artistiche successive (dal concettuale alla performance alla video-art), dedicò un’enorme importanza alla produzione musicale, presentando tutte le proprie manifestazioni pubbliche come “concerti” che però demolivano sistematicamente ogni nozione accettata di forma e contenuto in musica, prendendo di mira le convenzioni d’ascolto e i valori culturali ormai obsoleti della musica classica ma anche le pretese “scientifiche” e intellettualistiche delle più avanzate coeve esperienze classico-contemporanee europee. Non a caso venne coniato il termine “Intermedia” per definire l’aggressione alle categorie separate dell’arte, le singolari fusioni tra poesia, arte concettuale e scultura e l’annullamento della distanza tra performance “musicale” e “teatrale” rappresentate da molti “Eventi” Fluxus. La mostra avrà una forte componente interattiva tecnologica. Saranno inoltre esposte sculture sonore e concettuali, strumenti autocostruiti, poster e documenti originali, dischi e libri d’artista ad argomento musicale. Inoltre nel Foyer della Sala Petrassi verranno esposte le 7 grandi tele dell’installazione dei “Sette quartetti. L'oublie de Métamorphoses” (2009) di Gianni Emilio Simonetti. L’intera mostra sarà allestita con i materiali provenienti dalla Collezione Luigi Bonotto.

MADE in Roma. Marchi di produzione e di possesso nella società antica

from 2016-05-13 to 2016-11-20

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Esposizione di marchi, loghi, firme e simboli di proprietà ed appartenenza nell'antica Roma
Guarda il video teaser della mostra
Su twitter     #madeinroma 

Marchi, loghi, firme e i più disparati simboli di proprietà e appartenenza circondavano la vita di un antico romano non meno di quanto accada oggi per un uomo moderno.

Vetri, piatti e lucerne portavano impressi i simboli distintivi dei propri produttori, le derrate alimentari venivano trasportate in botti ed anfore timbrate da impresari e commercianti, così come era in uso il terribile costume di marchiare con signa schiavi o condannati. Sono solo alcuni degli esempi testimoniati dai preziosi reperti esposti  nella mostra archeologica MADE in Roma. Marchi di produzione e di possesso nella società antica e provenienti da prestigiosi musei romani ed internazionali.

Una mostra dedicata dunque al “marchio”, quel complesso sistema di simboli identificativi e di riproduzione di valori e di esperienze che risalgono all’origine dell’uomo e che ha percorso anche la complessa storia economica e sociale dell'antica Roma. Una società “pre-industriale” dove, grazie alla pax romana, si ampliò il sistema produttivo e commerciale – con botteghe, aziende, corporazioni, artigiani, trasporti, strade – e dove i simboli codificarono le identità e la volontà di appartenere ad un sistema produttivo e culturale comune. La romanizzazione trasformò differenti popoli e territori in una communis patria, una patria comune nei confini, nella lingua, negli usi, nei costumi e anche nel commercio. Essere MADE in Roma, quindi, significò amalgamare tradizioni e storie verso una cultura multietnica negli stili, nelle tecniche, nei valori. 

Il percorso espositivo, animato da apparati multimediali, da un sistema di comunicazione dedicato anche ai più piccoli e da un fitto calendario di     attività didattiche, si divide in due macro sezioni:
- analisi dell’aspetto “industriale”del marchio;
- produzione e al commercio marittimo.


Elmi dell'Impero Romano – Dagli Etruschi a Costantino

from 2016-04-18 to 2016-09-04

Stadio di Domiziano


William Kentridge - Triumphs and Laments: a project for Rome

from 2016-04-17 to 2016-10-02

MACRO Via Nizza

Project Room #1 e #2
Curata da Federica Pirani e Claudio Crescentini, l'esposizione presenta oltre 80 opere con un allestimento ideato appositamente da Kentridge per il MACRO. La mostra è promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con la Galleria Lia Rumma.

La mostra rappresenta il culmine di una serie di iniziative artistiche e culturali che hanno legato la città di Roma al famosissimo artista d’origine sudafricana.

Una serie di iniziative che hanno anche come punto di arrivo il monumentale intervento sulla storia di Roma, da sempre fortemente voluto dall’Amministrazione Capitolina, che Kentridge ha iniziato a realizzare lo scorso 9 marzo sui muraglioni del Tevere e che sarà inaugurato il prossimo 21 e 22 aprile, in occasione del Natale di Roma. Si tratta di un progetto multidisciplinare e no-profit, promosso da TEVERETERNO, dedicato al tratto della banchina del Tevere compreso fra Ponte Sisto e Ponte Mazzini, cosiddetta “Piazza Tevere”: il primo e più grande spazio pubblico all’aperto dedicato alle arti contemporanee a Roma.

In mostra i bozzetti a carboncino delle figure ideate dall’artista per i muraglioni del Tevere, dove ricorre penetrante l’iconografia dell’arte antica romana così come immagini e storie dedotte dalla storia della Chiesa, fra le quali una struggente Santa Teresa d’Avila, fino al nostro contemporaneo rappresentato dalla grande e toccante installazione dedicata alla morte di Pier Paolo Pasolini, uno dei poeti e intellettuali più amati da Kentridge.
Oltre a queste opere, già in parte presentate alla Biennale di Venezia del 2015, vengono esposti una serie di disegni a inchiostro e a pastello inediti, realizzati appositamente per l’occasione dall’artista, e un grande fregio su carta, anche questo inedito, lungo oltre sei metri che riproduce proprio la totalità della sequenza delle monumentali figure realizzate dall'artista sull’argine del Tevere.
Esposti anche alcuni ritagli di figure e oggetti, sempre inediti, che in seguito verranno adoperati come stendardi dai performer in occasione dell'evento musicale e teatrale, concepito da Kentridge in collaborazione con Philip Miller, che sarà rappresentato nel corso dei due giorni di inaugurazione e di cui le prove saranno realizzate direttamente presso gli spazi di MACRO Testaccio, gentilmente concessi dalla Sovrintendenza Capitolina per tale straordinaria occasione. Questi “cut out”, come li definisce l’artista, esposti al MACRO, saranno poi portati in processione durante la performance, entrando e uscendo dal museo per tale occasione.
Trasmessi inoltre dei video preparatori del grande processo creativo messo in atto, ormai da anni dall’artista, basilari per capire l’evoluzione del progetto totale “Triumphs and Laments”.
Questo del resto è il modo scelto da Kentridge di confrontarsi con Roma, in maniera multidisciplinare e multimediale, dove l’arte e la cultura di uno dei più grandi artisti contemporanei dialoga e si confronta appunto con la grande storia millenaria dell’Urbe, le sue iconografie, i protagonisti, l’ambiente rivissuto e riletto con grande forza creativa e intellettuale.


Ecuador al mundo. Un viaje por su historia ancestral” (L'Ecuador al mondo. Un viaggio attraverso la sua storia ancestrale)

from 2016-04-22 to 2016-07-03

Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"


Edifici dei Gesuiti nel mondo antico e moderno

from 2016-04-19 to 2016-06-30

Chiesa del Gesù, Sant'Ignazio di Loyola


VIVID MEISEN. La sfavillante moda kimono moderna

from 2016-04-22 to 2016-06-04

Istituto Giapponese di Cultura


Where Is Dawn Now? #3

from 2016-05-07 to 2016-07-22

Fondazione Pastificio Cerere, Spazio Cerere


Alla ricerca di una città normale. Il ruolo dei quartieri di iniziativa pubblica nell’espansione urbana degli ultimi 50 anni in Italia

from 2016-04-15 to 2016-06-15

Archivio Centrale dello Stato


Domon Ken. Il maestro del realismo giapponese

from 2016-05-27 to 2016-09-18

Museo dell'Ara Pacis

Monografica dedicata ad uno dei fotografi più importanti della storia della fotografia moderna giapponese

In mostra circa 150 fotografie, realizzate tra gli anni Venti e gli anni Settanta del ‘900, che raccontano il percorso di ricerca verso il realismo sociale. Dai primi scatti, prima e durante la seconda guerra mondiale, che mostrano la visione legata al fotogiornalismo e alla fotografia di propaganda, passando dalla fotografia di ambito sociale, la mostra ripercorre la produzione di Domon Ken fino all’opera chiave che documenta la tragedia di Hiroshima, alla quale il fotografo si dedicò come rispondendo ad una chiamata e ad un dovere umanitario.

Cura della mostra Rossella Menegazzo, docente di Storia dell’Arte dell’Asia Orientale all’Università degli Studi di Milano e del Maestro Takeshi Fujimori, direttore artistico del Ken Domon Museum of Photography.


LO SGUARDO DEGLI INVISIBILI - Emozioni in parole ed immagini

from 2016-04-18 to 2016-05-31

Parioli Fotografia Studio


MISTER G. di Gilbert Garcin / LE DONNE DI PICASSO di Cristina Vatielli

from 2016-04-16 to 2016-06-18

Galleria del Cembalo


"The life of a swiss guard. A private view" - Il Corpo della Guardia Svizzera Pontificia nelle immagini di Fabio Mantegna

from 2016-04-02 to 2016-06-12

Musei Vaticani


Colori profondi del Mediterraneo

from 2016-04-14 to 2016-06-19

Museo Civico di Zoologia

La mostra intende rivelare al più vasto pubblico quali risorse il nostro mare custodisce e di raccontare l’avvincente percorso che ha portato alla scoperta di ambienti fino a ieri irraggiungibili e sconosciuti, coniugando il rigore scientifico con un linguaggio divulgativo adatto a raggiungere tecnici, appassionati e curiosi.
Saranno esposte 30 foto, in formato 50x70 cm, di organismi marini mai fotografati prima nel loro ambiente naturale, corredate da didascalie, precedentemente pubblicate nel libro omonimo “Colori Profondi del Mediterraneo”, edito da ISPRA, presentato ad ottobre presso lo stesso museo. La mostra sarà corredata da postazioni video.
Promosso da: Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Orari: Martedì-Domenica ore 9.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.00). Giorni di chiusura: Lunedì, 1 maggio
N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli    Avvisi
Mostra gratuita previo acquisto del biglietto di ingresso al museo secondo    tariffazione vigente
Condizioni di gratuità e riduzioni
Tel 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00
Scarica il    comunicato stampa


I libri che hanno fatto l’Europa e gli europei

from 2016-03-31 to 2016-07-22

Accademia Nazionale dei Lincei, Palazzo Corsini


Alphonse Mucha

from 2016-04-15 to 2016-09-11

Complesso del Vittoriano (Ala Brasini)

The Complesso del Vittoriano is housing a major retrospective on the leading representative of Art Nouveau and one of the most celebrated artists in Europe at the turn of the 20th century: Alphonse Mucha.

Under the aegis of Istituto per la storia del Risorgimento , organized and produced by Arthemisia Group in collaboration with the Mucha Foundation, with the support of the Regione Lazio, the exhibition is bringing a remarkable nucleus of works by the Czech artist to Rome: over 200 masterpieces illustrating the development of Mucha's career and the maturation of a man who lived in one of the most tumultuous periods of European history.

The grand Roman exhibition, curated by Tomoko Sato, is bringing to Italy many posters, drawings, paintings, decorative works, books and photographs for the first time. Through works such as Gismonda (1894), The Seasons: Summer (1896), Madonna of the Lilies (1905) and Study for 'The Slav Epic' cycle No. 14: The Defence of Sziget (c. 1913-14), the exhibition explores six different aspects of the artist's personality across as many sections: Bohemian in Paris; creator of the Mucha style; cosmopolitan; mystic; patriot; and philosopher-artist.


Barbie. The Icon

from 2016-04-15 to 2016-10-30

Complesso del Vittoriano (Ala Brasini)

Although her real name is Barbara Millicent Robert, for all the young girls who have owned one she's just Barbie. But, Barbie is more than just a doll, she is a global icon, who manages to knock down every linguistic, cultural, social, and anthropological barrier, and in her 56 years of life, she has represented 50 different nationalities had over 150 careers and much much more.

Indeed, it is for this reason that also Complesso del Vittoriano has chosen to dedicate an exhibition to her: curated by Massimiliano Capella, and produced by Arthemisia Group and 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE in collaboration with Mattel.

Barbie. The Icon tells the story of the incredible life of this ageless woman who has had the privilege to be timeless, to cross distant eras and lands, thereby bolstering her status as a legend and, above all, as an icon of fashion and a reflection of the times.

The exhibition comprises five sections and starts with an introductory room called Simply Barbie, which contains 8 iconic dolls, as well as representative pieces for each decade from 1959 to the present time.

The first section, From Teenage Fashion Model Doll to Fashionista. A fashionable doll, is dedicated to a key aspect of Barbie's life, i.e. fashion.

The second section called I Can Be. Barbie Careers, exhibits the collection of international careers, and emphasizes Barbie's philosophy, which has inspired and encouraged three generations of girls to dream, discover, and explore a world where 'Anything is possible'.

The third section presents Barbie's family and friends and is called Barbie's Family. The section also hosts a reconstruction of Barbie's house, where children can enter and explore the rooms where Barbie lives, experience her lifestyle and take memory pictures.

The fourth section, Travelling Barbie, Dolls of the World, pays tribute to one of the most original and modern aspects of Barbie's story: the quest, begun back in 1964, for a link between different cultures, a multiethnic variety which signifies an inexorable contemporary value.

The fifth and last section, Barbie Divas, tells how over time Barbie has identified and compared herself with many of the heroines of her day.


Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte 1931 - 1935 - 1939

from 2016-03-24 to 2016-10-30

Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

La mostra è dedicata alle opere acquistate dal Governatorato di Roma alle prime edizioni delle Quadriennali d’Arte (1931-1935-1939), importanti manifestazioni espositive, destinate a rappresentare l’arte italiana contemporanea nelle sue diverse tendenze.

#RomaAnniTrenta

La mostra è promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a cura della Galleria d’Arte Moderna in collaborazione con la Fondazione La Quadriennale di Roma e con l’Istituto Luce-Cinecittà.

La Quadriennale nasceva in un vasto piano di riordino e razionalizzazione delle iniziative a carattere espositivo sul territorio nazionale. L’idea era accentrare le forze più rappresentative dell’arte italiana in un’unica grande esposizione di raccordo tra le mostre provinciali e regionali, organizzate dai sindacati artistici, e l’appuntamento internazionale della Biennale veneziana. La Quadriennale doveva diventare la più importante manifestazione artistica a livello nazionale, collegata a una pianificazione di incentivi per gli espositori. Le prime tre edizioni del 1931, 1935, 1939 sono esemplari a questo riguardo e coincisero con il momento di grande attenzione che il regime riservò al lavoro degli artisti e alla funzione dell’arte come affermazione del primato italiano di civiltà e supremazia. Lo svolgimento delle manifestazioni e la perfetta e serrata organizzazione di un sistema di comitati e di giurie, di inviti e premi, di regolamenti e di eventi inaugurali, che nella figura di Cipriano Efisio Oppo trovarono un intelligente stratega, rappresentò un elemento non secondario della promozione delle arti voluta dal regime, un’occasione e un’importante vetrina per le arti figurative a livello nazionale. L’intervento economico del governo nella loro realizzazione coincideva con l’importanza che la capitale, nelle intenzioni di Mussolini, veniva ad assumere, non solo come centro politico amministrativo, ma anche culturale e artistico, dell’intera nazione. Era inteso che la Galleria di opere moderne, inaugurata nel 1925 in Palazzo Caffarelli e ribattezzata nel 1931 Galleria Mussolini, rappresentasse il fiore all’occhiello anche del Governatorato che volle promuovere, per lo più proprio presso le Quadriennali, un’intensa campagna di acquisti che nel giro di pochi anni superò le trecento acquisizioni.

Le circa 120 opere selezionate nel patrimonio della raccolta capitolina presentano un quadro il più possibile fedele al carattere delle prime Quadriennali e, con esse, delle tendenze presenti nell’arte italiana degli anni Trenta. Nel percorso della mostra, accanto alle opere sono di fondamentale importanza i documenti storici e le immagini provenienti dalla Fondazione La Quadriennale di Roma e dall’Istituto Luce-Cinecittà, partner imprescindibili di questa esposizione e custodi di un eccezionale patrimonio documentario, fotografico e filmico, che restituisce il carattere e l’importanza di quegli eventi, insieme ad uno spaccato della quotidianità di quel decennio. Cataloghi, rassegne stampa, lettere e documenti, insieme a filmati originali e ad una videoinstallazione di Roland Sejko realizzata per questa occasione offrono al pubblico ulteriori chiavi di lettura di un periodo estremamente ricco e complesso in cui anche le trasformazioni urbanistiche e l’architettura svolsero una fondamentale funzione di educazione e di indirizzo al consenso.

L’allestimento delle opere non rispetta una sequenza cronologica ma individua temi significativi come quelli che di fatto emergevano dalle manifestazioni: i grandi maestri e le nuove generazioni; i futuristi; gli italiani a Parigi, la mostra postuma di Scipione, il tonalismo e la scuola romana, la grande scultura, il novecento e le scuole regionali. Accanto ai capolavori già noti della collezione vengono presentate, secondo il principio di rotazione che guida la programmazione della Galleria d’Arte Moderna, opere finora mai esposte.
Accanto a Felice Casorati, Mario Sironi, Felice Carena, Scipione, Mario Mafai, Emanuele Cavalli, Giuseppe Capogrossi, ma anche, Renato Guttuso, Enrico Prampolini, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Gino Severini – per citare alcuni dei protagonisti della cultura figurativa degli anni Trenta, presenti nella collezione con opere ritenute capisaldi dell’arte italiana del Novecento e già note al pubblico romano – figurano dipinti finora mai esposti come Tribunale tigrino di Domenico Belli, autore della generazione futurista presente alla III Quadriennale del 1939, o nella sezione del Novecento, gli encausti di Salietti o Le spose dei Marinai di Massimo Campigli, manifesto della sua originale poetica presentato alla II Quadriennale del 1935. Per la scultura i capolavori di Arturo Martini, Il pastore e di Marino Marini La bagnante, entrambi primi premi alle manifestazioni del 1931 e del 1935. Lungo tutto il periodo della mostra, inoltre, saranno proposti focus su opere particolarmente significative della raccolta.
Un programma di visite guidate e di incontri su argomenti legati alla vita culturale degli anni Trenta a Roma accompagna la mostra nei primi mesi per riprendere dopo l’estate con successive iniziative.
La conclusione della mostra coinciderà con l’apertura della 16a Quadriennale d’arte al Palazzo delle Esposizioni da ottobre 2016 a gennaio 2017, in un ideale passaggio di testimone tra passato e presente.

Hanno curato la mostra:
per la Galleria d’Arte Moderna: Arianna Angelelli, Maria Catalano, Federica Pirani, Gloria Raimondi;
per la Fondazione La Quadriennale: Assunta Porciani; Alessandro Sandorfi
per l’Istituto Luce-Cinecittà: Maria Gabriella Macchiarulo; Roland Sejko

RASSEGNA STAMPA

“Il Giornale dell’Arte” 21 marzo 2016    Le Quadriennali alla Gam di Roma di Guglielmo Gigliotti

“Artemagazine” 23 marzo 2016    Le Quadriennali degli anni Trenta in mostra alla GAM di Roma

“Artribune” 23 marzo 2016    Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte Nazionale 1931-1935-1939

“Roma d@ leggere” 23 marzo 2016    Roma e l’arte italiana degli anni Trenta alla Galleria d’Arte Moderna di Alessandro Morino

“Equilibriarte” 23 marzo 2016    Roma Anni Trenta di Leonardo Basile

“L’Einstein. Il Giornaletto indipendente” 24 marzo 2016    Roma racconta le Quadriennali degli anni Trenta

“Ansa.it” 24 marzo 2016    Roma e gli anni ’30 nell’arte, da Casorati a Mafai

“Arte.Sky.it” 24 marzo 2016    Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte Nazionale 1931-1935-1939

“CNO. Community Network Organization Web TV” 25 marzo 2016    Le prime della Quadriennale alla Gam di Roma in 120 opere: tutta l’arte degli anni ’30 di Grazia Manna

“Interris – Online Iternational Newspaper” 26 marzo 2016    GAM, AL VIA LA MOSTRA “ROMA ANNI TRENTA”. Alla Galleria di Arte Moderna da domani al prossimo 30 ottobre di Milena Castigli

“Il Tempo” 1 aprile 2016    La Roma degli anni Trenta nell’arte delle Quadriennali di Gabriele Simongini

“Quotidiano Arte.it ” 13 aprile 2016    Roma anni Trenta, la Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’arte 1931-1935-1939 di Laura Gigliotti


Caravaggio Experience

from 2016-03-24 to 2016-07-03

Palazzo delle Esposizioni

Caravaggio Experience, a powerful and totally original video installation, adopts a contemporary approach to the work of art to explore Michelangelo Merisi da Caravaggio's artistic career. The use of a sophisticated multi-projection system on a massive scale, combined with an original musical score and permeated with fragrances, takes visitors on a unique sensoral journey based on total immersion in the art of this 17th century master.
On entering you visitors will be fully immersed in an experience of images and music lasting about 48 minutes under way uninterruptedly in a continuous loop at the same time all the way through.
On entering you will be fully immersed in an experience of images and music lasting about 48 minutes underway uninterruptedly in a continuous loop at the same time all the way through.


Antiquorum habet - Mostra sulla storia dei Giubilei

from 2016-03-16 to 2016-06-30

Palazzo Giustiniani


Patagonica. Paesaggi dalla fine del mondo. Immagini di Luca Bragalli

from 2016-04-09 to 2016-06-12

Museo di Roma in Trastevere

In mostra il progetto fotografico di Luca Bragalli realizzato tra dicembre 2014 e gennaio 2015 in Cile e in Argentina, rispettivamente nei parchi nazionali Vicente Perez Rosales e Torres del Paine ed in quello nazionale de Los Glaciares. Sono inoltre presenti foto realizzate presso Ushuaia ed il Canale di Beagle nella Terra del Fuoco in Argentina.

La rassegna fotografica, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ha ricevuto il patrocinio della Commissione Italiana dell’ Unesco, della Regione Lazio e dell’Ente del Turismo della Patagonia.

E' un ciclo fotografico di immagini in bianco e nero che rappresenta una visione personale dei luoghi, tra i più famosi ed importanti del patrimonio naturale della Patagonia, uno degli ultimi santuari della natura incontaminata.

Luce ed ombra, alla ricerca incessante di una purezza assoluta delle forme della natura. Questa la chiave di lettura della rassegna che si divide in due sezioni: il paesaggio della pietra e del vento e il paesaggio dell’acqua e del gelo.

Sono rappresentate forme di paesaggi naturali, un macrocosmo di elementi dove l’uomo appare irrilevante di fronte alla maestosità degli spazi aperti. Il paesaggio viene mostrato nell’attimo in cui si manifesta, precedendo la rapida mutazione delle condizioni meteorologiche.

L’immagine della natura diventa interpretazione, nella ricerca di una sintesi delle forme geometriche, un mosaico di sensazioni proiettate all’esterno, in uno scambio osmotico tra sogno e realtà. La capacità di analisi lascia posto alla fantasia e all’immaginazione per proiettare l’occhio e la mente in un contesto ambientale estremo dove l’uomo risulta assente. L’energia che viene sprigionata dagli elementi si percepisce nel movimento inesorabile delle masse e dei fluidi, lasciando lo spettatore con un misto senso di impotenza e ammirazione.

La scelta cromatica mette in risalto la profondità delle ombre, il movimento delle nuvole in un cielo in perenne movimento, evidenzia il valore plastico dei volumi delle montagne e accentua la percezione di dinamismo del movimento dei fiumi e dei ghiacciai: la ricerca di un valore assoluto della materia, che accentua ancor più la potenza espressiva della natura, nell’incessante transito degli eventi.

Luca Bragalli, nato a Firenze nel 1972 é architetto paesaggista e fotografo. Si occupa da anni di tematiche legate all'ambiente, dalla progettazione sostenibile alla mitigazione degli impatti dovuti all'urbanizzazione.


Antoine Jean-Baptiste Thomas e il popolo di Roma (1817-1818)

from 2016-03-23 to 2016-09-11

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Il Museo di Roma conserva non solo vari esemplari, sia sciolti sia rilegati, delle litografie inserite nel volume "Un an à Rome et dans ses environs" ma anche 142 disegni originali, acquisiti nel 1963, una selezione dei quali viene esposta nella mostra "Antoine Jean-Baptiste Thomas e il popolo di Roma (1817-1818)" promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a cura di Angela Maria D’Amelio e Simonetta Tozzi.

Come doveva apparire agli occhi di un francese la Roma di inizio Ottocento? Caotica e rumorosa, certo, ma anche piena di colori e di suoni, di odori perfino e costellata di volti caratteristici e anonimi al tempo stesso, inconfondibili. Sono i mestieri del popolo ad animare le vie e le piazze, assieme ai rituali condivisi dalla gente come dai nobili e dal clero e snocciolati come i grani di un rosario lungo tutto l’anno, giorno dopo giorno, a cadenzare il tempo e le stagioni.
Questo caleidoscopio di scene quotidiane colpì a tal punto il pittore Antoine Jean-Baptiste Thomas da spingerlo a realizzare una serie di schizzi dal vero, durante il suo soggiorno romano tra il 1816 e il 1818 in qualità di vincitore del Prix de Rome dell’Accademia di Francia. Solo dopo il suo rientro in Francia questi fogli vennero selezionati dall’autore e organizzati in 12 sezioni corrispondenti ai mesi dell’anno, con un testo esplicativo di accompagno alle immagini. Fu poi François Le Villain a trarne le litografie che confluirono nel volume Un an à Rome et dans ses environs, edito da Firmin Didot prima nel 1823 e poi nel 1830.


Yan Pei-Ming Roma

from 2016-03-18 to 2016-06-19

Accademia di Francia - Villa Medici


Moveat - Le vie del cibo: dalla Roma antica all'Europa Moderna

from 2015-12-16 to 2016-06-15

Stazione ferroviaria Tiburtina


I MACCHIAIOLI. Le collezioni svelate

from 2016-03-16 to 2016-09-04

Chiostro del Bramante

The exhibition 'I Macchiaioli. Le collezioni svelate' (The Macchiaioli. The Collections Revealed) opens at the Chiostro del Bramante in Rome on 16 March and for the first time offers the public the chance to see important paintings by the Macchiaioli and others, within the context of the collections that originally held them. The works that belonged to great collections of the past – for example those of Cristiano Banti, Diego Martelli, Rinaldo Carnielo, Edoardo Bruno, Gustavo Sforni, Mario Galli, Enrico Checcucci, Camillo Giussani and Mario Borgiotti – are now mostly in private collections and represent the core of the most important 19th-century Italian movement in painting.

The over 110 works on display are the gems of the rich collections of great art patrons of the period. They were extremely interesting personalities who shared a great passion for painting, entrepreneurs and businessmen in love with beauty, without whom we could never admire these masterpieces today. Sometimes personally donated by the artists themselves, but more often purchased to support painter friends going through hard times, these works – that give aesthetic pleasure and enrich major collections – have become masterpieces sought after by the great art connoisseurs of our day.


La fine dell’Europa nell’Arte di Jean Auscher

from 2016-03-18

Galleria Moderni


AMOS GITAI. Chronicle of an assassination foretold / Cronaca di un assassinio annunciato

from 2016-03-11 to 2016-06-05

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


HIGHLIGHTS / VISIONS. Sou Fujimoto, Michelangelo Pistoletto, Paolo Soleri, Luca Vitone, Franz West e Chen Zhen

from 2016-03-11 to 2016-06-05

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Feed your mind!

from 2016-02-27

Explora - il museo dei bambini di Roma


Campidoglio. Mito, memoria, archeologia

from 2016-03-01 to 2016-06-19

Musei Capitolini

In mostra rari documenti d’archivio, dipinti, incisioni, sculture e inediti reperti archeologici per narrare le trasformazioni urbanistiche del Campidoglio.

La rassegna si propone di ricostruire le profonde trasformazioni del Campidoglio, partendo dalla visione mitica e romantica che il sacro Colle ha sempre destato negli artisti, antiquari e letterati di tutta Europa fino all’inizio del XIX secolo.

L’esposizione si snoda in sei sezioni principali. La visione mitica e romantica. I Caffarelli e i Prussiani con le loro proprietà. La proclamazione di Roma Capitale e il nuovo ruolo del Campidoglio. L’attività del Governatorato. La ricerca archeologica. Attraverso opere archivistiche e storico artistiche viene raccontata la più recente storia di questa parte del Campidoglio, poco conosciuta, e una particolare sezione è dedicata ai recenti ritrovamenti archeologici che hanno permesso di ricostruire la più antica decorazione del tempio di Giove Capitolino


La grande biblioteca d'Italia. Bibliotecari, architetti e artisti all'opera: 1975-2015

from 2016-02-25

Biblioteca Nazionale Centrale


Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio

from 2016-03-17 to 2016-09-11

Archaeological area of the Roman Forum and Palatine Hill, Santa Maria Antiqua

After a long period of renovation work, Santa Maria Antiqua reopens in occasion of the exhibition "Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio".


Roma Sport Hall of Fame

from 2016-02-16 to 2016-12-31

The Sports Hall of Fame ( Sport Museum) has finally opened its doors in Rome.
For the first time in Italy an entire space will be dedicated to the history of sport. From football to Formula One, from athletics to boxing, all world sports will be on show.
Hundreds of the world’s most famous champions will share their memories and take visitors on a memorable journey through the history of sports.
In the magnificent historical setting of a fifth century palace, the Sports Hall of Fame is located in Piazza d’Aracoeli 16, few steps away from the famous Altare della Patria and just in front of the Campidoglio.


Bizhan Bassiri - Specchio Solare. NOOR

from 2016-02-23 to 2016-12-31

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Presso lo spazio esterno del Museo Carlo Bilotti
La luce, Noor in persiano, è elemento base dell’opera di Bizhan Bassiri. L’iniziativa segue di pochi giorni l’inaugurazione al MACRO Testaccio della personale dello stesso artista,    La Riserva Aurea del Pensiero Magmatico.

La scultura Specchio Solare torna in Italia dopo essere stata protagonista della personale dedicata a Bassiri tenutasi nel settembre del 2015 alla AUN Gallery di Tehran. A Roma, al Museo Carlo Bilotti, l’opera entra in contatto con il cuore verde della città, creando un legame di continuità tra le due capitali e le due culture, di cui l’artista stesso è un esponente.

Opera in esposizione:  BIZHAN BASSIRI_DSC_1872
Bizhan Bassiri, Noor, 2015, Aun Gallery Tehran, Iran - photo credits Mahhnaz Sahhaf

Nel termine Noor è chiaro il riferimento alla luce naturale che metterà in relazione la scultura Specchio Solare di Bizhan Bassiri con lo spazio che la circonda, liberandola della sua funzione primaria di superficie riflettente per trasformarla in luogo in cui la luce diviene forma. Sulla porta del Museo Bilotti l’artista italo persiano compie un gesto di continuità nello spazio che genera un’apertura su una nuova dimensione, innescando una serie infinita di rimandi tra reale e immaginario.

Bizhan Bassiri, nato a Tehran nel 1954, giunge a Roma nel 1975 e vive tra Roma e Chiusi (Siena). Comincia a esporre nel 1981 partecipando a mostre personali e collettive. La sua ricerca artistica inizia con l’utilizzo di materiali diversi: superfici di cartapesta e di acciaio e bronzo, elementi lavici, elaborazioni fotografiche. È autore del Pensiero Magmatico (1984), del Manifesto del Pensiero Magmatico (1984 - 2016). Tra le mostre principali, personali e collettive, si segnalano: Paesaggio con rovine, Orestiadi, Gibellina (Trapani) (1992). IX Biennale di Sydney (Australia) (1992). Corpus Delicti, Museum van Hedendaagse Kunst, Gand (Belgio) (1995). Engel: Engel, Kunsthalle, Vienna (Austria); Pensiero Magmatico. Paesaggi della Mente, Borholms Kunstmuseum, Borholms (Danimarca) (1998). Au rendez-vous des amis. Identità e Opera, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (1998). The Opening. Eventi Tellurici, Arsaevi, Collegiumartisticum, Sarajevo (Bosnia) (2002). Sorgente, Centro Arte Contemporanea BM, Tophane-i Amire, Istanbul (Turchia) (2004). Il Pendio, Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2004). La Caduta delle Meteoriti, Museo Archeologico Nazionale di Venezia (2011). La Riserva Aurea, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia (2013). La Battaglia, Sala dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze (2014). Motlaq, Tehran Contemporary Art Museum, Tehran (2015). Noor, Aun Gallery, Tehran (2015).


MARISA e MARIO MERZ. Sto in quella curva di quella montagna che vedo riflessa in questo lago di vetro. Al tavolo di Mario

from 2016-02-18 to 2016-06-12

MACRO Via Nizza

Marisa e Mario Merz sono due tra i più significativi protagonisti della storia dell’arte del Novecento. La mostra è curata da Claudio Crescentini, Costantino D’Orazio e Federica Pirani, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con la Fondazione Merz - Torino.

Durante la loro carriera, partita all’interno dell’esperienza dell’Arte Povera, Marisa e Mario Merz non hanno mai separato la vita quotidiana dalla creazione artistica, all’insegna di un connubio alimentato da una strettissima relazione e un continuo scambio intellettuale, pur nella distinzione netta del proprio lavoro individuale.

Il rapporto tra i due artisti, durato oltre cinquant’anni, ha permesso la nascita di alcune opere realizzate a quattro mani, come alcuni tavoli di Mario Merz presenti in questa mostra, che dialogano con sculture, teste o installazioni in cera, di Marisa, nel segno di una collaborazione che è stata costante, anche se non sempre dichiarata.

La mostra partirà proprio da queste esperienze, con una particolare attenzione al legame che i due artisti hanno stretto con Roma.

La spirale di Mario Merz progettata per i Fori Imperiali nel 2003 sarà esposta su una parete del MACRO, per la prima volta in quella posizione verticale per cui era stata inizialmente pensata dall’artista.

Roma sarà protagonista del percorso all’interno del lavoro di Marisa Merz, che tra gli anni Sessanta e Settanta realizza diversi progetti nella Capitale: da mostre personali presso la Galleria L’Attico di Fabio Sargentini (1970 e 1975) all’azione avvenuta presso l’Aeroporto dell’Urbe nel 1970.

L’intera esperienza romana di Marisa Merz sarà presentata in mostra attraverso una testimonianza fotografica di Claudio Abate, che ne ha documentato le esposizioni e le azioni.

La mostra coinvolgerà l’intero orizzonte creativo di Marisa: dai suoi “ricami” in filo di rame alle sculture in nylon, fino alle installazioni che prevedono l’uso della cera. Il mondo della Merz sarà scandagliato in ogni sua espressione, nel tentativo di restituire il suo carattere asistematico, eppure estremamente coerente.

In questo senso, ruolo fondamentale avrà la sezione dedicata alla pittura, nella quale saranno presentati dipinti realizzati negli ultimi anni, nel segno di una creatività inesauribile dove trova spazio l’uso dei materiali più diversi: dall’acrilico alla plastica, dalla carta al metallo. Giunta alla soglia dei novant’anni, Marisa Merz dimostra ancora una straordinaria energia creativa, che la vede ogni giorno impegnata nel suo lavoro. Da opere di grandi dimensioni a progetti “da camera”, il linguaggio dell’artista resta estremamente vitale e lungimirante.

La mostra si avvale di prestiti dalla Fondazione Merz, dal MAXXI, dal Madre e da collezioni private.

L’iniziativa è accompagnata da un catalogo Manfredi Editore che raccoglie le fotografie storiche di Claudio Abate e la documentazione della mostra allestita presso il MACRO. Testi di Costantino D’Orazio, Claudio Crescentini, Federica Pirani e Ludovico Pratesi.


Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento

from 2016-03-12 to 2016-06-26

Scuderie del Quirinale

The exhibition aims to allow visitors to avail themselves of a selection of masterpieces from some of the world's leading museums to compare and contrast the artistic careers of two of the greatest luminaries of the Italian Renaissance – Antonio Allegri known as Correggio (1489-1534) and Francesco Mazzola known as Parmigianino (1503-40). The formidable talent of these two artists alone placed the city of Parma in the early 16th century on an equal footing with the peninsula's other great art capitals, Rome, Florence and Venice.

Correggio only travelled to Parma when he was already at the height of his career, in the late 1510s, but he was to remain in the city for the rest of his life.  Some twenty of his paintings, covering his entire career, have been selected to underscore the extraordinary emotive force and expressive range that the artist put not only into his religious works but also into his mythological paintings, which were to have such a huge impact on later artists, ranging from the Carracci brothers to Watteau and even to Picasso.

The exhibition Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Ciquecento (Correggio and Parmigianino. Art in Parma during the 16th century) hosts such unquestioned masterpieces as the Barrymore Madonna from the National Gallery of Art in Washington, the Portrait of a Lady from the State Hermitage Museum in St. Petersburg, the Martyrdom of Four Saints from the Galleria Nazionale in Parma, the Noli Me Tangere from the Museo del Prado in Madrid, the School of Love from the National Gallery in London and the Danaë from Rome's Galleria Borghese.


Jimmie Durham. Sound and Silliness

from 2016-02-05 to 2016-06-02

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


La Wunderkammer (Camera delle Meraviglie) della Cecchignola

from 2015-12-13

Castello della Cecchignola


"In cammino con Giovanni Paolo II verso il Giubileo straordinario della Misericordia" di Anna Gulak

from 2015-12-01 to 2016-11-20

Aeroporto Leonardo da Vinci (Fiumicino) - Connections


"Ragazzi leggeri come stracci". Pier Paolo Pasolini dalla borgata al laboratorio di scrittura

from 2015-11-04

Biblioteca Nazionale Centrale


E.T. THE FALL - I tesori sepolti di Atari

from 2015-10-29 to 2016-12-31

VIGAMUS - The Video Game Museum of Rome


Bollettino 1268. Il confine di carta

from 2015-09-10 to 2018-11-04

Museo Storico della Fanteria e Museo Storico dei Carristi


Pier Luigi Nervi. Architetture per lo Sport

from 2016-02-05 to 2016-10-02

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


La Biblioteca Vallicelliana celebra il suo fondatore nel V centenario della sua nascita: S. Filippo Neri (1515 - 1595)

from 2015-05-21

Biblioteca Vallicelliana


Antonio Milana - Directions

Trastfactory Art Gallery


La camera delle meraviglie: seduzioni dai gioielli Castellani

from 2015-01-29

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


La misteriosa scoperta della tomba di Tutankhamon

from 2014-10-30 to 2016-10-30

Accademia d'Egitto, Museo Egizio dell'Accademia d'Egitto


Goethe in Italia

from 2013-01-01

Casa di Goethe


I tesori del Colosseo

from 2012-05-05

Colosseo - Anfiteatro Flavio


Leonardo da Vinci. Il genio e le invenzioni

from 2009-04-30 to 2017-04-30

Palazzo della Cancelleria

The Leonardo da Vinci Machines Exhibition in Rome – The genius and his inventions – celebrates the universal genius of Leonardo da Vinci by presenting about fifty full scale machines: flying machines, like the precursor to the parachute, a bicycle, a hydraulic saw, and many other inventions. They are all fully operational and they can be touched and set them in motion, to grant a deep interactive experience of understanding the genius of Leonardo da Vinci.

The machines are grouped into 5 sections. The four elements of nature - water, air, earth and fire and the mechanism section, which includes all those basic machines, with different possibility of application, like the conversion of motion or the endless screw. One of the most interesting project is the Armoured Tank, for the first time in Rome in life size: it weights two tons, and about six metres in diameter, and three metres high.

The Exhibition is inside the historical Palazzo della Cancelleria (Piazza della Cancelleria next to Piazza Campo de’ Fiori) in Rome.


Presepio dei Netturbini romani

from 2015-11-01

This the 40th anniversary of the traditional Nativity scene created and realized by Giuseppe Ianni together with the Roman garbage collectors. Visited also by Paolo VI and Mother Teresa of Calcutta and much cherished by Giovanni Paolo II, the Nativity scene is made of Roman turf and stones coming from different countries. The setting is inspired by the Palestine of 2000 years ago. 

Museo Leonardo da Vinci - Il Genio di Leonardo

from 2016-01-01

Galleria Agostiniana


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