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Botero - Via Crucis. La Passione di Cristo

from 2016-02-13 to 2016-05-01

Palazzo delle Esposizioni


Gustavo Giovannoni. Tra storia e progetto

from 2016-02-05 to 2016-03-15

Museo Nazionale Romano - Terme di Diocleziano


Alex Kuno - Orpheus and Eurydice: Beyond the Myth

2016-02-14

Dorothy Circus Gallery


San Pio da Pietrelcina - La mostra

from 2016-02-03 to 2016-02-10

Palazzo Cesi-Armellini


Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati

from 2016-02-27 to 2016-04-24

Museo di Roma in Trastevere

La mostra intende raccontare questa storia con una panoramica che inizia nel 1967, anno in cui venne pubblicato il capolavoro di Hugo Pratt, intitolato “Una Ballata del Mare Salato”, con protagonista un fascinoso marinaio di nome Corto Maltese, e che prosegue nei decenni successivi con altri straordinari lavori quali “Le Straordinarie avventure di Pentothal” di Andrea Pazienza, “Fuochi” di Lorenzo Mattotti, “Max Fridman” di Vittorio Giardino, “Cinquemila chilometri al secondo” di Manuele Fior, “Dimentica il mio nome” di Zerocalcare. L’esposizione presenta circa trecento tavole originali, disposte in ordine cronologico e per la prima volta affiancate, di romanzi a fumetti scritti e disegnati da un unico autore.


MARISA e MARIO MERZ. Sto in quella curva di quella montagna che vedo riflessa in questo lago di vetro. Al tavolo di Mario

from 2016-02-18 to 2016-06-12

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Marisa e Mario Merz sono due tra i più significativi protagonisti della storia dell’arte del Novecento. Durante la loro carriera, partita all’interno dell’esperienza dell’Arte Povera, non hanno mai separato la vita quotidiana dalla creazione artistica, all’insegna di un connubio alimentato da una strettissima relazione e un continuo scambio intellettuale, pur nella distinzione netta del proprio lavoro individuale. La mostra è curata da Claudio Crescentini, Costantino D’Orazio e Federica Pirani, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con la Fondazione Merz - Torino.

Il rapporto tra i due artisti, durato oltre cinquant’anni, ha permesso la nascita di alcune opere realizzate a quattro mani, come alcuni tavoli di Mario Merz presenti in questa mostra, che dialogano con sculture, teste o installazioni in cera, di Marisa, nel segno di una collaborazione che è stata costante, anche se non sempre dichiarata.

La mostra partirà proprio da queste esperienze, con una particolare attenzione al legame che i due artisti hanno stretto con Roma.

La spirale di Mario Merz progettata per i Fori Imperiali nel 2003 sarà esposta su una parete del MACRO, per la prima volta in quella posizione verticale per cui era stata inizialmente pensata dall’artista.

Roma sarà protagonista del percorso all’interno del lavoro di Marisa Merz, che tra gli anni Sessanta e Settanta realizza diversi progetti nella Capitale: da mostre personali presso la Galleria L’Attico di Fabio Sargentini (1970 e 1975) all’azione avvenuta presso l’Aeroporto dell’Urbe nel 1970.

L’intera esperienza romana di Marisa Merz sarà presentata in mostra attraverso una testimonianza fotografica di Claudio Abate, che ne ha documentato le esposizioni e le azioni.

La mostra coinvolgerà l’intero orizzonte creativo di Marisa: dai suoi “ricami” in filo di rame alle sculture in nylon, fino alle installazioni che prevedono l’uso della cera. Il mondo della Merz sarà scandagliato in ogni sua espressione, nel tentativo di restituire il suo carattere asistematico, eppure estremamente coerente.

In questo senso, ruolo fondamentale avrà la sezione dedicata alla pittura, nella quale saranno presentati dipinti realizzati negli ultimi anni, nel segno di una creatività inesauribile dove trova spazio l’uso dei materiali più diversi: dall’acrilico alla plastica, dalla carta al metallo. Giunta alla soglia dei novant’anni, Marisa Merz dimostra ancora una straordinaria energia creativa, che la vede ogni giorno impegnata nel suo lavoro. Da opere di grandi dimensioni a progetti “da camera”, il linguaggio dell’artista resta estremamente vitale e lungimirante.

La mostra si avvale di prestiti dalla Fondazione Merz, dal MAXXI, dal Madre e da collezioni private.

L’iniziativa è accompagnata da un catalogo Manfredi Editore che raccoglie le fotografie storiche di Claudio Abate e la documentazione della mostra allestita presso il MACRO. Testi di Costantino D’Orazio, Claudio Crescentini, Federica Pirani e Ludovico Pratesi.


Maria Luisa Belcastro Schneidersitz. Comédie humaine

from 2016-01-30 to 2016-02-22

Silber Gallery


Mostra fotografica a cura di Robbi Huner e Barbara Roppo

from 2016-02-01 to 2016-02-09

Margutta Ristorarte


Manga Hokusai Manga - Il fumetto contemporaneo legge il maestro

from 2016-02-05 to 2016-04-07

Istituto Giapponese di Cultura


Semel in Anno. Omaggio al Carnevale

from 2016-02-04 to 2016-02-09

Edarcom Europa Galleria d'Arte Contemporanea


Inversonero

from 2016-02-08 to 2016-02-15

Biblioteca Guglielmo Marconi


AttorInVoce - Un affascinante viaggio fotografico nel mondo del Doppiaggio

from 2016-02-06 to 2016-02-28

Casa del Cinema

AttorInVoce

Un affascinante viaggio fotografico nel mondo del Doppiaggio

fotografie di Maurizio Pittiglio

6 - 28 febbraio 2016


FAIG AHMED - Points of Perception

from 2016-02-10 to 2016-03-29

MACRO Testaccio

Padiglione 9A
Prima personale italiana presso un museo dell’artista azero Faig Ahmed (Baku, 1982). La mostra a cura di Claudio Libero Pisano, è promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dall’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, e realizzata in collaborazione con la galleria Montoro12 Contemporary Art di Roma.

L’artista espone una serie di opere site-specific che hanno come filo conduttore il Sufismo. Attraverso questa forma di ricerca mistica, l’artista crea la relazione tra la coscienza e tutto quanto esiste al di fuori di essa. L’arte è uno strumento per ampliare i sensi, e l’artista il tramite della condivisione. Sperimentando tecniche diverse e collegandole a pratiche mistiche, Ahmed trova una sua peculiare soluzione all’interrogativo sulla percezione della verità.
L’arte è una disciplina senza confini e serve a comprendere la storia dell’essere umano, dei suoi percorsi inerpicati sul confine stretto tra coscienza e percezione. Tra misticismo e realtà.

L’artista, per paradosso, utilizza l’ascetismo Sufi proprio per interpretare la realtà nei suoi aspetti più concreti. L’arte, secondo Ahmed, è un passepartout eccellente per riconnettere passato e presente, tradizione e modernità. La sua natura e le sue tecniche non hanno confini, e tutto ciò che è dentro e fuori la percezione può essere interpretato attraverso i suoi infiniti linguaggi.

L’artista è un esploratore attivo che, come uno sciamano, mette in relazione la mente e il corpo. Le sue opere sono un messaggio di condivisione che pone interrogativi e sollecita stupore e meraviglia. L’aspetto estetico ha un ruolo decisivo solo se accostato al processo che l’ha maturato e reso possibile.

La mostra è composta da numerose opere, tra cui grandi installazioni, video, e i suoi noti “carpet works”, con i quali l’artista trasforma oggetti dalla tradizione secolare in imponenti opere d’arte contemporanea, creando manufatti che sembrano proiettati nel futuro grazie a un’estetica azzardata e fuori dal tempo, nonostante l’esecuzione fedele ad antichissimi procedimenti.
Partendo infatti dal design dei tradizionali tappeti dell'Asia centrale, Ahmed li manomette e li riprogetta in forma digitale sul computer. Il risultato è trasportato su disegni a grandezza naturale, che, come nella realizzazione dei tappeti tradizionali, vengono poi realizzati da artigiani locali su telai tradizionali, dando vita ad oggetti nei quali si è portati a perdersi, dove il segno viene continuamente spostato, pixellato, liquefatto.
Al centro della sala, è posta una monumentale installazione che sfida le leggi fisiche e dispone il pavimento tessuto di una moschea in una sorta di onda che travolgere lo spettatore.

Biografia
Faig Ahmed è nato nel 1982 a Baku (Azerbaijan), dove vive e lavora. Si è laureato nel 2004 presso la facoltà di scultura dell’Azerbaijan State Academy of Fine Art a Baku. Dal 2003 ha lavorato con diversi media, tra cui pittura, video e installazioni. Al momento si concentra sullo studio delle qualità artistiche dei tappeti azeri – scompone la loro struttura tradizionale per poi riassemblare casualmente le componenti dell’oggetto originario e fornire loro la forma di scultura contemporanea. Nel 2007 ha rappresentato il suo paese nel padiglione della Biennale di Venezia e nel 2013 ha partecipato all’evento collaterale “Love me, Love Me Not”. Sempre nel 2013 è entrato nella shortlist del Jameel Prize con opere esposte al Victoria and Albert Museum di Londra. Una sua opera è presente nella collezione permanente del Seattle Museum of Art, altre sono state esposte al Boston Museum of Fine Art e in molti altri luoghi istituzionali in tutto il mondo. Ha esposto in mostre personali nelle principali capitali mondiali dell’arte contemporanea, tra cui Londra, Dubai, New York, Dheli, Sharjah, Roma.


BIZHAN BASSIRI - La Riserva Aurea del Pensiero Magmatico

from 2016-02-10 to 2016-03-29

MACRO Testaccio

Padiglione 9B
Personale dell’artista italo persiano Bizhan Bassiri, a cura di Bruno Corà, e promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con Tehran Museum of Contemporary Arts, Fondazione VOLUME! di Roma, AUN Gallery di Tehran e Claudio Poleschi Arte Contemporanea di Lucca.

La mostra rappresenta la naturale evoluzione di un percorso iniziato nel 1984 con il Manifesto del Pensiero Magmatico, che si esprime nella particolare e multiforme iconografia di Bassiri, attraverso la materia nella quale si concretizza la sua idea di “Riserva Aurea”.

La sperimentazione tecnica, materica e linguistica, che caratterizza il cammino di Bassiri, lo ha portato, anche in questo caso, all’utilizzo di diversi materiali come la carta pesta, il bronzo, l’acciaio, ed elementi lavici, e nasce dalla volontà di esprimere, tramite l’uso della scultura l’immagine che sottende al pensiero “magmatico”. Tutta la produzione dell’artista è generata da una sorta di epifania, da una forza creatrice trascendente, che prende forma attraverso l’artista, come spiega lo stesso Bassiri nell’incipit del Manifesto: â€œTrovandomi per la prima volta sul cratere, ho sentito la condizione magmatica come fosse il sangue che circolava nelle vene e il cervello nella sua condizione creativa. Da allora, sono ospite di questo tempio dove i fantasmi prendono corpo e le pietre paiono somme animali.”

In La Riserva Aurea del Pensiero Magmatico Bassiri rielabora i suoi elementi classici: il centro del lavoro sono i Dadi della sorte, affiancati da 6 Serpi auree e da una serie di sculture placcate d’oro composte da 12 Bastoni battenti, 4 leggii e 4 Erme, mentre 32 Erme ricoperte di zolfo fanno da sentinella. Questi lavori sono disposti nello spazio dell’ex Mattatoio su una superficie staccata dal pavimento di 6 cm e ricoperta di polvere di marmo, che termina in una parete blu al centro della quale è fissato un cristallo nero. Se nel Manifesto Bassiri scriveva che “l’opera non si riflette nello specchio del mondo ma nel suo proprio”, i lavori che compongono la mostra si aprono nella loro immagine speculare, innescando una relazione tra l’opera e il suo riflesso, mettendola in relazione con l’infinito. Lo spazio dell’ex Mattatoio, così, assume una dimensione altra, in cui la materia continua nella sua immagine. 

Biografia
Bizhan Bassiri, nato a Tehran nel 1954, giunge a Roma nel 1975 e vive tra Roma e Chiusi (Siena). Comincia a esporre nel 1981 partecipando a mostre personali e collettive. La ricerca artistica di Bizhan Bassiri inizia con l’utilizzo di materiali diversi: superfici di cartapesta e di acciaio e bronzo, elementi lavici, elaborazioni fotografiche. È autore del Pensiero Magmatico (1984), del Manifesto del Pensiero Magmatico (1984 - 2016).

Tra le mostre principali, personali e collettive, si segnalano:
Paesaggio con rovine, Orestiadi, Gibellina (Trapani) (1992). IX Biennale di Sydney (Australia) (1992). Corpus Delicti, Museum van Hedendaagse Kunst, Gand (Belgio) (1995). Engel: Engel, Kunsthalle, Vienna (Austria); Pensiero Magmatico. Paesaggi della Mente, Borholms Kunstmuseum, Borholms (Danimarca) (1998). Au rendez-vous des amis. Identità e Opera, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (1998). The Opening. Eventi Tellurici, Arsaevi, Collegiumartisticum, Sarajevo (Bosnia) (2002). Sorgente, Centro Arte Contemporanea BM, Tophane-i Amire, Istanbul (Turchia) (2004). Il Pendio, Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2004). La Caduta delle Meteoriti, Museo Archeologico Nazionale di Venezia (2011). La Riserva Aurea, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia (2013). La Battaglia, Sala dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze (2014). Motlaq, Tehran Contemporary Art Museum, Tehran (2015). Noor, Aun Gallery, Tehran (2015).


Le Mani della Tradizione - Thomas Quintavalle

from 2016-01-27 to 2016-02-29

Eataly Roma


Anne Frank. Una storia attuale

from 2016-01-27 to 2016-03-06


#Migrazione, #Speranza, #Wilkommen

from 2016-02-04 to 2016-04-09

Biblioteca Pasolini


Atlas Italiae - Silvia Camporesi

from 2016-02-20 to 2016-04-09

Galleria del Cembalo


Donne e Lavoro

from 2016-01-23 to 2016-02-12

Euroma 2


Local Icons. East/West

from 2016-02-05 to 2016-02-28

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Appunti di Viaggio. Barbara Klemm - Fotografare sulle orme di Goethe

from 2016-02-06 to 2016-05-27

Casa di Goethe


Danilo Maestosi - Atlante inquieto

from 2016-02-04 to 2016-02-13

Galleria Plus Arte Puls


Fragili eroi. Storia di una collezione

from 2016-02-11 to 2016-04-10

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Oltre ottanta opere, a partire dalla Scuola di via Cavour, esplorano la sequenza delle varie Scuole romane, dagli anni trenta fino ai giorni nostri. Esposta la collezione di Roberto Gramiccia, il cui senso è tutto inscritto nel titolo del suo libro, Fragili eroi.

Questa collezione nasce dall’avidità, perché è questo il motore di ogni pulsione collezionistica. Ma non è di un’avidità al possesso che si tratta. Anche il collezionismo, al pari dei fenomeni clinici, e Gramiccia è medico, può avere molteplici etiologie, una di queste può essere il desiderio di conoscenza. Nel nostro caso è proprio questa avidità, intesa come appropriazione di saperi e, in ultima analisi, di tensione alla verità, ad alimentare il progetto della collezione.

Non solo: nell’esperienza di Gramiccia, la disposizione alla comprensione delle cose del mondo si è scontrata inevitabilmente con la scoperta di una sofferenza e di una fragilità diffuse e, dunque, con la ricerca di una sua personale profilassi: nella scienza, e quindi nella determinazione a farsi medico, nella sua personale scelta filosofico-ideologica nonché nella sua prassi; e, da ultimo, nell’arte, per la sua capacità di trasfigurazione del reale, trasformato in un campo aperto di possibilità.
La consapevolezza della necessità di una non separazione di queste tre sensibilità: scienza, pensiero critico e arte, ha informato l’intero percorso umano e professionale di Roberto Gramiccia, che si qualifica come una fonte oltre modo interessante di  proposte curatoriali e politico-culturali.
La collezione può essere letta, alla resa dei conti, come la geografia di questo percorso.


La vera storia di Anne Frank

from 2016-01-25 to 2016-02-10

Biblioteca Goffredo Mameli


Oltre le Mura di Roma

from 2016-01-22 to 2016-03-10

Spazio FACTORY all'ex Mattatoio


Giorgio Orbi

from 2016-02-01 to 2016-02-29

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - Sound Corner
Luca Lo Pinto
presenta

Giorgio Orbi
El Perdon
2015
29”

Da El Perdon, 2015, Niky Jam, Enrique Iglesias



Sound Corner è un’installazione sonora permanente collocata nello spazio di passaggio tra il foyer della Sala Petrassi e il Teatro Studio: un angolo del suono con una programmazione periodica mensile destinata ad accogliere brani sonori di artisti sempre diversi, proposti di volta in volta da curatori, artisti e istituzioni.

El Perdon utilizza la tecnica del campionamento per realizzare un remix del brano El Perdon, celebre successo Pop del 2015. Il lavoro sperimenta una struttura circolare che si muove verso il disorientamento, la ripetizione e l’assurdo. Argomenti che deviano, piuttosto che rivelare, il potenziale soggetto della sua interpretazione

A ruota di perdoni amplificati in un Burger King in cerca di Kerry King.
Il 13 dicembre 2015 ricevo, via wetransfer, il contributo concepito da Giorgio in occasione del progetto “Sound Corner”. E’ una traccia audio della durata di 29 min. Una campionatura di un pezzo pop. Nonostante mi suoni familiare, non lo riconosco. Chiedo aiuto a Shazam ma inutilmente; la banca dati digitale non lo identifica. Finalmente, dopo averla riascoltata per un po’, ci arrivo. E’ El Perdon, il diabolico tormentone di Nicky Jam (massima star pop del reggaetone) ed Enrique Iglesias. E’ una versione a cappella dominata dal timbro macho/metro sessuale da sigla di una telenovela sudamericana.
Del pezzo originale è rimasto poco. E’ come se fosse scoppiato in mille pezzi e poi ricomposto incollando solo alcuni dei frammenti dispersi.
Giorgio ha utilizzato dei precisi passaggi della traccia dilatandoli, effettandoli, ripetendoli per ottenere una quasi-astrazione. Sfruttando il suono al pari di una qualsiasi altra materia, El Perdon può definirsi una scultura. Una scultura basata non su un semplice di appropriazione ma sull’utilizzo di un elemento trovato e radicalmente modificato di cui permangono dei tratti della fonte primaria. Al tempo stesso mi piace pensare a El Perdon come una voce fotocopiata ripetutamente al punto tale da perdere le connotazioni originarie.
Quello concepito per l’Auditorium è il terzo lavoro puramente sonoro dell’artista. Il primo, intitolato The Kingdom e presentato al 52° Festival di Nuova Consonanza, è stato realizzato nel 2011. Una traccia di 414 minuti e 32 secondi che condensa tutti gli assoli di chitarra di Kerry King (storico fondatore degli Slayer) presenti nella discografia della band. Una retrospettiva tagliata su misura tramite un preciso di lavoro di montaggio che, mutando da stereo a mono, dà vita ad un unico, solenne, grande assolo.
Il paesaggio, la clubbing culture, il cinema d’avanguardia sono all’origine di molte opere realizzate da Giorgio nel corso degli ultimi anni in una esplorazione continua del carattere epico e sublime radicato in questi mondi. Una tessitura coraggiosa, ardita, in cui si intrecciano trame e soggetti, che vanno dalla Techno a Girolamo Frescobaldi, dalla Montagna alle Palme, da Arthur Russell ai pappagalli con un ritmo sincopato che li mette a tempo.
Seppur limitato in uno spazio di passaggio all’interno del grande scarabeo dell’Auditorium, Orbi presenta il suo inno destinato a chi entra e chi esce da un’altra dimensione di suoni e linguaggi. Una cappella dove tradurre, per un’ennesima volta, la quotidianità del presente in un’epica contemporanea.

Approfondimento (PDF)

Giuseppe De Mattia. Dialogue With Time / Fabio Barile. Homage to James Hutton

from 2016-02-04 to 2016-03-05

Matèria Gallery


Giuseppe Brunetti

from 2016-02-04 to 2016-02-24

Museo Fondazione Venanzo Crocetti


In the Heart. Tra Arte & Design

from 2016-02-07 to 2016-04-03

Musei di Villa Torlonia: Casina delle Civette

In mostra le creazioni di quattro artisti, Silvia Beccaria, Evandro Gabrieli, Silvia Granata e Sabine Pagliarulo, che, con mezzi e finalità diverse, si relazionano con le creazioni naturali e ne fanno oggetto della propria ricerca.

Alle radici dell'arte.
Terra e tessuti, materiali tra i più antichi con cui l'Uomo abbia dimostrato di poter trasformare quello che trovava in natura per ottenere suppellettili e, allo stesso tempo, esprimere la sua creatività. Sono le fibre naturali intrecciate che compongono gli abiti e la terra che, essiccata e cotta, contiene i cibi. Ma sono anche gli equilibri cromatici che fanno di ogni abito un'opera a sé e le superfici incise, coperte di incavi e escrescenze, modulate con argille diverse che trasformano una ciotola da una semplice forma d'uso ad una pure decorata. Da questa dualità antica, che rimanda alle radici dell'arte, arriviamo alla contemporaneità con le creazioni di quattro artisti, Silvia Beccaria, Evandro Gabrieli, Silvia Granata e Sabine Pagliarulo, che, con mezzi e finalità diverse, si relazionano con le creazioni naturali e ne fanno oggetto della propria ricerca. Stimolo formale e non oggetto di semplice mimesi, le forme naturali hanno qui un valore simbolico ed estetico che sembra invitarci a rispettare quanto di più prezioso ci circonda.


Silvana Leonardi. Metaritratti in forma di Beatles

from 2016-02-02 to 2016-02-19

Studio Arte Fuori Centro


Prototypology. An Index of Process and Mutation

from 2016-01-14 to 2016-03-05

Gagosian Gallery


Equilibrio Fuori Scena 2016

from 2016-02-09 to 2016-02-28

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - AuditoriumArte
Mostra fotografica di
Flavio Ianniello
Riccardo Musacchio
Paolo Porto

Dopo il successo di Equilibrio Fuori Scena (5000 visitatori nel febbraio 2014) di Riccardo Musacchio, Flavio Ianniello e Paolo Porto, la Fondazione Musica per Roma presenta la seconda edizione della mostra fotografica che ha trasferito fuori dal palco, ordinario luogo di rappresentazione, coreografie e improvvisazioni danzanti. Un'invasione al cuore di spazi vitali e spesso non accessibili dell'Auditorium, in occasione della “storica” rassegna Equilibrio. Festival della Nuova Danza. Agli interpreti dell'edizione 2014 è stato proposto di scegliere la location del Parco della Musica che più si addicesse alla loro espressività. Il risultato è stato quello di produrre delle immagini di "figure danzanti" nei siti più nascosti e affascinanti dell’Auditorium Parco della Musica. La mostra è composta da stampe di grande e medio formato, ma anche da foto-sequenze.

Androidèi - Pixelpancho

from 2016-02-19 to 2016-04-03

Galleria Varsi


Arte non da ardere. Opere su legno

from 2016-01-22 to 2016-03-22

Galleria L'Attico di Fabio Sergentini


Open- a door to Israel- Discover/Experience/Connect

from 2016-01-21 to 2016-02-11

Complesso del Vittoriano


Chiara Camoni - Gli immediati dintorni

from 2015-11-20 to 2016-02-26

Nomas Foundation


SGUARDI SUL NEPAL tra passato e presente

from 2016-02-01 to 2016-02-29

Teatro del Lido di Ostia


Bloc-notes, mon semblable, mon frére. Saggio visivo su Walter Benjamin - Installazioni di Corrado de Grazia

from 2016-01-22 to 2016-03-16

Casa della Memoria e della Storia, Sala Santa Rita


Sentieri di mani

from 2016-01-23 to 2016-03-08

Istituto Centrale per la Grafica - Calcografia, PALAZZO POLI - FONTANA DI TREVI


Giuliana Silvestrini - Se Tradere

from 2016-01-19 to 2016-02-23

Chiostro del Bramante


TAVOLE DI CLASSE di Massimo Siragusa e Annette Schreyer

from 2016-01-21 to 2016-02-12

Officine Fotografiche


Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento

from 2016-03-01 to 2016-06-30

Scuderie del Quirinale


Martin Soto Climent

from 2016-01-26 to 2016-02-28

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

Con la mostra dedicata a Martin Soto Climent (nato nel 1977 a Mexico City ove vive e lavora), la prima personale dell’artista presso una pubblica istituzione in Italia, prende avvio al Museo Pietro Canonica di Roma un nuovo ciclo espositivo dal titolo Fortezzuola, promosso da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Il progetto, ideato e a cura di Pier Paolo Pancotto, è volto a riflettere sul rapporto tra protagonisti dell’arte contemporanea internazionale e l’Italia e offre al pubblico l’opportunità, per la prima volta, di apprezzare la produzione di esponenti particolarmente rappresentativi della creatività odierna ma scarsamente presenti, se non del tutto assenti, nella scena espositiva pubblica italiana.

In sintonia con le linee guida generali di Fortezzuola Martin Soto Climent, dopo aver soggiornato a più riprese a Roma, ha concepito un progetto ispirato al contesto storico e culturale del Museo Pietro Canonica. Esso coinvolge l’intera sede museale e rappresenta una versione più monumentale e articolata della consueta pratica operativa dell’artista tesa a riflettere sulle problematiche che affliggono la società contemporanea attraverso le manifestazioni che la medesima società produce a partire dagli oggetti della vita quotidiana e pone essi in relazione con materiali (tela, carta, vernice, inchiostro, fotocopie…) e tecniche (pittura, disegno, fotografia….)” differenti dando vita a installazioni complesse, aperte a vari livelli di lettura.

Nell’occasione, Martin Soto Climent trae spunto dall’opera di Pietro Canonica, espressione, a suo modo, del proprio contesto culturale e sociale e pone questo in parallelo al proprio. In particolare, egli focalizza l’attenzione, la sua opera di scultore e, considerando l’ampia articolazione semantica che la sottende - valore storico, simbolico, intellettuale, politico…-, crea attorno ad essa un percorso visivo site specific sviluppato con atteggiamento quasi “performativo” (operando di giorno in giorno all’interno del museo, abbandonandosi alle suggestioni del luogo) il cui esito sarà noto solo al termine della sua realizzazione.


Luna/Mond - Margareth Dorigatti

from 2016-01-22 to 2016-03-12

MAC Maja Arte Contemporanea


Interno Via degli Ausoni - Pizzi Cannella

from 2016-01-22 to 2016-03-05

Fondazione Pastificio Cerere


The BEST(iarium). Piccolo Manuale di Zoologia Fantastica

from 2016-01-19 to 2016-02-28

Museo Civico di Zoologia

BEST (iarium). Piccolo Manuale di Zoologia Fantastica” è un progetto artistico ideato dallo street artist omino71, che si ispira al “Manual de zoologia fantastica” di Jorge Luis Borges. Il progetto parte da un gioco-laboratorio per bambini che, traendo spunto dal libro, immaginano, disegnano, dipingono e creano a più mani dei disegni di animali fantastici. 30+1 sono i disegni che vengono raccontati poi da Stefano Cristi e che vengono affiancati da 30+1artisti, selezionati dalla Associazione a.DNA Project tra gli street artists, muralisti ed illustratori specializzati in “bestiari” protagonisti della giovane arte contemporanea sulla scena sia nazionale che internazionale. I lavori dei bambini e degli street artists confluiscono in questa grande esposizione collettiva.
L’esposizione è parte integrante del progetto “The BEST(iarium) – Piccolo Manuale di Zoologia Fantastica” ed è promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.
Orari: Martedì-Domenica ore 9.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.00). Giorni di chiusura Lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio
N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli    Avvisi
Mostra gratuita previo acquisto del biglietto di ingresso al museo secondo    tariffazione vigente
Condizioni di gratuità e riduzioni
Tel 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00
Comunicato stampa


LIMEN di Maria Elisabetta Novello

from 2016-01-15 to 2016-02-20

AnnaMarraContemporanea


Il Sultano e l’Occidente. Capire Maometto II

from 2016-01-10 to 2016-02-14

Museo Nazionale d'Arte Orientale Giuseppe Tucci (Palazzo Brancaccio)


BAR, Bellezza, Arte e Ristoro. Architettura, cibo e design nell’Italia del ‘900

from 2015-12-22 to 2016-03-26

Archivio Centrale dello Stato


Istinto basico

from 2016-02-18 to 2016-04-02

Instituto Cervantes, Sala Instituto Cervantes


Miguel EN Cervantes

from 2016-01-19 to 2016-02-14

Instituto Cervantes, Sala Instituto Cervantes


Lo strabiliante ed esilarante mondo di Nadia Budde

from 2016-01-15 to 2016-04-16

Biblioteca Europea, Goethe Institut


Atlantide

from 2016-01-08 to 2016-02-08

Casa dell'Architettura all'Acquario Romano


Jimmie Durham. Sound and Silliness

from 2016-02-05 to 2016-04-24

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Roma 20-25. Nuovi cicli di vita per la metropoli

from 2015-12-19 to 2016-02-17

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


SCANNO. UN PAESE. UN AMORE - Omaggio a Mario Giacomelli

from 2016-01-16 to 2016-03-20

Parioli Fotografia Studio


Sorella Terra. La nostra casa comune

from 2015-12-22 to 2016-02-28

Museo di Roma - Palazzo Braschi

La mostra composta da circa 70 fotografie conduce il visitatore in un viaggio ideale tra le parole dell'enciclica e gli scatti dei maestri dell'obiettivo sulla fragilità, la sofferenza, la bellezza del pianeta.

Dal 22 dicembre il Museo di Roma Palazzo Braschia ospita la mostra "Sorella Terra", promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ideata e realizzata da National Geographic Italia con oltre 60 fotografie.

La mostra ci conduce in un viaggio ideale tra le parole dell’enciclica e gli scatti dei maestri dell’obiettivo sulla fragilità, la sofferenza, la bellezza di questo nostro pianeta in pericolo. Ad accompagnarci nel percorso, che si apre sulla magnificenza del creato, per poi proseguire con il degrado ambientale e umano, l’urbanizzazione selvaggia, l’inquinamento, gli esclusi, ma anche la biodiversità e la sostenibilità, alcune fotografie esclusive di papa Francesco, realizzate dal fotografo Dave Yoder e altri scatti del pontefice.

National Geographic Italia, in occasione del Giubileo straordinario proclamato per la fine del 2015, dedica questa grande mostra, alla rivoluzionaria enciclica del pontefice sulla Terra, nostra casa comune. Una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia e “protesta per il male che provochiamo a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei”. L’enciclica, 246 paragrafi divisi in 6 capitoli, aggiunge un nuovo contributo alla dottrina sociale della Chiesa mettendo l’umanità di fronte alle sue responsabilità. “La terra è ferita, serve una conversione ecologica”, ammonisce Francesco nel testo che non si rivolge solo ai cristiani ma “a ogni persona che abita questo pianeta”, gettando luce sull’inquinamento, l’esaurimento delle risorse naturali, lo sfruttamento selvaggio della natura, la perdita della biodiversità, il deterioramento della qualità della vita, il degrado sociale, e su molte altre “ferite” del nostro mondo.

La mostra mette in campo, oltre alle fotografie di Dave Yoder, che ha seguito e documentato per quasi un anno la vita quotidiana del pontefice per un reportage esclusivo pubblicato ad agosto 2015 da National Geographic, gli scatti dei migliori fotografi del magazine strettamente legati ai temi trattati dall’enciclica LAUDATO SI’.
I temi trattati da Francesco nell’enciclica sono i cavalli di battaglia di National Geographic, che si batte da sempre per la salvaguardia del pianeta, gettando luce sui problemi, sulla ricerca, sulle possibili soluzioni.

Tra i fotografi in mostra: Jonas Bendiksen, James P. Blair, Ira Block, Jodi Cobb, Jad Davenport, David Doubilet, Gordon Gahan, Greg Girard, Fritz Hoffmann, Lynn Johnson,
Menahem Kahana, Ed Kashi, Karen Kasmauski, Robb Kendrick, Tim Laman, Frans Lanting, Pablo Leguizamon, David Liittschwager, Luca Locatelli, Pablo Lopez Luz, Steve McCurry, Michael Melford, Palani Mohan, Paul Nicklen, Carsten Peter, Jim Richardson, Ruben Salgado Escudero, Joel Sartore, Servizio fotografico L’Osservatore Romano, John Stanmeyer, George Steinmetz, Marcelo Tasso, Mike Theiss, Mark Thiessen, Tyrone Turner, Stefano Unterthiner, Stephen Wilkes, Michael S. Yamashita, Dave Yoder, Christian Ziegler.


La memoria del sacro. Salvatore Fiume in Vaticano

from 2015-12-18 to 2016-03-12

Musei Vaticani


La Stamperia Reale Borbonica

from 2015-12-11 to 2016-03-06

Istituto centrale per la Grafica - Gabinetto disegni e stampe


“Via!” – Fotografia di strada da Amburgo a Palermo

from 2016-01-30 to 2016-04-03

Museo di Roma in Trastevere

La mostra è il risultato di un progetto fotografico iniziato nel 2014 dal Goethe-Institut. Dieci fotografi, cinque in Germania e cinque in Italia, nell’arco di un anno hanno fotografato le proprie città secondo i canoni della fotografia di strada.

Creato e definito dalle opere di Henri Cartier-Bresson, Elliot Erwitt, Robert Frank o Alex Webb, questo genere vive della spontaneità dell’attimo fuggente. Il suo carattere situativo è conseguenza della consapevole rinuncia a influenzare attivamente la situazione di scatto, eliminando, dunque, la scelta del momento, della prospettiva e del taglio dell’immagine.

Le immagini in mostra sono state scattate da Amburgo a Palermo, attraverso Berlino, Napoli, Augusta, Treviso, Bologna e tante altre città tedesche e italiane. Dalle diverse prospettive dei dieci fotografi è nata una collezione di scatti di momenti spontanei della vita quotidiana. Alcune foto, astratte dal posto in cui sono state scattate, posseggono una forza espressiva universale. In altre, i dettagli architettonici, la luce o l’atteggiamento delle persone raffigurate lasciano degli indizi sul luogo di scatto. Piene di humor, scurrili, toccanti, enigmatiche o disorientanti, le fotografie dischiudono le significative caratteristiche geografiche, sociali e culturali delle singole regioni.

La squadra dei fotografi di “Via!” è composta per la Germania, dal curatore Fabian Schreyer („The Street Collective“) di Augsburg, dal membro di „In-Public“ Siegfried Hansen di Amburgo, dal fotografo berlinese Guido Steenkamp, da Marga van den Meydenberg, fotografa olandese a Berlino, così come dal membro di “Observe” Michael “Monty” May di Iserlohn. L’Italia è rappresentata da Umberto Verdoliva („Street Photographers“, „SPontanea“) di Treviso, Mary Cimetta di Bologna e Stefano Mirabella di Roma (entrambi „SPontanea“) così come Michele Liberti („EyeGoBananas Collective“) di Napoli e il palermitano Giorgio Scalici.


La Banconota delle idee: creatività, tecnologia e sicurezza

Villino Hüffer


"In cammino con Giovanni Paolo II verso il Giubileo straordinario della Misericordia" di Anna Gulak

from 2015-12-01 to 2016-11-20

Aeroporto Leonardo da Vinci (Fiumicino) - Connections


AZ - Arturo Zavattini fotografo Viaggi e cinema, 1950-1960

from 2015-12-05 to 2016-03-28

Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia (Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari)


Il Presepe del Re

from 2015-12-10 to 2016-02-28

Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia (Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari)


Quando Roma parlava francese. Feste e monumenti della prima Repubblica Romana (1798-1799) nelle collezioni del Museo Napoleonico

from 2015-12-11 to 2016-03-13

Museo Napoleonico

Con questa mostra il Museo Napoleonico prosegue la politica di valorizzazione del materiale conservato nei depositi, normalmente non fruibile dal pubblico dei visitatori. L’esposizione è parte di un più ampio progetto dedicato agli anni di influenza francese sulla Città Eterna (1798-99, 1809-14), cui saranno dedicate altre mostre nei prossimi anni.

I 20 mesi della Repubblica Romana del 1798-99, pur contrassegnati da molte contraddizioni, rappresentarono per la città un momento di netta cesura rispetto al passato, dando vita a strutture politiche e amministrative del tutto inedite nella capitale pontificia.

In particolare, il governo repubblicano ebbe la necessità di inventare nuove cerimonie pubbliche. Per le feste rivoluzionarie, trasposizione capitolina di quelle francesi, furono stilati dettagliati programmi, ricchi di simboli e di richiami ai secoli repubblicani dell’antica Roma, e furono realizzati imponenti apparati effimeri, a cui collaborarono architetti, pittori e scultori.

La memoria visiva di questi avvenimenti, oggi affidata in maniera quasi esclusiva alle testimonianze grafiche (disegni e stampe) conservate al MUSEO NAPOLEONICO, è proposta al pubblico nella mostra “QUANDO ROMA PARLAVA FRANCESE. Feste e monumenti della prima Repubblica Romana (1798-1799) nelle collezioni del Museo Napoleonico”,dall’11 dicembre 2015 al 13 marzo 2016 - promossa daRoma Capitale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Marco Pupillo, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Si tratta di una collezione unica nel panorama collezionistico pubblico o privato, in cui la grande quantità di materiale preparatorio contenuto offre l’occasione straordinaria di assistere ad una sorta di visita virtuale nella bottega dell’incisore, seguendo il processo ideativo di alcune opere  dal disegno preliminare alle successive prove d’autore fino alla stampa definitiva. La grande rarità di queste illustrazioni di forte connotazione politica è probabilmente conseguenza della loro distruzione nel corso della successiva Restaurazione.

Il fondo, sinora solo parzialmente edito, comprende, tra le altre, opere di convinti giacobini come David-Pierre Humbert de Superville,Giuseppe Ceracchi, Sebastiano Ittar e Paolo Bargigli, costretti all’emigrazione dopo la fine della Repubblica, nonché di artisti che invece continuarono a lavorare nella città del papa come l’architetto Giuseppe Camporese e l’incisore Tommaso Piroli.

Il percorso espositivo si articola in due sale. Accanto alle testimonianze grafiche in mostra si vedrà una rarissima serie di pendenti con emblemi rivoluzionari, sinora mai esposti in Italia, realizzati con la peculiare tecnica romana del micromosaico.

Con questa mostra il Museo Napoleonico prosegue la politica di valorizzazione del materiale conservato nei depositi, normalmente non fruibile dal pubblico dei visitatori. L’esposizione è parte di un più ampio progetto dedicato agli anni di influenza francese sulla Città Eterna (1798-99, 1809-14), cui saranno dedicate altre mostre nei prossimi anni.

L’itinerario segue lo svolgimento delle feste in ordine cronologico: una sezione è dedicata ai progetti di monumenti (nessuno dei quali fu effettivamente realizzato); un’altra presenta le successive fasi di realizzazione delle illustrazioni a stampa.

La mostra è corredata da un catalogo, curato da Marco Pupillo; il volume ospiterà la schedatura completa del fondo museale e uno studio di Maria Grazia Branchetti, nota esperta di micromosaico.


Animaux sauvages – Animali selvaggi visti da Schili

from 2015-12-18 to 2016-03-14

Museo Civico di Zoologia

Il grande interesse per la natura, l'ecologia, i problemi ambientali, l'affascinante influenza ricevuta da frequenti viaggi naturalistici in Africa equatoriale e in Asia hanno portato Schili ad elaborare variegati microcosmi iconografici. Da un orizzonte costituito da idoli fantastici, totem primitivi, maschere tribali, influenzato dall'arte del Congo e del Mali, Schili è giunto a rappresentare con sempre maggiore assiduità e passione un mondo abitato da animali selvaggi, in parte con occhio naturalistico, in parte con uno sguardo simbolico- idealizzante.
Orari: Martedì-Domenica ore 9.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.00). Giorni di chiusura Lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio
N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli    Avvisi
Mostra gratuita previo acquisto del biglietto di ingresso al museo secondo    tariffazione vigente
Tariffe ordinarie:
- intero € 7,00
- ridotto € 5,50
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza)
- intero € 6,00
- ridotto € 4,50
Condizioni di gratuità e riduzioni
Tel 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00
Comunicato stampa


Storie sovietiche

from 2015-12-04 to 2016-02-13

Galleria del Cembalo


Er deserto. La campagna romana nella letteratura nei dialetti di Roma e del Lazio

from 2015-11-18 to 2016-02-28

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Anche quest’anno, al secondo piano di Palazzo Braschi, la letteratura in dialetto di Roma e del Lazio torna a dialogare con i quadri e le stampe in collezione al Museo di Roma

Il 18 novembre, a partire dalle ore 15:00, si è aperta la prima sessione dei lavori del    Convegno che proseguirà il giorno seguente nei locali della Fondazione Marco Besso a Largo di Torre Argentina, mentre una sala del secondo piano del Museo è stata appositamente allestita con opere pittoriche ed incisioni che illustrano con il segno ed il colore i temi trattati nelle prose e nelle poesie d’autore (tra gli altri, testi di Belli e Dell’Arco, D’Annunzio e Goethe) selezionate dagli organizzatori e trascritte nelle didascalie di corredo alle immagini.

La piccola mostra resterà aperta e fruibile al pubblico fino al 28 febbraio 2016 e vanta, tra le molte curiosità, l’esposizione del celebre Panorama di Roma di Ippolito Caffi, realizzato dall’artista come una veduta grandangolare della città e del suo circondario e assolutamente unico nelle dimensioni che raggiungono quasi i 3 metri di lunghezza, per un’altezza di poco più di 30 cm.


A tale of Costumes. I costumi del grande cinema

from 2015-11-11 to 2016-03-31

Louis Vuitton Rome 2 Etoile


Gillo Dorfles. Essere nel Tempo

from 2015-11-27 to 2016-04-17

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Sale Collezione, MACRO Hall, Project room #2, Foyer, Terrazza
La mostra, a cura di Achille Bonito Oliva, coordinamento scientifico e progetto di allestimento di Fulvio Caldarelli e Maurizio Rossi, è la prima antologica che rende omaggio all’opera totale di un padre storico della cultura visiva italiana, tra produzione artistica, pensiero critico e teorie estetiche.

Gillo Dorfles, l’artista e il critico d’arte: due anime distinte, due differenti modi di vivere la relazione con il tempo. Da un lato, i tempi del mondo interiore: la sua vivacità espressiva autarchica e personalissima, imperturbabile di fronte all’avvicendarsi di avanguardie e correnti artistiche. Dall’altro lato, i tempi del mondo esteriore, l’orizzonte mobile della storia: il suo sguardo che indaga le oscillazioni del gusto, le evoluzioni estetiche e comportamentali del presente che caratterizza ogni epoca.

Oltre 100 opere, alcune delle quali esposte per la prima volta: dipinti, disegni e opere grafiche, ma anche una selezione di ceramiche e gioielli. Un inedito percorso attraverso il tempo, dalle creazioni più recenti (inclusi tre dipinti inediti realizzati nell’estate 2015) alla fondazione del Movimento per l’Arte Concreta (in mostra, anche documenti originali e cataloghi storici delle prime esposizioni), fino agli esordi giovanili degli anni Trenta. Un corpo espositivo in cui le coordinate temporali tendono però a dissolversi nella sincronia di un lungo presente, tuttora in espansione.
Per la prima volta, l’esposizione delle opere d’arte di Dorfles, è completata da due sezioni dell’allestimento, complici e complementari, che diventano occasione per ripercorrere oltre un secolo di storia, tra parola e immagine.

Istantanee è la sezione documentaria che raccoglie un ricchissimo repertorio fotografico e il corpo inedito dei carteggi che testimoniano il dialogo, l’amicizia e le affinità elettive di Dorfles con alcuni degli artisti e intellettuali più significativi del Novecento. Biografia che da personale si fa collettiva.
Dalle fotografie tratte dall’album di famiglia ai ritratti d’autore realizzati da amici fotografi come Ada Ardessi, Graziano Arici, Giovanna Dal Magro, Fabrizio Garghetti, Ugo Mulas e Ferdinando Scianna. Scritti autografi, lettere, appunti e annotazioni. E le poesie scritte negli anni Quaranta, apprezzate da amici come Saba e Montale, ma rimaste a lungo nel cassetto affinché superassero la prova del tempo.

Previsioni del tempo è la sezione intitolata allo sguardo lungimirante di Dorfles che ha sempre saputo avvistare il domani. Uno sguardo che rileva e coglie trasformazioni, mutazioni e stratificazioni apparentemente impercettibili: la realtà delle cose, sotto l’influenza del tempo.
Critica d’arte, estetica, architettura e design, musica e teatro, sistema dell’informazione e fenomenologie della comunicazione di massa, moda e costume sono alcuni dei saperi che concorrono alla lettura e all’interpretazione dello spirito dei tempi.
Citazioni tratte dalla produzione saggistica; estratti di docufilm, video-interviste e filmati di repertorio provenienti dall’archivio RAI Teche; postazioni audio che ripropongono interventi radiofonici. Un racconto modulato in prima persona, attraverso la viva voce dell’autore e che documenta la vastità dei territori esplorati da Dorfles al di là dei recinti disciplinari. Una narrazione diffusa che non può e non vuol essere esaustiva, ma evocativa: la sfida è che, all’uscita dalla mostra, la curiosità si faccia interesse e l’incontro frequentazione.

Durante il periodo di programmazione della mostra, il MACRO ospiterà due cicli di incontri ad ingresso libero: un calendario di appuntamenti di grande interesse, concepito per un pubblico allargato, il cui carattere divulgativo sarà valorizzato attraverso la pubblicazione on line delle lezioni-evento sul sito web ufficiale della mostra (www.dorflesmuseomacro.it).
Parola critica, a cura del Centro intedisciplinare di ricerca sul paesaggio contemporaneo, è la serie di talk dedicati ai temi fondamentali del pensiero critico di Gillo Dorfles.
Lezioni ad arte, è il ciclo di lezioni accademiche risultato del progetto didattico-scientifico ideato da docenti delle più importanti istituzioni universitarie di Roma, in collaborazione con la Didattica del MACRO - Area Università, Accademie e Progetti Speciali.

La Didattica del MACRO propone, inoltre: laboratori esperienziali sul mondo del colore (rivolti a bambini dai 5 ai 12 anni di età) realizzati con il sostegno di Faber-Castell; workshop Il colore del ricordo, esplorazione guidata al potere evocativo dei colori e alla realizzazione di un libro d’artista.

In occasione della mostra sarà presentata la prima delle sei tazzine della nuova illy Art Collection firmata da Gillo Dorfles. La collaborazione con illy, sponsor ufficiale di “Gillo Dorfles. Essere nel tempo”, nasce all’insegna di un’affinità che trova conferma non soltanto nelle comuni origini triestine, ma soprattutto nello stesso orizzonte culturale mitteleuropeo e nella predilezione per le arti contemporanee.

Il catalogo della mostra (Skira Editore, Milano) comprende, oltre al saggio critico del curatore Achille Bonito Oliva, scritti di Umberto Eco e Luigi Sansone. La pubblicazione è impreziosita da una vasta antologia critica dedicata alla produzione artistica di Dorfles e da una sua recente conversazione inedita con Fulvio Caldarelli e Federica Pirani.


Renzo Arbore - La mostra. Videos, radios, cianfrusaglies. "Lasciate ogni tristezza voi ch’entrate"

from 2015-12-19 to 2016-04-03

La Pelanda - Centro di produzione culturale

Grande mostra dedicata a Renzo Arbore, ai 50 anni della sua straordinaria carriera, alle sue trasmissioni televisive e radiofoniche che hanno così fortemente caratterizzato la storia della televisione e del costume del nostro paese, alle sue amicizie e alle sue scoperte, ai suoi percorsi musicali e ai concerti dell’Orchestra Italiana, alla sua incredibile collezione di oggetti e memorabilia, ma anche ai suoi amici, ai suoi viaggi, al sostegno non episodico alla Lega del Filo d’Oro e alla sua sensibilità verso i più sfortunati, alla travolgente esperienza umana e in definitiva al suo contributo di intelligenza e di ironia alla cultura italiana.

All’ingresso della mostra campeggia la scritta: “lasciate ogni tristezza voi ch’entrate”. All’interno, in un percorso espositivo sorprendente, esposti gli  oggetti che sono i testimoni di questa straordinaria avventura: dalle copertine dei dischi alle sue collezioni più improbabili, dalle radio d’epoca alle cravatte più strane, dagli oggetti in plastica collezionati in modo quasi maniacale alle memorabilia dei suoi viaggi, dagli strumenti musicali agli elementi scenografici che hanno caratterizzato le sue trasmissioni televisive. 

Accanto a loro sono protagonisti i documentiaudio e video delle performances di Arbore, da Quelli della notte ai concerti dell’Orchestra italiana, da Bandiera Gialla e Alto Gradimento ai suoi film e perfino ai suoi sketch pubblicitari, in un percorso articolato in “stazioni” che corrispondono alle passioni di Renzo: la Musica, l’America, il Collezionismo e la Plastica, il Cinema, i Viaggi, la Televisione, le Città e gli Amici, la Moda e il Design, la Radio e infine la Lega del Filo d’Oro. Si sviluppa così un racconto nel quale, come in una camera delle meraviglie, ogni oggetto, ogni suono e ogni immagine portano alla luce una curiosità e un momento della vita di Renzo Arbore, ma anche di un pezzo della storia d’Italia e degli italiani.

Oltre a Renzo Arbore nel progetto sono coinvolti molti dei suoi collaboratori, che gli sono stati e gli sono accanto in tante occasioni, a partire da Alida Cappellini e Giovanni Licheri, che hanno disegnato per Arbore le scenografie della maggior parte dei suoi spettacoli e hanno progettato un allestimento della mostra che non mette solo in valore i materiali esposti, ma riesce ad accogliere il visitatore come se fosse a casa di Renzo. La regia e il montaggio dei filmati è affidata a Luca Nannini che si è aavalso delle ricerche di Sabina Arbore e Adriano Fabi.

La mostra è accompagnata dal volume di Renzo Arbore "E se la vita fosse una jam session? Fatti e misfatti di quello della notte", a cura di Lorenza Foschini, edito da Rizzoli.  A cinquant’anni dall’esordio in radio con Bandiera gialla e a trenta dal successo in tv di Quelli della notte, per la prima volta Renzo Arbore si racconta in un libro di ricordi, incontri e oggetti, sul filo delle sue passioni: la musica, la radio, la televisione, il collezionismo.

Nel bookshop della mostra sarà infine proposta al pubblico una serie di oggetti  ispirati al suo colorato e allegro universo iconografico.


Michelangelo Antonioni Pittore

from 2015-10-31 to 2016-02-29

Galleria 28 Piazza di Pietra


CoBrA - Una grande avanguardia europea (1948-1951)

from 2015-12-04 to 2016-04-03

Fondazione Roma Museo (Museo del Corso) - sede di Palazzo Cipolla


Il fotografo in borgata. Scatti dall’archivio di Rodrigo Pais

from 2015-11-04 to 2016-03-30

Biblioteca Nazionale Centrale


"Ragazzi leggeri come stracci". Pier Paolo Pasolini dalla borgata al laboratorio di scrittura

from 2015-11-04

Biblioteca Nazionale Centrale


Umberto Passeretti, un presente antichissimo

from 2015-12-01 to 2016-02-17

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Mostra dedicata ad Umberto Passeretti, che da pittore pienamente contemporaneo dialoga con la classicità romana e più in generale con la memoria dell’antico.

Dal 1985 Umberto Passeretti dialoga da pittore pienamente contemporaneo con la classicità romana e più in generale con la memoria dell’antico. Proprio per questo un luogo emblematico della “romanità” come i Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali appare come la sede più adatta per ospitare una ventina di sue opere, nella Grande Aula e nel Corpo Centrale. In occasione dell’esposizione, curata da Gabriele Simongini, l’artista romano ha realizzato un omaggio a questo luogo straordinario prendendo come soggetto di un suo quadro un “Prigione”. Le opere (dipinte perlopiù ad olio e tempera su tavola ma talvolta anche con acrilici) fanno parte del ciclo “Anatomia del panneggio”. Nei suoi lavori i mirabili reperti scultorei del passato si trasformano in pittura, con la chiara prevalenza di panneggi dalla materia mossa, palpitante di una nuova vita che sembra quasi sul punto di cominciare.

In occasione della mostra gli allievi dei tre Istituti di Istruzione Superiore Statale ad indirizzo Moda di Roma "J. Piaget - A. Diaz", "S .Pertini - G. Falcone" ed"Europa - V. Woolf", a seguito di una precedente esperienza avuta proprio nel Museo ospitante, sono stati invitati a presentare un loro progetto, ispirandosi alle opere dell'artista, da esporre poi negli spazi dedicati alla Mostra stessa. La Fondazione Micol Fontana è stata lieta di offrire anche per questo evento la sua collaborazione e di suggerire input creativi ai giovani studenti dei suddetti Istituti.
Questa sinergia Museo – Fondazione - Scuola ha dato origine ai lavori degli allievi che si sono impegnati in una rilettura delle opere di Umberto Passeretti dal punto di vista del creatore di moda, sia nella progettazione grafica espressa nei figurini, sia nella composizione sartoriale presentata sui manichini.

Il primo appuntamento è fissato per il 16 dicembre e sarà dedicato alla presentazione al pubblico dei suddetti figurini. Successivamente vi sarà un secondo evento, a conclusione di tutto l'iter creativo, riservato alla esposizione degli abiti prescelti tra quelli disegnati. Sono inoltre previsti, prima del termine della Mostra, incontri aperti agli studenti di altri Istituti durante i quali gli artefici dei lavori esposti avranno l'opportunità di spiegare, con il loro linguaggio semplice e diretto, i percorsi operativi seguiti dall'ispirazione alla realizzazione sartoriale e le implicazioni culturali insite in questo progetto.


LEGO® - THE ART OF THE BRICK di Nathan Sawaya

from 2015-10-28 to 2016-02-14

Spazio Eventi Tirso


Una Nuova Roma. L'Eur e il Palazzo della Civiltà Italiana

from 2015-10-23 to 2016-03-07

Palazzo della Civiltà Italiana (o Colosseo Quadrato)


MATTIA PRETI. Un giovane nella Roma dopo Caravaggio

from 2015-10-28 to 2016-02-15

Galleria Nazionale d'Arte Antica - Palazzo Corsini


Affinità elettive. Da de Chirico a Burri. Opere della Galleria d’Arte Moderna e della Fondazione Magnani Rocca

from 2015-12-17 to 2016-03-13

Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

La mostra nasce dalla volontà di accostare, sulla base di pure consonanze e suggestioni formali, di temi ed ambiti figurativi, alcuni capolavori della collezione parmense della Fondazione Magnani Rocca a quelli della collezione capitolina della Galleria d’Arte Moderna.

L’identità degli autori nonché il periodo – dagli anni Venti agli anni Sessanta – su cui si focalizza la mostra Affinità elettive hanno offerto notevole spunto per nuovi dialoghi tra artisti del Novecento presenti nelle due raccolte consentendo un approfondimento diverso, stimolante, sul panorama culturale che dalla prima metà del Novecento arriva fino alle ricerche informali di Alberto Burri.

L’esposizione, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, fa seguito alla collaborazione felicemente avviata nel 2015 con la Fondazione Magnani Rocca che ha visto - da marzo a luglio 2015 – ospitate, negli spazi della Villa dei Capolavori a Mamiano di Traversetolo (Parma), oltre cento opere della Galleria Capitolina con l’iniziativa Roma 900. De Chirico, Guttuso, Capogrossi, Balla, Casorati, Sironi, Carrà, Mafai, Scipione e gli altri nelle Collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale.

A cura della Galleria d’Arte Moderna e della Fondazione Magnani Rocca, questa volta nella sede museale di via Francesco Crispi, viene esposta una selezione di circa quaranta opere della prestigiosa collezione parmense in dialogo con un numero analogo di opere della Galleria d’Arte Moderna, nello spirito di reciprocità tra le due istituzioni, entrambe impegnate nella valorizzazione del patrimonio artistico del Novecento italiano. Obiettivo comune è promuovere la conoscenza di questo importante patrimonio attraverso dialoghi, spesso non scontati, in cui protagonisti, ma anche artisti meno noti del Novecento, denotano affinità elettive.

L’occasione nasce dalla volontà di presentare al pubblico romano alcuni dei capolavori della raccolta di Luigi Magnani, fondatore del museo parmense, sottolineando il valore e il prestigio culturale che lungo il corso del Novecento ha connotato la sua figura di mecenate illuminato, tra l’altro residente per lunghi anni nella capitale, aspetto illustrato con una sezione documentaria a lui dedicata all’interno della mostra.

Le opere della collezione Magnani trovano straordinaria affinità con quelle della collezione capitolina che, grazie alla felice stagione di acquisizioni condotta nella prima metà del Novecento presso le più importanti manifestazioni nazionali, a partire dalle Quadriennali, documenta con continuità gli sviluppi e tendenze dell’arte italiana post-risorgimentale e della prima metà del secolo scorso, con particolare riferimento al periodo tra le due guerre.

Al capolavoro di Giorgio de Chirico, L’enigma della partenza, una delle gemme della collezione Magnani, vengono accostate, ad esempio, alcune opere della collezione capitolina che della speculazione metafisica presentano spunti e rimandi formali; al nucleo parmense delle nature morte di Giorgio Morandi e di Filippo De Pisis, dei quali Luigi Magnani fu grande collezionista, viene giustapposto un vario panorama di opere della raccolta romana che negli stessi anni testimonia la ricerca formale svolta sul tema dell’oggetto sul piano, da parte di molti artisti italiani. I rimandi sono molteplici e interessano artisti di primo piano, da Marino Marini a Giacomo Manzù, da Ettore Colla a Leoncillo, da Mafai a Scialoja, da Gino Severini ad Alberto Savinio, solo per citare alcuni autori delle circa cento opere che figurano in mostra.

L’esposizione è arricchita da opere provenienti dal Macro-Roma e dalla Casa Museo Alberto Moravia, e si conclude con una sezione di opere grafiche dedicata alle acqueforti di Giorgio Morandi. E' interamente accompagnata, nelle sale della Galleria, da suggestioni musicali.

Curatori
Maria Catalano; Federica Pirani; Gloria Raimondi; Stefano Roffi

RASSEGNA STAMPA
da La Repubblica 17 dicembre 2015     Tra de Chirico e Burri, i grandi del '900 da Parma a Roma di Valentina Bernabei

da Il Tempo 17 dicembre 2015    Da De Chirico a Burri Le «affinità elettive» in quaranta capolavori di Gabriele Simongini

da Corriere dello Sport 17 dicembre 2015    Al GAM "Affinità elettive" da De Chirico a Burri

da Roma da Leggere 17 dicembre 2015    Affinità Elettive: due collezioni a dialogo di Alessandro Morino

da Giornale del Mediterraneo 17 dicembre 2015     Affinità elettive da de Chirico a Burri di Giuseppe Longo

da ArtsLife 20 dicembre 2015    Affinità elettive. Da de Chirico a Burri in mostra alla Galleria d'Arte Moderna di Roma di Valentina Virgili

da Giornale del Mediterraneo 28 dicembre 2015    Affinità elettive da de Chirico a Burri. Opere della Galleria d’Arte Moderna e della Fondazione Magnani Rocca di Giuseppe Longo

da NéaPolisRoma 17 dicembre 2015    Questioni di affinità s-elettive: grandi pittori italiani del Novecento di Elio Tomassetti

da LaVocediTutti 25 dicembre 2015    Affinità elettive di Nica Fiori

da Artribune 1 gennaio 2016    Da de Chirico a Burri. Assonanze tra Parma e Roma di Ilenia Maria Melis

da Wall Street International 5 gennaio 2016    Affinità Elettive. Da de Chirico a Burri


Impressionisti e moderni. Capolavori dalla Phillips Collection di Washington

from 2015-10-16 to 2016-02-14

Palazzo delle Esposizioni


Pablo Echaurren. Contropittura

from 2015-11-20 to 2016-04-03

GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e contemporanea


La Fabrica del Presente

from 2015-11-28 to 2016-02-14

Museo di Roma in Trastevere

Prorogata al 14 febbraio

Fabrica, centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton Group, presenta il lavoro di giovani autori, diversi per formazione e provenienza. Filo conduttore del percorso espositivo è il passaggio, la transizione da uno stato a un altro, in un racconto multiplo che si muove sui confini dei luoghi e delle cose fornendone un’immagine inedita.

Queste le sezioni della mostra:
- NIGHT(E)SCAPES. From light to darkness di Martina Cirese, Geremia Vinattieri e Christian Coppe
- IRANIAN LIVING ROOM. From private to public  di fotografi iraniani
- MIRACLE VILLAGE. From judgement to absolution di Sofia Valiente

- LIPADUSA. From sea to land di Calogero Cammalleri
(A causa di impegni pregressi, questa ultima sezione non sarà prorogata e resterà aperta al pubblico fino a domenica 24 gennaio).

NIGHT(E)SCAPES. FROM LIGHT TO DARKNESS è un progetto multimediale che unisce fotografia, musica e motion design in un viaggio notturno attraverso alcuni dei posti più suggestivi d’Italia, puntando non solo sulle immagini ma anche sui suoni registrati in loco e rielaborati elettronicamente.  L’Italia è il Paese con il più grande patrimonio artistico e culturale al mondo, primato riconosciuto anche dall’Unesco. Il viaggio dei tre giovani ricercatori di Fabrica unisce a mete note, come Venezia e Napoli (cercandone però i luoghi più nascosti tra le isole o le catacombe del III secolo), altre meno familiari come l’ecomuseo della Pietra da Cantoni nelle Langhe e le città di Matera e Craco. Ognuno di noi, che abbia o meno visitato questi posti, li associa a delle immagini. Quasi impossibile averne in mente il suono. Eppure ciascuno di essi è popolato di rumori, sussurrati o esplosi, ripetuti o unici, cadenzati o disordinati. Le esplorazioni notturne proposte in forma multimediale da questi giovani artisti daranno al pubblico l’opportunità di vivere questi luoghi, insieme ai paesaggi sonori, sulla propria pelle.

IRANIAN LIVING ROOM. FROM PRIVATE TO PUBLIC è una storia corale realizzata da 15 fotografi iraniani, scelti dal direttore dell’area Editorial di Fabrica Enrico Bossan, che hanno raccontato con occhi discreti e incondizionati il salotto di casa iraniano, spazio fisico e metaforico nascosto agli sguardi dei media internazionali e dello stato locale.
Abituati come siamo a un’osservazione guidata, sempre controllata dell’Iran, con Iranian Living Room possiamo entrare nelle case delle persone e, quindi, nella pancia del Paese.
Disparità religiose, differenze e similitudini culturali, dualità nell’abbigliamento, solitudine e convivialità, clandestinità, queste e molte altre situazioni prendono forma nei delicati scatti dei giovanissimi fotografi che raccontano stanze segrete e inaccessibili ai giudizi degli altri, dove effettivamente si svolge la vita.

MIRACLE VILLAGE. FROM JUDGEMENT TO ABSOLUTION Ã¨ il lavoro vincitore del primo premio della sezione “Stories, Portraits” del Word Press Photo.
È una ricerca delicata su un tema difficile: la vita dei sex offender  al termine della pena.  In Florida vigono leggi che impediscono alle persone condannate per reati sessuali nei confronti di minori di vivere a meno di 300 metri da una scuola, da un asilo, da un parco o da un’area giochi, limite che in alcune città è stato portato fino a 750 metri e al quale sono state aggiunte le piscine, le fermate dell’autobus e le biblioteche. Difficile trovare posti così che non siano sotto un ponte, o sotto un cavalcavia dell’autostrada. Miracle Village è una cittadina fondata da un ex detective privato divenuto pastore evangelico che consente ai sex offender una vita “dignitosa”.
Ne ospita un centinaio, diversi per età, appartenenza sociale ed etnia, tutti accomunati dal peso  e dalle conseguenze del portarsi addosso questa etichetta. Per oltre un anno, Sofia Valiente, americana di origini argentine, ha seguito la vita dei residenti del villaggio, ha stretto amicizia e ha condiviso con loro il senso di alienazione, solitudine e le difficoltà della riabilitazione. Miracle Village racconta le storie di dodici di queste persone: ne segue il viaggio dalla colpa, il peccato, all’espiazione attraverso l’isolamento e il miraggio di un reinserimento sociale.

LIPADUSA. FROM SEA TO LAND è una ricerca fotografica sull’identità dell’isola di Lampedusa, Lipadusa per i suoi abitanti.
Divenuta suo malgrado sinonimo di migrazione, di tragedie in mare, di disperazione e miseria, Lampedusa si presenta in questa mostra nella sua veste più autentica e profonda, quella di isola e non quella di mare divenuto cimitero. Cammalleri, anch’egli migrante (partito a tre anni con la sua famiglia dalla Sicilia per la Germania) è ritornato nella sua terra dopo diciassette anni a cercare le proprie origini. Geograficamente già Africa ma politicamente ancora Italia, Lampedusa vive una dimensione non solo isolana ma isolata, di confino o confine, di sogno e solitudine.
 Le fotografie di Cammalleri ritraggono lo scorrere della vita di pescatori, bambini e animali di Lampedusa; impressioni oniriche, attimi colti in bianco e nero, sfocati nella trasfigurazione di una realtà che diventa senza tempo.

Fabrica è il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton Group, fondato nel 1994. Fabrica offre a un gruppo molto eterogeneo di giovani creativi da tutto il mondo una borsa di studio annuale per sviluppare progetti di ricerca nelle aree di design, grafica, fotografia, interaction, video, musica e giornalismo.


L’incanto della fotografia. Le collezioni Silvio Negro e Valerio Cianfarani al Museo di Roma

from 2015-10-14 to 2016-02-28

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Esposizione di una parte della ricca collezione di oltre seimila opere appartenuta a Silvio Negro, giornalista, scrittore e storico della fotografia, accanto a quella numericamente più contenuta dell’archeologo Valerio Cianfarani, acquistate per l’Archivio Fotografico del Museo di Roma.

Il legame di Silvio Negro e Valerio Cianfarani con il Museo di Roma nasce nel 1953, in occasione dell’allestimento della ”Mostra della fotografia a Roma dal 1840 al 1911”, che ha segnato l’inizio di una riflessione storica e critica sulla fotografia romana del XIX secolo e alla quale parteciparono come curatori e prestatori.

La mostra L’incanto della Fotografia riallaccia il filo di questo antico rapporto con il Museo di Palazzo Braschi, offrendo l’occasione per mostrare al pubblico, dal 14 ottobre al 28 febbraio 2016,  una parte delle ricche collezioni di Silvio Negro (1897 - 1959), giornalista, scrittore e storico della fotografia, e dell’archeologo Valerio Cianfarani (1912 – 1977), che fu soprintendente alle antichità dell’Abruzzo e Molise, entrambe acquistate per l’Archivio Fotografico del Museo di Roma rispettivamente nel 2003 e nel  2005. L’esposizione è promossa dall’Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con la cura scientifica di Anita Margiotta.

Una grande amicizia ha legato i due collezionisti, accostatisi alla fotografia per interessi di studio e professionali, ma poi via via sempre più coinvolti e stregati dal fascino delle immagini che mostravano Roma negli ultimi anni del potere papale, decadente e immortale al tempo stesso. Silvio Negro si avvicina alle antiche fotografie in occasione della stesura del suo libro proprio sulla “Seconda  Roma” del 1943, fondendo la ricerca storica con il collezionismo e aprendo la strada ai primi studi analitici sull’arte fotografica.

Più legata ai suoi studi archeologici, la collezione di Valerio Cianfarani contiene rare e preziose fotografie con immagini di una Roma ormai scomparsa, dove l’antico conviveva con il moderno e la campagna si estendeva fin all’interno delle mura cittadine. 

Accanto ad antiche e preziose immagini degli anni 1850 - 1870 che documentano la nascita e il diffondersi della fotografia a Roma, tra le circa 90 opere esposte appaiono ritratti sia sciolti sia contenuti in album di pregevole fattura, e vedute di luoghi lontani, fra le quali splendide immagini di Istanbul nella seconda metà del XIX secolo. Con il passare degli anni al nucleo iniziale della raccolta Negro si sono unite fotografie legate alla sua attività professionale: dal 1926 fu giornalista del Corriere della Sera prima a Milano e poi a Roma. Per questo motivo una sezione della mostra prevede l’esposizione di fotografie di agenzie di stampa italiane e estere con le relative veline, su numerosi avvenimenti e fatti di cronaca dei difficili anni a cavallo della Seconda guerra mondiale.

In occasione della mostra saranno visitabili i nuovi depositi per la conservazione delle antiche fotografie e dei negativi storici su lastra in vetro, posti al piano di sopra dei locali della mostra. Inoltre, sarà proiettato in mostra un breve filmato sulla Roma della fine degli anni ’40 dell’istituto Luce (Settimana Incom).


Symbola. Il potere dei simboli

from 2015-10-16 to 2016-04-15

Stadio di Domiziano


Gianfranco Baruchello - Come la quercia

from 2015-10-09 to 2016-03-06

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Hall
Installazione ambientale di Gianfranco Baruchello, concepita nell'ambito del progetto espositivo "L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte", ideato e curato da Achille Bonito Oliva.

Dal 9 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016 sarà esposta nella Hall del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma l’installazione ambientale di Gianfranco Baruchello, Come la quercia.
L’opera è stata concepita nell'ambito del progetto espositivo L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte, ideato e curato da Achille Bonito Oliva, con la partecipazione di oltre trenta artisti internazionali in spazi museali ed espositivi sull'intero territorio italiano.

Il progetto di Gianfranco Baruchello al MACRO è promosso dall’Assessorato Cultura e Sport di Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e realizzato con la collaborazione della Fondazione Baruchello, con il patrocinio di EXPO 2015, la collaborazione del Programma sperimentale per la cultura Sensi Contemporanei dell’Agenzia per la Coesione Territoriale e del MiBACT, l'organizzazione tecnica dell'Associazione culturale MetaMorfosi.
Una comune sensibilità attraversa le opere degli artisti coinvolti nel progetto. Come afferma Achille Bonito Oliva, l’installazione di Baruchello si inserisce in questa riflessione collettiva, sollecitando una presa di coscienza del pubblico nei confronti delle problematiche ambientali, dell’alimentazione e delle sue implicazioni sociali. Un monito dell'arte che prende spunto dall’immaginario dell’Albero della cuccagna, simbolo di felicità e abbondanza ma anche della fatica e della difficoltà nel raggiungerle.

Baruchello muove dall’idea che oggi “l’Albero della cuccagna” sia forse più un miraggio che una realtà e che un albero vada immaginato e pensato, attraverso un processo di sospensione, di ascolto e identificazione.
L’artista propone al MACRO uno giardino-pensatoio che invita a immaginare l’albero in una situazione di riposo, di lentezza e di sogno, uno luogo sottratto al tempo ipertrofico della produzione e del consumo standardizzati. Lo spazio giardino di Baruchello è un vero spazio di terra nel quale una quercia giovane e una radice vecchia si dispongono ai lati di un letto, luogo del sogno, del riposo e della riflessione. Agli angoli dell’installazione una serie di monitor trasmettono immagini in movimento, sollecitazioni ulteriori da cui partire per immaginare/pensare l’albero. Su un comodino vicino al letto una serie di piccole boccette contengono essenze/parole derivate dai sogni. Il pubblico è anch’esso invitato a lasciare indicazioni per partecipare a questo laboratorio dell’immaginazione.

Per pensare l’albero, sembra dirci Baruchello, è necessaria anche la consapevolezza del contesto in cui l’albero è vissuto, vive e vivrà. Le condizioni ambientali sono prima di tutto condizioni etiche, di responsabilità e paesaggio mentale che ognuno dovrebbe percepire e affrontare. Il tempo vegetale indica pertanto un altro tempo della politica o del vivere insieme.

Il piccolo giardino è uno spazio, anche magico, in cui la storia, l’attualità, il possibile/futuro si mescolano per produrre una terza via: tra passato e presente, tra storia e memoria, tra vecchio e nuovo, ovvero tra contraddizioni apparentemente insolubili, in vista di un ipotetico futuro albero/possibile, nell’atmosfera immateriale della memoria, del
sonno/sogno.


L’ÉCOLE DES LOISIRS: 50 des créations e BABALIBRI: 15 anni

from 2015-09-26 to 2016-02-28

Casina di Raffaello


“Walter Bonatti"

from 2015-10-08 to 2016-03-06

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - AuditoriumExpo
mostra promossa e prodotta da
Contrasto, Civita e GAmm Giunti

a cura di
Alessandra Mauro e Angelo Ponta
in collaborazione con
Archivio Bonatti

nell’ambito di
Auditorium Fotografia
un progetto della
Fondazione Musica per Roma
in collaborazione con
Contrasto e Fondazione Forma per la Fotografia

si ringrazia
Sport Senza Frontiere



“Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi” è un lungo racconto visivo, un insieme di immagini straordinarie stampate in grande formato, un’avventura esistenziale unica: la mostra su Walter Bonatti, alpinista, esploratore ma anche, in questa sede, soprattutto fotografo, è un’occasione per ripercorrere oltre 30 anni di viaggi alla scoperta dei luoghi meno conosciuti e più impervi della Terra, raccontando la passione per l’avventura con la straordinaria professionalità di un grande reporter. Bonatti imparò a fotografare e a scrivere le proprie avventure con la stessa dedizione con cui imparò i segreti della montagna. Il mestiere di fotografo per grandi riviste italiane, soprattutto per Epoca, lo porterà a cercare di trasmettere la conoscenza di luoghi estremi del nostro pianeta. Molte tra le sue folgoranti immagini sono grandiosi “autoritratti ambientati” e i paesaggi in cui si muove sono insieme luoghi di contemplazione, di scoperta. Bonatti si pone davanti e dietro l’obiettivo: in un modo del tutto originale è in grado di rappresentare la sua fatica e la gioia per una scoperta ma al tempo stesso sa cogliere le geometrie e le vastità degli orizzonti che va esplorando. Le fotografie sono accompagnate da note dello stesso autore, cimeli originali e interventi video (realizzati da N!03) sulla sua esperienza in montagna e sul “personaggio” Bonatti.

"Triumphs e Laments" di William Kentridge

from 2016-04-21


Toulouse-Lautrec. La collezione del Museo di Belle Arti di Budapest

from 2015-12-04 to 2016-05-08

Museo dell'Ara Pacis

Con circa 170 opere provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest, arriva al Museo dell’Ara Pacis di Roma una grande mostra su Toulouse-Lautrec, il pittore bohémien della Parigi di fine Ottocento, che ripercorre la vita dell’artista dal 1891 al 1900, poco prima della sua morte avvenuta a soli 36 anni.
Su Twitter:     #ToulouseRoma 

La mostra, promossa e prodotta da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, consentirà di portare a Roma il fiore della raccolta di opere di Toulouse-Lautrec conservata al Museo di Belle Arti di Budapest (Szépmű vészeti Múzeum), uno dei più importanti in Europa, con capolavori che vanno dal Medioevo al Novecento. 

In occasione dell’esposizione romana, curata da Zsuzsa Gonda e Kata Bodor, circa 170 litografie della collezione (tra cui otto affiches di grande formato e due cover degli album della cantante, attrice e scrittrice francese Yvette Guilbert con circa 10 litografie) lasceranno Budapest per essere esposte al Museo dell’Ara Pacis dal 4 dicembre 2015 all’8 maggio 2016. 

Attraverso questa esposizione sarà possibile conoscere a tutto tondo l'opera grafica di Toulouse-Lautrec: manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali sono autentiche rarità perché stampate in tirature limitate, firmate e numerate e corredate dalla dedica dell'artista.


Istanbul: Passione, Gioia, Furore

from 2015-12-11 to 2016-04-30

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Pier Luigi Nervi. Architetture per lo Sport

from 2016-02-05 to 2016-10-02

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


EGOSUPEREGOALTEREGO. Volto e Corpo Contemporaneo dell’Arte

from 2015-11-27 to 2016-05-08

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

La mostra analizza il volto e il corpo nell’arte contemporanea, con focus sul volto e il corpo dell’artista che si auto-rappresenta e/o, a sua volta, è rappresentato.

Partecipa al    Contest #MACROego. (terminato il 10 novembre 2015)

Hashtag della mostra:  #MACROego

Diventa così anche un modo per approfondire e dimostrare, nel concreto dell’arte stessa, quella che storicamente è definita come “pittura di genere”, con riferimento appunto all’autoritratto e al ritratto e, se vogliamo ampliare la denominazione attualizzandola, al selfie.

La mostra propone un’analisi del volto e del corpo nell’arte contemporanea, mediante l’esposizione di opere in cui l’artista stesso si auto-rappresenta (tra gli altri Vito Acconci, Franco Angeli, Giorgio de Chirico, Plinio De Martiis, Stefano Di Stasio, Giosetta Fioroni, Gilbert&George, Francesco Guerrieri, Urs Luthi, Carlo Maria Mariani, Bruce Nauman, Cristiano Pintaldi), di opere in cui l’artista è “rappresentato” da un altro artista, come nelle fotografie di Claudio Abate, Marco Delogu, Mimmo Iodice, Nino Migliori, e ancora di opere in cui l’artista non ritrae se stesso ma un altro personaggio, in cui però riesce a ritrovarsi e specchiarsi, come nei lavori, tra gli altri, di Ennio Calabria, Candy Candy, Giacinto Cerone, Mariana Ferratto, Luigi Ontani, Luca Maria Patella, Arnulf Rainer, Sissi, Sten e Lex.

In tal senso, si inserisce in mostra il doppio focus dedicato ad Alberto Moravia e Achille Bonito Oliva, due exempla, fra i tanti possibili nel mondo della cultura italiana contemporanea, famosi anche a livello internazionale, sul quale abbiamo voluto porre una maggiore attenzione visuale, attraverso l’esposizione dei ritratti di Moravia realizzati da Renato Guttuso, Carlo Levi e Mario Schifano e quelli di ABO di Sandro Chia, Francesco Clemente e Mario Schifano.       

Fra dipinti, fotografie, installazioni site specific, stencil, la mostra cercherà anche di approfondire e dimostrare, nel concreto dell’arte stessa, l’iter contemporaneo di quella che storicamente è definita come “pittura di genere”, con riferimento appunto all’autoritratto e al ritratto, ampliando e attualizzando la denominazione fino al selfie che, in poco tempo, si è andato imponendo a livello mass-mediale come nuova forma di comunicazione e diffusione del sé, riportando, consapevolmente o meno, il volto e corpo contemporaneo di nuovo in primo piano nella società e di riflesso nell’arte contemporanea.

Il MACRO, infatti, ha lanciato, in correlazione con la presente mostra, attraverso il suo sito e i social network, una campagna selfie – contest#MACROego – mediante la quale il pubblico, dal 10 settembre al 10 novembre 2015, è stato invitato a postare il proprio selfie, finendo così per fare attivamente parte della mostra stessa. Divenendo artista e nello stesso tempo “opera”, quasi in una unione estrema fra la teoria, ormai storica, espressa da Walter Benjamin ne L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica con la profezia di Andy Warhol, ormai ampiamente verificata dai tempi, di «In the future, everyone will be world-famous for 15 minutes». Tutti i selfie arrivati, infatti, sono trasmessi in mostra, mentre i primi cento diventeranno la copertina stessa del catalogo della mostra (Palombi Editori), nel quale sono pubblicati saggi di Hans Belting, Claudio Crescentini, Marco Fabiano, Annamaria Licciardello e Federica Pirani.


James Tissot

from 2015-09-26 to 2016-02-21

Chiostro del Bramante


Tesori della Cina Imperiale. L’Età della Rinascita fra gli Han e i Tang (206 a.C. – 907 d.C.)

from 2015-07-16 to 2016-02-28

Museo Nazionale di Palazzo Venezia , Palazzo Venezia


Dal Musée d’Orsay. Impressionisti. Tête à tête

from 2015-10-15 to 2016-02-21

Complesso del Vittoriano

In the important relationship between the “Musée d’Orsay” and the “Complesso del Vittoriano” we find this extraordinary exhibition dedicated to the impressionists.

The exhibition traces a portrait of the Parisian society during the second half of the Seventeenth century, characterized by the great artistic, cultural and social changes where the impressionists were both, exponents and witness with their works coming from one of the most important nucleus of “Musée d’Orsay”, the impressionist collections.

With the collaboration of Xavier Rey, director of the collection and curator of the district of picture of the “Musée d’Orsay”, and from Ophélie Ferlier, curator of the district of sculpture of the same, the exposition takes under examination the sixty years of french picture (1860-1919) in which borned, and took place the impressionist  picture and its final result;  postimpressionism.

Edouard Manet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Frédéric Bazille, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Berthe Morisot: these, among the others, are the artists in Complesso del Vittoriano, in a collection of more than sixty works of art, among which also ten sculptures.

Searching for the newest values of this vision, and starting from a naturalistic and antiacademic,subject, impressionists refuse each notion acquired, to trust the impression of the truth. Trough the overall light effects, and the coloured shadows, thanks to a rapid  brush stroke characterizing their works of art, we can find the present reality, the research for the overall  of the subject and the free expression. They refuse each ideological process of common representation.

Trough the faces, the dresses, the positions and the accessories of the characters painted, trough the places in which they are inserted “IMPRESSIONISTS. Tête-à-tête” offers the possibility to recreate the cultural environment, the social contests and the artistic inspirations in which they created their woks; able to grasp that “revolution of the gaze” and that stilistic renewal.

The works chosen, some of which became real icons of impressionism, emphasize the innovative aspects of the artistic trend, underlining  at the same time, the characteristics of the single personalities. It is possible to admire all those artists gathered around Manet, painted in the Atelier of Bazille, but also the Berthe Morisot immortalized in the famous Balcony of Manet,  and the young lady of Montmartre, caught in the Renoir’s the swing. Charles Baudelaire,the main personality among the later impressionists said: A true painter is the one able to catch the epic aspects of everyday life and to show us our greatness and our poetry liyng under our ties and our shoes”
Zola in his 1875’s Salon wote that these portraits of everyday life, should represent our modern times.

Organization and realization by; Comunicare Organizzando.


Transformers: Choi Jeong-hwa, Didier Fiuza Faustino, Martino Gamper e Pedro Reyes

from 2015-11-11 to 2016-03-28

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


La Biblioteca Vallicelliana celebra il suo fondatore nel V centenario della sua nascita: S. Filippo Neri (1515 - 1595)

from 2015-05-21

Biblioteca Vallicelliana


Lacus Iuturnae. La Fontana Sacra del Foro Romano

from 2015-03-06 to 2016-03-10

Archaeological area of the Roman Forum and Palatine Hill


Pablo Atchugarry. Città Eterna, eterni marmi

from 2015-05-22 to 2016-02-16

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Retrospettiva dedicata allo scultore uruguayano Pablo Atchugarry 
Mostra prorogata fino al 16.2.2016 

Una rassegna di quaranta opere, di cui dieci monumentali esposte all’aperto, scaturite nella quasi totalità da quel marmo di Carrara che ha fornito indispensabile alimento agli irripetibili capolavori della classicità e del Rinascimento custoditi nell’Urbe.
Grazie all’abilità di Atchugarry si intende rinnovare l’antico e magico rapporto con lo statuario, evocando nelle composizioni delicatamente ascensionali del Maestro innegabili rimandi a una classicità che ci appartiene nell’intimo e nutre la sensibilità di chi ammira gli “eterni marmi”.
Ad ammirare le opere monumentali, che nella circostanza sono state collocate all’esterno, si comprende come quel percorso avviato più di duemila anni fa conosca qui la sua logica conclusione.
Le opere dialogano tra di loro tracciando percorsi, senza sovrastare l’imponenza dello sfondo, si contestualizzano con esso in un unico concerto architettonico, così che la magia si perpetua.
Marmi che ritrovano finalmente il loro spazio ottimale e l’immobilità del tempo, il concetto di equilibrio e di armonia non viene condizionato dalle dimensioni, dagli argomenti trattati o dalla sostanza su cui viene esercitata l’invenzione. Le opere alimentano l’eternità creativa del marmo che ne ha decretata quella gloria di cui ora, al Museo dei Fori Imperiali, riusciamo ad ammirare una nobile e godibile rappresentazione.

Attività didattiche
L’Artista ha voluto allestire anche uno spazio-atelier che lui stesso animerà da settembre con alcune visite guidate offerte al pubblico


Antonio Milana - Directions

Trastfactory Art Gallery


La camera delle meraviglie: seduzioni dai gioielli Castellani

from 2015-01-29

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


Museo virtuale della Valle del Tevere

from 2014-12-16

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


Gli Dei dei Faleri

from 2014-12-16

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


La misteriosa scoperta della tomba di Tutankhamon

from 2014-10-30 to 2016-10-30

Accademia d'Egitto, Museo Egizio dell'Accademia d'Egitto


Goethe in Italia

from 2013-01-01

Casa di Goethe


I tesori del Colosseo

from 2012-05-05

Colosseo - Anfiteatro Flavio


Leonardo da Vinci. Il genio e le invenzioni

from 2009-04-30 to 2016-04-30

Palazzo della Cancelleria

The Leonardo da Vinci Machines Exhibition in Rome – The genius and his inventions – celebrates the universal genius of Leonardo da Vinci by presenting about fifty full scale machines: flying machines, like the precursor to the parachute, a bicycle, a hydraulic saw, and many other inventions. They are all fully operational and they can be touched and set them in motion, to grant a deep interactive experience of understanding the genius of Leonardo da Vinci.

The machines are grouped into 5 sections. The four elements of nature - water, air, earth and fire and the mechanism section, which includes all those basic machines, with different possibility of application, like the conversion of motion or the endless screw. One of the most interesting project is the Armoured Tank, for the first time in Rome in life size: it weights two tons, and about six metres in diameter, and three metres high.

The Exhibition is inside the historical Palazzo della Cancelleria (Piazza della Cancelleria next to Piazza Campo de’ Fiori) in Rome.


Presepio dei Netturbini romani

from 2015-11-01

This the 40th anniversary of the traditional Nativity scene created and realized by Giuseppe Ianni together with the Roman garbage collectors. Visited also by Paolo VI and Mother Teresa of Calcutta and much cherished by Giovanni Paolo II, the Nativity scene is made of Roman turf and stones coming from different countries. The setting is inspired by the Palestine of 2000 years ago. 

Museo Leonardo da Vinci - Il Genio di Leonardo

from 2016-01-01

Galleria Agostiniana


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