Hotel Roma, Manifestations Meetings Music Sport Theater Exhibitions

Hotel 3 stelle Roma, tariffe economiche
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Rome hôtel offre spéciale
Nel complesso il mio giudizio è positivo. Unica nota è l'orario di colazione al mattino, con termine massimo fissato per le 9.30. Sarebbe meglio posticipare almeno di una mezz'ora. ..by TripAdvisor"




 

L'Arte, le Donne e l'Amore

from 2017-02-14 to 2017-03-14

Tornatora Art Gallery


Il Segno, il Sogno - Luciano Biagini

from 2017-02-04 to 2017-02-28

Chiesa San Paolo entro le Mura


Anna Maria Navazio

from 2017-03-01 to 2017-03-07

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - AuditoriuArte
“Anna Maria Navazio porta all’ Auditorium una mostra soprattutto “musicale” ma non per questo tralascia i temi e gli argomenti che la accompagnano da sempre, da quando, giovanissima dottoressa avviata a una carriera di pediatra che col tempo l’ ha resa una delle nostre più esperte e amate specialiste della materia, ha cominciato a dipingere non come attività collaterale o esornativa ma come essenziale complemento della sua esistenza, dato che è l’ esistenza stessa l’argomento primo e forse unico dei suoi quadri. Esistenza in cui le varie arti, musica compresa, sono state subito coinvolte e che ritroviamo adesso, in questa mostra, rintracciate su diversi fronti, tutti convergenti tuttavia in un’unica gamma di espressione estetica.
Tra questi fattori di concretezza che guidano il suo lavoro c’è, dunque, l’arte stessa nei suoi innumerevoli linguaggi e la musica rientra allora a pieno titolo in questo flusso di ispirazione, fervido e inarrestabile. E qui vediamo, infatti, ballerine, musici, scene d’Opera ma su tutto spicca il quadro, invero assai bello, intitolato al Bataclan, una gigantesca e spettrale rappresentazione dove la nostra pittrice, quasi fosse allieva ideale del grande realismo seicentesco, immette nel suo immaginario una emotività e una intensità di espressione veramente rimarchevoli….” dalla presentazione di Claudio Strinati

Conversation Piece. Part 3 - Jonathan Baldock, Piero Golia, Magali Reus, Claudia Wieser

from 2016-12-16 to 2017-04-02

Palazzo Ruspoli - Fondazione Memmo


Giuseppe Gabellone

from 2017-05-04 to 2017-10-15

Palazzo Ruspoli - Fondazione Memmo


Ti sto aspettando

from 2017-02-11 to 2017-02-25

Biblioteca Guglielmo Marconi


Francesca Titone - Love me tender

from 2017-02-07 to 2017-03-07

Chiostro del Bramante


“UMANO La razza in pericolo” – Foto di Gianluca Uda

from 2017-02-18 to 2017-03-04

Teatro Tor Bella Monaca


Chiamati all'eredità. Dalla carta al digitale. L'evoluzione della dichiarazione di successione

from 2017-02-15 to 2017-03-15

Archivio di Stato di Roma


6 giovani talenti del Master in Fotogiornalismo Contemporaneo

from 2017-02-24 to 2017-03-16

Officine Fotografiche


Siriani in transito. Dalla Siria all'Europa in cerca d'asilo

from 2017-02-23 to 2017-04-14

Biblioteca Europea


Brahim Achir - Del Colore e di Altri Incanti

from 2017-02-18 to 2018-03-02

Galleria ART G.A.P.


Non è un lavoro per donne

from 2017-03-03 to 2017-03-31

Teatro Furio Camillo


Cosimo - Opere di Alessandra Carloni e Giulia Spernazza

from 2017-02-23 to 2017-03-11

Rvb Arts


Bruna Esposito - Allegro non troppo

from 2017-03-09 to 2017-06-30

Galleria Stefania Miscetti


Videozoom Africana womanism

2017-03-03

Casa Internazionale delle Donne


GAME ON 2.0 - Mostra di videogames giocabili

from 2017-03-04 to 2017-06-06

SET - Spazio Eventi Tirso


Dragons - Crez

from 2017-01-26 to 2017-02-19

Galleria Parione 9


Codice Urbano - Francesca Balducci

from 2017-02-24 to 2017-03-19

Galleria Parione 9


Drosophila Melanogaster - Massimo Napoli

from 2017-02-22 to 2017-02-28

Interno 14


Vivian Maier. Una fotografa ritrovata

from 2017-03-17 to 2017-06-18

Museo di Roma in Trastevere

La Mostra rappresenta un’occasione unica per conoscere la vita e l’opera di Vivian Maier, artista  circondata da un alone di mistero che ha contribuito ad accrescerne il fascino. Esposte 120 fotografie in bianco e nero realizzate da Vivian Maier tra gli anni Cinquanta e Sessanta insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta, oltre ad alcuni filmati in super 8 che mostrano come Vivian Maier si avvicinasse ai suoi soggetti.

Il progetto permetterà di mostrare al pubblico della Capitale e non solo, dato il suo carattere internazionale, fotografie mai esposte né pubblicate mentre la fotografa era in vita, pertanto la Mostra si configura come una preziosa testimonianza, unica ed eccezionale nel suo genere, dell’arte di una grande fotografa che sembrava immortalare la realtà per sé stessa e che custodiva i suoi scatti come il bene più prezioso.


David Lazzaretti il Messia dell’Amiata. Cimeli lazzarettisti al Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari

from 2017-02-16 to 2017-05-21

Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia (Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari)


Jannis Kounellis. Impronte

from 2017-02-15 to 2017-05-01

Istituto Centrale per la Grafica - Calcografia, PALAZZO POLI - FONTANA DI TREVI


Sergio Ceccotti - Le roman d'un soir

from 2017-02-15 to 2017-03-07

Bibliothè Bhaktivedanta


Carnevale In Colore

from 2017-02-18 to 2017-02-27

Centro d'Arte "La Bitta"


Interpretazione di una forma

from 2017-03-03 to 2017-03-16

Casa dell'Architettura all'Acquario Romano


Riflessioni. Mostra personale di Anastasia Kurakina

from 2017-02-21 to 2017-03-10

Centro Russo di Scienza e Cultura


Fabrizio Fontana - Probabilmente Dio è una donna

from 2017-02-19 to 2017-03-30

Galleria Gallerati


Annette Messager a Villa Medici

from 2017-02-10 to 2017-04-23

Accademia di Francia - Villa Medici


Portinari, la mano senza fine - Collezione del Museu Nacional de Belas Artes di Rio de Janeiro

from 2017-02-08 to 2017-04-22

Galleria Candido Portinari dell'Ambasciata del Brasile


Pret ART Porter

from 2017-02-18 to 2017-03-18

Coronari 111 Art Gallery


Contestualmente 14 - Elio Corcione, Nanì Le Rouge, Rossana Melai, Marta Rocca

from 2017-02-17 to 2017-02-23

Monogramma Arte Contemporanea


Giuseppe Penone - Equivalenze

from 2017-01-27 to 2017-04-15

Gagosian Gallery


Trajectory - Yorgos Stamkopoulos

from 2017-01-25 to 2017-03-31

Galleria Mario Iannelli


Il Mostro #6 - Mostra Fotografica Collettiva

from 2017-02-18 to 2017-02-23

TAG - Tevere Art Gallery


Variazioni: continuità della trama - Silvio D’Antonio

from 2017-02-21 to 2017-03-10

Studio Arte Fuori Centro


Nina Fischer e Maroan el Sani - Dynamis

from 2017-03-11 to 2017-05-06

Galleria Marie-Laure Fleisch


Antonio Gramsci e la Grande Guerra

from 2017-02-16 to 2017-03-10

Archivio Centrale dello Stato


CHINA: rivoluzione – evoluzione. Manifesti della Propaganda (1949 – 1983)

from 2017-03-08 to 2017-04-23

Museo di Roma in Trastevere

La mostra si compone di manifesti e dipinti originali utilizzati come modello per fogli stampati nel periodo di Presidenza di Mao Tse Tung e della sua storica “Rivoluzione Culturale”, ed è suddivisa in categorie (Società, Industria, Socialismo e Pittura) e sottocategorie per aiutare il visitatore a comprendere maggiormente la loro storia e creazione. L’esposizione è organizzata dalla Hafnia Foundation e curata da Massimo Scaringella.


Trentatreesimocanto

from 2017-02-13 to 2017-02-19

Sala Santa Rita


Senza passato - Carla Accardi

from 2017-02-15 to 2017-03-31

La Nuova Pesa Centro per l'arte contemporanea


A polaroid for a refugee - Giovanna Del Sarto

from 2017-02-11 to 2017-03-09

WSP Photography


The Triangle Project

from 2017-02-20 to 2017-03-15

Sala 1 - Centro internazionale d'arte contemporanea


Stray Currents - Florian Neufeldt

from 2017-02-24 to 2017-04-29

Gallery Apart


R-Rated - Hans Rudolf Giger

from 2016-12-05 to 2017-02-21

Artribù Contemporary Art Gallery


Yosuke Ueno - Micro Cosmos

from 2017-02-18 to 2017-03-18

Dorothy Circus Gallery


Punti di vista. Kerstin Schomburg e Jakob Philipp Hackert: una ricerca fotografica

from 2017-03-22 to 2017-09-24

Casa di Goethe


Thayaht, un futurista eccentrico. Sculture, progetti, memorie

from 2017-02-09 to 2017-03-02

Galleria Russo


Minhwa, i dipinti che aprono il nuovo anno - Suh Gong Im

from 2017-02-15 to 2017-03-08

Istituto Culturale Coreano


Campo - Grossi Maglioni

from 2017-02-16 to 2017-04-27

AlbumArte


Mobile Architecture. Yona Friedman

from 2017-06-23 to 2017-09-24

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Zaha Hadid e l’Italia

from 2017-06-23 to 2018-01-28

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Interiors

from 2017-05-06 to 2017-10-29

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Walid Raad - Yet Another Letter to the Reader

from 2017-02-03 to 2017-03-03

Fondazione Volume!


On life

from 2017-02-10 to 2017-02-28

Galleria Rosso Cinabro


Dinamismi Cromatici - Ermanno Bartoli, Lara Casaccio, Franco Cola

from 2017-02-11 to 2017-02-23

Arte Borgo Gallery


Hommage

from 2017-02-09 to 2017-03-18

MAC Maja Arte Contemporanea


Walled Gardens in an Insane Eden

from 2017-02-09 to 2017-03-25

Z2O Galleria Sara Zanin


Daniele da Volterra. I dipinti d'Elci

from 2017-02-17 to 2017-05-07

Galleria Nazionale d'Arte Antica - Palazzo Corsini


Urban feeling

from 2017-02-10 to 2017-03-04

Edarcom Europa Galleria d'Arte Contemporanea


Con la boca abierta. Fotografie di Cristina García Rodero

from 2017-01-12 to 2017-02-25

Sala Instituto Cervantes


Wolfgang Bender

from 2017-02-16 to 2017-03-24

Forum Austriaco di Cultura


DUPLICATO DI [Time is Out of Joint]

from 2017-02-08 to 2017-03-26

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea


#egemoniequine

from 2017-02-10 to 2017-02-25

Biblioteca Guglielmo Marconi


Magia della luce. Specchio e simbolo nell’opera di Lorenzo Ostuni

from 2017-03-11 to 2017-06-11

Musei di Villa Torlonia: Casino dei Principi

Per la prima volta, gli specchi di Lorenzo Ostuni sono accolti in una mostra: 35 tra le più significative opere dell’artista, organizzate in un percorso tematico. Si parte dalla relazione tra il lavoro di Ostuni e il tema dello specchio nell’arte, per poi mettere a fuoco le sue ricerche sui segni zodiacali, le lettere dell’alfabeto ebraico e, ancora, su ritratti e alchimia. Per approdare, infine, al rapporto tra l’uomo e il divino, tra mito e religione.


DUPLICATO DI [La bambina dei fiammiferi]

from 2017-01-14 to 2017-02-28

Teatro Tor Bella Monaca


Parola alle scimmie

from 2017-02-03 to 2017-03-10

Galleria L'Attico di Fabio Sergentini


DUPLICATO DI [Ultravioletto in mostra]

from 2017-03-03 to 2017-03-26

Teatro del Lido di Ostia


Ultravioletto in mostra

from 2017-02-04 to 2017-02-26

Teatro del Lido di Ostia


Borges, Bestie, Carte.. Una mostra di zoologia fantastica

from 2017-02-03 to 2017-03-31

Biblioteca Nazionale Centrale


Gabriele Reina. Viaggio in Portogallo - Viagem em Portugal

from 2017-02-09 to 2017-02-26

Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma


“Welcome”: alla Stazione Termini vetrofanie con la storia del trasporto romano

from 2017-01-30


Nature Forever - Piero Gilardi

from 2017-04-13 to 2017-10-15

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Nina Fischer & Maroan El Sani. Freedom of Movement

from 2017-03-11 to 2017-04-09

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


DUPLICATO DI [Edward Hopper]

from 2017-03-04

Complesso del Vittoriano (Ala Brasini)


THE INDEPENDENT. Urban Gorillas

from 2017-02-09 to 2017-03-19

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Esposizione Triennale di Arti Visive 2017

from 2017-03-25 to 2017-04-22

Complesso del Vittoriano (Ala Brasini)


È stato forse ieri - Zanbagh Lotfi

from 2017-02-13 to 2017-03-21

Richter Fine Art


L’eredità intangibile. Gli allievi del maestro Crocetti espongono

from 2017-02-04 to 2017-02-28

Museo Fondazione Venanzo Crocetti


Matrice - Giuseppe Penone

from 2017-01-27 to 2017-07-16

Palazzo della Civiltà Italiana (o Colosseo Quadrato)


Abitare a Roma in periferia - Fotografie di Rodrigo Pais nella seconda metà del ‘900

from 2017-01-23 to 2017-06-05


Colosseo. Un'icona

from 2017-02-23 to 2018-01-07

Colosseo - Anfiteatro Flavio


Steno, l’arte di far ridere. C’era una volta l’Italia di Steno. E c’è ancora

from 2017-04-12 to 2017-06-05

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea


Trilogia del silenzio, Capitolo 1: Jason Shulman – Fast Forward

from 2017-01-28 to 2017-03-25

White Noise Gallery


Contemporary Cluster #2 - Feat. Mustafa Sabbagh

from 2017-01-28 to 2017-04-15

Contemporary Cluster


La razza nemica. La propaganda antiebraica nella Germania nazista e nell'Italia fascista

from 2017-01-30 to 2017-05-07

Casina dei Vallati


Laboratorio Prampolini. Disegni schizzi bozzetti progetti e carte oltre il Futurismo. Sezione: I documenti dell’Archivio Prampolini

from 2016-11-11 to 2017-03-26

MACRO Via Nizza

Biblioteca
More than 150 documents from Prampolini’s Archive will be exhibited after being donated from his heirs to Comune di Roma in 1992 and being kept in Centro Ricerca e Documentazione Arti Visive (CRDAV) del MACRO.

The archive keeps quite a big collection of documents regarding Prampolini’s various activity fields ranging from theatre to scenography, from theoretical thought to production of writings and posters, from participation to exhibitions and their organization to cultural promotion and organization, from working as a reviewer to teaching.


Muri Socchiusi - Laura Federici, Camelia Mirescu, Pax Paloscia

from 2016-10-21 to 2017-03-12

MACRO Via Nizza

Spazio uscita Sala Bianca
Progetto proiettivo della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, MACRO, della Direzione Casa Circondariale “Regina Coeli” in collaborazione con VO.RE.CO - VOlontari REgina COeli e con Shakespeare and Company2, a cura di Claudio Crescentini. Video, frames e fotografie narrano gli    interventi artistici realizzati, a partire da marzo 2016, sulle pareti interne di “Regina Coeli”, che, per la prima volta si apre all’arte, grazie all’operatività e la creatività di tre artiste fotografe e video-maker Laura Federici, Camelia Mirescu e Pax Paloscia e di alcuni detenuti del carcere.

Laura Federici vive e lavora a Roma. Ha all’attivo numerose personali fra cui, fra le più recenti, quelle alla Galleria Beit Ahmad (Aleppo / Siria 2005), alla Galleria Il Segno (Roma 2007), alla Galleria l’Affiche (Milano 2008; 2011) alla Gallerie Brieve (Parigi 2014), alla Galleria Andrè (Roma 2011; 2012; 2016). Nell’ambito della produzione di video, tecnica che spesso riveste un ruolo centrale anche nella sua produzione pittorica, si ricordano le 12 sequenze animate per Un amore di Gianluca Tavarelli (1999), vincitore del N.I.C.E. Film Festival New York. Il suo lavoro - grandi tavole a olio, video, interventi pittorici su fotografia - è quindi caratterizzato da linguaggi diversi e incentrato sulle declinazioni di una peculiare modalità operativa che, muovendosi in una zona di confine fra pittura e registrazione meccanica della realtà, dà vita – sull’onda di un incessante moto à rebours nei tempi del proprio vissuto - a una costellazione di opere che dialogano fra loro in un continuo gioco di stratificazioni di memoria e visioni.

Camelia Mirescu, artista d’origine rumena ma di cultura e preparazione cosmopolita, vive e lavora a Roma dal 1990. Personalità artistica molto poliedrica, riconsegna al pubblico la propria ricerca poetica utilizzando e sperimentando numerosi media culturali, dalla pittura e ceramica alla fotografia e video art, passando per la scrittura dei suoi pensieri, tra narrativa e saggistica. Il tutto sempre abbinato ad un alto potenziale espressivo e culturale, colto e profondo. Le sue opere sono state presentate in numerosi eventi internazionali di prestigio, fra i quali e fra i più recenti si ricordano: Sfogliando l'anima, Accademia di Romania, Roma 2009; Le Trasparenze del gesto, Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica, Venezia 2005; Couleurs intimes, Institut Culturel Roumain, Parigi 2004; Le forme degli istanti, Palazzo Valentini, Roma 2003. Ha preso parte al contest di Egosuperegoalterego. Volto e corpo contemporaneo dell’arte, MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma, 2015-16. Sua ultima personale Trasmigrazioni emotive, presso l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica, Palazzo Correr, Venezia 2016.

Pax Paloscia vive e lavora tra Roma e New York. Particolarmente influenzata dalla cultura di strada e dal mondo dei giovani – KIDS – intesi come metafora della condizione umana, l’arte di Pax Paloscia è scardinata da una continua contaminazione di linguaggi che vanno dalla fotografia al video, alla pittura. La sua formazione  nasce nell’ambito delle arti grafiche e della pubblicità. Ha lavorato, infatti, per diversi anni a Milano collaborando con le più note agenzie pubblicitarie e case editrici. Le sue collaborazioni comprendono: Rolling Stone, Urban, Sole24Ore, Feltrinelli, Enaudi, McCann Erickson, Saatchi e Saatchi, J. W. Thompson, Publicis, Ogilvy, IBM, Nike, Mazda, Omnitel, EMI, Findus, Levi’s, Fnac, Mandarina Duck, etc. Nel 2007 si trasferisce a NYC dove si diploma all'International Center of photography. Il suo primo libro-manifesto “Let the KIDS Play” (Drago ed.). Numerose le gallerie dove ha esposto, fra le quali: White Noise Gallery, Roma; Temple University Gallery, Roma; Edward Cutler Gallery, Milano; International Center of Photography, NYC; New York PHOTO Festival. NYC; Museum der Dinge, Berlino; Addict Gallery, ParigiSuperplan, Berlino; Helmet Gallery, Monaco; Espace Beaurepaire, Parigi.  


Washoku. La colorata vita alimentare dei giapponesi

from 2017-01-20 to 2017-04-19

Istituto Giapponese di Cultura


Local Icons. Urban landscapes / north-south

from 2017-02-03 to 2017-02-26

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Please Come Back. Il mondo come prigione?

from 2017-02-09 to 2017-05-21

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Nanni Balestrini - La Tempesta Perfetta

from 2017-02-03 to 2017-04-17

MACRO Via Nizza

Sala Bianca
L'artista Nanni Balestrini realizza una mostra-concept che prende spunto iconografico dal famosissimo quadro de “La Tempesta” di Giorgione per confrontarsi però con la nostra situazione contemporanea: culturale, sociale, economica ma anche psicologica, con all’interno appunto lo sguardo “dal passato” di Giorgione, destrutturato tramite patchwork, scomposizioni, implosioni e sovrascritture.

Parole dello stesso Balestrini che non sono però commento all’immagine ma struttura stessa dell’opera, della nuova opera, così come del resto l’autore ci ha abituato fin dagli anni Sessanta.

E le sue parole s’intrecciano ai personaggi dipinti da Giorgione ma anche alle parole della Genesi, così come a quelle di Shakespeare e/o del Canto XLV di Ezra Pound: “con usura nessuno ha una solida casa / di pietra squadrata e liscia / per istoriarne la facciata / (…) con usura / non si dipinge per tenersi arte / in casa, ma per vendere vendere / presto e con profitto / peccato contro natura”.

Come scrive Achille Bonito Oliva in catalogo: “L’opera di Nanni Balestrini è un’epica lotta contro la resistenza dell’arte. Ha trovato nella contaminazione tra parola e immagine un armistizio, matrimonio morganatico tra la parola scritta o stampata e l’elemento iconico. Ecco allora che Balestrini parte all’attacco e si confronta con la Tempesta del Giorgione. La rappresentazione, almeno sospettata, l’iconografia che passa attraverso l’idillio di due personaggi nella natura, un uomo e una donna con un bambino, e dietro l’annuncio della tempesta attraverso un lampo. Nella parte bassa un serpentello, rinvio iconografico alla cacciata dall’Eden. L’arte è sempre una catastrofe, una catastrofe linguistica, è la rottura dell’equilibrio tettonico del linguaggio della comunicazione corrente, il precipitato in una sorta di spazio aperto per combattere l’entropia, il progressivo silenzio verso cui si avvia il linguaggio. L’opera di Balestrini è un’opera stereofonica, sonora, è un’opera che si confronta col rumore del mondo, non attraverso il silenzio ma attraverso la contaminazione, la scomposizione. Ciò che il lampo annuncia, la tempesta, Balestrini la realizza attraverso un collage di parole e dollari strappati, una pioggia che investe il quadro del grande pittore veneto. Attraverso il dollaro, parametro mondiale del denaro e della finanza, avviene oggi la tempesta perfetta. L’arte è un massaggio del muscolo atrofizzato della sensibilità collettiva, e ciò che Giorgione ha promesso Balestrini ha mantenuto, ha prodotto una nuova conoscenza”.

Durante il periodo della mostra verrà presentato il catalogo che conterrà le foto dell’allestimento, studiato insieme all’artista, saggi critici di Achille Bonito Oliva, Michele Emmer, Patrizio Paterlini e una intervista inedita allo stesso Balestrini a cura di Claudio Crescentini e Federica Pirani.

Biografia
Nanni Balestrini (Milano 1935), scrittore e artista visivo, fin dagli anni Sessanta è stato al centro dei cambiamenti culturali nazionali. Tra gli animatori della stagione della neoavanguardia, ha fatto parte  dei poeti "Novissimi" e del "Gruppo 63". Ha esposto nel 1993 alla Biennale di Venezia, nel 2012 a Documenta di Kassel, e con personali alla Galleria Mazzoli di Modena, alla Galleria Michela Rizzo di Venezia, alla Galleria Frittelli di Firenze, al MACRO di Roma, alla Fondazione Morra di Napoli, alla Fondazione Mudima di Milano, alla Fondazione Marconi di Milano e al Museion di Bolzano. Ha partecipato alle grandi mostre collettive La parola e l’arte, MaRT Rovereto (2007); Italics, Palazzo Grassi, Venezia (2008); 1988 vent'anni prima vent'anni dopo, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato (2008); Futurismo 1909-2009, Palazzo Reale di Milano (2009); Mille e tre, Louvre, Parigi, Artissima 2010, Torino (2010); Roma Pop City 60-67, MACRO di Roma (2016). Ha realizzato la stazione Lala della metropolitana di Napoli e la stele Incipit per la biblioteca di Vignola. Insieme a Umberto Eco ha animato la rivista «alfabeta2», nuova serie della storica rivista culturale «alfabeta». È autore  del romanzo multiplo elettronico Tristano, della trilogia La Grande Rivolta (Vogliamo tutto, Gli invisibili e L’editore). sulle lotte del movimento negli anni ’70; E’ appena uscito il secondo volume della sua opera omnia poetica: Le avventure della signorina Richmond  (1972-1989). 


Daniela Perego - Arrivederci

from 2017-02-03 to 2017-03-26

MACRO Via Nizza

Project Room #1
Mostra personale dell'artista Daniela Perego, dedicata ai suoi più recenti lavori.

La ricerca artistica di Daniela Perego è da sempre impegnata nell'esplorare i delicati organismi che costituiscono la memoria collettiva e le relazioni interpersonali, intese nei diversi intrecci con il tempo, corpo e affettività, ponendo lo spettatore in bilico su un sottile filo tra percepito e immaginato. L'indagine stessa della realtà passa attraverso la messa in discussione della visione, dunque della significazione e della comunicazione. Partendo da esperienze e vissuti personali e sfruttando le molteplici possibilità dei media artistici, l'artista si confronta di continuo con le diverse manifestazioni della contingenza sino a raggiungerne l'essenza e trascenderla.

Nelle installazioni site-specific esposte in questa occasione ricorre il tema della memoria, motivo centrale nella poetica dell'artista, qui proposto in una diversa declinazione: come suggerisce lo stesso titolo della mostra, Arrivederci, Daniela Perego annuncia l'evolversi del sentire e di una volontà nuova, volta a dar voce a un tempo emotivo personale ora differente, seppur ancora in divenire. Le opere richiamano momenti diversi nell'elaborazione di esperienze personali legate a un confronto aperto con la separazione, che implica per sua stessa natura l'assenza dell'uno di fronte alla persistenza dell'esistere e della presenza dell'altro.

Segno comune delle opere in mostra è la margherita, elemento floreale che invade lo spazio e se ne impossessa, creando un monumento che, come sottolinea la stessa artista, vuole essere "omaggio alla vita". Questa ripetizione di elementi manifesta l'incessante riproporsi dell'istante, finché ogni elemento floreale ritratto raggiunge il senso dell'eternità: in questo modo ogni alienazione, commiato e abbandono diviene un processo che si rovescia in una riappropriazione del proprio sé o di ciò che è stato.

La ricerca di Daniela Perego interroga il pubblico, coinvolgendo il vissuto di ciascuno e cercando al tempo stesso di attivare un campo emotivo condiviso. Le quattro opere installate in un unico ambiente sono manifestazioni di momenti cristallizzati nella memoria, che formano il tempo della coscienza, misurabile solo attraverso le emozioni che si sprigionano nell'interiorità del fruitore, in un tentativo di rendere il tempo reversibile.

La mostra è accompagnata dal catalogo edito da Palombi Editori realizzato grazie al contributo di Hidalgo Arte, Associazione Culturale per la promozione delle Arti Visive.

Note biografiche
Daniela Perego (Firenze, 1961) vive e lavora tra Roma e Viterbo. A partire dagli anni '90 espone in mostre collettive e personali presso gallerie e spazi istituzionali, sia in Italia che all'estero. Ha partecipato a importanti festival e biennali d'arte. Più recentemente le sue opere sono state esposte al Castello di Rivara (Torino 2015), alla Galerie Sponte (Parigi 2014), al Museo de Arte Contemporàneo (Buenos Aires 2014), al National Centre for Contemporary Arts (Mosca 2016), al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci (Prato 2011), alla Macy Gallery (New York  2009), al 60° Festival di Locarno (2007) e al Castello Colonna di Genazzano (2007).


Daniele Lombardi - Ascolto Visivo

from 2017-02-03 to 2017-03-26

MACRO Via Nizza

Spazio Area
Esposizione del compositore, pianista e artista visivo Daniele Lombardi. I vari lavori esposti collegano arti visive e musica, tra cui una serie di installazioni sonore, manoscritti musicali e alcuni dipinti recenti di vaste dimensioni su tela e su carta.

L’esposizione documenta varie fasi della carriera di Daniele Lombardi, a partire dall'idea di musica virtuale presentata per la prima volta dall'artista nel 1972 all’Autunno Musicale di Como con una Ipotesi di teatro meta-musicale: ogni singolo spettatore, nel silenzio fisico di una sala con esposte le sue Notazioni di fatti sonori che l'esecutore ricrea nella propria immaginazione, poteva tentare un collegamento tra le immagini esposte e le immaginazioni sonore sollecitate nella propria memoria.

La doppia formazione in studi musicali e visuali e il profondo interesse per una idea multimediale dell'arte, hanno reso Daniele Lombardi un riconosciuto protagonista nell'intrecciare l'espressione visiva a quella sonora, un artista che sperimenta modalità interattive che propongono nuove possibilità, oltre l’incomunicabilità di tanta musica contemporanea.

Biografia
Daniele Lombardi è compositore, pianista e artista visivo di grande notorietà internazionale, in particolare per quello che riguarda il suo particolarissimo repertorio legato alla musica delle avanguardie storiche degli inizi del Novecento, eseguendo in prima esecuzione moderna un grande numero di composizioni di musica futurista italiana e russa, autori come George Antheil, Leo Ornstein, Alberto Savinio, Alexandr Mossolov, Arthur Vincent Lourié. Esperto anche nella grafia musicale contemporanea e prassi, ha da sempre avuto un profondo interesse per una idea multimediale dell'arte. La doppia formazione di studi musicali e visuali lo ha posto in una dimensione che ingloba segno, gesto e suono in una sola idea di percezione molteplice, tra analogie, contrasti, stratificazioni e associazioni. In tal senso, dal 1969, ha prodotto disegni, dipinti, computer graphics, video etc. che sono frutto della transcodifica in immagini di un pensiero musicale, come una visualizzazione di energie che stanno a monte del suono stesso, come potenziale divenire. Presente in numerose importanti sedi concertistiche e festivals come il Maggio Musicale Fiorentino, la Biennale Musica di Venezia etc. ha suonato in varie parti del mondo, anche per svariate emittenti radiofoniche e televisive e ha pubblicato numerosi CD musicali. Ha diretto per alcuni anni a Roma il festival Nuova Musica Italiana e Nuova Musica Internazionale (Coop. La Musica, RAI); ha fondato e diretto con Bruno Nicolai la rivista di musica contemporanea 1985 La Musica e si è occupato anche delle linee di programmazione artistica della Casa Editrice Musicale Edipan. Numerosi musei e istituzioni pubbliche e private hanno ospitato sue installazioni mediali, fra questi ricordiamo: Londra, I.C.A. Institut of Contemporary Arts, 1992; Parigi, Istituto Italiano di Cultura, Hotel de Galiffet, 1993; Cairo, Centro delle Arti Zamalek, 1996; Milano, Fondazione Mudima, 1997; Pistoia, Museo Fabroni, 1998; Prato, Museo Pecci, 1998; Los Angeles, IIC Spazio Italia, 2000; Roma, MLAC Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Roma Università della Sapienza, 2006; Firenze, Giardino di Boboli, 2006; Milano, Fondazione Mudima, 2007; Firenze, Palazzo Pitti, 2013.


I Think Art is… Briciole D’Arte - Un video di Lara Nicoli e Carlo Carfagni

from 2017-02-03 to 2017-06-30

MACRO Via Nizza

Foyer
Le "pillole d'arte" o meglio "briciole d'arte" come ci ha consigliato Luigi Ontani, nascono come costola di un format di sperimentazione proposto a Rai3 nel corso dell'anno 2016. Si tratta di brevissime riflessioni sul significato di arte, che danno il titolo al video, appunto "I think art is".

Sono ispirate a quelle che in termini giornalistico-televisivi vengono denominate "vox populi", ovvero voci raccolte per strada interpellando i passanti e sondandone gli umori.

Le "briciole" partono quindi da una finalità divulgativa per un pubblico generalista, ma perdono man mano il presupposto di partenza e, pur mantenendo la stessa concisione delle vox - che può variare dai 20 ai 35 secondi tra botta e risposta - assumono forme diverse: teatrali, glamour, performative.

A circa sessanta - tra artisti, critici, giornalisti, scrittori, attori, galleristi, mecenati, persone comuni; da Michelangelo Pistoletto a Giosetta Fioroni, da Jannis Kounellis a Dacia Maraini, da Edoardo Albinati a Piera degli Esposti, da Marco Da Milano a Gregorio Botta, da Fabio Sargentini a Luigi Ontani, dalla giovane artista Veronica Montanino alla gallerista Viviana Guadagno,  e poi Gianfranco Baruchello, Pablo Echaurren, Mario Desiati, Marco Tirelli, Kasia Smutniak, Pietro Fortuna, Ludovico Pratesi, Emmanuele Emanuele, Marco Da Milano, Giorgio De Finis, Luca Telese, Matteo Basilè, molti giovani artisti del Lanificio e studenti di accademia di belle arti ecc. - abbiamo rivolto la stessa domanda-riflessione che si è trasformata in un tormentone o anche in un testimone che viene ripetuto e passato di persona in persona: "Penso che l'arte sia...". 

A questa domanda - ed è una incredibile constatazione su cui riflettere - nessuno dà la stessa risposta, ma ciascuno suggerisce un diverso ma sempre interessante modo di concepire l'arte.

Delle sessanta, sono state scelte e montate in sequenza una rosa di risposte - nonostante l'idea iniziale fosse quella di un work in progress di continuo sostituibile ed integrabile - dando compattezza temporale ad un video che si basa formalmente sull'idea pop della ripetizione e che, nella proiezione museale a loop su schermo monocanale, si trasforma in una sorta di viatico per i visitatori che stanno per varcare la soglia ed entrare nel magico (e spesso ignoto) mondo dell'arte.


Francesca Leone - Giardino

from 2017-02-03 to 2017-03-26

MACRO Via Nizza

Project Room #2
Dopo il successo ottenuto l’anno scorso alla Triennale di Milano, arriva a Roma la mostra personale di Francesca Leone. Diciotto grate di alluminio a comporre un’unica installazione, con lo spettatore che interagisce con l’opera camminando su una grande piattaforma.

L’installazione è stata realizzata con il contributo inconsapevole di centinaia di persone che hanno sparso per le strade rifiuti e oggetti. Dalle fessure delle grate emergono le testimonianze del loro passaggio: mozziconi di sigarette, plastiche, sassi, carta, chiavi, rifiuti e monete sono il racconto di storie quotidiane e di un tempo fermato. 

Il lavoro dell’artista romana, tra realtà e denuncia con un’attenzione profonda ai temi dell’ambiente e dell’ecosistema, rispetto all’installazione milanese, si arricchisce di tre grandi opere in cemento frutto del lavoro di approfondimento e ricerca che la Leone ha continuato a fare dopo la mostra alla Triennale. Inoltre, a rendere ancora più unico il progetto, è la scelta dell’artista di fare un libro-opera, edito in 150 copie firmate e numerate, con testo di  Danilo Eccher: un’opera nell’opera in cui una piccola grata diventa uno scrigno.

“Giardino” è una mostra complessa che sfrutta la ruvidità di un linguaggio essenziale, crudo, violento, per esprimere una poesia della quotidianità; una mostra che realizza un allestimento minimale, capace di utilizzare la scenografia asettica delle sale museali per comporre una recita di assoluto realismo.

All’ingresso del Museo, per tutta la durata della mostra, sarà posta una grande grata dove i visitatori potranno contribuire a realizzare la “loro” opera inserendovi piccoli oggetti di scarto.

Nota biografica
Francesca Leone nasce a Roma dove vive e lavora. Inizia la sua attività espositiva nel 2007 con una mostra ai Musei Capitolini, alla quale segue la sua prima personale dal titolo Riflessi e riflessioni al Loggiato di San Bartolomeo di Palermo nell’aprile del 2008. Alla fine dello stesso anno Palazzo Venezia a Roma le dedica una mostra personale dal titolo Primo Piano che sarà replicata nel 2009 a Castel dell’Ovo a Napoli. Nello stesso anno è invitata a esporre al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea (MMOMA) di Mosca e nominata Membro Onorario dell’Accademia Russa delle Belle Arti. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 2011 e nel 2013. Nel 2014 è protagonista di tre personali al MAC - Museo di Arte Contemporanea di Santiago del Cile, al MACBA - Museo di Arte Contemporanea di Buenos Aires e al Museo dell’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo. Nello stesso anno è presente al PAN - Palazzo delle Arti di Napoli con la mostra Corpo Terra. Il 2015 si apre con una mostra personale a Singapore e si chiude con la monumentale esposizione “Our Trash” a La Triennale di Milano.


La Shoah. Per non dimenticare

from 2017-01-23 to 2017-02-25

Biblioteca Franco Basaglia


ROMA EXPO GUITARS 2017 - Mostra internazionale di Liuteria

from 2017-03-18 to 2017-03-19

Centro Congressi Roma Eventi - Fontana di Trevi


Li Chevalier - Trajectory of Desire

from 2017-01-28 to 2017-03-26

La Pelanda - Centro di produzione culturale

Foyer 2, Teatro Studio 2
An exhibition by Li Chevalier, a French Chinese artist. Fourth stage for From La Biennale di Venezia & OPEN to MACRO. International Perspectives, conceived and curated by Paolo De Grandis and Claudio Crescentini, dedicated to the presentation in the MACRO areas of some international installations from the International Art Exhibition - La Biennale di Venezia.

On this occasion, the exhibition project has been extended to OPEN International Exhibition of Sculptures and Installations, artistic platform in parallel to the Venice Cinema Festival, with the aim of enlarging the selection specifically to the wide-ranging installations.

Li Chevalier pursues an aesthetic research where the aesthetic is the value of things and reveals the truth of the world. It is marked by elegance and refinement of technique and installation. When Li Chevalier leaves Beijing for Paris, her art arrives in a new dimension where Chinese tradition is nourished by an exquisitely western context that never absorbs it completely, but simply skims over it, making it more articulated. Another constant interest in Li Chevalier’s life is music, which she has cultivated since the age of 15. She sang as a soprano in the Chorus of the Paris Orchestra directed by Arthur Oldham and Semyon Bychkov. She has worked over the years with the soloists of Paris Opera, and collaborated with the China National Symphony Orchestra under the direction of Philippe Jordan to a landmark event at the State Opera of China where the violin solo Fréderic Laroque gave an impromptu performance in front of her installation.

This passion for music gives her work a new expressive timbre. Among the most prominent exhibitions, Li Chevalier exhibited in major institutions such as the Royal Academy of Art London Summer Exhibition, the National Art Museum of China, the Shanghai Art Museum, the Today Art Museum, the National Library of China, The Sub-Marine Base Contemporary Art Centre Bordeaux France, the State Opera China.

Li Chevalier does not like borders. Neither those of disciplines, nor of traditions or schools. Multiple interlinkages in disciplines, aesthetic languages, filiations and origins, give to her works a particular vocation: on a pictural and philosophical trail, she leads the viewer through mysterious encounters towards a deep reflection on our systems of thought beyond any attempt at artistic hegemony. Her aesthetic concept of beauty questions the links that shape our intercultural dialogues. "...Only beauty can generate desire and its quest..." says Francois Cheng.

After 5 years of deep immersion in the Chinese Army’s operatic troupes as a singer, Li Chevalier discovers major European capitals, enthusiastically embracing the atmosphere of such mythical temples of art and knowledge as Sciences Po, Sorbonne University, various Florence and Venetian art institutions, London Central Saint Martins College of Art and Design, in quest of truth and beauty.

Li Chevalier claims to be profoundly contemporary but passionately refuses the dictates of aesthetic nihilism. Her works have a primordial character. No true feeling can arise from confrontation to an art work without the prism of aesthetic emotion.

According to François Cheng, "We could imagine a universe that would only be true, without the slightest idea of beauty touching it, it would be a universe only functional, or unfolded, uniform elements, which would move in an absolutely interchangeable way. Refer to an order of ‘robots’ and not to that of life”.

In the MACRO Testaccio Li Chevalier presents “Polyphony”, a monumental installation composed of violins and 30 experimental ink paintings. Li Chevalier works draw a trajectory with doubts and lightnings along the way, as her quest for beauty takes her to Rome, in her contemporary art journey.

Polyphony refers to musical writing in several voices, each with its own dynamics. It is the convergence of several parallel melodies in a musical ensemble respecting the rules of harmony. Thus the vertical chaining of different chords enriches the overall composition. The installation of Li Chevalier, composed of various arts elements drawn from the East and the West, is a metaphoric image of our world that can no longer slow down its pace towards a "common" space, where nations and civilizations interact, a thousand stories and inheritances cross. It intends to pay tribute to the creative vitality born out of encounters, of tolerance, of all those values that make Europe, what the artist was able to discover, a fertile ground for expression and dialogue.


Shoah. La percezione e lo sguardo del contemporaneo nella fotografia e nella grafica d'arte

from 2017-02-02 to 2017-03-03

Casa della Memoria e della Storia


Arte in memoria 9

from 2017-01-22 to 2017-04-18


Sahara. Peter W. Häberlin. Fotografie 1949-1952

from 2017-02-02 to 2017-03-12

Museo di Roma in Trastevere

L’esposizione presenta, per la prima volta al pubblico italiano, una selezione di 76 fotografie d’arte, lungo un percorso tematico scandito dal rapporto fra il viaggio nello spazio e nel mondo interiore.

La pubblicazione nel 1956 di Yallah, un volume fotografico di viaggio nel Sahara, suscitò una grande eco nel mondo della fotografia internazionale. Uno dei settimanali americani più letti del tempo, «The New Yorker», scrisse che il reportage era l’opera «di uno dei grandi fotografi del nostro tempo, capace di mostrare, come solo l’arte sa fare, ciò che altrimenti resterebbe celato». L’autore era lo svizzero Peter Werner Häberlin (1912-1953), scomparso in un tragico incidente prima di poter raccogliere i frutti del suo lavoro. Il volume fu ultimato dal padre con l’aiuto dello scrittore americano Paul Bowles, nella cui opera più celebre, Il tè nel deserto - portato sullo schermo da Bernardo Bertolucci - le immagini di Yallah sembrano far capolino a ogni descrizione d’ambiente.

I viaggi di Häberlin si svolsero tra il 1949 e il 1952, toccando l’Algeria, il Mali, il Burkina Faso, il Niger, la Nigeria, il Ciad e il Camerun.

Viaggi lenti. Senza fretta. Una sorta di personale esplorazione del mondo, in cui i fatti si eclissano e persino il rilievo etnologico lascia il posto a una poetica del disincanto, che vira decisamente in senso estetico e antistorico. Nelle fotografie di Häberlin predomina una forma di contemplazione che prende quasi a pretesto il soggetto, per proiettarsi direttamente in un ambito filosofico, simbolico e in una ricerca del bello, che è in evidente dialogo interiore con la ricerca spirituale del fotografo. Il risultato sono immagini che vivono nel dominio della luce diretta, così nitide da sembrare scolpite e da rifiutare se possibile le ombre.

Frutto di un’appassionata ricerca condotta dal Museo delle Culture di Lugano in collaborazione con la Fotostiftung Schweiz di Winterthur, l’esposizione restituisce in tutta la sua originaria bellezza una ricca selezione di prime stampe, realizzate a partire dai negativi originali. Il percorso espositivo si snoda lungo un itinerario interiore che ricalca il viaggio di Häberlin e che oggi, a più di sessantanni di distanza, si intreccia non solo con lo sguardo e il vissuto del visitatore, ma anche con la scoperta di un’affascinante realtà storica e antropologica. Ciascuna delle cinque sezioni dell’esposizione - «L’assoluto», «Il quotidiano», «Le geometrie», «La memoria»; «Gli sguardi» - è accompagnata da un brano tratto dalle lettere scritte da Häberlin alla moglie durante il suo viaggio.

In occasione dell’inaugurazione, il 1° febbraio 2017, alle ore 18:00, nell’Auditorium dello stesso Museo, si terrà la conferenza ”Migrazioni: percorsi di uomini e culture fra l’Africa e il Mediterraneo”.

L’esposizione e la conferenza sono sostenuti dal Dipartimento federale degli affari esteri svizzero, che intende così promuovere una riflessione sul tema delle migrazioni, offrendo un ritratto originale e al tempo stesso rappresentativo di quelle regioni dell’Africa che sono oggi attraversate da trasformazioni profonde, che hanno anche un impatto decisivo sull'Europa. Il progetto si inserisce nel più ampio contesto del consolidamento delle relazioni  fra la Svizzera, l'Italia e i paesi dell’Africa.


Valerio Adami. Metafisiche e Metamorfosi

from 2017-01-20 to 2017-02-26

Accademia d'Ungheria - Palazzo Falconieri, Galleria Andrè, Galleria Mucciaccia


Talenti intrecciati: Visconti, Garbuglia, Tosi

from 2017-01-18 to 2017-03-23

Casa del Cinema

Talenti intrecciati: Visconti, Garbuglia, Tosi Una mostra e una rassegna 18 gennaio - 23 marzo 2017 a cura di Lorenzo Baraldi, Alida Cappellini, Giovanni Licheri, Alessandra Di Fiore, Italo Moscati in collaborazione con la Cineteca Nazionale-Centro Sperimentale di cinematografia ORARI LUN-VEN:  15.00-19.00 SAB-DOM: 10.00-13.00 – 15.00-19.00 -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Scenografi, costumisti e fotografi hanno contribuito a rendere indimenticabile il cinema di Luchino Visconti. Ai loro talenti, intrecciati con quello del grande regista, dal 18 gennaio al 22 febbraio la Casa del Cinema dedica una mostra e una rassegna cinematografica a cura di Lorenzo Baraldi, Alida Cappellini, Giovanni Licheri, Alessandra Di Fiore, Italo Moscati in collaborazione con la Cineteca Nazionale-Centro Sperimentale di cinematografia. I visitatori potranno ammirare i bozzetti dello scenografo Mario Garbuglia e del costumista Piero Tosi e le fotografie di Mario Tursi. La mostra sarà accompagnata dalla proiezione di alcuni dei più grandi film di Visconti -  Senso, L’innocente, Ossessione, Giorni di gloria, La terra trema. Episodio del mare e  Bellissima - e di due documentari: il Documentario su L’innocente di Mario Garbuglia e Luchino Visconti: sur les traces de la Recherche di  Giorgio Treves. NOTA DI ITALO MOSCATI Il cinema, ma sarebbe meglio dire le immagini, vivono un movimento continuo che non è solo quello della pellicola o dei supporti nuovi. Pochi se ne sono accorti. Il lessico dei giornali e delle narrazioni dedicate alle immagini sono legate per tradizione all’autorità dell’autore, del regista. Tutto si aggira su un nome solo al comando, da quando la nouvelle vague inventò a fine anni Cinquanta la “politique des auteur”; e da allora nei festival, sui giornali, le tv, etichettano la storia del cinema, e degli audiovisivi, a favore di un demiurgo, al di sopra della mischia di addetti, attori, tecnici, e così via, nella vita dei set che per fortuna sono sempre aperti in cerca di un nuovo destino. Il destino, per riassumere, della cosa più preziosa nella creazione artistica: il talento. Talento, una parola sempre meno usata. La mostra “Talenti intrecciati: Visconti, Garbuglia, Tosi” entra in un racconto della lunga avventura delle immagini, immagini in armonia, punto di forza, con sonori e gusto visivo, tutto quanto serve a creare suggestioni e anche allucinazioni, sulla scia dei maestri del passato. I nomi nel titolo della breve ma importante iniziativa alla Casa del cinema, e della associazione di scenografi e costumisti, parlano chiaro, con immediatezza. Luchino Visconti, il regista che più di altri ha sostenuto i talenti nei suoi filmi: grandi ed efficaci interpreti; ma anche scenografi e costumisti, forme di collaborazioni, fedeli, estese negli anni, per testimoniare intese, sintonie, suggestioni, ricerche. Mario Garbuglia e Piero Tosi sono tra i collaboratori che hanno vissuto insieme a Visconti lunghe esperienze da co-autori in una stimolante gara fra influenze reciproche, sguardi confluiti nei set come mondi da inventare, proposte agli occhi, create partendo dalla conoscenza dei tempi trascorsi, per andare oltre. Visioni inedite, sorprendenti, nate da sintesi inventive capaci di ricavare dai materiali - carta, stoffe, architetture,arredamenti, eccetera - un incanto riprodotto, più avanti di quanto lo spettatore conosce o cerca di riconoscere. Le scene, i costumi sono il frutto di scelte e compromessi che germinano dal confronto profondo in team creativo che abbraccia la vita del film molto prima del ciak. E’ in questo passato breve, costruito in giorni intensi, che si  determina la vicenda di realizzazione di un’opera, anche un’opera che nasce dalle cose o che queste cose le riproduce, rendendole vive, potenti. Visconti con Garbuglia e Tosi; e Garbuglia e Tosi con Visconti hanno inventato tutto quanto serviva per far rivivere personaggi e storie. La mostra propone un breve ciclo di proiezione per rendere evidenti, splendenti sul grande schermo, i segreti, le intese, i risultati tra i “talenti intrecciati” tra il rigore evocativo del neorealismo alla magia dell’epica storica, umana, un percorso cronologico che va al di là delle date, e lascia segni forti con immagini da brividi da “Ossessione” (1943),  “Giorni di gloria” (1945), “La terra trema” (1948),”Bellissima” (1951), “Senso” (1954), “L’innocente” (1976). Un viaggio nel tempo, macchine del ricordo, ingranaggi di talento, intrecci, emozioni, commozione, stupore. Essenze del nostro cinema , quando era , quando è grande. Si ringraziano: Daniela Massidda Garbuglia (per la concessione dei bozzetti e dei quadri) Manuela Tursi (per la concessione delle foto d'archivio Mario Tursi)

Caterina d'Amico

Gloria Fegiz (per le foto dei quadri)

per l'ASC: Bruno Amalfitano, Daniela Giovannoni, Lucia Nigri, Nario Tasciotti.

Gli studenti del corso di specializzazione ASC

 

Paolo Coteni

from 2017-02-01 to 2017-02-28

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - Sound Corner
RAM radioartemobile
presenta

Paolo Coteni
La riapertura del Terzo Occhio – I suoni sono soltanto bolle sulla superficie del silenzio / The Reopening of the Third Eye – Sounds are just Bubbles on the Surface of Silence,
1985
4’ 33”


Sound Corner è un’installazione sonora permanente collocata nello spazio di passaggio tra il foyer della Sala Petrassi e il Teatro Studio: un angolo del suono con una programmazione periodica mensile destinata ad accogliere brani sonori di artisti sempre diversi, proposti di volta in volta da curatori, artisti e istituzioni.

La riapertura del “terzo occhio” è la negazione del suono, una serie di suoni senza suono all’interno dello spazio sonoro, tempo e natura luce e ombra praticamente silenzio. Sonorità acustiche tra fisica organica e fattori artistici, che spaziano dalla biologia sonora ai fenomeni ciclici del tempo e della natura. Suoni rielaborati più volte nascono da una cellula minimale di un drom vuoto, dove le sequenze sonore, generate da impulsi di origine ambientali elettro-acustici, creano suoni ripetuti ciclicamente per circa 30 secondi in un continuo evolutivo, con una serie di echi speculari che creano un anello sonoro circolare che si può ascoltare all’infinito e ad ogni passaggio le modularità cambiano frequenza e modificano l’ascolto ad ogni ciclo di circa tre minuti in un continuo sonoro, tra assenza e presenza un pezzo di non musica.

Paolo Coteni, nato a Trastevere, Roma, è un pittore sonoro uno sperimentatore, si forma come artista negli anni settanta con un percorso non accademico e irregolare seguendo le esperienze dirette delle arti. Collabora con G. Chiari, lavora con L’Attico e ll Beat ’72, dal tocco anarchico, un dissacratore visivo e sonoro, un visionario, che ribalta il senso di ogni cosa. Ha curato mostre ed eventi, autore di trasmissioni radiofoniche ed ha diretto la rivista Oltre Silenzio, è docente presso Accademia di Belle Arti, direttore Artistico di Silenzio associazione culturale.

Luca Padroni - I valori personali

from 2017-02-01 to 2017-03-26

MACRO Testaccio

Padiglione 9B
The solo exhibition of Luca Padroni curated by Claudio Crescentini.

Luca Padroni is an accumulator. Of stories, scenaries, people. Through various painting techniques he explores a reality that is characterised by a multifaceted nature, in opposition to his individual existence, juxtaposing places, human beings and lights that are not always in touch with each other. In this act of balancing made of additions and subtractions, he creates a unique universe where tantric lovers, flying cats, Roman columns, people passing by in search of answers, century-old pines, births and deaths all coexist. 

Since the 1990s, after a long formative experience in London, Padroni has combined traditional oil painting with collage, amorphous forms of dripping (in the ethereal cycles of astral scenaries), culminating in the figurative abstractism of the “Crateri” series. The multiplicity of his narrative needs are challenged once again in these recent works, made to fit the spaces in Macro, stemming from the studies on the ethnic and evocative house belonging to Anna Paparatti (painter, sculptor and traveller who has given a great contribution to Rome’s cultural life, from the 1970s onwards, especially for her work at Fabio Sargentini’s Gallery L’Attico, as well as for her work as performer of Julian Beck’s Living Theatre), becoming, in some of the canvases, the basis upon which memories, dreams, and personal obsessions are engraved.

This is how, as if peaking from a distance, as always in his explosive expressionist style, the title of the exhibition arrives: “I valori personali”: values represented through actions, moving with courage; personal because they tell a story about the author himself (behind the hand executing the action), but also the protagonists of the stories that are evoked, whether it’s a centenarian running the London marathon, a painter forgotten by most but loved by the enlightened èlites, a film director that turns a big jump into his final decision.

In a time when we all need space and precision, attention and details, Padroni offers, and expects, time to observe the part of reality seen by his eye. He expects it and obtains it with the visual power of great painting.

In the occasion of the exhibition, a catalogue with critical texts by the curator Claudio Crescentini, and Marco Tonelli, Ursula Hawlitschka, Fabiana Sargentini, will be presented.

Biography
Luca Padroni (Rome 1973) was educated at the Kent Institute of Art and Design, The Slade School of Fine Arts di Londra, The  School of the Art Institute of Chicago and, after a Fulbright scholarship, the San Francisco Art Institute. He has taken part in numerous solo and group exhibitions in Italy and abroad. Among those at Public Institution: Ortus Artis e Fresco Bosco, curated by Achille Bonito Oliva, Certosa di San Lorenzo, Padula (2008); Mythos, Miti e Archetipi nel Mediterraneo, curated by Renato Miracco, Museo Bizantino e Cristiano, Atene (2007); Fuori Tema, XIV Edizione della Quadriennale di Roma, Galleria Nazionale, Rome (2005); Milano Africa, curated by Marina Mojana, Fabbrica del Vapore, Milan (2005). The most recent exhibitions include: Altri tempi, Altri Miti, Montoro12 Contemporary Art, Rome (2016); Unioni Civili, Galleria L’Attico, Rome (2016); Casa di Anna, CR Arte Palazzo Taverna, Rome (2015); Tempo Spazio Movimento, Galleria Espace Gaia, Geneve / CH (2013); Biografie Visionarie, Galleria Wunderkammern, Rome (2012); Fuoco cammina con me, Galleria Il Segno, Rome (2010); Terra!, Galleria Trecinque, Rieti (2010); Oltre il Trompe l’Oeil, Galleria L’Attico, Rome (2010); Fault Lines, Galleria Testori UK, London / UK (2008); Transiberica, Galeria La Aurora, Murcia / Spain (2007); Pittori al Muro, Galleria L’Attico, Rome (2006); Tran-Tram, Galleria Oddi Baglioni, Rome (2005). In 2013 has been selected by the City of Rome to decorate some room of Musei Capitolini, Palazzo Nuovo, ground floor. The artist lives and works in Rome.


Outcast - Vittorio Iavazzo

from 2017-01-19 to 2017-02-28

Galleria Moderni


Leonardo e il Volo. Il manoscritto originale del Codice e un’esperienza multimediale e 3D

from 2017-01-21 to 2017-04-17

Musei Capitolini

Dal mito di Dedalo e Icaro, volare è il sogno che appartiene alla storia della civiltà. Il Codice sul volo degli uccelli, il manoscritto che raccoglie la summa delle intuizioni elaborate da Leonardo sull’argomento, arriva per la prima volta a Roma, ai Musei Capitolini

Il “Codice sul volo degli uccelli”, manoscritto di Leonardo custodito dalla Biblioteca Reale di Torino, è un quaderno in cui il Genio scrisse e illustrò i suoi studi sul volo. Basando i suoi studi sull’osservazione del volo degli uccelli, Leonardo elaborò una vera e propria scienza del volo, attraverso la quale progettò le sue macchine volanti.

L’analisi del volo degli uccelli è condotta in modo rigorosamente meccanico: progetti, appunti e disegni sulla fisionomia degli uccelli, sulla resistenza dell’aria e sulle correnti.

IL CODICE
Il codice leonardesco è composto da 18 carte e due copertine. Oltre alle osservazioni sul volo degli uccelli, le sue pagine contengono spiegazioni su come coniare medaglie e preparare i colori. Le pagine scritte sono accompagnate da un insieme di accurati disegni: volatili (il nibbio è l’uccello più rappresentato), figure geometriche, disegni meccanici e architettonici.
A rendere ancora più prezioso il Codice sette disegni in sanguigna con figure vegetali e umane
Un mistero circonda le pagine del Codice: alla carta 10v sembra celarsi un autoritratto leonardesco. Fu il giornalista scientifico Piero Angela, in occasione di un’esposizione delle opere di Leonardo alla Reggia della Venaria Reale di Torino, ad evidenziarne la notevole somiglianza con il più famoso Autoritratto, esposto ai Musei Capitolini nella mostra del 2015. Il giornalista si è avvalso delle sofisticate tecnologie della Polizia Scientifica (il RIS di Parma), per  l’invecchiamento elettronico del volto intuendo così l’affinità tra i due.

Il Codice è esposto in un clima box appositamente realizzato che, mantenendo il corretto livello di umidità relativa, consente tuttavia ai visitatori di ammirarlo nella sua completezza. Le apparecchiature multimediali touchscreen permettono di “sfogliarlo” virtualmente, di “navigarlo” in alta risoluzione e di “leggerlo” grazie alla trascrizione in italiano e in inglese. Arricchiscono l’esposizione alcune copie anastatiche del Codice, a partire dalla preziosa edizione francese di fine Ottocento, provenienti anch’esse dalla Biblioteca Reale di Torino.
L’Istituto TeCIP della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa, partnership nell’organizzazione della mostra, ha messo a disposizione del pubblico contenuti multimediali appositamente realizzati per l’allestimento e immagini tridimensionali (3D) che permettono una percezione “immersiva” dei prototipi realizzati da Leonardo. Le immagini ad alto impatto emozionale accompagnano il visitatore, come in un viaggio, tra le geniali intuizioni del maestro toscano.
Accompagna l'esposizione anche una installazione dell'Agenzia Spaziale Italiana che ripercorre le maggiori tappe del volo umano e robotico nello spazio con le missioni di Exomars verso il pianeta rosso, i lanci dei satelliti con Vega e dell'abitabilità umana nella Stazione Spaziale Internazionale.
I visitatori, grazie alle tecnologie utilizzate, avranno la sensazione, per alcuni minuti, di abbandonare la realtà fisica e saranno circondati dallo spazio e dal tempo di Leonardo vivendo ciò che il genio toscano avrebbe aver voluto far vivere agli uomini del suo tempo.


L’Annunciazione di El Greco

from 2017-01-24 to 2017-04-17

Musei Capitolini

In occasione del progetto di scambio tra il Museo Thyssen Bornemisza di Madrid e i Musei Capitolini la Sovrintendenza Capitolina ha scelto di esporre a Roma L’Annunciazione del grande artista cretese "El Greco" che visse in Spagna gli ultimi 40 anni della sua vita e lì prese il soprannome con il quale è universalmente noto. 

In occasione del progetto di scambio tra il Museo Thyssen Bornemisza di Madrid e i Musei Capitolini, che ha già portato nella capitale spagnola La Buona Ventura di Caravaggio, la Sovrintendenza Capitolina ha scelto di esporre a Roma L’Annunciazione del grande artista cretese che visse in Spagna gli ultimi 40 anni della sua vita e lì prese il soprannome con il quale è universalmente noto. Nonostante abbia soggiornato in Italia per ben dieci anni (1567-1577), vivendo a Roma all’incirca tra il 1570 e il 1576, esistono rare opere di El Greco nei musei italiani.  

L’Annunciazione, opera pienamente autografa dipinta da El Greco a Toledo, è il modello definitivo che fu presentato ai committenti  per la realizzazione di un quadro di grandi dimensioni destinato a una maestosa pala d’altare (in spagnolo retablo), chiusa in una articolata cornice lignea. Realizzato dal pittore negli anni 1596-1600 per l’altare maggiore del Colegio de Nuestra Señora de la Encarnación di Madrid, il Retablo di Doña Maria de Aragon, fondatrice del collegio e committente, venne smembrato all’inizio dell’Ottocento e cinque dei grandi dipinti dispersi furono accolti al Prado mentre il sesto ebbe come destinazione al Museo Nacional de Rumania di Bucarest. Dedicato alla Redenzione, il retablo era probabilmente su due livelli: in basso, l’Annunciazione era affiancata dall’Adorazione dei pastori e dal Battesimo di Cristo, mentre in alto si trovavano la Crocifissione, la Resurrezione e la Pentecoste e forse un settimo dipinto, più piccolo, come conclusione. 

Lo stile di El Greco è il risultato di una profonda assimilazione di tre diverse culture figurative: la tradizione bizantina (ieratica e spirituale, legata a schemi fissi), l’arte italiana - che nel Rinascimento raggiunge un insuperato vertice espressivo, traducendo la natura in termini figurativi - ed infine la pittura spagnola, rivolta spesso all’introspezione.

Pur non avendo mai rinnegato quanto appreso nel corso del suo soggiorno in Italia, solo in  Spagna tuttavia, nella città di Toledo, El Greco raggiunge altissimi livelli di spiritualità. La riflessione sui temi religiosi viene accentuata dall’uso di figure allungate e dallo stravolgimento del dato naturale in favore di un’evocazione quasi astratta: non a caso la “riscoperta” del pittore alla fine dell’Ottocento è una delle premesse delle moderne avanguardie artistiche. 

L’Annunciazione è una delle vette più alte del suo stile finale, dove le forme allungate si intrecciano con una stesura veloce, quasi parossistica del colore e un horror vacui che lo porta a riempire ogni spazio della composizione.


Effimera - Gabriele Friscia

from 2017-01-14 to 2017-03-11

Parioli Fotografia Studio


Mediterraneo in chiaroscuro. Ribera, Stomer e Mattia Preti da Malta a Roma

from 2017-01-12 to 2017-05-21

Galleria Nazionale d'Arte Antica - Palazzo Barberini


Il pittore e il gran signore. Batoni, i Rezzonico e il ritratto d’occasione

from 2017-01-12 to 2017-04-23

Galleria Nazionale d'Arte Antica - Palazzo Barberini


Alphabetica - Abecedario grafico contemporaneo

from 2017-02-11 to 2017-04-09

Museo delle Mura

Aim of this exhibition is to complete Officine Incisorie’s exhibition year. Officine Incisorie’s Previous exhibitions were dedicated to books, literature and reading where the “Letter”  was celebrated both in its graphic definition and its communication intrinsic value.

Officine Incisorie based on this starting point to realize a modern spelling book enhanced in its various technical possibilities by intaglio art, thanks to artists’ works. Each engraver made one or more engravings characterized by an inner initial letter of a word chosen by the artist and graphically represented as part of the initial itself. 


Icone di Hollywood. Fotografie della Fondazione John Kobal

from 2017-06-01 to 2017-09-03

Palazzo delle Esposizioni


Georg Baselitz. Eroi

from 2017-03-04 to 2017-06-18

Palazzo delle Esposizioni


DNA. Il grande libro della vita da Mendel alla genomica

from 2017-02-10 to 2017-06-18

Palazzo delle Esposizioni

Mendel, a misunderstood genius born "too soon" and in the wrong place, was to become the posthumous father of genetics, a science that has changed our way of understanding nature forever. Gregor Mendel is one of the leading figures in an exhibition that explores what is essentially a microscopic and invisible world in an effort to discover the laws of heredity, the stories of great scientists such as Watson and Crick who enabled us to understand the structure and function of DNA, the new frontiers of genomics, the discipline's practical applications and the way they influence and are increasingly going to influence our lives and our environment, personalised gene therapy, artificial life, the use of DNA to weed out the culprit in a crime, the past, the present and the future, and much, much more.
 
The first part of the exhibition explores the historical aspect, mapping out the crucial stages in this scientific adventure and illustrating both the discoveries and the life and times of the scientists involved: Mendel and the laws governing character heredity, Morgan and fruit flies – crucial for understanding what genes and chromosomes are – and the racist "distortions" of eugenetics, right up to the work of  Watson, Crick and Rosalind Franklin on the double helix structure of DNA. The second part of the exhibition takes a look at the present and future, illustrating the themes of cloning, personalised medicine, genetic engineering and artificial biology, with a special focus on forensic genetics and on the study of extinct species' DNA.

The exhibition showcases a spellbinding selection of different artefacts and styles. The concise explanatory narrative accompanying visitors throughout the exhibition's seven sections alternates with the display of exciting original exhibits on show to the general public for the very first time here in Italy. They include the parts of the original model used by Watson and Crick to describe DNA's double helix structure; the real sheep Dolly, the first animal ever to be obtained by cloning; 19th century documents and artefacts belonging to Mendel; historical instruments associated with the disturbing history of eugenetics; and an original fossilised Neanderthal skull from which an attempt is currently being made to extract the DNA. This selection of exhibits from all over the world is accompanied by numeours interactive exhibits specially designed for the exhibition, by video material on display here for the very first time and by iconographic apparatus and spectacular reconstructions in the context of a fully immersive and interactive museum layout.

The exhibition aims to provide an educational tool of excellence to help children and teenagers address all of the issues relating to genetics and genomics in a way that is detailed yet easy to follow, that is simple but not superficial, and to provide them with all the tools that they need to become aware of the impact that the discoveries in this field are bound to have on the society of the future.


Tre Civette Sul Comò. CivettArte

from 2017-01-29 to 2017-04-30

Musei di Villa Torlonia: Casina delle Civette

The exhibition presents the insertion of works depicting owls for the realization of an exhibition itinerary also inside the Casina, in order to create a thematic uniformity with the Dipendenza, enhancing the rooms with works that recollect the colours and the materials of the architectural and decorative elements.

Applied art works adorn the museum and revere the Casina with owls created by 67 artists from all the world.
The outfitting presupposes a thick composition of three- and two- dimensional works that follow one another in a juxtaposition of settings based on the different techniques used for their realization.


All’Ombra delle Piramidi. La mastaba del dignitario Nefer

from 2016-12-30 to 2017-05-28

Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco

Il preziosissimo rilievo funerario del dignitario Nefer, databile al regno del faraone Cheope: una ricostruzione 1:1 della struttura della cappella funeraria e una ricchissima documentazione grafica, fotografica e multimediale per descriverne lo spazio interno

Il Museo Barracco conserva la preziosa “stele della falsa porta” del dignitario Nefer, vissuto in Egitto ai tempi della IV Dinastia (2575-2465 a.C.), quella dei grandi faraoni costruttori delle piramidi. Visto il suo alto incarico a corte - era il soprintendente di tutti gli scribi del re, il soprintendente dei magazzini delle provviste e della “casa delle armi”- Nefer ebbe l’onore di essere sepolto in una màstaba del cimitero reale ai piedi della grande piramide di Cheope. Le màstabe (dalla parola araba che significa “panca”) sono edifici funerari caratteristici delle prime dinastie della civiltà egizia: si tratta di monumenti troncopiramidali a struttura piena,  destinati ad accogliere il pozzo funerario che metteva in comunicazione l’area esterna con la camera sepolcrale sotterranea che ospitava il sarcofago del defunto ed il suo corredo.

Nefer aggiunse alla struttura della tomba una piccola cappella funeraria, rivestita di rilievi, che è stata ricostruita al Museo Barracco nelle sue dimensioni originali. I rilievi della tomba dispersi in diversi musei europei e americani (Parigi, Louvre; Copenhagen, Ny Carlsberg Glyptotek; Museo di Birmingham,  University of Pennsylvania Museum di Philadelphia; Museum of Fine Arts di Boston) sono riprodotti per immagini all’interno della cappella funeraria ricostruita in modo da restituire l’immagine generale di una tomba egizia del  3° millennio avanti Cristo.
La mostra prevede la ricostruzione in dimensioni 1:1 - nella loggia esterna al primo piano del Museo -  della cappella funeraria di Nefer con slides retroilluminate che riproducono nella sua completezza la decorazione a rilievo al suo interno.

La stele del Museo Barracco fu acquistata da Giovanni Barracco a un’asta a Parigi nel 1868: si vendevano in quell’occasione le opere della collezione di Napoléon-Joseph-Charles-Paul Bonaparte, detto Plon Plon, figlio del fratello minore di Napoleone I. Il principe aveva progettato, per il 1858, un viaggio in Egitto, sulle orme della spedizione napoleonica del 1798-1801. Per accogliere degnamente un ospite  così illustre il governatore  d’Egitto, Said Pacha,  decise di organizzare preventivamente una serie di campagne di scavo in modo che il principe potesse provare il piacere della “scoperta” dei tesori archeologici dell’ Egitto faraonico che emergevano, come per incanto, dalla sabbia del deserto.
Per preparare questa  messa in scena venne convocato in Egitto il famoso egittologo Auguste Mariette, allora conservatore aggiunto delle antichità egizie del Louvre. Mariette giunse in Egitto nel 1857 e, in un breve lasso di tempo, riuscì ad aprire fino a 35 cantieri di scavo dirigendo personalmente gli scavi e controllando attivamente tutte le importanti scoperte che avvenivano nei diversi luoghi. La messe dei ritrovamenti emersa da quelle esplorazioni fu impressionante, sia per qualità che per quantità.
Il viaggio fu annullato, ma il principe ricevette in omaggio una serie di opere egizie, tra cui spiccava la stele di Nefer.  Plon Plon conservava queste opere all’interno della sua sontuosa Maison Pompéienne, fatta costruire a Parigi su ispirazione di una domus di Pompei. In un momento di difficoltà politica le prince Napoléon vendette casa e collezione. La stele di Nefer  divenne il primo pezzo della raccolta di Giovanni Barracco.


Attraverso - Lia Pasqualino

from 2017-01-14 to 2017-04-01

Galleria del Cembalo


Blanceflor a tavola. Curiosità dai depositi del villino Boncompagni Ludovisi

from 2016-12-22 to 2017-03-31

Museo Boncompagni Ludovisi


Marte - Incontri ravvicinati con il Pianeta Rosso

from 2016-12-16 to 2017-02-28

Aula Ottagona


Ugo Attardi - Mito & Poesia

from 2016-12-14 to 2017-02-25

Ulisse Gallery Contemporary Art


Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio

from 2016-12-08 to 2017-03-19

Archaeological area of the Roman Forum and Palatine Hill, Santa Maria Antiqua

After a long period of renovation work, Santa Maria Antiqua reopens in occasion of the exhibition "Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio".


City Lego®

from 2016-12-08 to 2017-03-05

Guido Reni District (Ex Caserma Guido Reni)


Invisible architecture: 1960s’ and 1970s’ Italian and Japanese architect movement analysis and contemporary debate

from 2017-01-19 to 2017-03-26

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

This project of exhibition wishes to present the 1960s’ and 1970s’ Italian and Japanese radical avant-garde experiences and the project ideas of their Italian and Japanese contemporary colleagues through a new key of interpretation.

The exhibition explains such a different approach in a tour which is mainly divided into two sections.
The first section shows the ideas, projects and dreams of the two architectural experiences of Italian Radical groups and Japanese Metabolism architects highlighting their objectives, similarities, approach differences,  results, philosophical and historical heritage.
The second section shows the Italian and Japanese contemporary architects adapting the architectural techniques to a modern, digital world characterized by economic and ecologic reflows, so different from the developing world of the 1960s.


XX Century painters and the playing cards. Paola Masino’s collection

from 2016-12-15 to 2017-04-30

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Playing cards with XX Century painters such as: Carla Accardi, Burri, Consagra, Primo Conti, Carrà, Campigli Capogrossi, Cagli, Fautrier, Cocteau, Carlo Levi, Guttuso, Prampolini, Fausto Pirandello – just to mention some. This fascinating match will be ideally possible thanks to the original playing card collection of Paola Masino (1908-1989), that Alvise Memmo donated to Museo di Roma.

Writer, maverick, high culture intellectual, Massimo Bontempelli’s partner, Paola Masino met and attended Italian and foreigner scholars, musicians and painters in her various residences in Rome, Florence, Paris, Milan, Venice and, in summer, in Castiglioncello and Forte dei Marmi. She loved playing cards i.e. Poker, Pinochle (with Bontempelli), “scopone” (with Pirandello) and to collect decks of cards. Because of her “passions” she had the idea to ask her artist friends to create Neapolitan and French painted cards as well as Tarots. Starting from 1947 until the ‘80s, she created in this way, a unique collection in the world which testifies the XX Century painting art and converts playing cards, out of their context, into a work of art and a “metaphysic symbol”.


Joan Jonas

from 2016-11-30 to 2017-02-28

Galleria Alessandra Bonomo


Sotto il cedro del Libano: Grazia Deledda a Roma

from 2016-12-15

Biblioteca Nazionale Centrale


Francesco Del Drago. Parlare con il colore

from 2017-01-19 to 2017-03-26

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Francesco Del Drago - Parlare con il colore is the first retrospective dedicated to the roman artist after his death in 2011. Edited by Pietro Ruffo the exhibition presents a selection of abstract works that allow you to understand the artist's thoughts and his artistic practice.

Francesco del Drago, a rigorous Intellectual and extraordinary artist has been for almost a century a protagonist of his age.He actively and passionately took part in both the  artistic transformations  and the politic changes, that occurred during the twentieth century.
Going backwards, the exhibition presents the artist's latest works and goes straight on to the  impressive abstract polyptychs , summa of the entire research of Francesco Del Drago.


Rafael Y. Herman - The Night Illuminates The Night

from 2017-01-25 to 2017-03-26

MACRO Testaccio

Pavilion 9A
The exhibition at MACRO Testaccio takes the form of a large environmental installation in which the works emerge from the darkness of the space like revelations. The poetics of Rafael Y. Herman develops in this dialectic between darkness and light. The artist’s gaze reveals a new approach to reality born and structured in darkness.

The Night Illuminates The Night features works that began in 2010 and was completed in 2016. During this period Herman established a dialogue with the great masters of the western tradition who have depicted the Holy Land across the centuries without ever having been there, relying on biblical and literary sources. Herman traces back through this tradition using his own method: nocturnal photography, without electronic aids or digital manipulation, showing only what is visible to the naked eye. Like the great masters of the past, operating in the darkness of the night Herman puts himself in the condition of not being able to see the landscape, even in these places where he was born and raised. The intentional blindness enables the artist to gain access to reality in a new way, through nocturnal photographs and the developing of the film in the darkroom.

Rafael Y. Herman thus produces a “recreated” reality, purged of any subjective preconceptions, offering the viewer landscapes that exist only in the works themselves. He develops his nocturnal research through the discovery of three different environments: the Forest of Galilee, the fields of the Judaean Mountains, and the Mediterranean Sea. His images encourage us to reflect on the invisible or – as the artist calls it – the “non-seen”; on the difference that unfolds between what is real and what is only perceived. The resulting unnatural hues and evanescent forms are extraordinary, seeming to emerge from a place and time where colors are not real, time is stretched and images become obscure or – perhaps dazzling.

In coordination with the exhibition, an artist’s book will be presented, published by Mousse, with critical writings by Giorgia Calò, Stefano Rabolli Pansera, Chiara Vecchiarelli and Arturo Schwarz.

Biography
Rafael Y. Herman was born in 1974 in Be’er Sheva, an ancient city in the Negev Desert in Israel. The winner of the Prague Photosphere Award in 2015, Herman began studying classical music at the age of six, becoming a percussionist in Philharmonic orchestras, ensembles and rock bands. Following a long stay in New York City, he studied at the School of Economics and Management at the University of Tel Aviv. Throughout his studies, he supported himself financially by providing consulting services to assess collections and jewelry, travelling to Kenya and Tanzania. Graduating in 2000, he moved to Latin America, taking a long research trip in seven countries: photographing Cuban musicians, the Carnival of Bahia and the Zapatistas in Mexico, working with Amnesty International in Paraguay, then studying painting in Mexico City and Chile and becoming part of an artists’ commune. This visual apprenticeship combines vision, metropolitan experience and encounters with uncontaminated nature. In 2003, Herman moved to Milan, showing the project “Bereshit-Genesis” at Palazzo Reale, a project created with a method of his own devising: nocturnal photography without electronic aids or digital manipulation, revealing what cannot normally be seen by the naked eye. This exhibition launched Herman into the international art scene. In 2012, Herman’s portrait of John Chamberlain was chosen by the Guggenheim Museum of N.Y. for the inside cover of Chamberlain’s book, “Choices.” In 2013, he was invited by TED to speak on his artistic language, a talk he titled “Alternative Reality.” His recent works address two main themes: metaphysical curiosity and the tale of what lies beyond, and the investigation of light as a physical element and protagonist of space-time. Significant public and private collections have acquired numerous works by Herman, including the Tel Aviv Museum of Art and Salsali Private Museum of Dubai. Currently living and working in Paris, he is a resident artist of La Cité Internationale des Arts de Paris for the second time.


Archaeology&ME

from 2016-12-10 to 2017-04-23

Museo Nazionale Romano - Palazzo Massimo alle Terme


Il Museo universale. Dal sogno di Napoleone a Canova

from 2016-12-16 to 2017-03-12

Scuderie del Quirinale


“Aria, Acqua, Terra, Fuoco!" - Opere di Marillina Fortuna

from 2016-12-19 to 2017-03-06

Corso440


Anish Kapoor

from 2016-12-17 to 2017-04-17

MACRO Via Nizza

Anish Kapoor is back at long last for his first exhibition in an Italian museum in 10 years.
Curated by Mario Codognato

Watch the video.

The exhibition is a testimony to Kapoor’s unflagging research in the formal and conceptual spheres, which has informed his artistic practice from the start, contrasting the highly engineered and more organic processes of his work.
The exhibition will comprise a series of reliefs and paintings made up of jutting layers of red and white silicone and paint, as well as monumental architectural sculptures, including the extraordinary “Sectional Body Preparing for Monadic Singularity”, displayed last year outdoors in the park of the Palace of Versailles, and proposed here at the MACRO in a dialogue with the museum’s architecture.

Archetypal, intimate, imposing and dialectic, Kapoor’s work presents, confronts and explores the conditions of matter, the dynamics of perception and the power of metaphor.

Among the other works on exhibit are "Internal Objects in Three Parts" (2013-15), a painted silicone and wax triptych, which was shown this year in Amsterdam, amid celebrated paintings by Rembrandt at the Rijksmuseum. Visceral, brutal and sensual at the same time, Kapoor’s images are a contemporary continuation of the inexhaustible tradition of literal and metaphorical depiction of flesh and blood, found in painting from every era and latitude. Art becomes the mediator between the essence of myth and its representation, between its long-term continuity and interchangeability and the contemporary condition, between one’s individual path through the terra incognita of life and collective experience, between the immanent and the transcendent.

Anish Kapoor’s artistic career has developed around these polarities, engendering and expanding a language in continuous balance between the transposition of grand existential questions and the Promethean impulse to transform the matter around us and, consequently, reality. His poetics implodes, intensifies and probes the binary relationships, opposing energies and antitheses that make up the visible world and abstract thought through a vision which, while never narrative or didactic, coagulates, contrasts or harmonizes the dynamic tension and the subtle interaction between antithetical forces, bodies and appearances. Light and shadow, negative and positive, male and female, material and immaterial, full and empty, concave and convex, glossy and opaque, smooth and rough, natural and artificial, rigid and soft, solid and liquid, active and inert, and ultimately order and disorder: these are just some of the polarities that concretize the perceptible universe and, activated or generated in the synoptic potential and sensual forms of Kapoor’s art, metaphorize and metabolize the mystery of life.

The catalogue of the exhibition is published by Manfredi Edizioni.

Biographical notes
Anish Kapoor was born in Mumbai, India in 1954, and now lives and works in London. Considered one of the foremost artists in contemporary art, he has works in the most important private collections and museum throughout the world (Museum of Modern Art, New York; Tate, London; Fondazione Prada, Milan; Guggenheim Museum, Bilbao and Abu Dhabi).   He   has   had   recent   solo   exhibitions   at:   the   Museo   Universitario   Arte Contemporáneo (MUAC), Mexico City (2016); Couvent de la Tourette, Eveux, France (2015); Château de Versailles, France (2015); Jewish Museum and Tolerance Center, Moscow,  Russia  (2015);  Martin–Gropius–Bau,  Berlin  (2013);  Sakıp  Sabancı  Müzesi, Istanbul (2013); Museum of Contemporary Art, Sydney (2012).

In 1990 Kapoor represented Great Britain at the XLIV Venice Biennale where he was awarded the Premio Duemila, and in 1991 he won the Turner Prize. He has also received important international recognition including the Praemium Imperiale in 2011 and the Padma Bhushan in 2012. He was awarded a CBE in 2003 and a Knighthood in 2013 for services to visual arts.

His major public projects include Cloud Gate (2004) in Chicago’s Millenium Park and Orbit (2012) in Queen Elizabeth Olympic Park, London.


Fangs, armor and Poisons

from 2016-12-23 to 2017-02-26

Civic Museum of Zoology

Animals have to cope with so many challenges inside their natural environment: getting food, avoiding predators, finding a partner and giving birth to a progeny.
There are lots of predators that have to secure themselves a meal by capturing, by force or deception, preys that will put forward any kind of defense in order to survive. The result of this process is a sort of "arms race", surprising as for shapes and arrangements, which you can find in small animals like spiders, insects, amphibians and reptiles but not in animals of larger sizes.
From December 23, 2016 to the February 26, 2017
Opening times: Tuesday-Saturday h 9-19. Monday Closed
Tickets: regular ticket adults: € 7,00; concessions: € 5,50. Roman Citizens only (by showing a valid ID): adults: € 6,00; concessions: € 4,50
Concessions and Free Admission Conditions


Alla luce di Roma. I disegni scenografici di scultori fiamminghi e il barocco romano

from 2016-12-08 to 2017-02-26

Istituto centrale per la Grafica - Gabinetto disegni e stampe


Ospiti della Spada - I Santi Quattro Coronati dal Museo di Roma in Palazzo Braschi

from 2016-12-01 to 2017-05-08

Galleria Spada


Dall’antica alla nuova Via della Seta

from 2016-12-06 to 2017-02-26

Palazzo del Quirinale


Pens to paper: autograph letters from the Keats-Shelley House

from 2016-11-28 to 2017-06-03

Keats - Shelley House


Filippo Berta - Calixto Ramírez / Una sola moltitudine

from 2016-11-09 to 2017-03-10

SmART - Polo per l'Arte


Manzù. Dialoghi sulla spiritualità, con Lucio Fontana

from 2016-12-08 to 2017-03-05

Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo


Giovanni Prini. Il potere del sentimento

from 2016-12-21 to 2017-03-26

Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

Giovanni Prini (Genova 1877 - Roma 1958), scultore, pittore, artigiano, si trasferisce da Genova a Roma agli inizi del Novecento dove, insieme alla moglie Orazia Belsito, apre le porte della sua casa-studio sulla via Nomentana agli esponenti più giovani della vita culturale della capitale, amici, intellettuali e artisti.

Tra questi Duilio Cambellotti, Umberto Boccioni, Cipriano Efisio Oppo, Sibilla Aleramo, Gino Severini, Ettore Ximenes, Antonio Maraini, Giacomo Balla. Quest'ultimo è ospite assiduo del “salotto” di casa Prini tanto da ritrarne l’ambiente nel quadro Nello specchio, una tra le circa 130 opere in mostra.

Gli spazi della Galleria, che conservano alcune delle opere più celebri dell’artista come Gli amanti e Le gemelle Azzariti, si apprestano dunque a raccontare la figura e il complesso percorso artistico di uno dei più significativi scultori del Novecento italiano indagandone sia la produzione cosiddetta maggiore – oli, disegni, marmi e bronzi – sia quella dedicata alle arti applicate - ceramiche, mobili e giocattoli-.

Il percorso della mostra ha inizio dal Salotto Prini, raffigurato nel citato dipinto e rievocato anche attraverso la presenza di alcuni mobili disegnati dall’artista. Nell’ambiente numerosi i ritratti della moglie Orazia e le opere di artisti e assidui frequentatori della casa che testimoniano i legami di amicizia, tra gli altri, con Cambellotti (Nudo, 1904), Severini (Autoritratto, 1904; Ragazza in blu, 1905), Domenico Baccarini (La moglie di Giovanni Prini, 1906), Mario Sironi (Ballerina, 1916 ca). In mostra anche un olio inedito di Giacomo Balla del 1903.

Attraverso le sale dei tre piani della Galleria, gli oli, i disegni, i marmi e i bronzi di Prini, sculture di media e piccola dimensione – come Le stelle e Serenella – i ritratti, piccoli gruppi e figure, ma anche le ceramiche, i mobili e i giocattoli raccontano le diverse stagioni che l’artista attraversò, dai primi del Novecento fino agli anni Cinquanta, mantenendo inalterata la propria forza e freschezza creativa.

Nei primi anni romani, la produzione scultorea di Giovanni Prini è in linea con i temi del socialismo umanitario; l’attenzione per l’infanzia ispira piccoli gruppi in bronzo mentre nel 1911 si cimenta con la scultura monumentale realizzando il fregio del pronao della Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma rappresentando “l’artista e le battaglie artistiche” o “Peana dell’Arte”.

Alla scultura e all’attività di insegnante, sensibile alle istanze del Modernismo europeo, affianca anche un attivo interesse per le arti applicate. Nel 1917 sottoscrive il manifesto di Galileo Chini “Rinnovando rinnoviamoci” per la promozione delle arti decorative; nel primo dopoguerra, assume la direzione artistica della fabbrica di giocattoli “SFAGI” di Roma e si dedica anche con successo alla produzione di opere e soprammobili in ceramica.

Importante è la sua partecipazione alla prima edizione dell’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative di Monza nel 1923.

Presente alle Quadriennali di Roma e alle Biennali di Venezia, negli anni si dedica anche a grandi opere di scultura destinate agli edifici pubblici molti dei quali progettati da Marcello Piacentini. Nel 1932 è nominato Accademico di San Luca.

Una sezione della mostra è, inoltre,  riservata a schizzi e disegni preparatori, alla corrispondenza e a documenti fotografici che completano il quadro delle relazioni tra i coniugi Prini e l’ambiente intellettuale romano mentre un itinerario grafico ricostruisce il  rapporto dell’artista con la città evidenziando  i luoghi dove sono presenti le sue opere, dove ebbe i suoi studi e dove abitò.

Curatrice della mostra
Maria Paola Maino

RASSEGNA STAMPA

ArtAujourdhui.info 15 dicembre 2016     Prini, sous le signe de Rodin

Artribune.com 20 dicembre 2016    Giovanni Prini - Il potere del sentimento

Fattitaliani.it 20 dicembre 2016    Roma, Galleria Arte Moderna, dal 21 dicembre in mostra "GIOVANNI PRINI. Il potere del sentimento"

Ansa.it 21 dicembre 2016    Giovanni Prini, artista dei sentimenti di Marzia Apice

Artemagazine.it 21 dicembre 2016    Alla Galleria d'arte Moderna di Roma la prima monografica dedicata a Giovanni Prini

Eventiculturalimagazine.com 21 dicembre 2016    Giovanni Prini. Il potere del sentimento

Arte.it 21 dicembre 2016    Giovanni Prini. Il potere del sentimento

Il Piccolo 21 dicembre 2016    Gli “Amanti” di Giovanni Prini raccontano a Roma il potere del sentimento

Occhiodellarte.org 22 dicembre 2016    Giovanni Prini racconta i sentimenti di Silvana Lazzarino

Lazionauta.it 22 dicembre 2016    Giovanni Prini. Il potere del sentimento

Romadaleggere.it 22 dicembre 2016   4 esposizioni per 14 giorni: le mostre di fine dicembre 2016!

Lasicilia.it 22 dicembre 2016    Prini, artista dei sentimenti

Romatoday.it 22 dicembre 2016    "Il potere del sentimento" nelle opere di Giovanni Prini di Valeria Prat

Lanotiziagiornale.it 22 dicembre 2016    Prini, l'artigiano che stregò Balla di Franz Besteck


The Art of the Brick

from 2016-12-09 to 2017-03-26

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - AuditoriumExpo
A grande richiesta: dopo l’incredibile successo di pubblico dello scorso anno, con oltre 120.000 presenze, torna a Roma “The art of the brick”! Tante le novità tra le oltre settanta sculture d'arte create con più di un milione di mattoncini LEGO®, opere dell’artista statunitense Nathan Sawaya. Una mostra che la CNN ha proclamato come una delle dieci mostre da vedere al mondo e che ha già conquistato il globo, da New York, a Los Angeles, da Melbourne a Shanghai, da Londra a Singapore. Le opere esposte, di dimensioni importanti, spaziano dalla figura umana “semplice” a quella rivisitata nell’arte come la riproduzione della Gioconda di Leonardo Da Vinci, La ragazza con l’orecchino di Perla di Vermeer e L’Urlo di Munch. Fino ad installazioni davvero imponenti come lo scheletro di T-Rex, costruito con oltre 80.000 mattoncini. Non mancheranno anche raffigurazioni della Cappella Sistina e della Notte Stellata di Van Gogh, come non si sono mai viste prima…
La mostra comprende infine una zona interattiva che invita i giovani, ma non solo, a esprimere la propria creatività utilizzando i LEGO, magari imitando l’artista che, da avvocato di successo, ha deciso di dedicarsi alla propria passione “perché mi piace vedere le reazioni della gente alle opere d'arte create da qualcosa con cui hanno familiarità. Voglio elevare questo semplice giocattolo ad un ruolo che non ha mai occupato prima”.

Rembrandt in Vaticano. Immagini fra cielo e terra

from 2016-11-23 to 2017-02-26

Musei Vaticani


L'Origine della natura morta in Italia. Caravaggio e il Maestro di Hartford

from 2016-11-16 to 2017-03-12

Galleria Borghese


Giovan Lorenzo Bernini e i suoi modelli

from 2016-11-16 to 2017-02-26

Musei Vaticani


La Tempesta e l’isola degli incantesimi. Omaggio a William Shakespeare. Alfonso Filieri e Nelio Sonego

from 2016-11-10 to 2017-03-15

Casa Museo Mario Praz


La misura dell'Occidente. Álvaro Siza e Giovanni Chiaramonte

from 2016-10-27 to 2017-02-25

Accademia Nazionale di San Luca


Álvaro Siza in Italia 1976-2016

from 2016-10-27 to 2017-02-25

Accademia Nazionale di San Luca


Trastevere intrecci d’arte e di vita

from 2016-11-18 to 2017-02-26

Museo di Roma in Trastevere

Viaggio nel celebre rione, tra testimonianze e memorie di chi ancora ci vive e le iniziative che ne hanno rianimato la vita culturale e sociale negli ultimi anni.

La mostra incentrata da un lato sulle testimonianze di 28 testimoni guida residenti od operanti nel rione (abitanti, gestori di bar e ristoranti storici, artigiani, e noti artisti, registi, scrittori e giornalisti…) che vengono illustrate visivamente da una serie eterogenea di materiali scovati nelle loro case o botteghe (foto, quadri, disegni, sculture, oggetti, lettere, libri, documenti, ecc) e raccolte in un video documentario che sarà proiettato a loop nel museo.

In un'altra sezione, denominata “Rimembranze”, l’attenzione è spostata anche su varie iniziative che negli ultimi anni hanno rianimato la vita culturale e sociale del rione: quelle dei “ragazzi del Cinema America Occupato”, della factory di illustratori operanti in via Bertani, dai progetti ideati e curati da Kristin Jones per “piazza Tevere” (incluso fregio di Kentridge), del “Progetto Esthia” all’interno della Casa delle Donne o dei cittadini aderenti all’associazione per il decoro urbano “Trastevere Attiva”.


Sala del Treno di Pio IX

from 2016-11-04 to 2020-12-31

Centrale Montemartini

Quello che un tempo era un settore della Sala Caldaie n. 2 della Centrale Montemartini è stato restaurato per accogliere le carrozze del Treno di Pio IX, già conservato nel Museo di Roma a Palazzo Braschi.

Dalla Sala Colonne, al piano terra del museo, si accede al nuovo spazio che ha ampliato il percorso espositivo. Nella nuova sala sono stati allestiti anche una piastra a rilievo con lo stemma di Pio IX, che decorò la locomotiva del treno, e due preziosi tondi, opere di Jean Léon Gérôme (1856-1858), già collocati nel vagone che ospitava la Cappella. Infine una teca conserva un modellino di treno a vapore del secondo quarto del XIX secolo, dono di una compagnia ferroviaria britannica a papa Gregorio XVI (1831-1846).

I tre vagoni che compongono il treno papale furono commissionati dalle Società “Pio Centrale” e “Pio Latina” ad aziende francesi per farne dono al Pontefice. Il viaggio inaugurale fu compiuto da Pio IX il 3 luglio 1859: dalla stazione di Porta Maggiore, allora capolinea delle linee ferroviarie pontificie, il treno raggiunse la stazione di Cecchina (Albano). 

Il primo vagone, la cosiddetta  balconata, serviva come loggia per le benedizioni papali. La seconda vetturacollegata alla prima da una piccola piattaforma di raccordo con ringhiere e cancelletti in ferro battuto, è costituita da una Sala del trono con piccolo appartamento annesso, ad uso privato del Pontefice, rivestito di stoffe purpuree. La terza vettura, ancora più sontuosa, ospita una Cappella consacrata nella quale il papa tenne messa durante uno dei suoi viaggi.

Dopo il 1870, le tre carrozze furono ospitate a lungo in una rimessa della stazione di Roma Termini, dove furono depredate di alcuni ornamenti. Nel 1911, ricomparvero in veste di cimelio storico nella mostra che celebrava il cinquantenario del Regno d'Italia a Castel Sant'Angelo, dove rimasero in deposito fino al loro trasferimento, nel 1930, nella prima sede del Museo di Roma in via dei Cerchi. Il 2 agosto 1951 i vagoni furono trasportati a Palazzo Braschi, attraversando in modo spettacolare le vie della città su un carrello ferroviario a otto ruote, lungo dieci metri. Giunti a destinazione, per consentire  il loro ingresso nel palazzo, si rese necessario praticare un’apertura  sulla facciata prospiciente piazza Navona. 


Roma-Parigi, Accademie a confronto. L’Accademia di San Luca e gli artisti francesi

from 2016-10-13 to 2017-02-28

Accademia Nazionale di San Luca


That's Italia Art Collection 2016 - "Ritratti del Cinema Italiano" di Anna Laura Millacci

from 2016-10-20

Botticelli Risto-Arte


Van Gogh Alive – The Experience

from 2016-10-25 to 2017-03-27

Palazzo degli Esami


Costellazione 1 | Segni, recuperi, tracce di storie tedesche in giro per Roma

from 2016-11-30 to 2017-03-12

Casa di Goethe


Letizia Battaglia. Per pura passione

from 2016-11-24 to 2017-04-17

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Álvaro Siza, Sacro

from 2016-11-09 to 2017-03-26

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Carlo Scarpa e il Giappone

from 2016-11-09 to 2017-04-17

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Artemisia Gentileschi and Her times

from 2016-11-30 to 2017-05-07

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Rome city will host a great exhibition dedicated to the one of the most passionate and beloved artists of her period: Artemisia Gentileschi.
Look the exhibition teaser

The result of a considerable research and preparation, the exhibition covers the entire span of Artemisia's Gentileschi career, allowing visitors to learn about the artist's life and work parallel to those of her colleagues.

The almost 100 works of art on show create a lively debate between Gentileschi and her fellow artists whose circles she frequented in Rome, then Florence, then Rome again and finally Naples, with the Venetian interlude as much in need of investigation as the brief but intense London period.

In addition to Artemisia's magnificent masterpieces such as Judith Beheading Holofernes from the Museo di Capodimonte, Esther and Assuero from the Metropolitan Museum of New York, Self-Portait as a Lute Player from the Wadsworth Atheneum, Hartford Connecticut, visitors will have an opportunity to see Cristofano Allori's Judith from the Galleria Palatina, Palazzo Pitti in Florence, and Simon Vouet's Lucretia from Nàrodnì Galerie, Prague.

NOTICE
The following masterpieces will be on show at different times compared to the normal exhibition period
 - ARTEMISIA GENTILESCHI, GIUDITTA CHE TAGLIA LA TESTA DI OLOFERNE, MUSEO DI CAPODIMONTE, NAPOLI, ITALIA: on show from February, 18
 - GIUSEPPE VERMIGLIO, GIAELE E SISARA, VENERANDA PINACOTECA AMBROSIANA, MILANO, ITALIA: on show until March, 5
- ARTEMISIA GENTILESCHI, SUSANNA E I VECCHIONI, POMMERSFELDEN, KUNSTSAMMLUNGEN, GRAF VON SCHONBORN: on show until March, 27


Sensi unici - Mostra di libri e opere tattili

from 2016-11-12 to 2017-02-26

Palazzo delle Esposizioni


Picasso Images. The Artworks, the Artist, the Personage

from 2016-10-14 to 2017-02-19

Museo dell'Ara Pacis

About two hundred period photographs, a significant choice of graphic works, sculptures and paintings from the Musée national Picasso-Paris will be on display at the Museo dell'Ara Pacis for the exhibition Picasso images. The works, the artist, the personage, which outlines in an unprecedented way the career of an exceptional artist and an intimate portrait of a man who has built its worldwide fame through the care of his image.

The three sections of the exhibition investigate the connections that the greatest artist of the twentieth century established with photography: the first attempts to use this medium as an instrument of investigation of the surrounding world, to help him in his work and witness of the progress of his creations, the fruitful artistic collaborations with avant-garde photographers, such as Brassaï and Dora Maar, who then became his partner. The last section shows the artistic maturity of Picasso when, after the war, he personally curated his artist imagery on the press, a thing which helped to make him a very popular personage and to fuel his myth.


Arte e Politica. Opere dalla Collezione #4

from 2016-10-21 to 2017-05-10

MACRO Via Nizza

Sale Collezione
The exhibition is showing a selection of works linked to the subject of political, social and civil commitment.

Starting from the demolitions Fascist Regime made in Rome in the 1930s and captured by Mario Mafai’s and “Scuola Romana”’s paintings, through the chronicle of demonstrations in the square, evocated by Giulio Turcato’s rally, the exhibition leads us to the most recent thoughts when contemporary artists are developing a more disenchanted attitude towards social and political events.

List of the artists exhibited: Claudio Abate, Carla Accardi, Maurizio Cattelan, Ines Fontenla, Alfredo Jaar, Mimmo Jodice, Felice Levini, Mario Mafai, Fabio Mauri, Adrian Paci, Perino&Vele, Khalil Rabah, Michal Rovner, Pascale Marthine Tayou, Giulio Turcato, Nico Vascellari, Alberto Zanazzo.


Time is Out of Joint

from 2016-10-11 to 2018-04-15

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea


Lapidarium

from 2016-09-16 to 2017-03-05

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

“Lapidarium” is a contemporary monumental sculpture exhibition taking place in the suggestive archeological area of Rome, conceived by the Mexican Artist Gustavo Aceves. The itinerary starting from the “Arco di Costantino” passing by “piazza del Colosseo”to end  up at Mercati di Traiano.

“Lapidarium” is composed by 40 sculptures – height from 3 to 8 meters in some cases long up to 12 meters. It is a project in progress, with size and ambition out of the ordinary. During his tour around the world this project  will grow step by step to include around 100 different works.

With “Lapidarium” Aceves is trying to give a dynamic and strong answer to one of the most pressing and contentious issues of our times: the migratory emergency. The artist achieves this aim by giving shape to the idea that this crisis is deeply rooted in the ancient history, representing every sculpture in Lapidarium a moment of a particular diaspora of ancient history.


The Japanese House. Architettura e vita dal 1945 a oggi

from 2016-11-09 to 2017-02-26

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Premio MAXXI 2016

from 2016-09-30 to 2017-03-12

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


LOVE. Contemporary art meets amour

from 2016-09-29 to 2017-03-05

Chiostro del Bramante

The Chiostro del Bramante celebrates its 20 years of activity with an international exhibition.

The most innovative, must-see event among Rome’s cultural offer in recent years, this show will put the city on a par with the most respected international exhibition centres. It brings together, for the very first time, icons of contemporary art like Yayoi Kusama, Tom Wesselmann, Andy Warhol, Robert Indiana, Gilbert & George, Francesco Vezzoli, Tracey Emin, Marc Quinn, Francesco Clemente, Joana Vasconcelos, whose works express highly experimental languages (as one of the last works of Kusama All the Eternal Love I Have for the Pumpkins which is among the most instagrammed art works in the world) that will involve and stimulate the public on many different levels.

Art meets love

The Rome exhibition addresses one of the most universally recognized feelings, Love, which has always been explored and represented. It recounts the myriad facets and infinite variations of this phenomenon. Love that is happy, longed for, misunderstood, hated, ambiguous, transgressive and childish, examined through an unconventional itinerary characterized by visual and perceptual input.

Love goes beyond the museum concept

The real star of the show is the public. They can take possession of the exhibition spaces and both appreciate and popularize the works, since they are free to photograph them all (official hashtag #chiostrolove). This experience pivots on 360-degree sensory involvement, based on the concepts of open access and the constantly-evolving museum.


Minute Visioni

from 2016-06-25 to 2017-05-07

Museo Napoleonico

The Napoleonic Museum dedicate the exhibition “Minute Visione” dedicated to the roman micro-mosaics of the XVIII and XIX century from the collection of Ars Antiqua Savelli, one of the most important collection of the micro-mosics in international setting.

The micro-mosaic is a typical roman technique. It reached its peak at the end of the XVIII and the half of the next century when it production was destined to the foreigners traveler of the Grand Tour.

The art shops and the art studio were located between Piazza del Popolo and Piazza di Spagna and in there worked a lot of important Art Masters of this technique, such as Giacomo Raffaelli, Antonio Aguatti, Clemente Ciuli, Luigi Moglia, Gioacchino e Michelangelo Barberi, Guglielmo Chibel.

In the exhibition are shown about hundred objects that show the evolution of the micro-mosaic through the topics of the age: roman views, Grand Tour landscape, animals and nature.

For the exhibition are scheduled meetings with an artisan specialized in micro-mosaics who will explain the secrets of this ancient technique.


Triumphs e Laments - Opera site-specific di William Kentridge

from 2016-03-09

Lungotevere della Farnesina, Ponte Mazzini, Ponte Sisto

Grande opera site-specific del celebre artista sudafricano William Kentridge. Un progetto di dimensioni eccezionali creato appositamente per la città di Roma, inaugurata per il Natale di Roma (21 aprile 2016).

Sugli argini del Tevere, tra Ponte Mazzini e Ponte Sisto - tratto ribattezzato per l’occasione “Piazza Tevere” -, su una superficie lunga 550 metri si snoda un fregio di circa 80 figure, alte fino a 10 metri, raccontando in ordine non cronologico 'trionfi e lamenti' della Capitale, dall'età antica fino a oggi, da Romolo che fonda Roma e uccide Remo, alla morte di Pasolini.

L'opera emerge dalla patina scura mettendo in evidenza il bianco del travertino. Proprio per le caratteristiche della stessa superficie, il fregio sarà visibile per 4-5 anni, prima di essere riassorbito dal muro stesso.

Alla realizzazione dell'opera collaborano: Roma Capitale (Assessorato Cultura e Sport, Assessorato all’Ambiente), Sovraintendenza Capitolina, Polo Museale Contemporaneo di Roma Capitale, Regione Lazio, Direzione Infrastrutture ambiente e Politiche abitative della Regione Lazio, Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Architettonici di Roma, MIBAC Ministero dei Beni Artistici e Culturali, Municipio I.


La grande biblioteca d'Italia. Bibliotecari, architetti e artisti all'opera: 1975-2015

from 2016-02-25

Biblioteca Nazionale Centrale


Bizhan Bassiri - Specchio Solare. NOOR

from 2016-02-23 to 2018-12-31

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

In the outside area of Carlo Bilotti Museum
The light, Noor in Persian language, is the principal element of Bizhan Bassiri’s work.

The sculpture Specchio Solare is back in Italy after its success in the exhibition dedicated to Bassiri at the AUN Gallery in Tehran. In Rome, in the Carlo Bilotti Museum the work will get in touch with the green heart of the city creating a link between the two capitals and their cultures both living in the artist himself.
Work exhibited: BIZHAN BASSIRI_DSC_1872
Bizhan Bassiri, Noor, 2015, Aun Gallery Tehran, Iran - photo credits Mahhnaz Sahhaf
The word Noor clearly refers to the natural light which will put in touch the sculpture Specchio Solare by Bizhan Bassiri with the space surrounding it, freeing it from its basic function of reflecting surface to turn it into a place where the light becomes shape. On Bilotti Museum’s door the Italian- Persian artist makes an act of continuity in the space creating a passage on a new dimension, therefore activating an endless series of returns between real and imaginary.


La Wunderkammer (Camera delle Meraviglie) della Cecchignola

from 2015-12-13

Castello della Cecchignola


"Ragazzi leggeri come stracci". Pier Paolo Pasolini dalla borgata al laboratorio di scrittura

from 2015-11-04

Biblioteca Nazionale Centrale


Bollettino 1268. Il confine di carta

from 2015-09-10 to 2018-11-04

Museo Storico della Fanteria e Museo Storico dei Carristi


La Biblioteca Vallicelliana celebra il suo fondatore nel V centenario della sua nascita: S. Filippo Neri (1515 - 1595)

from 2015-05-21

Biblioteca Vallicelliana


La camera delle meraviglie: seduzioni dai gioielli Castellani

from 2015-01-29

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


La misteriosa scoperta della tomba di Tutankhamon

from 2014-10-30 to 2017-06-30

Accademia d'Egitto, Museo Egizio dell'Accademia d'Egitto


I tesori del Colosseo

from 2012-05-05

Colosseo - Anfiteatro Flavio


Leonardo da Vinci. Il genio e le invenzioni

from 2009-04-30 to 2017-04-30

Palazzo della Cancelleria

The Leonardo da Vinci Machines Exhibition in Rome – The genius and his inventions – celebrates the universal genius of Leonardo da Vinci by presenting about fifty full scale machines: flying machines, like the precursor to the parachute, a bicycle, a hydraulic saw, and many other inventions. They are all fully operational and they can be touched and set them in motion, to grant a deep interactive experience of understanding the genius of Leonardo da Vinci.

The machines are grouped into 5 sections. The four elements of nature - water, air, earth and fire and the mechanism section, which includes all those basic machines, with different possibility of application, like the conversion of motion or the endless screw. One of the most interesting project is the Armoured Tank, for the first time in Rome in life size: it weights two tons, and about six metres in diameter, and three metres high.

The Exhibition is inside the historical Palazzo della Cancelleria (Piazza della Cancelleria next to Piazza Campo de’ Fiori) in Rome.


Presepio dei Netturbini romani

from 2016-11-01

This the 40th anniversary of the traditional Nativity scene created and realized by Giuseppe Ianni together with the Roman garbage collectors. Visited also by Paolo VI and Mother Teresa of Calcutta and much cherished by Giovanni Paolo II, the Nativity scene is made of Roman turf and stones coming from different countries. The setting is inspired by the Palestine of 2000 years ago. 

Museo Leonardo da Vinci - Il Genio di Leonardo

from 2017-01-01

Galleria Agostiniana


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Hotel di Charme Roma
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. Hotel Carlo Magno ™ Hotel Address: Via Sacco Pastore ,  13, Roma, Italia.
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