Hotel Roma, Manifestations Meetings Music Sport Theater Exhibitions

Hotel 3 stelle Roma, tariffe economiche
Check -in Nights Rooms Type Rooms Numbers Promotional Code

Rome hôtel offre spéciale
Ho provato questo hotel per la sua vicinanza con alcuni uffici che devo frequentare nella capitale. L'ho trovato semplice e ben organizzato, specialmente per chi si muove per lavoro o per gruppi turis ..by TripAdvisor"




 

Maurizio Cannavacciuolo - Islas y otras historias

from 2017-04-06 to 2017-06-23

EMMEOTTO


Piero Petracci - Paesaggi umani con lo sguardo rivolto all'interno

from 2017-03-28 to 2017-04-28

SpazioCIMA


Piranesi Prix de Rome. Il Disegno della Nuova Via dei Fori Imperiali

from 2017-03-22 to 2017-04-02


Trilogia del silenzio, Capitolo 2: Lee Madgwick - Stand-by

from 2017-04-08 to 2017-05-31

White Noise Gallery


IRISH FOTO FESTA 10

from 2017-03-23 to 2017-04-02

Casa del Cinema

IRISH FOTO FESTA 10 23 marzo-2 aprile In occasione del decennale, IRISHFILMFESTA espone tutti i manifesti e tutte le foto degli attori e registi irlandesi che sono stati ospiti del festival in questi anni. Intitolata IRISH FOTO FESTA 10, e curata da Fabrizio Perilli, la mostra sarà allestita alla Casa del Cinema dal 23 marzo per tutta la durata del festival (30 marzo - 2 aprile). ---------------------------------------------------------------------------------------------------- ORARI LUN-VEN:  15.00-19.00 SAB-DOM: 10.00-13.00 – 15.00-19.00

DUPLICATO DI [I sentieri del bosco, storie sotto l'albero]

from 2017-03-24 to 2017-04-20

Teatro Villa Pamphilj

di Jennifer Tremblay

con Manuela Mandracchia regia di Marco Casazza

La protagonista, trasferitasi recentemente dalla città in un villaggio di campagna, si sforza di mantenere il controllo sulla sua vita e sugli altri compilando innumerevoli liste di cose da fare; con tre bambini e un matrimonio infeltrito dal tempo, sperava che un ambiente bucolico l’avrebbe resa di nuovo un frutto dolce, ma scopre di detestare la vita di campagna, i rituali, le meschinità, le chiacchiere delle arpie del villaggio e si isola sempre più nella sua casa troppo vuota. Nel suo glaciale ordine quotidiano irrompe l’allegro caos di Caroline, una giovane vicina, mamma anche lei, con i suoi quattro bimbi, che sembra vivere in un’altra epoca. Forte di un linguaggio poetico, sincopato eppure luminoso, La Lista è un’analisi lucida,


Roma Real Bodies

from 2017-04-08 to 2017-07-02

Guido Reni District (Ex Caserma Guido Reni)


Più Culture: migranti nel Municipio II di Roma

from 2017-02-14 to 2017-04-14

Goethe Institut


Submerged - Camillla d'Errico / Follow the Unicorn - Paolo Pedroni

from 2017-03-31 to 2017-04-30

Dorothy Circus Gallery


James Beckett - The Guinness Curse

from 2017-03-21 to 2017-04-21

Galleria T293


Noemi Vola - Partite Perse

from 2017-03-18 to 2017-05-05

Sweet Home Gallery


Mapi e Giovanna Dalla Villa

from 2017-03-25 to 2017-04-01

Frammenti d'Arte Monteverde


Federico Monzani - Altre forme, altri luoghi

from 2017-03-16 to 2017-03-25

DolceVita Gallery


Sfondi Marini

from 2017-03-22 to 2017-03-31

Centro d'Arte "La Bitta"


Illuminare l'arte

from 2017-03-25 to 2017-04-22

Galleria Minima Arte Contemporanea


Mario D'amico - Latitudini Urbane

from 2017-03-29 to 2017-04-09

Galleria Vittoria


BIMBA LANDMANN Cultura visiva e immaginario fantastico

from 2017-04-21 to 2017-06-04

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Mostra dell'artista Bimba Landmann, illustratrice di libri per l'infanzia. Attraverso le immagini di grande fascino dipinte dall’artista, il progetto espositivo mira a coinvolgere un pubblico molto vasto, con un’attenzione particolare ai più piccoli. Progetto espositivo a cura di Emanuela Mastria

“Illustrare un libro è come aprire una porta ed entrare dentro un mondo.
Devo immaginare tutto di questo mondo: i personaggi, il clima, i colori, l’atmosfera.”
Con queste parole Bimba Landmann descrive il suo lavoro.
La magia delle immagini dipinte dall’artista, invita a viaggiare sulle ali della fantasia, ad immergerci nel suo immaginario fantastico e visionario che può avere dei riferimenti visivi molto alti come i capolavori della storia dell’arte. L’illustrazione è un mezzo per mostrare luoghi lontani, sconosciuti e fantastici creati dalla fervida immaginazione dell’artista, affiancata da una profonda cultura visiva. Il percorso espositivo mette in relazione i diversi linguaggi utilizzati dall’artista attraverso tre aree tematiche: l’immaginario fantastico, il mondo epico e mitologico, la storia dell’arte.

Artista
Bimba Landmann 

Curatrice
Emanuela Mastria


L'Italia in Europa - L'Europa in Italia

from 2017-03-23 to 2017-03-30

Aula Ottagona


Ai tempi di Degas

from 2017-03-18 to 2017-08-27

Palazzo delle Esposizioni


Don’t Stop me now - Isabel Aledo

from 2017-04-06 to 2017-04-13

MICRO ARTI VISIVE - Spazio Porta Mazzini


Spiegando le ali verso la finalizzazione - Debbie Logidou

from 2017-03-24 to 2017-04-08

Coronari 111 Art Gallery


Litoralis – dalla terra al mare

from 2017-04-20 to 2017-06-04

Civic Museum of Zoology

Litoralis - Dalla terra al mare (il cui titolo richiama l’antico linguaggio degli abitanti di questi luoghi sin da epoche storiche) documenta attraverso gli scatti di Luca Bragalli, architetto paesaggista e fotografo, la costa laziale e le terre retrostanti, comprese tra i comuni di Roma e Fiumicino, da Cerveteri e Torre Flavia fino a Capocotta
Promotori: Roma Capitale,  Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Patrocinio: Regione Lazio; Italia Nostra sez. Roma e sez. Litorale Romano
Orari: Martedì-Domenica ore 9.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.00). Giorni di chiusura: Lunedì
N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli    Avvisi
Mostra gratuita previo acquisto del biglietto di ingresso al museo secondo    tariffazione vigente
Condizioni di gratuità e riduzioni
Tel 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00


«Dilectissimo fratri Caesario Symmachus». Tra Arles e Roma: le reliquie di san Cesario, tesoro della Gallia paleocristiana

from 2017-03-24 to 2017-06-25

Musei Vaticani


Collettiva di Primavera 2017

from 2017-03-24 to 2017-04-29

Edarcom Europa Galleria d'Arte Contemporanea


Malinconia - Opere dei Grandi Maestri della pittura classica ungherese (1878-1969)

from 2017-03-24 to 2017-05-07

Accademia d'Ungheria - Palazzo Falconieri


Stanze d’artista. Capolavori del ‘900 italiano. Sironi, Martini, Ferrazzi, De Chirico, Savinio, Carrà, Soffici, Rosai, Campigli, Marini, Pirandello e Scipione

from 2017-04-14 to 2017-10-01

Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

In mostra circa sessanta opere di scultura, pittura, grafica in cui l’arte della prima metà del Novecento è raccontata da dodici dei suoi maggiori esponenti: Mario Sironi, Arturo Martini, Ferruccio Ferrazzi, Giorgio De Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Ottone Rosai, Massimo Campigli, Marino Marini, Fausto Pirandello e Scipione.


PIROUETTE - Installazione di Valentina Palazzari

from 2017-03-24 to 2017-03-31

Sala Santa Rita


THE INDEPENDENT. European Alternatives

from 2017-03-26 to 2017-04-09

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Dario Fo e Franca Rame: il mestiere del narratore

from 2017-03-24 to 2017-06-25

Galleria Nazionale d'Arte Antica - Palazzo Barberini


La cacca: storia naturale dell’innominabile

from 2017-03-16 to 2017-07-16

Bioparco


Dalì … a qui

from 2017-03-18 to 2017-03-26

Nuova Fiera di Roma


Museum Beauty Contest diretto da Paco Cao. La mostra dei ritratti

from 2017-02-21 to 2017-05-01

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea


Mare aperto - Giulietta Cavallotti e Isabella Morandi

from 2017-03-22 to 2017-03-26

Galleria il Laboratorio


Artisti Coreani in Mostra

from 2017-03-23 to 2017-04-12

Istituto Culturale Coreano


Encontrando - Il tango come incontro

from 2017-03-19 to 2017-04-02

Teatro di Villa Torlonia


Libri che hanno fatto l'Europa. Governo dell'economia e democrazia dal XV al XX secolo

from 2017-03-18 to 2017-03-26

Palazzo Madama (sede del Senato della Repubblica - Parlamento)


Il Torso del Belvedere

from 2017-03-18 to 2017-03-26

Palazzo Madama (sede del Senato della Repubblica - Parlamento)


From Caravaggio to Bernini. Masterpieces of the Italian Seicento from the Spanish Royal Collection

from 2017-04-14 to 2017-07-30

Scuderie del Quirinale

Through a remarkable selection of paintings and sculptures, the exhibition 'From Caravaggio to Bernini. Masterpieces of the Italian Seicento from the Spanish Royal Collection' reflects the close political links and cultural strategies established by the Spanish court and the Italian states over the course of the 17th century.
The art collections of the Hapsburg dynasty were enriched by the frequent diplomatic gifts from Italian rulers striving to earn the favour of the Spanish overlords, who with their domains – the Viceroyalty of Naples and the State of Milan – conditioned the development of the complex political situation in Italy from the mid-16th century onwards. This is the case with two of the most spectacular paintings on display, Guercino's Lot and His Daughters and Guido Reni's Conversion of Saul, which Prince Ludovisi donated to Philip IV with the aim of ensuring Spanish protection over the tiny State of Piombino.

A large number of other artworks – including the magnificent Crucifix by Bernini from the Monastery of San Lorenzo de El Escorial, a work rarely accessible to the public – were commissioned or acquired by envoys of the king. Other works were commissioned or purchased – as in the case of Caravaggio's Salome – by representatives of the Spanish crown in Italy (ambassadors and viceroys), who were either despatched to the papal court or Naples, or bequeathed the works to the royal collection.

The Spanish sovereigns' interest in Italian culture is further reflected by the invitations to work at the court which they addressed to masters such as the Neapolitan Luca Giordano, who was active in Spain for a decade. Finally, this interest is also witnessed by the journeys to Italy made by some Spanish artists, such as José de Ribera, who reached Rome in 1606 and spent most of his life in Naples. The exhibition features five masterpieces by this artist, including the celebrated Jacob with the Flock of Laban.

Velázquez's first sojourn in Italy, between 1629 and 1630, proved crucial for his painting career, as is shown by the outstanding Joseph's Tunic, which marks one of its high points. The painter then enjoyed his triumph as a portrait artist at the papal court at the time of his second Italian journey, in the years 1649-1650.

In 1819, Ferdinand VII founded the Museo Real – later known as the Museo del Prado – which for the most part brought together works from the Royal Collection. Those which were not transferred to the museum remained in the royal residences, the so-called Reales Sitios, for the monarchs' own enjoyment. In 1865 Queen Isabel II renounced her ownership of the goods she had inherited from her ancestors and entrusted them to the state, thereby laying the foundations for what is now the Patrimonio Nacional. It is from this remarkable collection, still under the protection of the Patrimonio Nacional, that the masterpieces now presented in Rome have been selected on the basis of their outstanding artistic and historical value.


Pierluigi Isola e Karmen Corak. In a landscape. L'arte contemporanea dialoga con le Collezioni dell'Istituto

from 2017-03-14 to 2017-04-17

Istituto Centrale per la Grafica - Calcografia, PALAZZO POLI - FONTANA DI TREVI


Jean-Michel Basquiat - New York City

from 2017-03-24 to 2017-07-02

Chiostro del Bramante


Early Works and Rare Prints - Paolo Ventura

from 2017-02-11 to 2017-04-29

Galleria del Cembalo


I Fori dopo i Fori. La vita quotidiana nell'area dei Fori Imperiali dopo l'Antichità

from 2017-03-30 to 2017-09-10

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Illustrazione delle vicende dell’area archeologica dei Fori Imperiali attraverso i rinvenimenti degli scavi degli ultimi 25 anni.

La mostra si propone di illustrare le vicende dell’area archeologica dei Fori Imperiali, nel periodo medievale e moderno, attraverso l’esposizione di reperti rinvenuti durante gli scavi archeologici degli ultimi venticinque anni e normalmente confinati all’interno dei depositi del Museo dei Fori Imperiali

Si tratta di oggetti che hanno accompagnato gli abitanti del quartiere sorto sui Fori o che sono stati da loro prodotti.

Le scoperte effettuate permettono di imbastire un racconto che spiega il divenire della Città durante uno dei suoi periodi più densi di quegli eventi che ne hanno plasmato l’immagine sino a farne quella in cui viviamo. La mostra “I Fori dopo i Fori” vuole dipanare questo racconto attraverso una scelta di reperti, tra le migliaia rinvenuti proprio grazie agli scavi e perlopiù mai messi in mostra, che saranno “spiegati” al pubblico allo scopo di far conoscere le vicende dei luoghi e delle persone che hanno fatto la storia di quest’area centrale di Roma.


Umberto Renda - Parole e Musica

from 2017-03-15 to 2017-04-12

MO.C.A. STUDIO


Remi Rough - Symphony of Systematic Minimalism

from 2017-04-01 to 2017-05-20

Galleria Wunderkammern


Angela Rapio - Scritture strappate

from 2017-03-15 to 2017-03-31

Studio Arte Fuori Centro


Tomaso Clavarino - A humble bow

from 2017-03-11 to 2017-04-09

WSP Photography


Margherita Taticchi - Il Viaggio

from 2017-03-19 to 2017-04-09

Mesia Space Arte Contemporanea


Schedati, perseguitati, sterminati. Malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo

from 2017-03-10 to 2017-05-14

Monumento a Vittorio Emanuele II (Vittoriano)


Spartaco. Schiavi e padroni a Roma

from 2017-03-31 to 2017-09-17

Museo dell'Ara Pacis

La mostra intende indagare la realtà della schiavitù nella vita quotidiana e nell’economia della Roma imperiale.
Presentazione alla stampa il 30 marzo 2017 

Il più grande sistema schiavistico che la storia abbia mai conosciuto. Un’intera economia basata sullo sfruttamento di una “merce” cara e redditizia quanto deperibile: l’essere umano. La società, l'economia e l’organizzazione dell’antica Roma non avrebbero potuto raggiungere traguardi così avanzati senza lo sfruttamento pianificato delle capacità e della forza lavoro di milioni di individui privi di libertà, diritti e proprietà. Basti pensare che stime recenti hanno calcolato la presenza di 6 fino a 10 milioni di schiavi su una popolazione di 50/60 milioni di individui.

Grazie ad un team di archeologi, scenografi, registi e architetti la mostra restituisce la complessità del mondo degli schiavi nell’antica Roma a partire dall’ultima grande rivolta guidata dallo schiavo e gladiatore trace Spartaco tra il 73 e il 71 a.C. I diversi ambiti della schiavitù ai tempi dell’impero vengono raccontati attraverso 11 sezioni che raccolgono circa 250 reperti archeologici. Le opere sono inserite in un racconto immersivo composto da installazioni audio e video che riportano in vita suoni, voci e ambientazioni del contesto storico.


Alessandro Costa - Ritorno a Casa

from 2017-03-23 to 2017-04-08

Galleria Monserrato Arte '900


Alessandro Risuleo - Body’s Contaminations

from 2017-03-09 to 2017-04-12

Numen Gallery


Trama Aurunca … Emozioni e Creatività di un Territorio

from 2017-03-10 to 2017-04-30

Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia (Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari)


Quattordici - Stefano Mirabella

from 2017-03-02 to 2017-04-30

Leica Store Roma - Piazza di Spagna


Rescuing our past to build our future

from 2017-03-09 to 2017-04-30

From 9 March to 30 April 2017, Rome International School will host an exclusive archaeological exhibition 'Rescuing our past to build our future', in collaboration with the Ministry of Cultural Heritage and Activities and Tourism (MiBACT) and the Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Rome International School will showcase 75 rare archaeological finds recovered by this special branch of the Carabinieri that is dedicated to preserving Italy’s cultural heritage.

As an International Baccalaureate World School, ‘international mindedness’, awareness and understanding of different cultures are at the heart of our school’s philosophy.

This public-private partnership shares common goals, offering a unique reflection on the traditional concept of education – art and history will be brought into a school exposing students and their families (representing over 45 nationalities) to the complexity, diversity and excellence of Italian heritage and the need to preserve it to avoid damage, loss and theft.

Among the items on display: an Etruscan terracotta sarcophagus recovered in Geneva; vases decorated with mythological images including a large Apulian volute krater sequestered in Corsica. A specific installation will be dedicated to a complete suit of armour, the restoration of which Rome International School has contributed to.

The exhibition will be open to the public (free entry upon reservation), allowing visitors the chance to appreciate the beauty and history of the past in our state-of-the-art campus, immersed in the natural parkland of Monte Mario.


L’esercito delle 12 scimmie - Daniele Compagnone

from 2017-03-15 to 2017-04-28

Galleria Moderni


Gianni Molin

from 2017-03-17 to 2017-03-29

Monogramma Arte Contemporanea


OPERA - Fotografie di Filippo Vinardi

from 2017-03-11 to 2017-05-08

Spazio Tiziano


PAPER WORKS - Leonardo Blanco e Luca Zarattini

from 2017-03-16 to 2017-04-18

Antiquariato Valligiano, Rvb Arts


Precisazioni in Galleria. Storie di famiglia: il Ritratto di Pulcheria Rocci nata Maffei

from 2017-03-01

Galleria Spada


Nick Devereux

from 2017-03-10 to 2017-04-30

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

Nick Devereux, la prima personale dell’artista presso una pubblica istituzione a Roma, prosegue al Museo Pietro Canonica di Villa Borghese il ciclo espositivo dal titolo Fortezzuola, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Nick Devereux, dopo aver soggiornato a più riprese a Roma (ove lo scorso anno ha preso parte alla mostra Folies d’hiver all’Accademia di Francia-Villa Medici nell’ambito del programma “Art Club” ideato e curato da Pier Paolo Pancotto), ha concepito un progetto ispirato al contesto storico e culturale del Museo Canonica che si sviluppa attraverso alcuni dei sistemi espressivi più ricorrenti nel suo percorso creativo: pittorico, plastico, grafico, installativo.

Il progetto, ideato e a cura di Pier Paolo Pancotto, è volto a far riflettere sul rapporto tra protagonisti dell’arte contemporanea internazionale e l’Italia e offre al pubblico l’opportunità, per la prima volta, di apprezzare la produzione di esponenti particolarmente rappresentativi della creatività odierna ma scarsamente presenti, se non del tutto assenti, nella scena espositiva pubblica italiana. Ancora oggi molti artisti stranieri si confrontano con il contesto storico e culturale italiano, rinnovando un’antica tradizione e reinterpretandone canoni e modalità esecutive. Ciascun autore è chiamato a realizzare un intervento originale concepito espressamente per le sale del museo, in stretta relazione alle loro caratteristiche storiche e strutturali.
In sintonia con le linee guida generali di Fortezzuola. Nick Devereux, dopo aver soggiornato a più riprese a Roma (ove lo scorso anno ha preso parte alla mostra Folies d’hiver all’Accademia di Francia-Villa Medici nell’ambito del programma “Art Club” ideato e curato da Pier Paolo Pancotto), ha concepito un progetto ispirato al contesto storico e culturale del Museo Canonica che si sviluppa attraverso alcuni dei sistemi espressivi più ricorrenti nel suo percorso creativo: pittorico, plastico, grafico, installativo. A far loro da comune denominatore la figura umana, ideale omaggio al lavoro di Pietro Canonica che attorno a questo soggetto ha incentrato buona parte della sua produzione. Il tema costituisce per l’artista uno spunto di riflessione sull’idea di pittura e di scultura e il significato che tali pratiche possiedono oggi e, al tempo stesso, sul concetto di identità culturale e sociale che esse sono in grado di esprimere, nel passato come nel presente. A tale scopo Devereux rielabora alcuni antichi dipinti (Known Unknown VII – XIV, 2016) rieinterpretandone l’impianto pittorico originale attraverso un sistema di stratificazione e integrazione cromatica che ne modifica sensibilmente la struttura primitiva fin quasi a cancellarla del tutto. Allo stesso modo procede su alcune cartoline postali (The turn of the century, 2010) attraverso degli interventi grafici che ne rinnovano struttura prospettica e iconografica donando loro e alle figure che riproducono maggiore rilievo e movimento. La figura umana è anche il soggetto di alcune sculture in vetro simili a dei busti/ritratto classici (Untitled, 2016) e di un gruppo di stampe fotografiche raffiguranti dei danzatori, anch’esse oggetto di un originale riadattamento grafico e compositivo da parte dell’artista (Fixed Rhythm I - IV, 2017).
Altro tema centrale nell’intervento di Devereux è lo spettacolo ispiratogli dalla teatralità presente, a suo avviso, in buona parte della produzione di Canonica e nella sua presentazione negli ambienti a Villa Borghese. A tal fine elabora una serie di dipinti tridimensionali simili a paraventi (False Perspective I – V, 2017) che dispone in dialogo con le opere del museo al fine di enfatizzarne il carattere scenografico e plastico. Le loro superfici riproducono particolari di alcuni bozzetti teatrali firmati da Adolphe François Appia (Ginevra, 1862 – Nyon,1928) tra i più significativi interpreti del Gesamtkunstwerk wagneriano, sui quali Devereux interviene pittoricamente e graficamente assimilandosi a essi e dando luogo a una sequenza di scenari in sintonia con la spettacolarità del contesto che li accoglie. Come Martin Soto Climent, Alfredo Aceto e Claire Tabouret, Tillman Kaiser, Claire Fontaine, Ciprian Mureşan anche Nick Devereux dà luogo a un percorso visivo site specific sviluppato mantenendo un atteggiamento quasi “performativo” (operando di giorno in giorno all’interno del museo, abbandonandosi alle suggestioni del luogo) il cui esito finale sarà noto solo al termine della sua realizzazione, vale a dire a ridosso della data di inaugurazione della mostra.
Note biografiche
Nick Devereux (Panama, 1978; vive e lavora a Parigi). Mostre personali (selezione): Fondazione Querini Stampalia, Venezia (2013). Mostre collettive (selezione): Folies d’hiver. Art Club #12, Villa Medici, Roma (2016); 18th International Exhibition of Drawings, Museum of Modern and Contemporary Art, Rijeka (2013); Plus Jamais Seul, Standards, Rennes (2013); Lumière noire, Orangerie, Staatliche Kunsthalle, Karlsruhe (2011); Le Cabinet de Curiosités of Thomas Erber, Maison Kitsuné Store and NoMad Hotel, New York (2011); Wallpaperism, Motel Campo, Geneva (2011); Crash, 110 Warner Road, London (2009).
La mostra è realizzata in collaborazione con la Galerie Bugada & Cargnel, Paris.


Leandro Lottici - Cittade Manna

from 2017-03-11 to 2017-03-31

Galleria Fidia Arte Moderna


Venezia scarlatta: Lotto, Savoldo, Cariani

from 2017-03-15 to 2017-06-11

Galleria Nazionale d'Arte Antica - Palazzo Barberini

Will be holding an exhibition with six masterpieces by Lotto, Savoldo and Cariani from the Metropolitan Museum, New York, the Louvre, Paris, the Prado, Madrid, and the Accademia Carrara di Bergamo.

The history, fortune, and wealth of Venice and her dominions have long been tinted red. The paintings on show draw attention to the key role played by the Queen of the Seas on the mainland.

The exhibition is also an important occasion for lovers of Lorenzo Lotto: for the first time in Rome visitors can admire his two versions of the Mystic Marriage of St Catherine (the one from the Accademia Carrara and one belonging to the Museum) along with the Portrait of Marsilio Cassotti and Faustina Assonica, a painting that the Museo Nacional del Prado only lends in exceptional circumstances.


Giulia Napoleone - Il limite estremo

from 2017-03-10 to 2017-04-07

Contact Artecontemporanea


Graham Hudson - I'm empty like a vegetable

from 2017-03-15 to 2017-04-15

Galleria Monitor


Donne & Lavoro - Mostra fotografica di Carlo e Maurizio Riccardi

from 2017-03-08 to 2017-04-13

Casa della Memoria e della Storia


InMateriale. Lucilla Catania

from 2017-04-05 to 2017-06-04

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Il lavoro di Lucilla Catania in esposizione al Museo Bilotti. Curatore della mostra: Luca Barreca.

All’esterno la scultura monumentale di Sofficino dialoga con l’architettura dell’aranciera e la dimensione vegetale del parco

All’interno le sculture Viti stanche, Rollo, Foglio e Spicchio. I 72 elementi di Frangiflutti avvolgono una colonna che l’installazione estende in diagonale verso il salone centrale.

Dal ninfeo sgorga idealmente una marea di 124 terre rosse, che inonda lo spazio interno.

Alle pareti campeggiano i grandi cartoni: i Vortici, con la loro fragilità di supporto e di movimento.

Nel piano superiore del Museo, trovano posto i bozzetti in terracotta, l’idea primigenia, a cui sono accostati i fragili documenti grafici, i disegni, testimoni delle linee di forza, del movimento nello spazio.

Completa questo viaggio nella materia un punto di vista privilegiato, quello di Daniela Perego che, con la collaborazione di Luca Fantasia, ha documentato il processo produttivo di Lucilla Catania, attraverso il medium del video.


Xeneide, il dono dell’Altro

from 2017-03-10 to 2017-04-17

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - AuditoriumArte
“ Cammina sui miei occhi... “ [espressione persiana di benvenuto all’ospite]

" Ti prego, ospite - dice: - raccontaci dall'inizio
le insidie dei Greci, le sventure dei tuoi
e il tuo lungo viaggio: è già la settima estate
che il destino ti spinge per ogni terra e mare." (...).
“E già l'umida notte precipita dal cielo,
le stelle, tramontando, ci persuadono al sonno.
Ma se proprio desideri conoscere le nostre
disgrazie ed ascoltare brevemente l'estrema
sciagura di Troia, quantunque il mio animo
inorridisca al ricordo e rilutti di fronte
a così grave dolore, parlerò ”. [Virgilio, Eneide, canti I e II]

La traduzione dell’Eneide nelle lingue di chi verrà ospite, nei tempi e nei modi che permetteranno di conoscersi, sarà il fulcro attorno a cui ruota questo ideale spazio dell’ospitalità in cui viene trasformato AuditoriumArte. Nello spazio più interno disegneremo Eutopia, la Città Ospitale, i sogni e i bisogni di ospitalità sulla mappa di un luogo da inventare, lo spazio vivo, difficile ma ricco, colto e solidale, sacro e necessario dell’incontro con l’altro. Questo disegno verrà condiviso con le realtà che si sono organizzate attorno all’urgenza e al desiderio di fare dell’Ospitalità la questione centrale da cui tornare a pensare Roma e l’Europa. Nella sala esterna esploreremo e sperimenteremo invece l’Arte dell’Ospitalità, abiteremo lo spazio dell’incomprensione tra chi cerca rifugio e chi è disposto a dare Ospitalità, attraverso gesti, parole, silenzi e suoni da tradurre e condividere. Al centro di questa pratica di traduzione, l’Eneide, epopea di una comunità di profughi troiani destinati a fondare Roma che ripercorreremo insieme, profughi e locali, in occasione del Natale di Roma. Non ci saranno spettatori ma solo ospiti partecipi nel dare e ricevere ospitalità.

John M Armleder. Stockage

from 2017-03-17 to 2017-07-01

Istituto Svizzero


Riflessioni. Mostra collettiva internazionale

from 2017-03-11 to 2017-03-26

Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma


H. H. Lim

from 2017-03-01 to 2017-03-31

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - Sound Corner
RAM radioartemobile
presenta

H. H. Lim
Daily World Music
2012
9’55”


Sound Corner è un’installazione sonora permanente collocata nello spazio di passaggio tra il foyer della Sala Petrassi e il Teatro Studio: un angolo del suono con una programmazione periodica mensile destinata ad accogliere brani sonori di artisti sempre diversi, proposti di volta in volta da curatori, artisti e istituzioni.

Con questo lavoro H.H. Lim combina strumenti a percussione con le voci della televisione per creare una composizione musicale estemporanea. Daily World Music 01/03/2012 mette in evidenza l’impianto rumoroso generato dalla routine dei mass media e dall’abituale zapping da canale a canale. L’artista suona una ciotola di metallo, uno “steel drum” e il guzheng (una chitarra tradizionale cinese), creando una singola melodia insieme al suono della televisione che in sottofondo recita le notizie provenienti dai telegiornali di tutto il mondo, come in un’estasi quotidiana, un viaggio mentale attraverso le vibrazioni sonore. L’opera è stata precedentemente esposta: Forte piano. Le forme del suono, Auditorium Parco della Musica, Roma, 2012; Landscape on the Move, De Vleeshal&De Kabinetten van de Vleeshal, Middelburg, Paesi Bassi, 2012.

H.H. Lim è un artista sino-malese. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma. Dal 1976 vive e lavora tra Roma e Penang. È stato fondatore e animatore dello spazio espositivo romano Edicola Notte, che dal 1990 ha rappresentato una delle realtà più dinamiche e propositive della capitale. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, tra le quali: PLEASE COME BACK. Il mondo come prigione?, MAXXI, Roma, Italia (2017); Retrospektif Biennale, National Visual Arts Development Board, Kuala Lumpur, Malesia (2016); An Atlas of Mirrors, Singapore Biennale 2016, Singapore (2016); Dak’Art 2016, The witnesses of the invisible, 12a edizione della Dakar Biennale, Dakar, Senegal (2016); 55. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, Padiglione della Repubblica di Cuba, Venezia, Italia (2013); 6. Biennale di Praga, Praga, Repubblica Ceca (2013); Il tesoro nascosto, GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Italia (2011); Gone with the Wind, UCCA Centro Ullens per l’Arte Contemporanea, Pechino, Cina (2010); Emergency Biennale, Biennale di Istanbul, Istanbul, Turchia (2007); Wherever We Go, Walter&McBean Galleries, San Francisco, USA (2007); “Sweet Taboos” “Go Inside”, 3° Biennale di Tirana, Galleria Nazionale d’Arte, Tirana, Albania (2005).

Giulia Filippi - Come in cielo

from 2017-03-18 to 2017-04-22

Colli Independent Art Gallery


Claudia Peill - In ogni dove

from 2017-03-09 to 2017-04-22

Galleria Anna Marra Contemporanea


Sabina Bernard - Nidi

from 2017-03-05 to 2017-04-01

Galleria Porta Latina


Svein Manneraak - Norwegian Hallucinations

from 2017-03-03 to 2017-04-30

Galleria 28 Piazza di Pietra


Animalia

from 2017-02-28 to 2017-03-30

Pio Monti Arte Contemporanea


Roberto De Simone - Un'apparente semplicità

from 2017-03-06 to 2017-03-24

AOC F58 Galleria Bruno Lisi


Irem Incedayi - Archetipi

from 2017-03-10 to 2017-03-24

Galleria Ca' d'Oro


Joachim Luxo - Triades

from 2017-03-02 to 2017-03-30

Interzone Galleria Studio


Il Brigantaggio a Sonnino e l'opera del Pinelli

from 2017-02-22 to 2017-04-25

Museo Centrale del Risorgimento


Menorà. Culto, storia e mito

from 2017-05-15 to 2017-07-23

Braccio di Carlo Magno, Museo Ebraico di Roma


World Press Photo 2017

from 2017-04-28 to 2017-05-28

Palazzo delle Esposizioni

The exhibition of World Press Photo 2017 will be held in Rome at Palazzo delle Esposizioni from the 28th of April to the 28th of May 2017 as the world premiere exhibition together with Seville and Lisbon. The World Press Photo is one of the most important awards in the field of photojournalism. Every year, for over 60 years, an independent jury of international experts, is called upon to express themselves on thousands of requests sent to the World Press Photo Foundation in Amsterdam by photojournalists from around the world.

The 2017 contest drew entries from around the world: 5,034 photographers from 125 countries submitted 80,408 images. The jury gave prizes in eight categories to 45 photographers from 25 countries: Australia, Brazil, Canada, Chile, China, Czech Republic, Finland, France, Germany, Hungary, India, Iran, Italy, Pakistan, Philippines, Romania, Russia, South Africa, Spain, Sweden, Syria, New Zealand, Turkey, UK, and USA.

The World Press Photo of the Year honors the photographer whose visual creativity and skills made a picture that captures or represents an event or issue of great journalistic importance in the last year.
Burhan Ozbilici’s picture–which also won first prize in the Spot News Stories category–shows how Mevlüt Mert Altıntaş, a 22-year-old off-duty police officer, assassinated the Russian ambassador to Turkey, Andrey Karlov, at an art exhibition in Ankara, Turkey, on 19 December 2016. Altıntaş wounded three other people before being killed by officers in a shootout. Ozbilici is a staff photographer for The Associated Press, based in Istanbul. Mary F. Calvert, member of the jury, spoke about the winning photograph: “It was a very very difficult decision, but in the end we felt that the picture of the Year was an explosive image that really spoke to the hatred of our times. Every time it came on the screen you almost had to move back because it’s such an explosive image and we really felt that it epitomizes the definition of what the World Press Photo of the Year is and means.”
The exhibition of the World Press Photo 2017 is not only a gallery of stunning images, but it is an historical document that allows us to relive the crucial events of our time. Its international character, the hundreds of thousands of people that visit the exhibition every year in the world, are the demonstration of how the images transcend cultural and language differences to reach very high and immediate levels of communication.

World Press Photo 2017, promoted by Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, is hosted by Palazzo delle Esposizioni and organized in collaboration with 10b Photography, Azienda Speciale Palaexpo and the World Press Photo Foundation in Amsterdam.
The World Press Photo Foundation, founded in 1955, is a nonprofit independent and international institution for photojournalism. The World Press Photo is supported by the National Postcode Lottery and sponsored worldwide by Canon.

10b Photography, partner of World Press Photo Foundation, is a multi-purpose center dedicated entirely to professional photography. It aims to bring to Rome and to other Italian cities the largest and most prestigious competition of photojournalism in the world.


Alessandro Giampaoli - Punctum

from 2017-03-01 to 2017-03-31

Galleria Lancellotti


Mostra fotografica: Il Libro. Immagini tra le righe.

from 2017-03-04 to 2017-03-24

Casa del Parco


Giorgio Griffa - Paintings 1970-2017

from 2017-02-21 to 2017-05-13

Galleria Lorcan O'Neill


Fluid Journey - Alterazioni Video, Younes Baba-Ali, Julian D’Angiolillo, Maj Hasager, Ibrahim Mahama, Anna Raimondo

from 2017-03-03 to 2017-05-13

Fondazione Pastificio Cerere


L'incontro - Ma Lin

from 2017-03-11 to 2017-04-22

Galleria d'arte Triphè


Giacomo Balla. Un’onda di luce

from 2017-02-21 to 2017-03-26

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea


Conversation Piece. Part 3 - Jonathan Baldock, Piero Golia, Magali Reus, Claudia Wieser

from 2016-12-16 to 2017-04-02

Palazzo Ruspoli - Fondazione Memmo


Giuseppe Gabellone

from 2017-05-04 to 2017-10-15

Palazzo Ruspoli - Fondazione Memmo


Siriani in transito. Dalla Siria all'Europa in cerca d'asilo

from 2017-02-23 to 2017-04-14

Biblioteca Europea


Brahim Achir - Del Colore e di Altri Incanti

from 2017-02-18 to 2018-03-02

Galleria ART G.A.P.


Non è un lavoro per donne

from 2017-03-03 to 2017-03-31

Teatro Furio Camillo


Bruna Esposito - Allegro non troppo

from 2017-03-09 to 2017-06-30

Galleria Stefania Miscetti


GAME 2.0 – An exhibition of playable videogames

from 2017-03-04 to 2017-06-06

SET - Spazio Eventi Tirso

Celebrating the videogames culture of the 60s through to today, this exhibition is all about the history and evolution of game entertainment with some 200 games in arcade version for visitors can play and enjoy.

Pac-Man, Bubble-Bubble, Donkey Kong, Mario Bros, Pang, Dragon’s Lair, Tekken, Prince of Persia, Angry Birds, Tomb Rider, Pokémon, Minecraft, Streetfighter, Tetris, Granturismo, Halo – and many more besides – as well as emerging technologies like Virtual Reality and “Oculus Rift”.

In addition to the VINTAGE area with consoles and cabins, there is a FUTURE area with a sample of videogames from tomorrow’s world.


Vivian Maier. Una fotografa ritrovata

from 2017-03-17 to 2017-06-18

Museo di Roma in Trastevere

La mostra rappresenta un’occasione per conoscere la vita e l’opera di Vivian Maier. Esposte 120 fotografie in bianco e nero realizzate da Vivian Maier tra gli anni Cinquanta e Sessanta insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta, oltre ad alcuni filmati in super 8.

#vivianmaierroma

La vita e l’opera di Vivian Maier sono circondate da un alone di mistero che ha contribuito ad accrescerne il fascino. Tata di mestiere, fotografa per vocazione, non abbandonava mai la macchina fotografica, scattando compulsivamente con la sua Rolleiflex. È il 2007 quando John Maloof, all’epoca agente immobiliare, acquista durante un’asta parte dell’archivio della Maier confiscato per un mancato pagamento. Capisce subito di aver trovato un tesoro prezioso e da quel momento non smetterà di cercare materiale riguardante questa misteriosa fotografa, arrivando ad archiviare oltre 150.000 negativi e 3.000 stampe.

La mostra presenta 120 fotografie in bianco e nero realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta, oltre ad alcuni filmati in super 8 che mostrano come Vivian Maier si avvicinasse ai suoi soggetti.

Figura imponente ma discreta, decisa e intransigente nei modi, Vivian Maier ritraeva le città dove aveva vissuto - New York e Chicago - con uno sguardo curioso, attratto da piccoli dettagli, dai particolari, dalle imperfezioni ma anche dai bambini, dagli anziani, dalla vita che le scorreva davanti agli occhi per strada, dalla città e i suoi abitanti in un momento di fervido cambiamento sociale e culturale. Immagini potenti, di una folgorante bellezza che rivelano una grande fotografa. Le sue fotografie non sono mai state esposte né pubblicate mentre lei era in vita, la maggior parte dei suoi rullini non sono stati sviluppati, Vivian Maier sembrava fotografare per se stessa.
Osservando il suo corpus fotografico spicca la presenza di numerosi autoritratti, quasi un possibile lascito nei confronti di un pubblico con cui non ha mai voluto o potuto avere a che fare. Il suo sguardo austero, riflesso nelle vetrine, nelle pozzanghere, la sua lunga ombra che incombe sul soggetto della fotografia diventano un tramite per avvicinarsi a questa misteriosa fotografa.

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata presenta al pubblico l’enigma di un’artista che in vita realizzò un enorme numero di immagini senza mai mostrarle a nessuno e che ha tentato di conservare come il bene più prezioso.

Come scrive Marvin Heiferman “Seppur scattate decenni or sono, le fotografie di Vivian Maier hanno molto da dire sul nostro presente. E in maniera profonda e inaspettata… Maier si dedicò alla fotografia anima e corpo, la praticò con disciplina e usò questo linguaggio per dare struttura e senso alla propria vita conservando però gelosamente le immagini che realizzava senza parlarne, condividerle o utilizzarle per comunicare con il prossimo. Proprio come Maier, noi oggi non stiamo semplicemente esplorando il nostro rapporto col produrre immagini ma, attraverso la fotografia, definiamo noi stessi”.

Accompagna la mostra il libro Vivian Maier. Fotografa pubblicato da Contrasto.


David Lazzaretti il Messia dell’Amiata. Cimeli lazzarettisti al Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari

from 2017-02-16 to 2017-05-21

Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia (Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari)


Jannis Kounellis. Impronte

from 2017-02-15 to 2017-05-01

Istituto Centrale per la Grafica - Calcografia, PALAZZO POLI - FONTANA DI TREVI


Fabrizio Fontana - Probabilmente Dio è una donna

from 2017-02-19 to 2017-03-30

Galleria Gallerati


Annette Messager a Villa Medici

from 2017-02-10 to 2017-04-23

Accademia di Francia - Villa Medici


Portinari, la mano senza fine - Collezione del Museu Nacional de Belas Artes di Rio de Janeiro

from 2017-02-08 to 2017-04-22

Galleria Candido Portinari dell'Ambasciata del Brasile


Giuseppe Penone - Equivalenze

from 2017-01-27 to 2017-04-15

Gagosian Gallery


Trajectory - Yorgos Stamkopoulos

from 2017-01-25 to 2017-03-31

Galleria Mario Iannelli


Nina Fischer e Maroan el Sani - Dynamis

from 2017-03-11 to 2017-05-06

Galleria Marie-Laure Fleisch


CHINA: rivoluzione – evoluzione. Manifesti della Propaganda (1949 – 1983)

from 2017-03-08 to 2017-04-23

Museo di Roma in Trastevere

Conoscere la Cina di ieri, per capire la Cina di oggi, attraverso l'iconografia, l'arte e la propaganda maoista, in un percorso d'immagini originali d'epoca.

La mostra presenta una selezione di Poster della propaganda cinese dell'epoca maoista appartenenti alla Hafnia Foundation (con sede in Cina, Italia e Cile) - una delle più grandi collezioni nel mondo su questa tematica – che ricrea in maniera attenta e ragionata un inedito viaggio nel passato prossimo del colosso orientale, per intenderne il presente e proiettarne il futuro.

La mostra si compone di manifesti e dipinti originali utilizzati come modello per fogli stampati tra il 1949 e il 1983 corrispondente al periodo di Presidenza di Mao Tse Tung e alla sua storica “Rivoluzione Culturale”, ed è suddivisa in categorie (Società, Industria, Socialismo e Pittura) e sottocategorie per aiutare il visitatore a comprendere maggiormente la loro storia e creazione.
I manifesti di propaganda cinese. Durante il forum di letteratura e arte di Yan'an realizzato nel maggio del 1942, il Partito Comunista Cinese guidato da Mao Tse Tung, tracciò le linee guida della "cultura rivoluzionaria" del partito. I discorsi di Mao, durante questo evento, delinearono il modello dell'arte che si sarebbe prodotta fino a dopo la Rivoluzione Culturale, negli anni '80: “Nel mondo attuale ogni cultura, ogni letteratura, ogni arte appartengono a una classe ben determinata e sono quindi vincolate a una determinata politica. L'arte per l'arte, l'arte al di sopra delle classi, l'arte al di fuori della politica e indipendente da essa in realtà non esiste” - Mao Tse Tung intervento alle discussioni su arte e letteratura in Yenan, maggio 1942.
I suoi principali interessi erano che l'arte riflettesse la vita della classe operaia e la considerasse come la principale protagonista, e che fosse a servizio della politica e dello sviluppo del socialismo. Così, tutta la creazione artistica si trasformò in vera e propria propaganda, che principalmente, descriveva la vita dei contadini ed era a loro diretta.

Nei Manifesti della Propaganda Cinese si alternavano diversi stili artistici, incluso il realismo sociale e il tradizionale acquerello cinese. Alcune opere, come i dipinti rupestri sono bellissimi esempi di arte näif; lineari e pieni di colori, con un leggero e bizzarro senso della prospettiva. Senza dubbio, l'indiscusso talento naturale dei pittori è inconfondibile.
La mostra è accompagnata da una serie di ritratti di “Mao” eseguiti in ceramica dall'artista americano, ma radicato da molti anni in Cina, Stevens Vaughn che reinterpreta il mito iconografico della rivoluzione cinese.

La fondazione Hafnia promuove la fusione ludica e il dialogo Internazionale attraverso l'arte e gli artisti. Il suo obbiettivo è dare sia ad artisti famosi che emergenti, gli strumenti per creare opere d'arte utilizzando diversi materiali e differenti stili. Data l'esperienza professionale dei promotori della fondazione con la porcellana e la ceramica, sono in special modo interessati a collaborare con artisti che usino questi materiali in maniera innovativa.
L'obiettivo della Fondazione Hafnia, oltre la formazione e la promozione della collezione storica, è far conoscere ad un pubblico sempre più ampio i fermenti e le tendenze più attuali nel panorama dell'arte contemporanea internazionale. Negli ultimi anni la Fondazione è parte attiva in diversi progetti culturali in Cina, Europa, Nord America e Sud America che promuovono il vasto campo delle arti visive – pittura, scultura, fotografia, video, installazioni e performance – analizzato e proposto al pubblico non solo grazie alle mostre, ma anche attraverso molteplici attività didattiche ed eventi collaterali di approfondimento, come conferenze, residenze d'artista e incontri con curatori e critici del mondo dell'arte contemporanea.


Senza passato - Carla Accardi

from 2017-02-15 to 2017-03-31

La Nuova Pesa Centro per l'arte contemporanea


Stray Currents - Florian Neufeldt

from 2017-02-24 to 2017-04-29

Gallery Apart


Punti di vista. Kerstin Schomburg e Jakob Philipp Hackert: una ricerca fotografica

from 2017-03-22 to 2017-09-24

Casa di Goethe


Campo - Grossi Maglioni

from 2017-02-16 to 2017-04-27

AlbumArte


Mobile Architecture. Yona Friedman

from 2017-06-23 to 2017-09-24

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Zaha Hadid e l’Italia

from 2017-06-23 to 2018-01-28

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Interiors

from 2017-05-06 to 2017-10-29

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Walled Gardens in an Insane Eden

from 2017-02-09 to 2017-03-25

Z2O Galleria Sara Zanin


Daniele da Volterra. I dipinti d'Elci

from 2017-02-17 to 2017-05-07

Galleria Nazionale d'Arte Antica - Palazzo Corsini


Wolfgang Bender

from 2017-02-16 to 2017-03-24

Forum Austriaco di Cultura


Ricercare - Guido Strazza

from 2017-02-08 to 2017-03-26

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea


Magia della luce. Specchio e simbolo nell’opera di Lorenzo Ostuni

from 2017-03-11 to 2017-06-11

Musei di Villa Torlonia: Casino dei Principi

Per la prima volta, gli specchi di Lorenzo Ostuni sono accolti in una mostra: 35 tra le più significative opere dell’artista, organizzate in un percorso tematico. Si parte dalla relazione tra il lavoro di Ostuni e il tema dello specchio nell’arte, per poi mettere a fuoco le sue ricerche sui segni zodiacali, le lettere dell’alfabeto ebraico e, ancora, su ritratti e alchimia. Per approdare, infine, al rapporto tra l’uomo e il divino, tra mito e religione.


Tacita Silva

from 2017-03-03 to 2017-03-26

Teatro del Lido di Ostia


Borges, Bestie, Carte.. Una mostra di zoologia fantastica

from 2017-02-03 to 2017-03-31

Biblioteca Nazionale Centrale


“Welcome”: alla Stazione Termini vetrofanie con la storia del trasporto romano

from 2017-01-30


Nature Forever - Piero Gilardi

from 2017-04-13 to 2017-10-15

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Nina Fischer & Maroan El Sani. Freedom of Movement

from 2017-03-11 to 2017-04-17

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Giovanni Boldini

from 2017-03-04 to 2017-07-16

Complesso del Vittoriano (Ala Brasini)

The exhibition Giovanni Boldini, is one of the most comprehensive and spectacular retrospectives to be held in recent years. It features the most representative oils and pastels in Boldini's oeuvre and works by other artists who were his contemporaries, as well as a small selection of drawings on paper and engravings.
The show reconstructs step by step the outstanding career of this great Italo-French artist, who was not only one of the protagonists of that exceptional period and the brilliant anticipator of 20th-century modernity, but superbly conveyed and exalted female beauty in his works, revealing the innermost mysterious soul of the noble ladies of the period, whom he regarded as "fragile icons".
The exhibition comprises about of approximately 160 works – some of which have been rarely seen in public before such as The Red Curtain (1904), Lady Reading (1875), Portrait of a Lady in White with Gloves and Fan (1889), Dark-Haired Lady in an Evening Gown (c. 1892), Portrait of Madame G. Blumenthal (1896) – from major private collections and museums throughout the world, including the Musée d'Orsay in Paris, the Staatliche Museen zu Berlin - Nationalgalerie in Berlin, the Musée des Beaux-Arts in Marseille, the Uffizi in Florence and last but not least the Museo Giovanni Boldini in Ferrara, which has the most important public collection of the master's works.
The large canvas depicting Portrait of Donna Franca Florio (1901–1924) the masterpiece that has become the symbol of the Belle Époque and the happy Palermo of the day is also on display.

Under the aegis of the Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, with the patronage of the Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo and the Regione Lazio, this major retrospective is organized and produced by Gruppo Arthemisia, in collaboration with the Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale and AIAC (Associazione Italiana Arte e Cultura), and is curated by Tiziano Panconi and Sergio Gaddi.


Aeterna - Esposizione Triennale di Arti Visive 2017

from 2017-03-26 to 2017-04-23

Complesso del Vittoriano (Ala Brasini), Museo Fondazione Venanzo Crocetti, Palazzo Velli Expo


Matrice - Giuseppe Penone

from 2017-01-27 to 2017-07-16

Palazzo della Civiltà Italiana (o Colosseo Quadrato)


Abitare a Roma in periferia - Fotografie di Rodrigo Pais nella seconda metà del ‘900

from 2017-01-23 to 2017-06-05


Colosseo. Un'icona

from 2017-03-08 to 2018-01-07

Colosseo - Anfiteatro Flavio

The Colosseum is the most visited monument in the world but also a place that has undergone many transformations until getting to be almost a pop icon.

The exhibition is promoted by the Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma and traces the history of the monument.


Steno, l’arte di far ridere. C’era una volta l’Italia di Steno. E c’è ancora

from 2017-04-12 to 2017-06-05

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea


Trilogia del silenzio, Capitolo 1: Jason Shulman – Fast Forward

from 2017-01-28 to 2017-03-25

White Noise Gallery


Contemporary Cluster #2 - Feat. Mustafa Sabbagh

from 2017-01-28 to 2017-04-15

Contemporary Cluster


La razza nemica. La propaganda antiebraica nella Germania nazista e nell'Italia fascista

from 2017-01-30 to 2017-05-07

Casina dei Vallati


Laboratorio Prampolini. Disegni schizzi bozzetti progetti e carte oltre il Futurismo. Sezione: I documenti dell’Archivio Prampolini

from 2016-11-11 to 2017-03-26

MACRO Via Nizza

Biblioteca
Esposti oltre 150 documenti provenienti dall’Archivio Prampolini, donato nel 1992 dagli eredi dell’artista al Comune di Roma e conservato presso il Centro Ricerca e Documentazione Arti Visive (CRDAV) del MACRO.

L’archivio custodisce una cospicua raccolta documentale relativa ai molteplici campi di attività di Prampolini: dal teatro alla scenografia, dalla riflessione teorica alla produzione di scritti e manifesti, dalla partecipazione e organizzazione di mostre al ruolo svolto come promotore e organizzatore culturale, dall’attività di critico all’insegnamento. Molte le lettere che testimoniano i contatti di Prampolini con numerosi esponenti della cultura italiana ed estera.
Le carte in mostra, appunti, schizzi, note e minute, in gran parte inedite, sono suddivise in cinque sezioni: Prampolini teorico e disegnatore: testi, schizzi, bozzetti e grafica - Nel teatro e nella scenografia di Prampolini - Picasso (ri)visto da Prampolini - Lettere e cartoline dall’arte - Prampolini e Capri.


Washoku. La colorata vita alimentare dei giapponesi

from 2017-01-20 to 2017-04-19

Istituto Giapponese di Cultura


Please Come Back. Il mondo come prigione?

from 2017-02-09 to 2017-05-21

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Nanni Balestrini - La Tempesta Perfetta

from 2017-02-03 to 2017-04-17

MACRO Via Nizza

Sala Bianca
L'artista Nanni Balestrini realizza una mostra-concept che prende spunto iconografico dal famosissimo quadro de “La Tempesta” di Giorgione per confrontarsi però con la nostra situazione contemporanea: culturale, sociale, economica ma anche psicologica, con all’interno appunto lo sguardo “dal passato” di Giorgione, destrutturato tramite patchwork, scomposizioni, implosioni e sovrascritture.

Parole dello stesso Balestrini che non sono però commento all’immagine ma struttura stessa dell’opera, della nuova opera, così come del resto l’autore ci ha abituato fin dagli anni Sessanta.

E le sue parole s’intrecciano ai personaggi dipinti da Giorgione ma anche alle parole della Genesi, così come a quelle di Shakespeare e/o del Canto XLV di Ezra Pound: “con usura nessuno ha una solida casa / di pietra squadrata e liscia / per istoriarne la facciata / (…) con usura / non si dipinge per tenersi arte / in casa, ma per vendere vendere / presto e con profitto / peccato contro natura”.

Come scrive Achille Bonito Oliva in catalogo: “L’opera di Nanni Balestrini è un’epica lotta contro la resistenza dell’arte. Ha trovato nella contaminazione tra parola e immagine un armistizio, matrimonio morganatico tra la parola scritta o stampata e l’elemento iconico. Ecco allora che Balestrini parte all’attacco e si confronta con la Tempesta del Giorgione. La rappresentazione, almeno sospettata, l’iconografia che passa attraverso l’idillio di due personaggi nella natura, un uomo e una donna con un bambino, e dietro l’annuncio della tempesta attraverso un lampo. Nella parte bassa un serpentello, rinvio iconografico alla cacciata dall’Eden. L’arte è sempre una catastrofe, una catastrofe linguistica, è la rottura dell’equilibrio tettonico del linguaggio della comunicazione corrente, il precipitato in una sorta di spazio aperto per combattere l’entropia, il progressivo silenzio verso cui si avvia il linguaggio. L’opera di Balestrini è un’opera stereofonica, sonora, è un’opera che si confronta col rumore del mondo, non attraverso il silenzio ma attraverso la contaminazione, la scomposizione. Ciò che il lampo annuncia, la tempesta, Balestrini la realizza attraverso un collage di parole e dollari strappati, una pioggia che investe il quadro del grande pittore veneto. Attraverso il dollaro, parametro mondiale del denaro e della finanza, avviene oggi la tempesta perfetta. L’arte è un massaggio del muscolo atrofizzato della sensibilità collettiva, e ciò che Giorgione ha promesso Balestrini ha mantenuto, ha prodotto una nuova conoscenza”.

Durante il periodo della mostra verrà presentato il catalogo che conterrà le foto dell’allestimento, studiato insieme all’artista, saggi critici di Achille Bonito Oliva, Michele Emmer, Patrizio Paterlini e una intervista inedita allo stesso Balestrini a cura di Claudio Crescentini e Federica Pirani.

Biografia
Nanni Balestrini (Milano 1935), scrittore e artista visivo, fin dagli anni Sessanta è stato al centro dei cambiamenti culturali nazionali. Tra gli animatori della stagione della neoavanguardia, ha fatto parte  dei poeti "Novissimi" e del "Gruppo 63". Ha esposto nel 1993 alla Biennale di Venezia, nel 2012 a Documenta di Kassel, e con personali alla Galleria Mazzoli di Modena, alla Galleria Michela Rizzo di Venezia, alla Galleria Frittelli di Firenze, al MACRO di Roma, alla Fondazione Morra di Napoli, alla Fondazione Mudima di Milano, alla Fondazione Marconi di Milano e al Museion di Bolzano. Ha partecipato alle grandi mostre collettive La parola e l’arte, MaRT Rovereto (2007); Italics, Palazzo Grassi, Venezia (2008); 1988 vent'anni prima vent'anni dopo, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato (2008); Futurismo 1909-2009, Palazzo Reale di Milano (2009); Mille e tre, Louvre, Parigi, Artissima 2010, Torino (2010); Roma Pop City 60-67, MACRO di Roma (2016). Ha realizzato la stazione Lala della metropolitana di Napoli e la stele Incipit per la biblioteca di Vignola. Insieme a Umberto Eco ha animato la rivista «alfabeta2», nuova serie della storica rivista culturale «alfabeta». È autore  del romanzo multiplo elettronico Tristano, della trilogia La Grande Rivolta (Vogliamo tutto, Gli invisibili e L’editore). sulle lotte del movimento negli anni ’70; E’ appena uscito il secondo volume della sua opera omnia poetica: Le avventure della signorina Richmond  (1972-1989).


Daniela Perego - Arrivederci

from 2017-02-03 to 2017-03-26

MACRO Via Nizza

Project Room #1
Mostra personale dell'artista Daniela Perego, dedicata ai suoi più recenti lavori.

La ricerca artistica di Daniela Perego è da sempre impegnata nell'esplorare i delicati organismi che costituiscono la memoria collettiva e le relazioni interpersonali, intese nei diversi intrecci con il tempo, corpo e affettività, ponendo lo spettatore in bilico su un sottile filo tra percepito e immaginato. L'indagine stessa della realtà passa attraverso la messa in discussione della visione, dunque della significazione e della comunicazione. Partendo da esperienze e vissuti personali e sfruttando le molteplici possibilità dei media artistici, l'artista si confronta di continuo con le diverse manifestazioni della contingenza sino a raggiungerne l'essenza e trascenderla.

Nelle installazioni site-specific esposte in questa occasione ricorre il tema della memoria, motivo centrale nella poetica dell'artista, qui proposto in una diversa declinazione: come suggerisce lo stesso titolo della mostra, Arrivederci, Daniela Perego annuncia l'evolversi del sentire e di una volontà nuova, volta a dar voce a un tempo emotivo personale ora differente, seppur ancora in divenire. Le opere richiamano momenti diversi nell'elaborazione di esperienze personali legate a un confronto aperto con la separazione, che implica per sua stessa natura l'assenza dell'uno di fronte alla persistenza dell'esistere e della presenza dell'altro.

Segno comune delle opere in mostra è la margherita, elemento floreale che invade lo spazio e se ne impossessa, creando un monumento che, come sottolinea la stessa artista, vuole essere "omaggio alla vita". Questa ripetizione di elementi manifesta l'incessante riproporsi dell'istante, finché ogni elemento floreale ritratto raggiunge il senso dell'eternità: in questo modo ogni alienazione, commiato e abbandono diviene un processo che si rovescia in una riappropriazione del proprio sé o di ciò che è stato.

La ricerca di Daniela Perego interroga il pubblico, coinvolgendo il vissuto di ciascuno e cercando al tempo stesso di attivare un campo emotivo condiviso. Le quattro opere installate in un unico ambiente sono manifestazioni di momenti cristallizzati nella memoria, che formano il tempo della coscienza, misurabile solo attraverso le emozioni che si sprigionano nell'interiorità del fruitore, in un tentativo di rendere il tempo reversibile.

La mostra è accompagnata dal catalogo edito da Palombi Editori realizzato grazie al contributo di Hidalgo Arte, Associazione Culturale per la promozione delle Arti Visive.

Note biografiche
Daniela Perego (Firenze, 1961) vive e lavora tra Roma e Viterbo. A partire dagli anni '90 espone in mostre collettive e personali presso gallerie e spazi istituzionali, sia in Italia che all'estero. Ha partecipato a importanti festival e biennali d'arte. Più recentemente le sue opere sono state esposte al Castello di Rivara (Torino 2015), alla Galerie Sponte (Parigi 2014), al Museo de Arte Contemporàneo (Buenos Aires 2014), al National Centre for Contemporary Arts (Mosca 2016), al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci (Prato 2011), alla Macy Gallery (New York  2009), al 60° Festival di Locarno (2007) e al Castello Colonna di Genazzano (2007).


Daniele Lombardi - Ascolto Visivo

from 2017-02-03 to 2017-03-26

MACRO Via Nizza

Spazio Area
Esposizione del compositore, pianista e artista visivo Daniele Lombardi. I vari lavori esposti collegano arti visive e musica, tra cui una serie di installazioni sonore, manoscritti musicali e alcuni dipinti recenti di vaste dimensioni su tela e su carta.

L’esposizione documenta varie fasi della carriera di Daniele Lombardi, a partire dall'idea di musica virtuale presentata per la prima volta dall'artista nel 1972 all’Autunno Musicale di Como con una Ipotesi di teatro meta-musicale: ogni singolo spettatore, nel silenzio fisico di una sala con esposte le sue Notazioni di fatti sonori che l'esecutore ricrea nella propria immaginazione, poteva tentare un collegamento tra le immagini esposte e le immaginazioni sonore sollecitate nella propria memoria.

La doppia formazione in studi musicali e visuali e il profondo interesse per una idea multimediale dell'arte, hanno reso Daniele Lombardi un riconosciuto protagonista nell'intrecciare l'espressione visiva a quella sonora, un artista che sperimenta modalità interattive che propongono nuove possibilità, oltre l’incomunicabilità di tanta musica contemporanea.

Biografia
Daniele Lombardi è compositore, pianista e artista visivo di grande notorietà internazionale, in particolare per quello che riguarda il suo particolarissimo repertorio legato alla musica delle avanguardie storiche degli inizi del Novecento, eseguendo in prima esecuzione moderna un grande numero di composizioni di musica futurista italiana e russa, autori come George Antheil, Leo Ornstein, Alberto Savinio, Alexandr Mossolov, Arthur Vincent Lourié. Esperto anche nella grafia musicale contemporanea e prassi, ha da sempre avuto un profondo interesse per una idea multimediale dell'arte. La doppia formazione di studi musicali e visuali lo ha posto in una dimensione che ingloba segno, gesto e suono in una sola idea di percezione molteplice, tra analogie, contrasti, stratificazioni e associazioni. In tal senso, dal 1969, ha prodotto disegni, dipinti, computer graphics, video etc. che sono frutto della transcodifica in immagini di un pensiero musicale, come una visualizzazione di energie che stanno a monte del suono stesso, come potenziale divenire. Presente in numerose importanti sedi concertistiche e festivals come il Maggio Musicale Fiorentino, la Biennale Musica di Venezia etc. ha suonato in varie parti del mondo, anche per svariate emittenti radiofoniche e televisive e ha pubblicato numerosi CD musicali. Ha diretto per alcuni anni a Roma il festival Nuova Musica Italiana e Nuova Musica Internazionale (Coop. La Musica, RAI); ha fondato e diretto con Bruno Nicolai la rivista di musica contemporanea 1985 La Musica e si è occupato anche delle linee di programmazione artistica della Casa Editrice Musicale Edipan. Numerosi musei e istituzioni pubbliche e private hanno ospitato sue installazioni mediali, fra questi ricordiamo: Londra, I.C.A. Institut of Contemporary Arts, 1992; Parigi, Istituto Italiano di Cultura, Hotel de Galiffet, 1993; Cairo, Centro delle Arti Zamalek, 1996; Milano, Fondazione Mudima, 1997; Pistoia, Museo Fabroni, 1998; Prato, Museo Pecci, 1998; Los Angeles, IIC Spazio Italia, 2000; Roma, MLAC Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Roma Università della Sapienza, 2006; Firenze, Giardino di Boboli, 2006; Milano, Fondazione Mudima, 2007; Firenze, Palazzo Pitti, 2013.


I Think Art is… Briciole D’Arte - Un video di Lara Nicoli e Carlo Carfagni

from 2017-02-03 to 2017-06-30

MACRO Via Nizza

Foyer
Le "pillole d'arte" o meglio "briciole d'arte" come ci ha consigliato Luigi Ontani, nascono come costola di un format di sperimentazione proposto a Rai3 nel corso dell'anno 2016. Si tratta di brevissime riflessioni sul significato di arte, che danno il titolo al video, appunto "I think art is".

Sono ispirate a quelle che in termini giornalistico-televisivi vengono denominate "vox populi", ovvero voci raccolte per strada interpellando i passanti e sondandone gli umori.

Le "briciole" partono quindi da una finalità divulgativa per un pubblico generalista, ma perdono man mano il presupposto di partenza e, pur mantenendo la stessa concisione delle vox - che può variare dai 20 ai 35 secondi tra botta e risposta - assumono forme diverse: teatrali, glamour, performative.

A circa sessanta - tra artisti, critici, giornalisti, scrittori, attori, galleristi, mecenati, persone comuni; da Michelangelo Pistoletto a Giosetta Fioroni, da Jannis Kounellis a Dacia Maraini, da Edoardo Albinati a Piera degli Esposti, da Marco Da Milano a Gregorio Botta, da Fabio Sargentini a Luigi Ontani, dalla giovane artista Veronica Montanino alla gallerista Viviana Guadagno,  e poi Gianfranco Baruchello, Pablo Echaurren, Mario Desiati, Marco Tirelli, Kasia Smutniak, Pietro Fortuna, Ludovico Pratesi, Emmanuele Emanuele, Marco Da Milano, Giorgio De Finis, Luca Telese, Matteo Basilè, molti giovani artisti del Lanificio e studenti di accademia di belle arti ecc. - abbiamo rivolto la stessa domanda-riflessione che si è trasformata in un tormentone o anche in un testimone che viene ripetuto e passato di persona in persona: "Penso che l'arte sia...". 

A questa domanda - ed è una incredibile constatazione su cui riflettere - nessuno dà la stessa risposta, ma ciascuno suggerisce un diverso ma sempre interessante modo di concepire l'arte.

Delle sessanta, sono state scelte e montate in sequenza una rosa di risposte - nonostante l'idea iniziale fosse quella di un work in progress di continuo sostituibile ed integrabile - dando compattezza temporale ad un video che si basa formalmente sull'idea pop della ripetizione e che, nella proiezione museale a loop su schermo monocanale, si trasforma in una sorta di viatico per i visitatori che stanno per varcare la soglia ed entrare nel magico (e spesso ignoto) mondo dell'arte.


Francesca Leone - Giardino

from 2017-02-03 to 2017-03-26

MACRO Via Nizza

Project Room #2
Dopo il successo ottenuto l’anno scorso alla Triennale di Milano, arriva a Roma la mostra personale di Francesca Leone. Diciotto grate di alluminio a comporre un’unica installazione, con lo spettatore che interagisce con l’opera camminando su una grande piattaforma.

L’installazione è stata realizzata con il contributo inconsapevole di centinaia di persone che hanno sparso per le strade rifiuti e oggetti. Dalle fessure delle grate emergono le testimonianze del loro passaggio: mozziconi di sigarette, plastiche, sassi, carta, chiavi, rifiuti e monete sono il racconto di storie quotidiane e di un tempo fermato. 

Il lavoro dell’artista romana, tra realtà e denuncia con un’attenzione profonda ai temi dell’ambiente e dell’ecosistema, rispetto all’installazione milanese, si arricchisce di tre grandi opere in cemento frutto del lavoro di approfondimento e ricerca che la Leone ha continuato a fare dopo la mostra alla Triennale. Inoltre, a rendere ancora più unico il progetto, è la scelta dell’artista di fare un libro-opera, edito in 150 copie firmate e numerate, con testo di  Danilo Eccher: un’opera nell’opera in cui una piccola grata diventa uno scrigno.

“Giardino” è una mostra complessa che sfrutta la ruvidità di un linguaggio essenziale, crudo, violento, per esprimere una poesia della quotidianità; una mostra che realizza un allestimento minimale, capace di utilizzare la scenografia asettica delle sale museali per comporre una recita di assoluto realismo.

All’ingresso del Museo, per tutta la durata della mostra, sarà posta una grande grata dove i visitatori potranno contribuire a realizzare la “loro” opera inserendovi piccoli oggetti di scarto.

Nota biografica
Francesca Leone nasce a Roma dove vive e lavora. Inizia la sua attività espositiva nel 2007 con una mostra ai Musei Capitolini, alla quale segue la sua prima personale dal titolo Riflessi e riflessioni al Loggiato di San Bartolomeo di Palermo nell’aprile del 2008. Alla fine dello stesso anno Palazzo Venezia a Roma le dedica una mostra personale dal titolo Primo Piano che sarà replicata nel 2009 a Castel dell’Ovo a Napoli. Nello stesso anno è invitata a esporre al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea (MMOMA) di Mosca e nominata Membro Onorario dell’Accademia Russa delle Belle Arti. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 2011 e nel 2013. Nel 2014 è protagonista di tre personali al MAC - Museo di Arte Contemporanea di Santiago del Cile, al MACBA - Museo di Arte Contemporanea di Buenos Aires e al Museo dell’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo. Nello stesso anno è presente al PAN - Palazzo delle Arti di Napoli con la mostra Corpo Terra. Il 2015 si apre con una mostra personale a Singapore e si chiude con la monumentale esposizione “Our Trash” a La Triennale di Milano.


Li Chevalier - Trajectory of Desire

from 2017-01-28 to 2017-03-26

La Pelanda - Centro di produzione culturale

Foyer 2, Teatro Studio 2
Mostra dell'artista franco cinese Li Chevalier nell'ambito del progetto From La Biennale di Venezia & OPEN to MACRO. International Perspectives, ideato e curato da Paolo De Grandis e Claudio Crescentini, dedicato alla presentazione presso gli spazi del MACRO di alcune installazioni internazionali provenienti dall’Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia.

In occasione della quarta tappa, il progetto è stato esteso ad OPEN - Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni, piattaforma artistica collegata alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, nell’intento di ampliare ulteriormente la selezione d’installazioni, con maggior respiro internazionale.

La ricerca di Li Chevalier è una ricerca estetica laddove l’estetica è il valore delle cose, svela la verità del mondo. La contraddistinguono l’eleganza e la raffinatezza di tecnica e installazione. Quando Li Chevalier lascia Pechino per Parigi la sua arte approda in una nuova dimensione dove la tradizione cinese si nutre di un contesto squisitamente occidentale che non finisce mai per assorbirla totalmente ma semplicemente la sfiora e la rende più articolata. Parallelamente la musica, coltivata dall’età di 15 anni, rimane una costante della vita di Li Chevalier; ha infatti cantato come soprano nel Coro dell’Orchestra di Parigi sotto la direzione di Arthur Oldham e Semyon Bychkov. Negli anni ha lavorato con i solisti dell’Opera di Parigi e ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica Nazionale Cinese sotto la direzione di Philippe Jordan ad un evento storico presso l’Opera di Pechino dove il solista violino Fréderic Laroque ha improvvisato una performance di fronte alla sua installazione. Ed è proprio questa passione ad alimentare di una nuova timbrica espressiva le sue installazioni. Tra le sue mostre più significative ricordiamo le esposizioni presso la Royal Academy of Art London Summer Exhibition, il National Art Museum of China, lo Shanghai Art Museum, il Today Art Museum, la National Library of China, il The Sub-Marine Base Contemporary Art Centre Bordeaux France e la State Opera China.

Li Chevalier non ama i confini, i dettami di rigide tradizioni o scuole. È piuttosto la raffinata combinazione di differenti discipline, linguaggi estetici, origini e derivazioni, che dà alle sue opere una vocazione particolare: su una traccia figurata e filosofica, l’artista conduce lo spettatore attraverso incontri misteriosi verso una profonda riflessione sui nostri sistemi di pensiero, oltre qualsiasi tentativo di egemonia artistica. Il suo concetto estetico di bellezza interroga i nessi che modellano il nostro dialogo interculturale. “…Solo la bellezza può generare il desiderio e la sua ricerca…” dice Francois Cheng.  

Dopo 5 anni di profonda immersione come cantante lirica nelle compagnie operistiche della Chinese Army, Li Chevalier va alla scoperta delle maggiori capitali europee, abbracciando con entusiasmo l’atmosfera dei mitici templi dell’arte e della conoscenza come il Sciences Po, la Sorbonne University, vari istituti d’arte a Firenze e a Venezia, il London Central Saint Martins College of Art and Design, alla ricerca della verità e della bellezza.

Li Chevalier afferma di essere profondamente contemporanea ma rifiuta appassionatamente i precetti del nichilismo estetico. Le sue opere hanno un carattere primordiale. Nessuna vera emozione può scaturire dal confronto con un’opera d’arte se non attraverso il prisma dell’emozione estetica.  

Come sostiene François Cheng, se immaginassimo un universo che fosse solo vero, senza che la bellezza lo tocchi minimamente, si tratterebbe di un universo unicamente funzionale, dischiuso, fatto di elementi uniformi assolutamente intercambiabili. Un universo di “robot” lontano dalla vita.

Al MACRO Testaccio di Roma Li Chevalier presenta “Polifonia”, un’installazione monumentale composta da violini e 30 opere di pittura sperimentale ad inchiostro. La “traiettoria” dell’artista con i suoi dubbi e le sue rivelazioni si estende a Roma e si apre ad un’arte che ricerca la bellezza ma che non si sottrae alla contemporaneità.

Il termine polifonia si riferisce ad una scrittura musicale a più voci, ciascuna con le sue proprie dinamiche. Indica la convergenza di più melodie parallele in un complesso musicale che rispetta i ruoli dell’armonia. La concatenazione verticale dei differenti accordi arricchisce la composizione. L’installazione di Li Chevalier, composta di diversi elementi artistici provenienti da Oriente e Occidente, è un’immagine metaforica del nostro mondo che non può più frenare il suo cammino verso uno spazio “comune”, dove nazioni e civiltà interagiscono, migliaia di storie ed eredità si incrociano.

L’opera intende rendere omaggio alla vitalità creativa nata dagli incontri, dalla tolleranza e da tutti quei valori che rendono l’Europa un terreno fertile per l’espressione e il dialogo.


Arte in memoria 9

from 2017-01-22 to 2017-04-18


Luca Padroni - I valori personali

from 2017-02-01 to 2017-03-26

MACRO Testaccio

Padiglione 9B
Personale dell'artista romano Luca Padroni, a cura di Claudio Crescentini.

Padroni è un accumulatore. Di storie, di scenari, di persone. Tramite diverse tecniche pittoriche scandaglia una realtà dalle mille facce contrapposta alla sua esistenza individuale, mettendo in rapporto luoghi, esseri umani e luci non sempre in contatto tra loro. In questo gioco equilibristico di addizione e sottrazione crea un universo unico dove far convivere amanti tantrici, gatti volanti, colonne romane, passanti alla ricerca di un perché, pini secolari, nascite e morti.

Dagli anni Novanta, dopo la lunga esperienza formativa londinese, Padroni combina la tradizionale pittura ad olio al collage, a forme amorfe di dripping (nei cicli eterei dei paesaggi astrali), fino ad arrivare ad un astrattismo figurativo nella serie dei "Crateri". La molteplicità delle sue esigenze narrative torna a mettersi alla prova in questi quadri più recenti, fatti su misura per lo spazio del Macro, che partono dagli studi sulla etnica e suggestiva casa di Anna Paparatti (pittrice, scrittrice e viaggiatrice che molto ha significato per la vita culturale della città di Roma, dagli anni Settanta in poi, soprattutto per la sua attività presso la Galleria L'Attico di Fabio Sargentini e come performer del Living Theater di Julian Beck), ma che diventano, in alcune tele, le basi su cui imprimere ricordi, sogni, ossessioni personali.

Ecco che arriva dunque, fa capolino di sottecchi, piano piano, discretamente ma di colpo, come sempre nel suo esplosivo stile espressionista, il titolo della mostra: "I valori personali": valori raffigurati in azioni, in movimento, in coraggio; personali perché raccontano l'autore stesso (dietro la mano che compie il gesto) ma anche i protagonisti delle storie evocate, che sia un centenario che corre la maratona di Londra, una pittrice dimenticata dai più ma amata da èlite illuminate, un regista che ha fatto di un grande salto la scelta definitiva.

In un'epoca in cui abbiamo tutti bisogno di spazio e precisione, di attenzione e di dettagli, Padroni ci offre, e pretende, il tempo di osservazione della parte di reale che vede il suo occhio. Lo pretende e lo ottiene con la potenza visiva di una grande pittura. 

In occasione della mostra verrà presentato un catalogo, con testi critici del curatore, Claudio Crescentini, e Marco Tonelli, Ursula Hawlitschka, Fabiana Sargentini.

Biografia
Luca Padroni (Roma 1973) si è formato presso il Kent Institute of Art and Design, The Slade School of Fine Arts di Londra, The  School of the Art Institute of Chicago e, attraverso una borsa di studio Fulbright, il San Francisco Art Institute. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Tra quelle presso le Istituzioni pubbliche ricordiamo: Ortus Artis e Fresco Bosco, a cura di Achille Bonito Oliva, Certosa di San Lorenzo, Padula (2008); Mythos, Miti e Archetipi nel Mediterraneo, a cura di Renato Miracco, Museo Bizantino e Cristiano, Atene (2007); Fuori Tema, XIV Edizione della Quadriennale di Roma, Galleria Nazionale, Roma (2005); Milano Africa, a cura di Marina Mojana, Fabbrica del Vapore, Milano (2005). Fra le mostre più recenti ricordiamo: Altri tempi, Altri Miti, Montoro12 Contemporary Art, Roma (2016); Unioni Civili, Galleria L’Attico, Roma (2016); Casa di Anna, CR Arte Palazzo Taverna, Roma (2015); Tempo Spazio Movimento, Galleria Espace Gaia, Geneve / CH (2013); Biografie Visionarie, Galleria Wunderkammern, Roma (2012); Fuoco cammina con me, Galleria Il Segno, Roma (2010); Terra!, Galleria Trecinque, Rieti (2010); Oltre il Trompe l’Oeil, Galleria L’Attico, Roma (2010); Fault Lines, Galleria Testori UK, Londra / UK (2008); Transiberica, Galeria La Aurora, Murcia / Spagna(2007); Pittori al Muro, Galleria L’Attico, Roma (2006); Tran-Tram, Galleria Oddi Baglioni, Roma (2005). Nel 2013 è stato selezionato dal Comune di Roma per decorare le pareti di alcune sale dei Musei Capitolini, Palazzo Nuovo, pianoterra. Attualmente l’artista vive e lavora a Roma.


Leonardo e il Volo. Il manoscritto originale del Codice e un’esperienza multimediale e 3D

from 2017-01-21 to 2017-04-17

Musei Capitolini

Dal mito di Dedalo e Icaro, volare è il sogno che appartiene alla storia della civiltà. Il Codice sul volo degli uccelli, il manoscritto che raccoglie la summa delle intuizioni elaborate da Leonardo sull’argomento, arriva per la prima volta a Roma, ai Musei Capitolini

Il “Codice sul volo degli uccelli”, manoscritto di Leonardo custodito dalla Biblioteca Reale di Torino, è un quaderno in cui il Genio scrisse e illustrò i suoi studi sul volo. Basando i suoi studi sull’osservazione del volo degli uccelli, Leonardo elaborò una vera e propria scienza del volo, attraverso la quale progettò le sue macchine volanti.

L’analisi del volo degli uccelli è condotta in modo rigorosamente meccanico: progetti, appunti e disegni sulla fisionomia degli uccelli, sulla resistenza dell’aria e sulle correnti.

IL CODICE
Il codice leonardesco è composto da 18 carte e due copertine. Oltre alle osservazioni sul volo degli uccelli, le sue pagine contengono spiegazioni su come coniare medaglie e preparare i colori. Le pagine scritte sono accompagnate da un insieme di accurati disegni: volatili (il nibbio è l’uccello più rappresentato), figure geometriche, disegni meccanici e architettonici.
A rendere ancora più prezioso il Codice sette disegni in sanguigna con figure vegetali e umane
Un mistero circonda le pagine del Codice: alla carta 10v sembra celarsi un autoritratto leonardesco. Fu il giornalista scientifico Piero Angela, in occasione di un’esposizione delle opere di Leonardo alla Reggia della Venaria Reale di Torino, ad evidenziarne la notevole somiglianza con il più famoso Autoritratto, esposto ai Musei Capitolini nella mostra del 2015. Il giornalista si è avvalso delle sofisticate tecnologie della Polizia Scientifica (il RIS di Parma), per  l’invecchiamento elettronico del volto intuendo così l’affinità tra i due.

Il Codice è esposto in un clima box appositamente realizzato che, mantenendo il corretto livello di umidità relativa, consente tuttavia ai visitatori di ammirarlo nella sua completezza. Le apparecchiature multimediali touchscreen permettono di “sfogliarlo” virtualmente, di “navigarlo” in alta risoluzione e di “leggerlo” grazie alla trascrizione in italiano e in inglese. Arricchiscono l’esposizione alcune copie anastatiche del Codice, a partire dalla preziosa edizione francese di fine Ottocento, provenienti anch’esse dalla Biblioteca Reale di Torino.
L’Istituto TeCIP della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa, partnership nell’organizzazione della mostra, ha messo a disposizione del pubblico contenuti multimediali appositamente realizzati per l’allestimento e immagini tridimensionali (3D) che permettono una percezione “immersiva” dei prototipi realizzati da Leonardo. Le immagini ad alto impatto emozionale accompagnano il visitatore, come in un viaggio, tra le geniali intuizioni del maestro toscano.
Accompagna l'esposizione anche una installazione dell'Agenzia Spaziale Italiana che ripercorre le maggiori tappe del volo umano e robotico nello spazio con le missioni di Exomars verso il pianeta rosso, i lanci dei satelliti con Vega e dell'abitabilità umana nella Stazione Spaziale Internazionale.
I visitatori, grazie alle tecnologie utilizzate, avranno la sensazione, per alcuni minuti, di abbandonare la realtà fisica e saranno circondati dallo spazio e dal tempo di Leonardo vivendo ciò che il genio toscano avrebbe aver voluto far vivere agli uomini del suo tempo.


L’Annunciazione di El Greco

from 2017-01-24 to 2017-04-17

Musei Capitolini

In occasione del progetto di scambio tra il Museo Thyssen Bornemisza di Madrid e i Musei Capitolini la Sovrintendenza Capitolina ha scelto di esporre a Roma L’Annunciazione del grande artista cretese "El Greco" che visse in Spagna gli ultimi 40 anni della sua vita e lì prese il soprannome con il quale è universalmente noto. 

In occasione del progetto di scambio tra il Museo Thyssen Bornemisza di Madrid e i Musei Capitolini, che ha già portato nella capitale spagnola La Buona Ventura di Caravaggio, la Sovrintendenza Capitolina ha scelto di esporre a Roma L’Annunciazione del grande artista cretese che visse in Spagna gli ultimi 40 anni della sua vita e lì prese il soprannome con il quale è universalmente noto. Nonostante abbia soggiornato in Italia per ben dieci anni (1567-1577), vivendo a Roma all’incirca tra il 1570 e il 1576, esistono rare opere di El Greco nei musei italiani.  

L’Annunciazione, opera pienamente autografa dipinta da El Greco a Toledo, è il modello definitivo che fu presentato ai committenti  per la realizzazione di un quadro di grandi dimensioni destinato a una maestosa pala d’altare (in spagnolo retablo), chiusa in una articolata cornice lignea. Realizzato dal pittore negli anni 1596-1600 per l’altare maggiore del Colegio de Nuestra Señora de la Encarnación di Madrid, il Retablo di Doña Maria de Aragon, fondatrice del collegio e committente, venne smembrato all’inizio dell’Ottocento e cinque dei grandi dipinti dispersi furono accolti al Prado mentre il sesto ebbe come destinazione al Museo Nacional de Rumania di Bucarest. Dedicato alla Redenzione, il retablo era probabilmente su due livelli: in basso, l’Annunciazione era affiancata dall’Adorazione dei pastori e dal Battesimo di Cristo, mentre in alto si trovavano la Crocifissione, la Resurrezione e la Pentecoste e forse un settimo dipinto, più piccolo, come conclusione. 

Lo stile di El Greco è il risultato di una profonda assimilazione di tre diverse culture figurative: la tradizione bizantina (ieratica e spirituale, legata a schemi fissi), l’arte italiana - che nel Rinascimento raggiunge un insuperato vertice espressivo, traducendo la natura in termini figurativi - ed infine la pittura spagnola, rivolta spesso all’introspezione.

Pur non avendo mai rinnegato quanto appreso nel corso del suo soggiorno in Italia, solo in  Spagna tuttavia, nella città di Toledo, El Greco raggiunge altissimi livelli di spiritualità. La riflessione sui temi religiosi viene accentuata dall’uso di figure allungate e dallo stravolgimento del dato naturale in favore di un’evocazione quasi astratta: non a caso la “riscoperta” del pittore alla fine dell’Ottocento è una delle premesse delle moderne avanguardie artistiche. 

L’Annunciazione è una delle vette più alte del suo stile finale, dove le forme allungate si intrecciano con una stesura veloce, quasi parossistica del colore e un horror vacui che lo porta a riempire ogni spazio della composizione.


Mediterraneo in chiaroscuro. Ribera, Stomer e Mattia Preti da Malta a Roma

from 2017-01-12 to 2017-05-21

Galleria Nazionale d'Arte Antica - Palazzo Barberini


Il pittore e il gran signore. Batoni, i Rezzonico e il ritratto d’occasione

from 2017-01-12 to 2017-04-23

Galleria Nazionale d'Arte Antica - Palazzo Barberini


Alphabetica - Abecedario grafico contemporaneo

from 2017-02-11 to 2017-04-09

Museo delle Mura

Una rassegna di opere grafiche di artisti nazionali e internazionali, selezionati a seguito di un bando di concorso tematico a cura di Officine Incisorie, Associazione Culturale dedita alla divulgazione dell’arte calcografica. 

La mostra vuole chiudere l’anno espositivo di Officine Incisorie, già dedicato con le precedenti mostre al tema del libro, della letteratura e della lettura, celebrando la “Lettera”, valorizzandola sia nella sua definizione grafica, sia nella sua intrinseca valenza comunicativa.
Su questo incipit Officine incisorie ha voluto realizzare, attraverso le opere degli artisti, un abbecedario contemporaneo, valorizzato dall’arte calcografica nelle sue diverse e svariate possibilità tecniche. Ogni incisore ha eseguito una o più incisioni caratterizzate al loro interno da una lettera, iniziale di una parola scelta dall’artista e rappresentata graficamente a corredo della stessa iniziale.

Artisti in esposizione: Marianna Antonacci, Linda Aquaro, Hélène Bautista, Nino Beghelli, Jocelyne Benoit,Laura Bertazzoni, Maria Rosanna Cafolla, Laura Cartocci, Fausto De Marinis, LucianaDe Simoni, Maria Cristina Fasulo, Giuseppina Goglia, Valeria Luccioni, Paolo Mayol,Gina Marziale, Ivo Mosele, Marina Parentela, Ermenegilda Renzi, Emanuele Scalcino,Lisa Sorba, Laura Stor, Luisa Tinazzi, Gianni Vernì.
________________________
Inoltre Officine Incisorie organizza degli approfondimenti aperti al pubblico e alle scuole.
Durante gli incontri vengono approfonditi il tema della mostra, le varie tecniche incisorie esposte e svolte dimostrazioni di stampa.
Calendario degli incontri
- sabato 18 febbraio dalle ore 10.00 alle ore 13.00;
- sabato 4 marzo dalle ore 10.00 alle ore 13.00;
- domenica 19 marzo dalle ore 10.00 alle ore 13.00;
- sabato 1 aprile dalle ore 10.00 alle ore 13.00.
Gli appuntamenti non richiedono prenotazione. 


Icone di Hollywood. Fotografie della Fondazione John Kobal

from 2017-06-01 to 2017-09-03

Palazzo delle Esposizioni


Georg Baselitz. Eroi

from 2017-03-04 to 2017-06-18

Palazzo delle Esposizioni

This exhibition is being jointly produced by the Azienda Speciale Palaexpo with the Städel Museum in Frankfurt, the Moderna Museet in Stockholm and the Guggenheim Museum Bilbao.

The exhibition explores a very special phase in the career of Georg Baselitz, one of Europe's most celebrated contemporary artists, for the very first time.

Born in Sachsen-Anhalt in 1938 and educated in the German Democratic Republic, Baselitz moved to the Federal Republic of Germany in 1958. At the age of only twenty, between 1965 and 1966, he painted a cycle of pictures entitled The Heroes, almost all of which are on display in the exhibition.

His figures are combatants, partisans and the victims of war, in which the character of the hero, in its exclusively male variant, doffs the positive image associated with the rhetoric of war, postwar propaganda and the individualism of German culture, to display his fragility, his precariousness, his inconsistency, and even his failure. Giants in tattered uniforms stand out starkly, wounded and vulnerable, against a backdrop of rubble. They look like warriors, yet they emanate a sense of surprising delicacy.

In the mid-sixties, turning his back on the contemporary expressions of the avant-garde that turned its nose up at painting, Baselitz used his art to explore the theme of the dissolution of the order that people previously believed governed the ideological, political and aesthetic spheres.

"I was born into a destroyed order", Baselitz said in an interview he gave in 1995, "a destroyed landscape, a destroyed people, a destroyed society. And I didn’t want to re-establish an order: I’d seen enough of so-called order’".

In his Heroes, a seminal cycle that attracted strong criticism when it first appeared, the artist reveals the ambiguous nature of the present, imparting form and image to a sense of the tragic, capable of demolishing the myths of the past but, at the same time, of jeopardising the optimism of the postwar economic boom.

Max Hollein writes in the exhition catalogue: "Embedded within the Hero paintings is an allegory of adolescence, as well as the  themes of suffering, guilt, rebellion and hope within a world felt to be foreign, false or damaged."

The exhibition will be accompanied by a catalogue in Italian published by Hirmer Verlag in Munich. English and German editions will also be available. The catalogue is edited by Max Hollein and Eva Mongi-Vollmer, with essays by the editors and by Richard Shiff, Uwe Fleckner and Alexander Kluge.


DNA. The Great Book of Life from Mendel to Genomics

from 2017-02-10 to 2017-06-18

Palazzo delle Esposizioni

Mendel, a misunderstood genius born "too soon" and in the wrong place, was to become the posthumous father of genetics, a science that has changed our way of understanding nature forever. Gregor Mendel is one of the leading figures in an exhibition that explores what is essentially a microscopic and invisible world in an effort to discover the laws of heredity, the stories of great scientists such as Watson and Crick who enabled us to understand the structure and function of DNA, the new frontiers of genomics, the discipline's practical applications and the way they influence and are increasingly going to influence our lives and our environment, personalised gene therapy, artificial life, the use of DNA to weed out the culprit in a crime, the past, the present and the future, and much, much more.
 
The first part of the exhibition explores the historical aspect, mapping out the crucial stages in this scientific adventure and illustrating both the discoveries and the life and times of the scientists involved: Mendel and the laws governing character heredity, Morgan and fruit flies – crucial for understanding what genes and chromosomes are – and the racist "distortions" of eugenetics, right up to the work of  Watson, Crick and Rosalind Franklin on the double helix structure of DNA. The second part of the exhibition takes a look at the present and future, illustrating the themes of cloning, personalised medicine, genetic engineering and artificial biology, with a special focus on forensic genetics and on the study of extinct species' DNA.

The exhibition showcases a spellbinding selection of different artefacts and styles. The concise explanatory narrative accompanying visitors throughout the exhibition's seven sections alternates with the display of exciting original exhibits on show to the general public for the very first time here in Italy. They include the parts of the original model used by Watson and Crick to describe DNA's double helix structure; the real sheep Dolly, the first animal ever to be obtained by cloning; 19th century documents and artefacts belonging to Mendel; historical instruments associated with the disturbing history of eugenetics; and an original fossilised Neanderthal skull from which an attempt is currently being made to extract the DNA. This selection of exhibits from all over the world is accompanied by numeours interactive exhibits specially designed for the exhibition, by video material on display here for the very first time and by iconographic apparatus and spectacular reconstructions in the context of a fully immersive and interactive museum layout.

The exhibition aims to provide an educational tool of excellence to help children and teenagers address all of the issues relating to genetics and genomics in a way that is detailed yet easy to follow, that is simple but not superficial, and to provide them with all the tools that they need to become aware of the impact that the discoveries in this field are bound to have on the society of the future.


Tre Civette Sul Comò. CivettArte

from 2017-01-29 to 2017-04-30

Musei di Villa Torlonia: Casina delle Civette

Una mostra dedicata alle "civette" attraverso un percorso di 67 opere realizzate quasi tutte per l’occasione da altrettanti artisti provenienti, oltre che dall’Italia, anche da Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Iraq, Irlanda, Lussemburgo, Olanda e Spagna.

Non solo dipinti e sculture, ma anche ventagli, aquiloni, gioielli, monopattini, ricami, libri d’artista, video, abiti, cappelli, burattini, intessono un dialogo continuo con gli esuberanti elementi decorativi dell’edificio che ospita il Museo della vetrata Liberty e che deve il suo nome proprio alle celebri vetrate di Duilio Cambellotti dedicate alle civette.

Attraverso le tecniche e i materiali più vari - vetrata, macramè, mosaico, video, cartapesta, stoffa, affresco, bronzo, tessitura, legno, gesso, polimaterici, bronzo, olio su tela - gli artisti offrono la loro interpretazione del tema della civetta con uno sguardo ora ironico, ora incantato, ora surreale, ora evocativo, ora poetico ed una settantina di civette popolano così gli ambienti della Casina e la sua dépendance.

L’immagine guida della mostra è stata realizzata dal celebre vignettista Lucio Trojano: una civetta artista che, stando sul comò, dipinge la Casina delle Civette. Questa CivettArte ha il compito di introdurci alla esposizione ed a tutte le manifestazioni ad essa connesse.

L’allestimento espositivo, a cura dell’Architetto Monica Petrungaro, è articolato sia nella Casina che nello spazio espositivo della dépendance così da suggerire un coinvolgimento globale, da parte delle civette, degli spazi della “loro” casa. Gli arredi, l’imprescindibile comò ed un bel tavolo da pranzo attribuito a Cambellotti, sono stati messi a disposizione da Sinopia, Galleria antiquaria-artecontemporanea     www.sinopiagalleria.com

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da EdiLet Lazio Letteraria che, oltre alla riproduzione delle opere, a colori, contiene testi a firma delle curatrici e di Maria Luisa Caldognetto, Rita Leone, Natale Antonio Rossi, Gerasimos Zoras; arricchisce il catalogo una poesia della poetessa greca Helene Paraskevà.

Gli artisti

Anna Addamiano, Aegea Mosaici, Nobushige Akiyama, Yasue Akiyama, Stefania Ancarani, Letizia Ardillo, Laura Barbarini, Adelio Bartolucci, Miro Bonaccorsi, Marco Calanca/Maria Grossi /Maria Laura Venturelli, Massimo Campi, Antonella Cappuccio, Capri Otti, Lucio Castagneri, Francesca Cataldi, Giulio Cavanna, Paolo Cazzella, Antonia Ciampi, Maurizio Colombo, Maria Cristina Crespo, Stefania De Angelis, Giovanna Dejua, Raffaele Della Rovere, Gabriella De Matteis, E. ART, Vittorio Fava, Ezio Flammia, FraMe, Salvatore Giunta, Alba Gonzales, Paolo Hermanin, Lila Iatruli, Aziz Karim, Koefia Accademia d’Alta Moda, Massimiliano Kornmüller, Walter Kratner, Nikos Kyritsis, Andrée Liroux, Laura Lotti, Mirko Lucchini, Massimo Luccioli, Luigi Manciocco, Fidelma Massey, Maria Pia Michieletto, Minette, Hans Nübold, Julio Ojea, Anna Onesti/Virginia Lorenzetti, Lucia Pagliuca, Lucio Pari, Maria Luisa Passeri, Rita Piangerelli, Sorelle Piredda, Diana Poidimani, Helga Sauvageot, Martin Schliessler, Bettina Scholl Sabbatini, Thomas Schöne, Maria Signorelli, Strassacker, Studiolartetutta, Lucio Trojano, Elisabeth Ann Tronhjem, Sandro Trotti, Romana Vanacore, Marijke Van der Maden, Maria Letizia Volpicelli.

EVENTI
Durante il periodo espositivo sono stati organizzati una serie di eventi, dagli spettacoli di burattini ai concerti, dai percorsi guidati a conferenze, dalle visite delle scuole ai laboratori per bambini.
La partecipazione alle manifestazioni ed ai laboratori è gratuita previa prenotazione specificata nella pagina dell'evento.
Per l’accesso è indispensabile essere forniti del regolare biglietto di ingresso al Museo


All’Ombra delle Piramidi. La mastaba del dignitario Nefer

from 2016-12-30 to 2017-05-28

Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco

Il preziosissimo rilievo funerario del dignitario Nefer, databile al regno del faraone Cheope: una ricostruzione 1:1 della struttura della cappella funeraria e una ricchissima documentazione grafica, fotografica e multimediale per descriverne lo spazio interno

Il Museo Barracco conserva la preziosa “stele della falsa porta” del dignitario Nefer, vissuto in Egitto ai tempi della IV Dinastia (2575-2465 a.C.), quella dei grandi faraoni costruttori delle piramidi. Visto il suo alto incarico a corte - era il soprintendente di tutti gli scribi del re, il soprintendente dei magazzini delle provviste e della “casa delle armi”- Nefer ebbe l’onore di essere sepolto in una màstaba del cimitero reale ai piedi della grande piramide di Cheope. Le màstabe (dalla parola araba che significa “panca”) sono edifici funerari caratteristici delle prime dinastie della civiltà egizia: si tratta di monumenti troncopiramidali a struttura piena,  destinati ad accogliere il pozzo funerario che metteva in comunicazione l’area esterna con la camera sepolcrale sotterranea che ospitava il sarcofago del defunto ed il suo corredo.

Nefer aggiunse alla struttura della tomba una piccola cappella funeraria, rivestita di rilievi, che è stata ricostruita al Museo Barracco nelle sue dimensioni originali. I rilievi della tomba dispersi in diversi musei europei e americani (Parigi, Louvre; Copenhagen, Ny Carlsberg Glyptotek; Museo di Birmingham,  University of Pennsylvania Museum di Philadelphia; Museum of Fine Arts di Boston) sono riprodotti per immagini all’interno della cappella funeraria ricostruita in modo da restituire l’immagine generale di una tomba egizia del  3° millennio avanti Cristo.
La mostra prevede la ricostruzione in dimensioni 1:1 - nella loggia esterna al primo piano del Museo -  della cappella funeraria di Nefer con slides retroilluminate che riproducono nella sua completezza la decorazione a rilievo al suo interno.

La stele del Museo Barracco fu acquistata da Giovanni Barracco a un’asta a Parigi nel 1868: si vendevano in quell’occasione le opere della collezione di Napoléon-Joseph-Charles-Paul Bonaparte, detto Plon Plon, figlio del fratello minore di Napoleone I. Il principe aveva progettato, per il 1858, un viaggio in Egitto, sulle orme della spedizione napoleonica del 1798-1801. Per accogliere degnamente un ospite  così illustre il governatore  d’Egitto, Said Pacha,  decise di organizzare preventivamente una serie di campagne di scavo in modo che il principe potesse provare il piacere della “scoperta” dei tesori archeologici dell’ Egitto faraonico che emergevano, come per incanto, dalla sabbia del deserto.
Per preparare questa  messa in scena venne convocato in Egitto il famoso egittologo Auguste Mariette, allora conservatore aggiunto delle antichità egizie del Louvre. Mariette giunse in Egitto nel 1857 e, in un breve lasso di tempo, riuscì ad aprire fino a 35 cantieri di scavo dirigendo personalmente gli scavi e controllando attivamente tutte le importanti scoperte che avvenivano nei diversi luoghi. La messe dei ritrovamenti emersa da quelle esplorazioni fu impressionante, sia per qualità che per quantità.
Il viaggio fu annullato, ma il principe ricevette in omaggio una serie di opere egizie, tra cui spiccava la stele di Nefer.  Plon Plon conservava queste opere all’interno della sua sontuosa Maison Pompéienne, fatta costruire a Parigi su ispirazione di una domus di Pompei. In un momento di difficoltà politica le prince Napoléon vendette casa e collezione. La stele di Nefer  divenne il primo pezzo della raccolta di Giovanni Barracco.


Attraverso - Lia Pasqualino

from 2017-01-14 to 2017-04-01

Galleria del Cembalo


Blanceflor a tavola. Curiosità dai depositi del villino Boncompagni Ludovisi

from 2016-12-22 to 2017-03-31

Museo Boncompagni Ludovisi


Architettura invisibile: Un'analisi dei movimenti degli architetti Italiani e Giapponesi degli anni ’60 e ’70 e dibattito contemporaneo

from 2017-01-19 to 2017-03-26

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

ll progetto di mostra consiste nel presentare in una nuova chiave di lettura comparativa le esperienze delle avanguardie radicali italiane e giapponesi degli anni Sessanta e Settanta e le idee progettuali portate avanti dai loro contemporanei ideali successori di entrambi i paesi.

Sono trascorsi cinquant’anni dall’esplosione di due fondamentali fenomeni dell'avanguardia architettonica, esorditi in un’epoca carica di cambiamenti, rivoluzioni e speranze. I Metabolisti in Giappone e i Radicali in Italia, seppur in contesti assai diversi per cultura e tradizione, hanno seguito percorsi di ricerca paralleli, condividendo temi di indagine, strumenti, linguaggi e producendo straordinari effetti sull'architettura contemporanea.
La mostra propone al pubblico un inedito percorso attraverso le opere prodotte in questo singolare contesto.

L’iniziativa nasce in una fase di approfondimento del ruolo storico assunto, lungo un arco temporale che va tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, dalle avanguardie architettoniche giapponesi che si sono ritrovate nel movimento Metabolista e in quello delle avanguardie italiane raccolte sotto il nome di Architettura Radicale.

La mostra spiega tale differenza di approccio sviluppandosi attraverso un percorso espositivo suddiviso principalmente in due sezioni, l’una complementare all’altra. La prima sezione propone, corroborata da un ampio apparato storico-documentale, le idee, i progetti e i sogni delle due esperienze architettoniche dei gruppi dei Radicali italiani e dei Metabolisti giapponesi mostrandone gli obiettivi, le similitudini, le differenze di approccio, i risultati e l’eredità storica e filosofica. La seconda sezione della mostra, dedicata alle esperienze vive e contemporanee dei più innovativi, giovani e significativi studi di architettura italiani e giapponesi, mostra come le nuove generazioni di progettisti dei due paesi abbiano adattato la pratica architettonica ad un mondo così diverso da quello in crescita degli anni Sessanta come quello attuale dell’epoca digitale e del riflusso economico ed ecologico.

Curata da Rita Elvira Adamo, la giovane ricercatrice che l’ha concepita a partire da uno studio comparativo elaborato alla London Metropolitan University, la mostra mette in evidenza le affinità e le distanze tra le esperienze condotte dai due movimenti. Una molteplicità di autori di primissimo piano, che proprio a partire dalle loro pionieristiche sperimentazioni si sono affermati come protagonisti della ricerca architettonica contemporanea, darà corpo a questo percorso espositivo: Arata Isozaki, Archizoom (Andrea Branzi, Gilberto Corretti, Paolo Deganello, Massimo Morozzi, Dario e Lucia Bartolini), Kiyonori Kikutake, Kisho Kurokawa, Fumihiko Maki, Otaka Masato, Superstudio (Adolfo Natalini, Cristiano Toraldo Di Francia, Roberto Magris, Alessandro Magris, Gian Piero Frassinelli e Alessandro Poli), Kenzo Tange, UFO (Lapo Binazzi, Carlo Bachi, Patrizia Cammeo, Riccardo Foresi, Titti Maschietto, Sandro Gioli).


I pittori del ’900 e le carte da gioco. La collezione di Paola Masino

from 2016-12-15 to 2017-04-30

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Giocare a carte con i pittori del ’900: questa suggestiva partita sarà idealmente possibile grazie alla originale collezione di carte di Paola Masino (1908-1989), donate da Alvise Memmo al Museo di Roma ed esposte per la prima volta al pubblico nelle sale al piano terra dal 15 dicembre 2016 al 30 aprile 2017.

Giocare a carte con i pittori del ’900, da Carla Accardi a Burri, a Consagra, da Primo Conti a Carrà, da Campigli a Capogrossi, a Cagli, da Fautrier a Cocteau, da Carlo Levi a Guttuso, da Prampolini a Fausto Pirandello – solo per citarne alcuni. Questa suggestiva partita sarà idealmente possibile grazie alla originale collezione di carte di Paola Masino (1908-1989), donate da Alvise Memmo al Museo di Roma ed esposte per la prima volta al pubblico nelle sale al piano terra dal 15 dicembre al 30 aprile 2017.
La mostra “I pittori del ’900 e le carte da gioco. La collezione di Paola Masino” promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con l’Archivio del Novecento di Sapienza Università degli Studi di Roma e con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, è a cura di Marinella Mascia Galateria e Patrizia Masini.
Scrittrice anticonformista, intellettuale coltissima, compagna di Massimo Bontempelli, Paola Masino conobbe e frequentò assiduamente letterati, musicisti e pittori, italiani e stranieri, nelle varie residenze, a Roma, Firenze, Parigi, Milano, a Venezia e, d’estate, a Castiglioncello e a Forte dei Marmi. Amava giocare a carte: a poker, a pinnacolo (con Bontempelli), a scopone (con Pirandello). E collezionare mazzi di carte da gioco. Da queste “passioni” nasce l’idea di chiedere ai tanti amici artisti di creare delle carte dipinte, napoletane, francesi e Tarocchi. Realizzando così, dal ’47 agli anni Ottanta, una collezione unica al mondo, che è testimonianza dell’arte pittorica del Novecento e in cui le carte da gioco, astratte dal loro contesto, divengono opera d’arte e “simbolo metafisico”.
Per la prima volta saranno esposti al pubblico anche i ritratti di Paola Masino, opera dei pittori Bucci, Cagli, Cecchi Pieraccini, de Chirico, de Pisis, Funi e Sironi, e di famosi fotografi, da Bragaglia a Ghitta Carell, da Luxardo, a Sommariva. Tutti degli anni ’30, mentre è del 1968 il ritratto di Alexander Calder, autore anche di una splendida carta in bianco e nero, la Regina di fiori: opere eseguite entrambe a Roma, così come il ritratto di Bontempelli di Alberto Savinio.
Inoltre, grazie al contributo dell’Archivio del Novecento di Sapienza Università degli Studi di Roma, saranno esposte foto d’epoca, lettere, manoscritti, quaderni d’appunti, libri editi e inediti di Paola Masino.
Il “Fondo Paola Masino – donazione Alvise Memmo”, donato nel 2007 al Museo di Roma Palazzo a Braschi dal nipote della scrittrice, oltre alla collezione, che nella sua integralità si compone di 352 carte dipinte, comprende un piccolo e prezioso archivio, costituito da un quaderno e dalle meticolose liste redatte da Paola Masino, con i nomi degli artisti “incaricati” e le corrispondenti carte da gioco “commissionate”, le lettere dei pittori alla collezionista, che hanno accompagnato il progressivo sviluppo della collezione, oltre a una serie di scatole di sigarette utilizzate come contenitori delle carte dipinte e di  due mazzi di carte da gioco commerciali autografate da famosi musicisti, letterati e attori.
Il Fondo, significativo per lo studio della collezione, e anche della figura di Paola Masino, un’istituzione della vita culturale romana, costituisce un’importante acquisizione che va ad arricchire le raccolte del Museo.


Sotto il cedro del Libano: Grazia Deledda a Roma

from 2016-12-15

Biblioteca Nazionale Centrale


Francesco Del Drago. Parlare con il colore

from 2017-01-19 to 2017-03-26

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Francesco del Drago - Parlare con il colore - è la prima retrospettiva dedicata all’artista romano dopo la sua morte, avvenuta nel 2011. Curata da Pietro Ruffo, presenta una selezione di opere astratte fondamentali, che consentono di entrare nel pensiero e nella pratica artistica di Francesco del Drago.

Intellettuale rigoroso e straordinario artista, ha percorso quasi un secolo di storia da protagonista, partecipando attivamente e con passione tanto alle trasformazioni artistiche che si sono susseguite nel Novecento, quanto ai cambiamenti politici.

Seguendo un percorso a ritroso, la mostra all’Aranciera comincia con le ultime opere realizzate dall’artista, contraddistinte dallo sforzo di ampliare ulteriormente la gamma cromatica, per poi concentrarsi sugli imponenti polittici astratti, summa dell’intera ricerca di Del Drago.

Di del Drago viene infatti evidenziata la statura di teorico, i suoi studi sul colore strettamente connessi alle più recenti scoperte matematiche attraverso una ricca selezione di documenti, filmati ed esperimenti: particolarmente interessante è infatti la possibilità di passare dai risultati estetici alle premesse teoriche in un processo che consente di approfondire le problematiche dell’arte astratta de Novecento.
Così come attraverso scritti inediti, lettere e documenti è ripercorsa la sua straordinaria biografia, ricca di incontri e amicizie durature con le massime personalità della’arte della cultura del suo tempo.

A curare la mostra è Pietro Ruffo, il giovane artista romano riconosciuto dal mondo dell’arte come uno degli artisti più interessanti in Italia, con la consulenza scientifica di Elena del Drago.


Rafael Y. Herman - The Night Illuminates The Night

from 2017-01-25 to 2017-03-26

MACRO Testaccio

Padiglione 9A
Mostra personale di Rafael Y. Herman, che si presenta come una grande installazione ambientale in cui dallo spazio buio emergono le opere che si rivelano come epifanie. Nella dialettica fra tenebre e luce, infatti, si sviluppa la poetica di Rafael Y. Herman il cui sguardo rivela un nuovo approccio alla realtà che nasce e si struttura nell’oscurità. 

The Night Illuminates The Night si concentra sul lavoro cominciato nel 2010 e completato nel 2016. In questo periodo l’artista ha stabilito un dialogo con i grandi maestri della tradizione occidentale che hanno rappresentato nel corso dei secoli la Terra Santa, pur non avendola mai visitata, ma ispirandosi alle fonti bibliche e letterarie. Rafael Y. Herman ripercorre questa tradizione con il proprio metodo: lo scatto notturno senza ausili elettronici e manipolazioni digitali, che svela ciò che non si vede a occhio nudo. Come i grandi maestri del passato, anche Herman si è voluto porre nella condizione di non poter vedere il paesaggio, pur trattandosi dei luoghi dove è nato e cresciuto, operando nell’oscurità della notte. In questa condizione di voluta cecità l’artista accede alla realtà in un modo nuovo, mediante lo scatto fotografico notturno e mediante lo sviluppo della pellicola nell’oscurità del laboratorio.

Rafael Y. Herman produce così una realtà “ricreata”, decontaminata da qualunque preconcetto soggettivo, offrendo allo spettatore paesaggi che esistono solo nelle opere stesse. L’artista sviluppa la propria ricerca notturna attraverso la scoperta di tre diversi ambienti: la Foresta della Galilea, i campi dei Monti della Giudea e il Mar Mediterraneo. Le sue immagini ci invitano a riflettere sull’invisibile o, come l’artista usa definirlo, il “non visto”; sulla differenza che si dischiude fra ciò che è reale e ciò che invece è solo percepito. Il risultato è straordinario nella cromia innaturale, e nelle forme evanescenti che sembrano emergere da un luogo e un tempo altro dove i colori non sono reali, il tempo sembra essere dilatato e le immagini appaiono oscure. O forse abbaglianti.

In occasione della mostra verrà presentato il libro d’artista, edito da Mousse, con testi critici di Giorgia Calò, Stefano Rabolli Pansera, Chiara Vecchiarelli e Arturo Schwarz.

Biografia
Rafael Y. Herman nasce nel 1974 a Be’er Sheva, un’antica città nel deserto israeliano del Negev. Inizia a studiare musica classica all’età di sei anni e diventa percussionista. Dopo una permanenza a New York, si iscrive alla Facoltà di Economia e Management dell’Università di Tel Aviv. Dopo la laurea si trasferisce in America latina, dove compie un lungo viaggio di ricerca in sette paesi: in Paraguay collabora con Amnesty International, studia pittura a Città del Messico e in Cile entra a far parte di una comune di artisti. In questo apprendistato della visione confluiscono tanto le esperienze metropolitane quanto l’incontro con la natura selvaggia. Nel 2003 si trasferisce a Milano e nel 2006 espone a Palazzo Reale il progetto Bereshit-Genesis, applicando un metodo messo a punto da lui stesso: lo scatto notturno senza ausili elettronici e manipolazioni digitali, che svela ciò che non si vede a occhio nudo. Questa mostra proietta Herman verso una dimensione artistica internazionale. Nel 2012, il ritratto di John Chamberlain realizzato da Herman è scelto dal Guggenheim Museum di New York per la seconda di copertina del libro di Chamberlain “Choices”. Nel 2013 è invitato alla TED Talk per parlare del suo linguaggio artistico con un talk dal titolo “Realtà alternativa”. I suoi lavori recenti evidenziano due temi portanti: la curiosità metafisica e il racconto di ciò che sta oltre; l’indagine sulla luce come elemento fisico protagonista dello spazio-tempo. Sue opere sono state acquisite da importanti collezioni pubbliche e private, fra le quali di Tel Aviv Museum of Art e Salsali Private Museum di Dubai. Attualmente vive e lavora a Parigi, dove è per la seconda volta artista residente alla Cité Internationale des Arts de Paris. Nel 2015 ha vinto il Praga Fotosfera Award.


Archaeology&ME

from 2016-12-10 to 2017-04-23

Museo Nazionale Romano - Palazzo Massimo alle Terme


Anish Kapoor

from 2016-12-17 to 2017-04-17

MACRO Via Nizza

Considerato uno dei maggiori artisti della scena contemporanea, Anish Kapoor torna finalmente ad esporre in un museo italiano dopo oltre 10 anni, con una mostra straordinaria negli spazi del MACRO, a cura di Mario Codognato.

Guarda il video teaser della mostra.

La mostra testimonia la continua ricerca di Kapoor in ambito formale e concettuale, che ha informato la sua pratica artistica sin dagli esordi, mettendo a confronto i processi altamente ingegnerizzati e più organici della sua opera.
La mostra è caratterizzata da una serie di rilievi e dipinti composti da strati aggettanti di silicone rosso e bianco e pittura, così come da sculture-architetture monumentali, tra le quali la straordinaria “Sectional Body Preparing for Monadic Singularity”, esposta l’anno scorso, all’aperto, nel parco della Reggia di Versailles, e riproposta al MACRO in dialogo con l’architettura del museo.

Archetipico, intimo, imponente e dialettico, il lavoro di Kapoor presenta, affronta ed investiga le condizioni della materia, le dinamiche della percezione e il potere della metafora.
Tra le altre opere in mostra, "Internal Objects in Three Parts" (2013-15), costituito da un trittico in silicone dipinto e cera, è stato esposto quest'anno ad Amsterdam, tra i celebri quadri di Rembrandt presso il Rijksmuseum. Immagini viscerali, brutali e sensuali al contempo, continuano in chiave contemporanea l’inesauribile tradizione  della rappresentazione letterale e metaforica della carne e del sangue nella pittura di ogni tempo e latitudine. L’arte funge da mediatrice tra l’essenza del mito e la sua rappresentazione, tra la sua intercambiabilità e continuità nel tempo e la contingenza della contemporaneità, tra il cammino individuale nella terra incognita della vita e l’esperienza collettiva, tra immanente e trascendente.
Il percorso artistico di Anish Kapoor si sviluppa attorno a queste polarità, facendo sorgere ed espandendo un linguaggio perennemente in bilico tra la trasposizione dei grandi temi dell’esistenza e l’impeto prometeico a trasformare la materia che ci circonda e, di conseguenza, simbolicamente la realtà. La sua poetica implode e al contempo intensifica e approfondisce le relazioni binarie, le energie opposte, le antitesi che costituiscono il mondo visibile ed il pensiero astratto attraverso una visione che, mai narrativa o didascalica, coagula, contrasta od armonizza la tensione dinamica o la sottile interazione tra forze, corporeità o sembianze antitetiche. Luce ed ombra, negativo e positivo, maschile e femminile, materiale ed immateriale, pieno e vuoto, concavo e convesso, lucido ed opaco, liscio e ruvido, naturale ed artificiale, rigido e morbido, solido e liquido, attivo ed inerte ed in definitiva ordine e disordine, non sono che alcune delle polarità che concretizzano l’universo sensibile e che attivate o forgiate nella potenzialità sinottica e nella sensualità della forma nell’arte di Kapoor, metaforizzano e metabolizzano per induzione il mistero della vita.

La mostra è accompagnata dalla pubblicazione del catalogo a cura di Manfredi Edizioni.

Note biografiche
Anish Kapoor nasce a Bombay in India nel 1954, attualmente vive e lavora a Londra.
Considerato uno dei maggiori artisti della scena contemporanea, i suoi lavori sono nelle più importanti collezioni private e istituzioni museali in tutto il mondo (Museum of Modern Art, New York, Tate Gallery, Londra, Fondazione Prada, Milano, Guggenheim Museum, Bilbao). Tra le più recenti mostre personali: Museo Universitario Arte Contemporáneo (MUAC), Città del Messico, Messico (2016); Couvent de la Tourette, Eveux, Francia (2015); Château de Versailles, Francia (2015); Jewish Museum and Tolerance Center, Mosca, Russia (2015); Martin–Gropius–Bau, Berlino (2013); Sakıp Sabancı Müzesi, Istanbul (2013); Museum of Contemporary Art, Sydney (2012).
Nel 1990 Kapoor rappresenta la Gran Bretagna alla XLIV Biennale di Venezia dove viene premiato. Nel 1991 vince il Turner Prize e riceve in seguito importanti riconoscimenti internazionali  come il Praemium Imperiale (2011) e il Knight Bachelor nel 2013.
Tra i principali progetti pubblici ricordiamo Cloud Gate (2004) presso il Millenium Park a Chicago e ArcelorMittal Orbit (2012) nel Queen Elizabeth Olympic Park a Londra.


Ospiti della Spada - I Santi Quattro Coronati dal Museo di Roma in Palazzo Braschi

from 2016-12-01 to 2017-05-08

Galleria Spada


Pens to paper: autograph letters from the Keats-Shelley House

from 2016-11-28 to 2017-06-03

Keats - Shelley House


Manzù. Dialoghi sulla spiritualità, con Lucio Fontana

from 2016-12-08 to 2017-04-17

Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo


Giovanni Prini. Il potere del sentimento

from 2016-12-21 to 2017-03-26

Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

Giovanni Prini (Genova 1877 - Roma 1958), scultore, pittore, artigiano, si trasferisce da Genova a Roma agli inizi del Novecento dove, insieme alla moglie Orazia Belsito, apre le porte della sua casa-studio sulla via Nomentana agli esponenti più giovani della vita culturale della capitale, amici, intellettuali e artisti.

Tra questi Duilio Cambellotti, Umberto Boccioni, Cipriano Efisio Oppo, Sibilla Aleramo, Gino Severini, Ettore Ximenes, Antonio Maraini, Giacomo Balla. Quest'ultimo è ospite assiduo del “salotto” di casa Prini tanto da ritrarne l’ambiente nel quadro Nello specchio, una tra le circa 130 opere in mostra.

Gli spazi della Galleria, che conservano alcune delle opere più celebri dell’artista come Gli amanti e Le gemelle Azzariti, si apprestano dunque a raccontare la figura e il complesso percorso artistico di uno dei più significativi scultori del Novecento italiano indagandone sia la produzione cosiddetta maggiore – oli, disegni, marmi e bronzi – sia quella dedicata alle arti applicate - ceramiche, mobili e giocattoli-.

Il percorso della mostra ha inizio dal Salotto Prini, raffigurato nel citato dipinto e rievocato anche attraverso la presenza di alcuni mobili disegnati dall’artista. Nell’ambiente numerosi i ritratti della moglie Orazia e le opere di artisti e assidui frequentatori della casa che testimoniano i legami di amicizia, tra gli altri, con Cambellotti (Nudo, 1904), Severini (Autoritratto, 1904; Ragazza in blu, 1905), Domenico Baccarini (La moglie di Giovanni Prini, 1906), Mario Sironi (Ballerina, 1916 ca). In mostra anche un olio inedito di Giacomo Balla del 1903.

Attraverso le sale dei tre piani della Galleria, gli oli, i disegni, i marmi e i bronzi di Prini, sculture di media e piccola dimensione – come Le stelle e Serenella – i ritratti, piccoli gruppi e figure, ma anche le ceramiche, i mobili e i giocattoli raccontano le diverse stagioni che l’artista attraversò, dai primi del Novecento fino agli anni Cinquanta, mantenendo inalterata la propria forza e freschezza creativa.

Nei primi anni romani, la produzione scultorea di Giovanni Prini è in linea con i temi del socialismo umanitario; l’attenzione per l’infanzia ispira piccoli gruppi in bronzo mentre nel 1911 si cimenta con la scultura monumentale realizzando il fregio del pronao della Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma rappresentando “l’artista e le battaglie artistiche” o “Peana dell’Arte”.

Alla scultura e all’attività di insegnante, sensibile alle istanze del Modernismo europeo, affianca anche un attivo interesse per le arti applicate. Nel 1917 sottoscrive il manifesto di Galileo Chini “Rinnovando rinnoviamoci” per la promozione delle arti decorative; nel primo dopoguerra, assume la direzione artistica della fabbrica di giocattoli “SFAGI” di Roma e si dedica anche con successo alla produzione di opere e soprammobili in ceramica.

Importante è la sua partecipazione alla prima edizione dell’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative di Monza nel 1923.

Presente alle Quadriennali di Roma e alle Biennali di Venezia, negli anni si dedica anche a grandi opere di scultura destinate agli edifici pubblici molti dei quali progettati da Marcello Piacentini. Nel 1932 è nominato Accademico di San Luca.

Una sezione della mostra è, inoltre,  riservata a schizzi e disegni preparatori, alla corrispondenza e a documenti fotografici che completano il quadro delle relazioni tra i coniugi Prini e l’ambiente intellettuale romano mentre un itinerario grafico ricostruisce il  rapporto dell’artista con la città evidenziando  i luoghi dove sono presenti le sue opere, dove ebbe i suoi studi e dove abitò.

Curatrice della mostra
Maria Paola Maino

RASSEGNA STAMPA

ArtAujourdhui.info 15 dicembre 2016     Prini, sous le signe de Rodin

Artribune.com 20 dicembre 2016    Giovanni Prini - Il potere del sentimento

Fattitaliani.it 20 dicembre 2016    Roma, Galleria Arte Moderna, dal 21 dicembre in mostra "GIOVANNI PRINI. Il potere del sentimento"

Ansa.it 21 dicembre 2016    Giovanni Prini, artista dei sentimenti di Marzia Apice

Artemagazine.it 21 dicembre 2016    Alla Galleria d'arte Moderna di Roma la prima monografica dedicata a Giovanni Prini

Eventiculturalimagazine.com 21 dicembre 2016    Giovanni Prini. Il potere del sentimento

Arte.it 21 dicembre 2016    Giovanni Prini. Il potere del sentimento

Il Piccolo 21 dicembre 2016    Gli “Amanti” di Giovanni Prini raccontano a Roma il potere del sentimento

Occhiodellarte.org 22 dicembre 2016    Giovanni Prini racconta i sentimenti di Silvana Lazzarino

Lazionauta.it 22 dicembre 2016    Giovanni Prini. Il potere del sentimento

Romadaleggere.it 22 dicembre 2016   4 esposizioni per 14 giorni: le mostre di fine dicembre 2016!

Lasicilia.it 22 dicembre 2016    Prini, artista dei sentimenti

Romatoday.it 22 dicembre 2016    "Il potere del sentimento" nelle opere di Giovanni Prini di Valeria Prat

Lanotiziagiornale.it 22 dicembre 2016    Prini, l'artigiano che stregò Balla di Franz Besteck


The Art of the Brick

from 2016-12-09 to 2017-03-26

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - AuditoriumExpo
A grande richiesta: dopo l’incredibile successo di pubblico dello scorso anno, con oltre 120.000 presenze, torna a Roma “The art of the brick”! Tante le novità tra le oltre settanta sculture d'arte create con più di un milione di mattoncini LEGO®, opere dell’artista statunitense Nathan Sawaya. Una mostra che la CNN ha proclamato come una delle dieci mostre da vedere al mondo e che ha già conquistato il globo, da New York, a Los Angeles, da Melbourne a Shanghai, da Londra a Singapore. Le opere esposte, di dimensioni importanti, spaziano dalla figura umana “semplice” a quella rivisitata nell’arte come la riproduzione della Gioconda di Leonardo Da Vinci, La ragazza con l’orecchino di Perla di Vermeer e L’Urlo di Munch. Fino ad installazioni davvero imponenti come lo scheletro di T-Rex, costruito con oltre 80.000 mattoncini. Non mancheranno anche raffigurazioni della Cappella Sistina e della Notte Stellata di Van Gogh, come non si sono mai viste prima…
La mostra comprende infine una zona interattiva che invita i giovani, ma non solo, a esprimere la propria creatività utilizzando i LEGO, magari imitando l’artista che, da avvocato di successo, ha deciso di dedicarsi alla propria passione “perché mi piace vedere le reazioni della gente alle opere d'arte create da qualcosa con cui hanno familiarità. Voglio elevare questo semplice giocattolo ad un ruolo che non ha mai occupato prima”.

That's Italia Art Collection 2016 - "Ritratti del Cinema Italiano" di Anna Laura Millacci

from 2016-10-20

Botticelli Risto-Arte


Van Gogh Alive – The Experience

from 2016-10-25 to 2017-04-23

Palazzo degli Esami


Letizia Battaglia. Per pura passione

from 2016-11-24 to 2017-04-17

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Álvaro Siza, Sacro

from 2016-11-09 to 2017-03-26

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Carlo Scarpa e il Giappone

from 2016-11-09 to 2017-04-17

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Artemisia Gentileschi e il suo tempo

from 2016-11-30 to 2017-05-07

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Un viaggio nell’arte della prima metà del XVII secolo seguendo le tracce di una grande, vera donna: Artemisia Gentileschi.
Guarda il video teaser della mostra

Un viaggio nell’arte della prima metà del XVII secolo seguendo le tracce di una grande, vera donna. Una pittrice di prim’ordine, un’intellettuale effervescente, che non si limitava alla sublime tecnica pittorica, ma che seppe, quella tecnica, declinarla secondo le esigenze dei diversi committenti, trasformarla dopo aver assorbito il meglio dai suoi contemporanei, così come dagli antichi maestri, scultori e pittori. La parabola umana e professionale di Artemisia Gentileschi (1593-1653), straordinaria artista e donna di temperamento, appassiona il pubblico anche perché è vista come un’antesignana dell’affermazione del talento femminile, dotata di un carattere e una volontà unici. Un talento che le consentì, giovanissima, arrivata a Firenze da Roma, prima del suo genere, di entrare all’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze; che le fece imparare, già grande, a leggere e scrivere, a suonare il liuto, a frequentare il mondo culturale in senso lato; una volontà che le consentì di superare le violenze familiari, le difficoltà economiche; una libertà la sua che le permise di scrivere lettere appassionate al suo amante Francesco Maria Maringhi, nobile raffinato quanto tenero e fedele compagno di una vita. Una tempra la sua, che pure sotto tortura (nel processo che il padre intentò al suo violentatore Agostino Tassi) le fece dire: “Questo è l’anello che tu mi dai et queste le promesse”, riuscendo così a ironizzare, fino al limite del sarcasmo, sulla vana promessa di matrimonio riparatore.

La mostra che si apre il 30 novembre al Museo di Roma a Palazzo Braschi, con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, e che copre l’intero arco temporale della vicenda artistica di Artemisia Gentileschi, consentirà al visitatore di ripercorrere vita e opere dell’artista a confronto con quelle dei colleghi: circa 100 sono in totale le opere in mostra, provenienti da ogni parte del mondo, da prestigiose collezioni private come dai più importanti musei in un confronto serrato tra l’artista e i suoi colleghi, frequentati, a Roma, come a Firenze, ancora a Roma e infine a Napoli, con quel passaggio veneziano di cui molto è da indagare, così come la breve intensa parentesi londinese. 

L’esposizione, che rimane aperta sino al 7 maggio 2017, nasce da un’idea di Nicola Spinosa ed è curata dallo stesso Spinosa per la sezione napoletana, da Francesca Baldassari per la sezione fiorentina, e da Judith Mann per la sezione romana. È accompagnata da un catalogo edito da Skira che dà conto dei diversi periodi artistici e umani di Artemisia e riporta le schede delle opere esposte, frutto dei più recenti studi scientifici e degli ultimi documenti rinvenuti.

Oltre quindi ai magnifici capolavori di Artemisia come la Giuditta che taglia la testa a Oloferne del Museo di Capodimonte, Ester e Assuero del Metropolitan Museum di New York, l’Autoritratto come suonatrice di liuto del Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut, si vedranno la Giuditta di Cristofano Allori della Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze o la Lucrezia di Simon Vouet del Národní galerie v Praze di Praga, solo per citarne alcuni: dopo i dipinti della prima formazione presso la bottega del padre Orazio, quelli degli anni fiorentini, segnati dai lavori dei pittori conosciuti alla corte di Cosimo de Medici come Cristofano Allori e Francesco Furini, ma anche le tangenze con Giovanni Martinelli; altri che recano echi, e non solo, della sua amicizia e frequentazione con Galileo, come del mondo, allora nascente, del teatro d’opera.

Scandite all’interno di un itinerario cronologico, le successive opere di Artemisia sono messe in relazione con quelle dei pittori attivi in quegli anni d’oro a Roma: Guido Cagnacci, Simon Vouet, Giovanni Baglione, fonte d’ispirazione rispetto ai quali la pittrice aggiorna, di volta in volta, il suo stile proteiforme e mutevole.

A concludere, i dipinti eseguiti nel periodo napoletano, quando ormai Artemisia può contare su una sua bottega e sulla protezione del nobile Don Antonio Ruffo (1610-1678), lavori in cui, grazie ai confronti, sarà possibile capire il suo rapporto professionale coi colleghi partenopei: da Jusepe de Ribera e Francesco Guarino a Massimo Stanzione, Onofrio Palumbo e Bernardo Cavallino; tele come la splendida Annunciazione del 1630 – presente anch’essa in mostra – paradigmatiche di questa fiorente contaminazione, scambio e confronto.

ARTEMISIA GENTILESCHI

Artemisia Lomi Gentileschi. Artemisia Gentileschi. Artemisia. È così ormai che il mondo la conosce, gli storici dell’arte come la gente comune. Chi la reputa pittrice di prim’ordine, in grado di eguagliare e superare nell’arte i tanti pittori del suo tempo, e non solo, e chi resta stregato dalle sue Giuditte vendicatrici, dalle Cleopatra, Ester, Maddalene, sante, dame e suonatrici, dai suoi colori, dalle ombre caravaggesche e terribili di suoi lavori. Artemisia per anni, per decenni, complice la biografia parecchio romanzata di Anna Banti, è sembrata essere solo una bambina violata dall’amico e sodale del padre, quell’Agostino Tassi che non fece un solo giorno di esilio o galera. Sembrava Artemisia, uscita dalle pagine travagliate della grande storica dell’arte, non voler altro che l’approvazione del padre, come pittrice, e il suo amore, come figlia. Sembrava Artemisia far ricorso all’orgoglio per salvare la sua vocazione, al punto da allontanare l’unico uomo amato, il padre della figlia, il vicino di casa Pierantonio Stiattesi, sposato per cancellare la macchia dello stupro dalla sua reputazione di donna. E sembrava aver avuto un’unica figlia, trascurata e negletta, che detestava colori e pennelli e odiava quella madre che affetto e attenzioni non poteva dare, troppo impegnata a farsi strada in un mondo fatto solo di uomini, impossibilitata a svelare emozioni, pena il crollo della sua autorevolezza. Una figlia che, con gli occhi e le parole, pare esser sempre pronta a rimproverarle modi e costumi, che preferisce la pudicizia delle monache e la tranquillità economica di un matrimonio di interesse. E parte Artemisia, attraversa mezza Europa per giungere alla corte della Regina di Inghilterra, dove si trova il padre che la accoglie, ma al tempo stesso è geloso del suo successo. La corte è tetra e fredda, il padre se ne sta nascosto e infine muore, tra le sue braccia, e a lei non resta che tornare indietro e forse morire sola in una qualche locanda prima di arrivare nel porto di Napoli.

Artemisia non è questa, non lo è mai stata. Il tempo, i documenti, le carte uscite fuori dagli archivi, e forse ancora molte da trovare, han reso giustizia a una donna, a un’artista, a un’eroina che non si fa scrupoli perché solo in questo modo è possibile esser donna e pittrice in quell’epoca, in quel mondo. Non era affatto bambina quando conobbe il Tassi che amò per quasi un anno. E certo il processo ci fu e alla fine non si sposarono. Sposò lo Stiattesi ma chi tra i due ci guadagnò, non è chiaro. Amò furiosamente un suo coetaneo alla corte di Firenze, il nobile Francesco Maria Maringhi, come testimoniano le sue lettere appassionate, che la salvò dall’accusa di furto di colori quando scappò con i figli, che molti ne ebbe, da Firenze a Roma. Cambia case, si fa nuovi amici, non paga i debiti, pur di lavorare e di essere grande tra i grandi del suo tempo. L’amico Vouet ci lascia un suo ritratto (ma il suo volto lo si conosce a memoria, che lo regala alle sue donne di pennello più crudeli). È a Venezia e poi a Napoli. Si fa agente di se stessa. Ha a che fare coi grandi della nostra penisola, come d’Europa, raccomandando perfino famiglia e parenti, rimandando consegne di lavori, scrivendo lettere tanto supplichevoli quanto furbe. Scrive a Galileo di cui è amica. Il suo amante di sempre, il Maringhi, la raggiunge a Napoli. Girolamo Fontanella compone un’ode per lei e negli anni successivi addirittura sette per le sue opere. Parte per Londra, dove raggiunge il padre, e dove rimane anche dopo la sua morte per rientrare poi a Napoli dove lavora molto e molto promette, pur di farsi anticipare danari e colori.

Secondo le fonti vien sepolta nella Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini. “Heic Artemisia” sulla sua lapide. Perché da questo momento è solo Artemisia, la grande, immensa pittrice.

AVVISO AL PUBBLICO
Le seguenti opere saranno presenti in mostra in tempi diversi rispetto al normale periodo espositivo
- ARTEMISIA GENTILESCHI, GIUDITTA CHE TAGLIA LA TESTA DI OLOFERNE, MUSEO DI CAPODIMONTE, NAPOLI, ITALIA: in mostra dal 18 febbraio
- GIUSEPPE VERMIGLIO, GIAELE E SISARA, VENERANDA PINACOTECA AMBROSIANA, MILANO, ITALIA: in mostra fino al 5 marzo
- ARTEMISIA GENTILESCHI, SUSANNA E I VECCHIONI, POMMERSFELDEN, KUNSTSAMMLUNGEN, GRAF VON SCHONBORN: in mostra fino al 27 marzo


Arte e Politica. Opere dalla Collezione #4

from 2016-10-21 to 2017-05-10

MACRO Via Nizza

Sale Collezione
Il quarto appuntamento del ciclo di mostre che intende valorizzare la collezione permanente del MACRO, esposta a rotazione nelle sale museali, presenta una selezione di opere legate al tema dell’impegno politico, sociale e civile.

A partire dalle demolizioni operate dal regime fascista a Roma negli anni Trenta e immortalate da celebri dipinti di Mario Mafai e della Scuola Romana, passando per la cronaca delle manifestazioni di piazza, evocate dal Comizio di Giulio Turcato, il percorso della mostra giunge alle riflessioni più recenti, in cui gli artisti contemporanei maturano un atteggiamento più disincantato nei confronti dei fatti socio-politici.

Come nell’opera Punizioni di Maurizio Cattelan (unico prestito da collezione privata), che ha raccolto una serie di fogli su cui dei giovani studenti hanno scritto, a mo’ di penitenza, la frase “Fare la lotta in classe è pericoloso”: l’artista, come fosse un maestro, ha corretto con la penna rossa ciascuna frase trasformando l’affermazione in “Fare la lotta di classe è pericoloso”. Questo lavoro è lo specchio del rapporto più distaccato che gli artisti hanno costruito con il proprio tempo.

Gli echi delle lezioni sulla rivoluzione tenute da Joseph Beuys – presente in mostra grazie a due fotografie di Mimmo Jodice – e registrate sulle sue lavagne, si avvertono nella ricerca che da tempo Alfredo Jaar conduce sulle orme di Antonio Gramsci a Roma, dove è stato realizzato il suo light-box in mostra.

La fiducia di Kendel Geers negli ideali politici, affermata dalla sua scritta al neon Believe fotografata da Claudio Abate, si contrappone alle saracinesche ormai senza peso di Perino & Vele, tra i più ironici artisti italiani delle ultime generazioni. Sul suo solco si colloca il ritratto di famiglia di Adrian Paci, che ha trasformato in opera il proprio accidentato percorso di immigrazione dall’Albania all’Italia. Più sofisticati gli sguardi di Felice Levini, del quale sarà riallestita Italia per incognita, e di Alberto Zanazzo, che riflette sul sacrificio umano di Auschwitz attraverso una composizione geometrica concettuale.

Dal tocco delicato e intenso dell’opera di Michal Rovner alla memoria indagata da Fabio Mauri, fino alla raffinata denuncia sociale di Pascale Marthine Tayou, la mostra affronterà anche l’impegno “politico” di Carla Accardi e l’attenzione ai drammi ecologici di Ines Fontenla, fino all’utopia di un museo della memoria palestinese di Khalil Rabah. Fuori dal coro, come spesso accade, la voce di Nico Vascellari, di cui risuonerà idealmente l’eco della performance Cuckoo, le cui tracce risiedono nella scultura presente al MACRO.

Elenco degli artisti in mostra: Claudio Abate, Carla Accardi, Maurizio Cattelan, Ines Fontenla, Alfredo Jaar, Mimmo Jodice, Felice Levini, Mario Mafai, Fabio Mauri, Adrian Paci, Perino&Vele, Khalil Rabah, Michal Rovner, Pascale Marthine Tayou, Giulio Turcato, Nico Vascellari, Alberto Zanazzo.


Time is Out of Joint

from 2016-10-11 to 2018-04-15

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea


Minute Visioni. Micromosaici romani del XVIII e XIX secolo dalla collezione Ars Antiqua Savelli

from 2016-06-25 to 2017-05-07

Museo Napoleonico

Allo sviluppo dell’arte del micromosaico tra Sette e Ottocento, il Museo Napoleonico dedica la mostra MINUTE VISIONI. Micromosaici romani del XVIII e XIX secolo dalla collezione Ars Antiqua Savelli. Prorogata fino al 7 maggio 2017.

“Il musaico in piccolo è un industrioso e pazientissimo lavoro che ripete la sua origine dall’aver immaginato di filare que’ medesimi smalti di cui si eseguivano i quadri nella basilica di San Pietro”.

Così nel 1847 lo storico Gaetano Moroni ricostruiva la nascita de mosaico minuto in smalti filati, avvenuta durante la seconda metà del Settecento a Roma, fulcro della rinascita dell’arte musiva in età moderna.

Tecnica tipicamente romana, il micromosaico raggiunse il suo apice tra la fine del XVIII e la metà del secolo seguente, quando in città operavano decine di botteghe specializzate, la cui produzione era in massima parte destinata ai viaggiatori stranieri del Grand Tour. Presso questi studi d’arte e negozi di belle arti, per lo più situati tra piazza del Popolo e Piazza di Spagna, operavano numerosissimi artigiani, spesso sotto la guida di maestri affermati, come Giacomo Raffaelli (cui Moroni attribuiva l’invenzione del micromosaico), Antonio Aguatti, Clemente Ciuli, Luigi Moglia, Gioacchino e Michelangelo Barberi, forse parenti fra loro, Guglielmo Chibel.

In mostra circa cento oggetti – tra quadri, tavoli, tabacchiere, placchette, gioielli e fermacarte – che mostreranno l’evoluzione del mosaico minuto attraverso le tematiche più diffuse: vedute romane, paesaggi del Grand Tour, nature morte, raffigurazioni di animali.

Nucleo dell’esposizione è una selezione di opere provenienti dalla collezione Ars Antiqua Savelli di Roma, una delle più importanti in ambito internazionale dedicate a questo peculiare genere artistico, frutto di oltre quarant’anni di acquisizioni e ricerche.

MINUTE VISIONI presenta anche il piccolo ma raffinatissimo nucleo di micromosaici appartenenti al Museo Napoleonico, tra cui due tabacchiere, una parure con placchette in mosaico minuto montate in oro, opera di Antonio Aguatti, un fermacarte in marmo nero del Belgio e una rara serie di pendenti per monili con emblemi della Prima Repubblica Romana.

Per la prima volta, inoltre, i mosaici saranno presentati in diretta relazione con opere pittoriche e stampe, per lo più provenienti dalle collezioni del Museo di Roma, in un confronto che consentirà al pubblico di cogliere le affinità iconografiche e le identità formali che caratterizzarono la produzione musiva romana e i contemporanei raggiungimenti nel campo delle arti maggiori. Oltre ad evocare riferimenti o inquadrature, è possibile anche riconoscere il prototipo dal quale il mosaico fu tratto, come nel caso dell’acquaforte di Bartolomeo Pinelli raffigurante una coppia di danzatori di saltarello, alla base di una raffinata, minuscola placchetta. Per altre opere, il riferimento è meno diretto, ma ugualmente significativo: con un piccolo quadro in mosaico è messa in relazione una tempera raffigurante Piazza San Pietro, datata 1824. Nel foglio, la scena è inquadrata entro una cornice ovale, caratterizzata da tralci d’edera posti ai quattro angoli: il bordo della cornice, realizzato imitando piccole sfere dorate, suggerisce che l’opera possa essere servita da modello per una decorazione in mosaico minuto destinata al coperchio di una scatola o di una tabacchiera.

Roma e i suoi maggiori monumenti furono il tema principe delle rappresentazioni in mosaico minuto. Destinate ai viaggiatori di passaggio in città, le vedute dell’Urbe, di ogni dimensione e forma, rappresentano uno dei temi principali della mostra. Tra le opere di maggior fascino è un’Allegoria di Roma di forma ovale. Ispirato ai Ricordi delle passeggiate romane, iconografia molto diffusa nella produzione musiva, il mosaico presenta le immagini del Colosseo e di San Pietro separate dalla figura della Dea Roma; ai lati di quest’ultima, allusione alla grandezza storica e al primato artistico dell’Urbe, la Lupa capitolina e i simboli delle arti. Un analogo tema ricorre in un dipinto esposto, nel quale le due vedute sono separate da un rigoglioso arbusto: davanti ad esso, in primo piano, la dea Roma di Villa Medici, Romolo e Remo allattati dalla Lupa e, ai lati, le personificazioni del Tevere e di una ninfa.

In programma, secondo appuntamenti da definire, gli incontri con  un artigiano specializzato nella realizzazione di micromosaici che mostrerà al pubblico del Museo Napoleonico tutti i segreti di questa antica e raffinata tecnica.


Triumphs e Laments - Opera site-specific di William Kentridge

from 2016-03-09

Lungotevere della Farnesina, Ponte Mazzini, Ponte Sisto

Grande opera site-specific del celebre artista sudafricano William Kentridge. Un progetto di dimensioni eccezionali creato appositamente per la città di Roma, inaugurata per il Natale di Roma (21 aprile 2016).

Sugli argini del Tevere, tra Ponte Mazzini e Ponte Sisto - tratto ribattezzato per l’occasione “Piazza Tevere” -, su una superficie lunga 550 metri si snoda un fregio di circa 80 figure, alte fino a 10 metri, raccontando in ordine non cronologico 'trionfi e lamenti' della Capitale, dall'età antica fino a oggi, da Romolo che fonda Roma e uccide Remo, alla morte di Pasolini.

L'opera emerge dalla patina scura mettendo in evidenza il bianco del travertino. Proprio per le caratteristiche della stessa superficie, il fregio sarà visibile per 4-5 anni, prima di essere riassorbito dal muro stesso.

Alla realizzazione dell'opera collaborano: Roma Capitale (Assessorato Cultura e Sport, Assessorato all’Ambiente), Sovraintendenza Capitolina, Polo Museale Contemporaneo di Roma Capitale, Regione Lazio, Direzione Infrastrutture ambiente e Politiche abitative della Regione Lazio, Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Architettonici di Roma, MIBAC Ministero dei Beni Artistici e Culturali, Municipio I.


La grande biblioteca d'Italia. Bibliotecari, architetti e artisti all'opera: 1975-2015

from 2016-02-25

Biblioteca Nazionale Centrale


Bizhan Bassiri - Specchio Solare. NOOR

from 2016-02-23 to 2018-12-31

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Presso lo spazio esterno del Museo Carlo Bilotti
La luce, Noor in persiano, è elemento base dell’opera di Bizhan Bassiri.

La scultura Specchio Solare torna in Italia dopo essere stata protagonista della personale dedicata a Bassiri tenutasi nel settembre del 2015 alla AUN Gallery di Tehran. A Roma, al Museo Carlo Bilotti, l’opera entra in contatto con il cuore verde della città, creando un legame di continuità tra le due capitali e le due culture, di cui l’artista stesso è un esponente.

Opera in esposizione:  BIZHAN BASSIRI_DSC_1872
Bizhan Bassiri, Noor, 2015, Aun Gallery Tehran, Iran - photo credits Mahhnaz Sahhaf

Nel termine Noor è chiaro il riferimento alla luce naturale che metterà in relazione la scultura Specchio Solare di Bizhan Bassiri con lo spazio che la circonda, liberandola della sua funzione primaria di superficie riflettente per trasformarla in luogo in cui la luce diviene forma. Sulla porta del Museo Bilotti l’artista italo persiano compie un gesto di continuità nello spazio che genera un’apertura su una nuova dimensione, innescando una serie infinita di rimandi tra reale e immaginario.

Bizhan Bassiri, nato a Tehran nel 1954, giunge a Roma nel 1975 e vive tra Roma e Chiusi (Siena). Comincia a esporre nel 1981 partecipando a mostre personali e collettive. La sua ricerca artistica inizia con l’utilizzo di materiali diversi: superfici di cartapesta e di acciaio e bronzo, elementi lavici, elaborazioni fotografiche. È autore del Pensiero Magmatico (1984), del Manifesto del Pensiero Magmatico (1984 - 2016). Tra le mostre principali, personali e collettive, si segnalano: Paesaggio con rovine, Orestiadi, Gibellina (Trapani) (1992). IX Biennale di Sydney (Australia) (1992). Corpus Delicti, Museum van Hedendaagse Kunst, Gand (Belgio) (1995). Engel: Engel, Kunsthalle, Vienna (Austria); Pensiero Magmatico. Paesaggi della Mente, Borholms Kunstmuseum, Borholms (Danimarca) (1998). Au rendez-vous des amis. Identità e Opera, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (1998). The Opening. Eventi Tellurici, Arsaevi, Collegiumartisticum, Sarajevo (Bosnia) (2002). Sorgente, Centro Arte Contemporanea BM, Tophane-i Amire, Istanbul (Turchia) (2004). Il Pendio, Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2004). La Caduta delle Meteoriti, Museo Archeologico Nazionale di Venezia (2011). La Riserva Aurea, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia (2013). La Battaglia, Sala dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze (2014). Motlaq, Tehran Contemporary Art Museum, Tehran (2015). Noor, Aun Gallery, Tehran (2015).

L'esposizione nello spazio esterno del Museo Bilotti ha seguito di pochi giorni l’inaugurazione al MACRO Testaccio della personale dello stesso artista,    La Riserva Aurea del Pensiero Magmatico.


La Wunderkammer (Camera delle Meraviglie) della Cecchignola

from 2015-12-13

Castello della Cecchignola


"Ragazzi leggeri come stracci". Pier Paolo Pasolini dalla borgata al laboratorio di scrittura

from 2015-11-04

Biblioteca Nazionale Centrale


Bollettino 1268. Il confine di carta

from 2015-09-10 to 2018-11-04

Museo Storico della Fanteria e Museo Storico dei Carristi


La Biblioteca Vallicelliana celebra il suo fondatore nel V centenario della sua nascita: S. Filippo Neri (1515 - 1595)

from 2015-05-21

Biblioteca Vallicelliana


La camera delle meraviglie: seduzioni dai gioielli Castellani

from 2015-01-29

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


La misteriosa scoperta della tomba di Tutankhamon

from 2014-10-30 to 2017-06-30

Accademia d'Egitto, Museo Egizio dell'Accademia d'Egitto


I tesori del Colosseo

from 2012-05-05

Colosseo - Anfiteatro Flavio


Leonardo da Vinci. Il genio e le invenzioni

from 2009-04-30 to 2017-04-30

Palazzo della Cancelleria

The Leonardo da Vinci Machines Exhibition in Rome – The genius and his inventions – celebrates the universal genius of Leonardo da Vinci by presenting about fifty full scale machines: flying machines, like the precursor to the parachute, a bicycle, a hydraulic saw, and many other inventions. They are all fully operational and they can be touched and set them in motion, to grant a deep interactive experience of understanding the genius of Leonardo da Vinci.

The machines are grouped into 5 sections. The four elements of nature - water, air, earth and fire and the mechanism section, which includes all those basic machines, with different possibility of application, like the conversion of motion or the endless screw. One of the most interesting project is the Armoured Tank, for the first time in Rome in life size: it weights two tons, and about six metres in diameter, and three metres high.

The Exhibition is inside the historical Palazzo della Cancelleria (Piazza della Cancelleria next to Piazza Campo de’ Fiori) in Rome.


Presepio dei Netturbini romani

from 2016-11-01

This the 40th anniversary of the traditional Nativity scene created and realized by Giuseppe Ianni together with the Roman garbage collectors. Visited also by Paolo VI and Mother Teresa of Calcutta and much cherished by Giovanni Paolo II, the Nativity scene is made of Roman turf and stones coming from different countries. The setting is inspired by the Palestine of 2000 years ago. 

Permanent Museum – Museo Leonardo da Vinci

from 2017-01-01

Galleria Agostiniana

Grande Exhibitions owns and operates a permanent museum experience in Piazza del Popolo, a prestigious central location in Rome.

Museo Leonardo da Vinci contains faithfully crafted machine inventions previously seen in the successful touring exhibition, Da Vinci – The Genius. These superb interpretations of Leonardo’s designs can now be seen on permanent display.

Grande Exhibitions has partnered with skilled Italian artisans to faithfully reproduce many of Leonardo’s magnificent inventions to scale.


hotel san lorenzo roma

Rome Hotel | Home

Hoteles en Roma San Lorenzo wifi gratuito del hotel
Hotel di Charme Roma
hotel roma nomentano trieste
. Hotel Carlo Magno ™ Hotel Address: Via Sacco Pastore ,  13, Rome, Italy.
Tel: +39 06/8603982. Fax: +39 06/068604355. City Zone of Rome Montesacro - Nomentana Salaria - Porta di Roma - Tiburtina
GeoCoordinates +41° 55' 54.85", +12° 31' 37.62"