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Hotel 3 stelle Roma, tariffe economiche
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Rome hôtel offre spéciale
I liked the hotel. The first night we had a room with balcony, however the airconditioning was broken so we asked for another room. This room was also large and very nicely decorated. The hotel is abo ..by TripAdvisor"




 

City Lego®

from 2016-12-08 to 2017-01-29

Guido Reni District (Ex Caserma Guido Reni)


I colori dell’Infinito - Luigi Tosti

from 2017-02-10 to 2017-02-18

Palazzo della Cancelleria


Grande Presepe artistico della parrocchia Nostra Signora di Valme

from 2016-12-15 to 2017-01-15

Chiesa Nostra Signora di Valme


Architettura invisibile: Un'analisi dei movimenti degli architetti Italiani e Giapponesi degli anni ’60 e ’70 e dibattito contemporaneo

from 2017-01-19 to 2017-03-26

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

ll progetto di mostra consiste nel presentare in una nuova chiave di lettura comparativa le esperienze delle avanguardie radicali italiane e giapponesi degli anni Sessanta e Settanta e le idee progettuali portate avanti dai loro contemporanei ideali successori di entrambi i paesi.

La mostra spiega tale differenza di approccio sviluppandosi attraverso un percorso espositivo suddiviso principalmente in due sezioni, l’una complementare all’altra. La prima sezione propone, corroborata da un ampio apparato storico-documentale, le idee, i progetti e i sogni delle due esperienze architettoniche dei gruppi dei Radicali italiani e dei Metabolisti giapponesi mostrandone gli obiettivi, le similitudini, le differenze di approccio, i risultati e l’eredità storica e filosofica. La seconda sezione della mostra, dedicata alle esperienze vive e contemporanee dei più innovativi, giovani e significativi studi di architettura italiani e giapponesi, mostra come le nuove generazioni di progettisti dei due paesi abbiano adattato la pratica architettonica ad un mondo così diverso da quello in crescita degli anni Sessanta come quello attuale dell’epoca digitale e del riflusso economico ed ecologico.


I pittori del ’900 e le carte da gioco. La collezione di Paola Masino

from 2016-12-15 to 2017-04-30

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Giocare a carte con i pittori del ’900: questa suggestiva partita sarà idealmente possibile grazie alla originale collezione di carte di Paola Masino (1908-1989), donate da Alvise Memmo al Museo di Roma ed esposte per la prima volta al pubblico nelle sale al piano terra dal 15 dicembre 2016 al 30 aprile 2017.


Joan Jonas

from 2016-11-30 to 2017-02-28

Galleria Alessandra Bonomo


Sotto il cedro del Libano: Grazia Deledda a Roma

from 2016-12-15

Biblioteca Nazionale Centrale


Francesco Del Drago. Parlare con il colore

from 2017-01-19 to 2017-03-26

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Francesco del Drago - Parlare con il colore - è la prima retrospettiva dedicata all’artista romano dopo la sua morte, avvenuta nel 2011. Curata da Pietro Ruffo, presenta una selezione di opere astratte fondamentali, che consentono di entrare nel pensiero e nella pratica artistica di Francesco del Drago.

Intellettuale rigoroso e straordinario artista, ha percorso quasi un secolo di storia da protagonista, partecipando attivamente e con passione tanto alle trasformazioni artistiche che si sono susseguite nel Novecento, quanto ai cambiamenti politici.

Seguendo un percorso a ritroso, la mostra all’Aranciera comincia con le ultime opere realizzate dall’artista, contraddistinte dallo sforzo di ampliare ulteriormente la gamma cromatica, per poi concentrarsi sugli imponenti polittici astratti, summa dell’intera ricerca di Del Drago.

Di del Drago viene infatti evidenziata la statura di teorico, i suoi studi sul colore strettamente connessi alle più recenti scoperte matematiche attraverso una ricca selezione di documenti, filmati ed esperimenti: particolarmente interessante è infatti la possibilità di passare dai risultati estetici alle premesse teoriche in un processo che consente di approfondire le problematiche dell’arte astratta de Novecento.
Così come attraverso scritti inediti, lettere e documenti è ripercorsa la sua straordinaria biografia, ricca di incontri e amicizie durature con le massime personalità della’arte della cultura del suo tempo.


Natura in Cammino

from 2016-12-06 to 2016-12-14

Centro Culturale "Gabriella Ferri"


THE INDEPENDENT. Una Vetrina

from 2016-12-15 to 2017-02-05

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Rafael Y. Herman - The Night Illuminates the Night

from 2017-01-25 to 2017-03-26

MACRO Testaccio

Padiglione 9A
Mostra personale di Rafael Y. Herman, che si presenta come una grande installazione ambientale in cui dallo spazio buio emergono le opere che si rivelano come epifanie. Nella dialettica fra tenebre e luce, infatti, si sviluppa la poetica di Rafael Y. Herman il cui sguardo rivela un nuovo approccio alla realtà che nasce e si struttura nell’oscurità. 

The Night Illuminates the Night si concentra sul lavoro cominciato nel 2010 e completato nel 2016. In questo periodo l’artista ha stabilito un dialogo con i grandi maestri della tradizione occidentale che hanno rappresentato nel corso dei secoli la Terra Santa, pur non avendola mai visitata, ma ispirandosi alle fonti bibliche e letterarie. Rafael Y. Herman ripercorre questa tradizione con il proprio metodo: lo scatto notturno senza ausili elettronici e manipolazioni digitali, che svela ciò che non si vede a occhio nudo. Come i grandi maestri del passato, anche Herman si è voluto porre nella condizione di non poter vedere il paesaggio, pur trattandosi dei luoghi dove è nato e cresciuto, operando nell’oscurità della notte. In questa condizione di voluta cecità l’artista accede alla realtà in un modo nuovo, mediante lo scatto fotografico notturno e mediante lo sviluppo della pellicola nell’oscurità del laboratorio.

Rafael Y. Herman produce così una realtà “ricreata”, decontaminata da qualunque preconcetto soggettivo, offrendo allo spettatore paesaggi che esistono solo nelle opere stesse. L’artista sviluppa la propria ricerca notturna attraverso la scoperta di tre diversi ambienti: la Foresta della Galilea, i campi dei Monti della Giudea e il Mar Mediterraneo. Le sue immagini ci invitano a riflettere sull’invisibile o, come l’artista usa definirlo, il “non visto”; sulla differenza che si dischiude fra ciò che è reale e ciò che invece è solo percepito. Il risultato è straordinario nella cromia innaturale, e nelle forme evanescenti che sembrano emergere da un luogo e un tempo altro dove i colori non sono reali, il tempo sembra essere dilatato e le immagini appaiono oscure. O forse abbaglianti.

In occasione della mostra verrà presentato il libro d’artista, edito da Mousse, con testi critici di Giorgia Calò, Stefano Rabolli Pansera, Chiara Vecchiarelli e Arturo Schwarz.

Biografia
Rafael Y. Herman nasce nel 1974 a Be’er Sheva, un’antica città nel deserto israeliano del Negev. Inizia a studiare musica classica all’età di sei anni e diventa percussionista. Dopo una permanenza a New York, si iscrive alla Facoltà di Economia e Management dell’Università di Tel Aviv. Dopo la laurea si trasferisce in America latina, dove compie un lungo viaggio di ricerca in sette paesi: in Paraguay collabora con Amnesty International, studia pittura a Città del Messico e in Cile entra a far parte di una comune di artisti. In questo apprendistato della visione confluiscono tanto le esperienze metropolitane quanto l’incontro con la natura selvaggia. Nel 2003 si trasferisce a Milano e nel 2006 espone a Palazzo Reale il progetto Bereshit-Genesis, applicando un metodo messo a punto da lui stesso: lo scatto notturno senza ausili elettronici e manipolazioni digitali, che svela ciò che non si vede a occhio nudo. Questa mostra proietta Herman verso una dimensione artistica internazionale. Nel 2012, il ritratto di John Chamberlain realizzato da Herman è scelto dal Guggenheim Museum di New York per la seconda di copertina del libro di Chamberlain “Choices”. Nel 2013 è invitato alla TED Talk per parlare del suo linguaggio artistico con un talk dal titolo “Realtà alternativa”. I suoi lavori recenti evidenziano due temi portanti: la curiosità metafisica e il racconto di ciò che sta oltre; l’indagine sulla luce come elemento fisico protagonista dello spazio-tempo. Sue opere sono state acquisite da importanti collezioni pubbliche e private, fra le quali di Tel Aviv Museum of Art e Salsali Private Museum di Dubai. Attualmente vive e lavora a Parigi, dove è per la seconda volta artista residente alla Cité Internationale des Arts de Paris. Nel 2015 ha vinto il Praga Fotosfera Award.


Archaeology&ME

from 2016-12-10 to 2017-04-23

Museo Nazionale Romano - Palazzo Massimo alle Terme


C'era una volta l'URSS

from 2016-12-19 to 2016-12-30


Il Museo universale. Dal sogno di Napoleone a Canova

from 2016-12-16 to 2017-03-12

Scuderie del Quirinale


La velocità delle immagini

from 2016-10-06 to 2017-01-21

Istituto Svizzero


“Aria, Acqua, Terra, Fuoco!" - Opere di Marillina Fortuna

from 2016-12-19 to 2017-03-06

Corso440


Espressionismo nell'Arte (2^ edizione)

from 2016-12-03 to 2016-12-21

Museo Fondazione Venanzo Crocetti


Vo(l)to di donna

from 2016-12-01 to 2017-01-18

Palazzo di Montecitorio (sede della Camera dei Deputati - Parlamento)


Broken Fingaz - Reality Check

from 2016-12-02 to 2017-01-05

Galleria Varsi


Anish Kapoor

from 2016-12-17 to 2017-04-17

MACRO Via Nizza

Considerato uno dei maggiori artisti della scena contemporanea, Anish Kapoor torna finalmente ad esporre in un museo italiano dopo oltre 10 anni, con una mostra straordinaria negli spazi del MACRO, a cura di Mario Codognato. La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio dell'Ambasciata Britannica di Roma, main sponsor BNL Gruppo BNP Paribas.


Animaux sauvages - Animali selvaggi visti da Schili

from 2016-12-01 to 2017-01-31

Museo di Anatomia Comparata "Battista Grassi"


Il cinema che legge

from 2016-11-30 to 2017-01-31

Casa del Cinema

IL CINEMA CHE LEGGE 30 novembre 2016 - 31 gennaio 2017

Mostra di foto che provengono dai preziosi archivi del Centro Cinema Città di Cesena, selezionate da Antonio Maraldi, e scelte per comporre una singolare galleria che presenta come comun denominatore l’atto del leggere.

C’è Marcello Mastroianni che approfitta di una pausa durante la lavorazione di Divorzio all’italiana per sfogliare il quotidiano “Il Messaggero”, ci sono Monica Vitti e Michelangelo Antonioni che si confrontano sul copione de L’eclisse, e c’è Vittorio De Sica mentre recita impegnato in una lettura serale, in una scena di Tempo di villeggiatura.  Sono alcune delle immagini raccolte nella mostra “Il cinema che legge”, frutto della collaborazione tra due istituzioni cesenati come Biblioteca Malatestiana e Centro Cinema Città di Cesena. Provengono dai preziosi archivi  di quest’ultimo istituto le foto esposte, selezionate da Antonio Maraldi, e scelte per comporre una singolare galleria che presenta come comun denominatore l’atto del leggere.  Nelle tre varianti citate all’inizio (lettura in pausa, controllo della sceneggiatura, scene con libri o testi vari), sfilano immagini che affiancano classici e piccoli film, volti di attrici e di attori  - anche stranieri - ancora celebri o ormai dimenticati del cinema italiano.

ORARI LUN-VEN 15.00 - 19.00  ●  SAB-DOM: 10.00-13.00 - 15.00 - 19.00

Stefano Iraci - Pareidolia

from 2016-11-24 to 2016-12-17

Centro Luigi Di Sarro


Corpus Dei

from 2016-11-26 to 2017-01-07

Nero Gallery


DUPLICATO DI [Presentazione del libro fotografico "Mongolia - Taccuino di silenzi" di Paolo Sollazzo]

from 2016-12-03 to 2016-12-10

Galleria SMAC - Segni Mutanti Arte Contemporanea


Andrea Volo - Postkarten

from 2016-11-20 to 2016-12-18

Galleria Porta Latina


Barbara Luisi - Fragilità

from 2016-11-21 to 2016-12-14

Acta International


Beatrice Pediconi - Dimensioni Variabili

from 2016-11-19 to 2017-01-28

Z2O Galleria Sara Zanin


Maurizio Sacripanti architetto

from 2016-12-06 to 2016-12-30

Casa dell'Architettura all'Acquario Romano


Zanne, corazze e veleni

from 2016-12-23 to 2017-02-26

Civic Museum of Zoology

La mostra affronta il tema degli adattamenti degli animali alla difesa e alla predazione grazie ad alcuni terrari con animali vivi e ad una serie di accattivanti pannelli esplicativi, contenenti “racconti fotografici” che mettono in evidenza gli aspetti più interessanti della biologia dei protagonisti della mostra.  Una sezione video consentirà di vedere alcuni filmati e interagire con essi. Le specie esposte non sono pericolose e sono nate in cattività. A corredo della mostra è prevista una serie di laboratori e conferenze a tema.  Questi ultimi interventi, tenuti anche dagli organizzatori Emanuele Biggi, volto noto della televisione in quanto co-conduttore del programma GEO&GEO, e Francesco Tomasinelli, fotogiornalista e divulgatore naturalistico,  ricorrono a fotografie, filmati e dimostrazioni con esemplari vivi.
Orario: da martedì a domenica dalle ore 9.00 alle ore 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00); 24 e 31 dicembre 9.00-14.00. Giorni di chiusura: Lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio
Costi: € 8,50 intero (tariffa non residenti); € 7,00 ridotto (tariffa non residenti); € 7,50 intero (tariffa residenti); € 6,00 ridotto (tariffa residenti).    Gratuità e riduzioni
Info: tel 0039 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00


Tonino Casula - Models of display

from 2016-11-19 to 2016-12-15

Colli Independent Art Gallery


Ditte Gantriis - Sexual Feeling

from 2016-11-17 to 2016-12-23

Frutta Gallery


Verso il Mediterraneo. Sezioni del paesaggio da Salerno a Reggio Calabria

from 2016-12-15 to 2017-02-14

Istituto Centrale per la Grafica - Calcografia


Opiemme - Vortex: per aspera ad astra

from 2016-11-18 to 2016-12-24

Galleria Rosso20Sette


Anima Mundi

from 2016-12-03 to 2017-01-28

Coronari 111 Art Gallery


Gregory Hayes - I am the sun

from 2016-11-17 to 2017-01-28

Galleria Francesca Antonini Arte Contemporanea


Nicholas William Johnson - The Intolerable Strangeness of Vegetable Consciousness

from 2016-11-17 to 2016-12-23

Montoro12 Contemporary Art


Che ci faccio qui?

from 2016-11-15 to 2017-01-12

Museo Laboratorio di Arte Contemporanea MLAC


Elisa Montessori

from 2016-11-16 to 2017-01-14

Galleria Monitor


L'età della guerra. la resistenza dei bambini nei conflitti contemporanei

from 2016-11-29 to 2016-12-12

Biblioteca Guglielmo Marconi


Profumi d'Oriente

from 2016-12-04 to 2017-01-08

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

La mostra “Profumi d’Oriente” è la seconda di un ciclo, iniziato nel 2015, curato dallo staff del Museo Pietro Canonica e finalizzato alla valorizzazione della collezione conservata nella casa museo dello scultore

In questa seconda mostra sono esposti preziosi oggetti provenienti da diverse aree del Medio ed Estremo Oriente, oggetti collezionati dall’artista in epoche e circostanze diverse. Come testimonia la presenza di modelli e bozzetti di opere raffiguranti Atatürk, Faysal I e Fuad, lo scultore nel corso della sua carriera ebbe contatti e viaggiò in Turchia, Iraq ed Egitto a partire dal secondo decennio del Ventesimo secolo. Allo scopo di approfondire questo intenso rapporto dell’artista con l’Oriente è stato predisposto un percorso virtuale che si snoda in tre sale del piano terra e che permette di mettere in evidenza preziosi manufatti come antichi piatti persiani, brocche turche, acquamanili e il pugnale d’oro di re Faysal I.
Oggetti avuti in dono o acquistati nei viaggi, come i costumi arabi, i caftani, le armi islamiche e giapponesi, che ci parlano di mondi e civiltà diverse, amate e apprezzate da Pietro Canonica al punto da collezionare quadri a soggetto orientalista, come quelli di Alberto Pasini, qui esposti.
I rapporti di Canonica con l’Oriente sono ulteriormente documentati da numerose fotografie scattate durante i suoi lunghi viaggi di lavoro e in occasione delle inaugurazioni dei suoi monumenti.


Mostra d'Arte di Natale "Cento pittori via Margutta" (104^ edizione)

from 2016-12-15 to 2016-12-18

Via Margutta


Alla luce di Roma. I disegni scenografici di scultori fiamminghi e il barocco romano

from 2016-12-08 to 2017-02-26

Istituto centrale per la Grafica - Gabinetto disegni e stampe


Arte in … Roma

from 2016-12-05 to 2016-12-12

Galleria Rosso Cinabro


Ritorno a Portonaccio 2

from 2016-11-30 to 2017-01-15

Biblioteca Aldo Fabrizi


Ospiti della Spada - I Santi Quattro Coronati dal Museo di Roma in Palazzo Braschi

from 2016-12-01 to 2017-05-08

Galleria Spada


Vivi d'arte 2016

from 2016-12-03 to 2017-01-15

Museo Nazionale d'Arte Orientale Giuseppe Tucci (Palazzo Brancaccio)


Dall’antica alla nuova Via della Seta

from 2016-12-06 to 2017-02-26

Palazzo del Quirinale


Mita Ungaro - Frames

from 2016-11-29 to 2017-01-09

MO.C.A. STUDIO


Pens to paper: autograph letters from the Keats-Shelley House

from 2016-11-28 to 2017-06-03

Keats - Shelley House


Take Five

from 2016-12-09 to 2017-01-11

Monogramma Arte Contemporanea


Gerlanda Di Francia - Luca Tomassini / Trans-sib

from 2016-12-02 to 2017-01-08

Galleria Parione 9


Federica Terracina - Accettati

from 2016-12-03 to 2016-12-22

Galleria 291 EST/INC


DUPLICATO DI [Enrico Benetta - Aqua Virgo]

from 2016-11-19 to 2016-12-14

Galleria Russo


Ettore De Conciliis - "sub specie aeternitatis"

from 2016-10-28 to 2017-01-10

Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami al Foro Romano


Filippo Berta - Calixto Ramírez / Una sola moltitudine

from 2016-11-09 to 2017-03-10

SmART - Polo per l'Arte


Andrea Capanna - Urban Human

from 2016-10-27 to 2016-12-31

Galleria 28 Piazza di Pietra


Manzù. Dialoghi sulla spiritualità, con Lucio Fontana

from 2016-12-08 to 2017-03-05

Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo


"Evaporations" di John Randolph Pepper

from 2016-11-22 to 2017-01-18

Fondazione Roma Museo (Museo del Corso) - sede di Palazzo Cipolla


"Fighters. L’altra storia degli Ucwalmicw, dei Sioux e dei Tainos" di Roberto Vignoli

from 2016-12-01 to 2017-01-15

Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"


Luca De Angelis

from 2016-12-05 to 2017-01-22

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - AuditoriumArte
a cura di
Claudio Libero Pisano


Con la mostra di Luca De Angelis la Fondazione Musica per Roma inaugura la nuova rassegna “Giovani Talenti”, intendendo così continuare e approfondire la sua attività di scouting nei confronti di artisti tra i 30 e i 40 anni e l’attività di ricerca di nuovi linguaggi espressivi, già intrapresa con la rassegna sul suono One Space / One Sound. Ora, con la mostra dedicata a Luca De Angelis, l’attenzione è rivolta al linguaggio della pittura, con la presentazione di una ricerca pittorica figurativa originale e del tutto inedita.
“ La pittura da tempo è tornata a pieno titolo nella riflessione del mondo dell’arte contemporanea. Dopo gli anni dell’esilio forzato, sempre un passo indietro rispetto ad altri mezzi espressivi, è oggi parte della poetica di molti artisti. Per alcuni rappresenta una possibilità, non esclusiva, di raccontare, per altri è il solo veicolo di comunicazione. Luca De Angelis appartiene a questa seconda categoria, per lui la pittura è il centro della riflessione... Dropout racconta, con una serie di grandi e piccole tele, storie di uomni appenna accennate, mai risolte e che volutamente si perdono nella pittura .” Claudio Libero Pisano

Chiara Mu

from 2016-12-01 to 2016-12-30

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - Sound Corner
Daniela Trincia
presenta

Chiara Mu
Dis-placement: 3.30pm
2015
30'22”



Sound Corner è un’installazione sonora permanente collocata nello spazio di passaggio tra il foyer della Sala Petrassi e il Teatro Studio: un angolo del suono con una programmazione periodica mensile destinata ad accogliere brani sonori di artisti sempre diversi, proposti di volta in volta da curatori, artisti e istituzioni.

Chiara Mu seduta su una panchina. Intorno la vita. Frenetica. Veloce. Cieca. Sorda. Distratta. Scrupolosa. E, dalla panchina, guarda, legge, osserva. Sola senza essere sola. Anonima nel confuso anonimato. Parte di un tutto da cui si sente esclusa pur facendone parte. La mente piena di non azioni, di progetti, di pensieri, timori e speranze. In una sospensione hopperiana del Morning Sun, Chiara Mu è seduta su una panchina in un luogo tra i più impersonali, ma definito e distinto nel nostro immaginario. Perché non esiste città senza una stazione. E non esistono storie senza una partenza o un arrivo. E, quel disorientamento iniziale che chiunque prova al suo interno, ognuno lo conosce e riconosce. Quello smarrimento fisico e mentale, che prosaicamente diviene anche la simbolica rappresentazione di uno stato d’animo. Chiunque, immerso in questo turbamento, cerca indizi nei suoni, nelle scritte, nei movimenti degli altri, alla ricerca del noto e del conosciuto, affinché quei segnali arrivino in soccorso per sostenere nel trovare una direzione.
Con quest’umore Chiara Mu, da quella panchina, in una dimensione sospesa, ha ascoltato lo spazio, le parole indistinte, vaghe, tra suoni noti, “ore ed ore passate a leggere annunci di lavoro e a tradurne il significato, dislocata lì, ma come seduta sul border, sul confine di chi non è a casa, ma che vorrebbe trovare una nuova radice, un placement”. Quegli stessi suoni e parole che ci avvolgono seduti sulla panchina del sound corner. Siamo Chiara Mu e cerchiamo con gli occhi risposte e indicazioni. Siamo in uno dei tanti pomeriggi o mattine presto della sua vita, della nostra vita, impegnati a osservare e a cercare risposte in un volto, in una parola, in un gesto, in un’insegna, in un giornale, in noi stessi. In una naturale trasposizione, siamo noi quando arriviamo in una destinazione nuova, di cui non conosciamo la lingua, i modi di fare, e ci sentiamo sospinti da una parte all’altra, e cerchiamo di riordinare le idee, di pensare con calma a cosa fare, “in un confine tra quello che sembra possibile recepire e ciò che ci lascia fuori, sforzandoci di entrare dentro ascoltando meglio, ragionando sulle parole come una cantilena monotona ma necessaria affinché entri da qualche parte”.
Suoni o rumori di una stazione, una qualsiasi stazione, dove noi siamo catapultati pur restando fermi. Con la voglia di sentirsi accolti dalla comunità eppur rimanendone ai margini. Con la forte sensazione di essere dislocati, sconnessi, alienati, da un luogo a cui, al contrario, sentiamo di dover e poter appartenere. Una rinnovata presa di coscienza dell’altro che ci costringe al confronto, solo attraverso il distacco da noi stessi. Ed è difficile, anche se per brevi secondi, non immedesimarsi con quelle persone che intraprendono i viaggi della speranza e provare, sulla nostra pelle, il loro profondo sconforto nel ritrovarsi in un territorio che le respinge e non le accoglie.
In linea con la sua produzione artistica tesa ad attivare delle relazioni, in dis-placement: 3.30pm Chiara Mu innesca con lo spettatore un nesso col suo mondo, col suo vissuto, fondando un legame e una congiunzione tra il nostro e il suo vissuto, compiendo una correlazione tra le esperienze che ognuno di noi ha compiuto nella sua vita. Non è importante la città né la stazione, come non è importante il giorno e l’anno, conta solamente un impossibile hic et nunc protratto all’infinito.

Giovanni Prini. Il potere del sentimento

from 2016-12-21 to 2017-03-26

Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

Giovanni Prini (Genova 1877 - Roma 1958), scultore, pittore, artigiano, si trasferisce da Genova a Roma agli inizi del Novecento dove, insieme alla moglie Orazia Belsito, apre le porte della sua casa-studio sulla via Nomentana agli esponenti più giovani della vita culturale della capitale, amici, intellettuali e artisti tra cui Duilio Cambellotti, Umberto Boccioni, Cipriano Efisio Oppo, Sibilla Aleramo, Gino Severini, Ettore Ximenes, Antonio Maraini.


Surfaces - Rosemary Salkin Sbiroli

from 2016-11-30 to 2016-12-12

Galleria Vittoria


Kris Martin

from 2016-11-23 to 2017-01-24

Basilica di Santa Sabina all'Aventino, Museo Domenicano di Santa Sabina all'Aventino, Parco Savello - Giardino degli Aranci


The Art of the Brick

from 2016-12-09 to 2017-02-26

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - AuditoriumExpo
A grande richiesta: dopo l’incredibile successo di pubblico dello scorso anno, con oltre 120.000 presenze, torna a Roma “The art of the brick”! Tante le novità tra le oltre settanta sculture d'arte create con più di un milione di mattoncini LEGO®, opere dell’artista statunitense Nathan Sawaya. Una mostra che la CNN ha proclamato come una delle dieci mostre da vedere al mondo e che ha già conquistato il globo, da New York, a Los Angeles, da Melbourne a Shanghai, da Londra a Singapore. Le opere esposte, di dimensioni importanti, spaziano dalla figura umana “semplice” a quella rivisitata nell’arte come la riproduzione della Gioconda di Leonardo Da Vinci, La ragazza con l’orecchino di Perla di Vermeer e L’Urlo di Munch. Fino ad installazioni davvero imponenti come lo scheletro di T-Rex, costruito con oltre 80.000 mattoncini. Non mancheranno anche raffigurazioni della Cappella Sistina e della Notte Stellata di Van Gogh, come non si sono mai viste prima…
La mostra comprende infine una zona interattiva che invita i giovani, ma non solo, a esprimere la propria creatività utilizzando i LEGO, magari imitando l’artista che, da avvocato di successo, ha deciso di dedicarsi alla propria passione “perché mi piace vedere le reazioni della gente alle opere d'arte create da qualcosa con cui hanno familiarità. Voglio elevare questo semplice giocattolo ad un ruolo che non ha mai occupato prima”.

Melancholia

from 2016-12-01 to 2016-12-18

Accademia di Francia - Villa Medici


Giosetta Fioroni. Attraverso l'evento

from 2016-11-30 to 2017-01-10

Galleria Mucciaccia


Rembrandt in Vaticano. Immagini fra cielo e terra

from 2016-11-23 to 2017-02-26

Musei Vaticani


Il Tempo delle Farfalle - Mostra dedicata alle sorelle Mirabal

from 2016-11-25 to 2017-01-04

Casa della Memoria e della Storia


Collettiva di fine anno 2016 - Mostra mercato d'arte contemporanea

from 2016-11-25 to 2017-01-14

Edarcom Europa Galleria d'Arte Contemporanea


Mare Internum – Table of Silence

from 2016-11-24 to 2017-01-22

Museo dell'Ara Pacis

Una barca - memoriale per le vittime del mare e simbolo della speranza di salvezza - e i cento piatti di ceramica bianca, saranno il fulcro di Mare Internum / Table Of Silence, risultato della collaborazione tra Rossella Vasta e i maestri d'ascia di Lampedusa Francesco Tuccio e Giuseppe Balestrieri.
Su Twitter:    @museiincomune

Un invito all'accoglienza e alla tolleranza, di cui è icona la tavola come spazio tradizionale di ospitalità e condivisione spirituale.

Quest'anno la Tavola verrà presentata a Roma, simbolicamente presso il Museo dell'Ara Pacis, con il nome di Mare Internum / Table Of Silence, perché verrà "apparecchiata" sullo sfondo del grande flusso migratorio che attraversa il nostro Mediterraneo.
Ogni anno The table of silence, un'istallazione di cento grandi piatti in ceramica bianca decorati a mano dall'artista siciliana Rossella Vasta, si sposta nel mondo per essere allestita, proprio come una vera tavola che invita alla pace e alla condivisione fraterna, nei paesi ospitanti, tra cui, finora,  gli Stati Uniti e il Giappone.  

Il progetto, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con i patrocini del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dell'Ambasciata degli Stati Uniti d'America in Italia, del Comune di Lampedusa e Linosa e del Comune di Palmanova, è organizzato dall'Associazione Culturale RO.SA.M. in collaborazione con UCID e Mentoring USA Italia onlus ed è curato dal critico d’arte Roberta Semeraro. Il progetto tecnico dell'installazione è dell'architetto Mauro Zucchetti, i servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.

La barca è stata realizzata dai maestri d’ascia lampedusani con inserti di legni provenienti dalle imbarcazioni  naufragate sulle coste di Lampedusa e sarà appoggiata su una base di sabbia.
I cento piatti di ceramica, posizionati da Rossella Vasta nella barca e sulla sabbia intorno, sono forgiati con la tecnica del mezzo ingobbio e decorati con un delicato ideogramma realizzato a mano.
Immagini del mare saranno proiettate sull'installazione dall'alto creando un effetto diurno in cui la barca e la tavola con i piatti di ceramica sembreranno arenate nella sabbia mentre di sera sembreranno galleggiare, trasportati dal mare.
Nel corso della serata inaugurale saranno proiettate le immagini di Table of Silence 9/11 la coreografia di Jacqulyn Buglisi al Lincoln Center di New York.
Per informazioni, immagini e video realizzati sulla Tavola del Silenzio nel mondo, è disponibile il sito internet:    www.tableofsilence.com
Per la table of silence 9/11 project performance di New York:    www.tableofsilence.org

BIOGRAFIE

Nata a Palermo, Rossella Vasta nel 1987 si laurea in filosofia presso l'Università di Perugia. Nel 2012 ottiene l'Honorary Doctorate Degree in Humane Letters dalla Cardinal Stritch University. Direttrice della Pieve International School (   www.pieveschool.com), ha tenuto seminari per varie istituzioni accademiche quali l'American University di Washington DC, Chautauqua Institution in Buffalo, New York, Cardinal Stritch in Milwaukee, Montana State University in Bozeman etc... Ha esposto in Europa, Asia e negli Stati Uniti. Nel 2015 l’Editore Petruzzi di Città di Castello ha pubblicato una monografia dell’artista curata da Barbara Rose.

Francesco Tuccio si è segnalato all'attenzione internazionale per le Croci realizzate con il legno spiaggiato delle imbarcazioni naufraghe lungo le coste di Lampedusa “che trasfigurano con forza e semplicità il dolore della fuga, la disperata ricerca di un futuro e il bisogno di aiuto, accoglienza e solidarietà...”. Alcune di queste croci sono state portate da papa Francesco nel corso di celebrazioni sacre, altre sono entrate a far parte del Patrimonio Artistico del Comune di Lecco e circa un anno fa il British Museum di Londra ha acquisito nella sua collezione una Croce di Tuccio.


Giuseppe Ascari in mostra

from 2016-11-25 to 2016-12-10

Biblioteca Vaccheria Nardi


"Venite adoremus" - Mostra di immagini sacre sul Santo Natale dal XVI al XX secolo

from 2016-12-11 to 2017-01-08

Basilica di Santa Maria sopra Minerva


Oscar Wilde, The Happy Prince e altre fiabe

from 2016-12-01 to 2017-01-14

Antiquariato Valligiano, Rvb Arts


Mostra internazionale Italia, Portogallo e Pakistan In Acquerello dell’A.R.A.

from 2016-11-30 to 2016-12-18

Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma


Sublimina

from 2016-12-15 to 2017-01-10

Museo delle Mura

Il Collettivo Curatoriale composto dagli studenti della sesta edizione del Luiss Master of Art - Master Universitario di I livello, sotto la guida di Achille Bonito Oliva (Responsabile Scientifico del Master) presenta la mostra Sublimina. L'esposizione si svolge dal 15 dicembre al 10 gennaio negli spazi del Museo delle Mura in porta San Sebastiano.

Gli artisti: Liu Bolin, Silvia Camporesi, Calori e Maillard, Loris Cecchini, Giulio Delvè, Luca di Luzio, Kaarina Kaikkonen, H.H. LIM, Eva Marisaldi, Marzia Migliora, Fiamma Montezemolo, Ariel Orozco, Luana Perilli, Alessandro Piangiamore, Pietro Ruffo, The Cool Couple, Glenn Weyant, Marco Maria Zanin.
L’esposizione, organizzata e sostenuta dal LUISS Creative Business Center e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, si svolge dal 15 dicembre al 10 gennaio, negli affascinanti spazi del Museo delle Mura in Porta San Sebastiano.
Il progetto si propone di dare forma visiva a una riflessione sul concetto di confine, in un momento storico in cui la questione sull'invalicabilità e ridefinizione di vecchie e nuove frontiere geopolitiche si manifesta in tutta la sua criticità.
   
Il Museo delle Mura in Porta San Sebastiano, una delle più grandi e meglio conservate aree delle Mura Aureliane costruite nel III secolo d.C., confine della città di Roma, barriera osmotica di scambio e di difesa, diventa luogo ideale per ospitare SUBLIMINA.
L’aleatorietà dei confini, segni tracciati dall'uomo per creare una demarcazione tra il sé e l’altro, vengono indagati dal collettivo curatoriale attraverso le opere di quindici artisti attivi sul panorama nazionale e internazionale. L’attuale tema del confine viene affrontato non solo nella sua componente geopolitica, ma anche antropologica e filosofica.
Le opere, facendo uso di molteplici linguaggi, danno forma visiva a questa idea di confine: ricostruendolo, raccontandolo o semplicemente evocandolo. 
Un percorso fluido attraverso gli spazi delle antiche mura tra installazioni video e sonore, foto, dipinti e sculture di: Liu Bolin, Silvia Camporesi, Loris Cecchini, Luca di Luzio, Kaarina Kaikkonen, H.H. LIM, Eva Marisaldi, Marzia Migliora, Fiamma Montezemolo, Ariel Orozco, Alessandro Piangiamore, Pietro Ruffo, The Cool Couple, Glenn Weyant, Marco Maria Zanin.
In mostra anche le tre opere finaliste della prima edizione del Premio Internazionale Generazione Contemporanea, istituito dal LUISS Creative Business Center per promuovere l’arte contemporanea italiana e straniera, sostenere gli artisti under 35 e dare vita alla collezione permanente d’arte contemporanea dell’Università LUISS Guido Carli.
Il Collettivo Curatoriale è composto da: Caterina Appignani, Ruggero Barberi, Bin Taher Abdelfattah Jamal Mohamed, Stefania Calandriello, Marina Casale, Marianna De Vita, Martina Fantini,Sara Francescangeli, Agata Gazzillo, Viola Giannerini, Giuseppina Giummarra, Maria Sara Intoccia, Anna Carla Mastroianni, Leonardo Morfini, Piermarco Parracciani, Paola Edvige Piras, Barbara Reggio, Francesca Ruggiero, Olivia Salmistrari, Flavia Sorato, Simona Strippoli, Rebecca Terzano, Chiara Tondi.


Eden

from 2016-11-24 to 2017-01-14

MAC Maja Arte Contemporanea


Che cos'è un bambino ?

from 2016-11-14 to 2017-01-14

Biblioteca Penazzato


Personale di Serena de Gier

from 2016-11-19 to 2016-12-21

CHM Centro Habitat Mediterraneo - Oasi Lipu, Parco Letterario Pier Paolo Pasolini


Esposizione internazionale 100 presepi (41^ edizione)

from 2016-11-25 to 2017-01-08

Sale del Bramante


Rwd-Fwd - Alfredo Pirri

from 2016-11-15 to 2017-01-25

Atelier-Studio Alfredo Pirri


Matteo Montani - Racconto Rosso

from 2016-11-18 to 2017-01-20

Galleria L'Attico di Fabio Sergentini


L'Origine della natura morta in Italia. Caravaggio e il Maestro di Hartford

from 2016-11-16 to 2017-02-19

Galleria Borghese


Portrait/Voice - Carol Pilars de Pilar

from 2016-11-18 to 2016-12-17

Museo Laboratorio della Mente


Arte sulle Motonavi. Il varo dell'utopia

from 2016-11-09 to 2017-01-08

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea


Arte sulle Motonavi. Il varo dell'utopia

from 2016-11-10 to 2016-12-20

Auditorium Via Veneto Spazio Cultura


Dove sono gli ultras - Cristiano Carotti

from 2016-11-19 to 2016-12-22

White Noise Gallery


Giovan Lorenzo Bernini e i suoi modelli

from 2016-11-16 to 2017-02-26

Musei Vaticani


Nature diverse

from 2016-10-24 to 2017-01-08

Visionarea Art Space


Premio "L’Arte che Accadrà"

from 2016-10-18 to 2016-12-18

Palazzo Fiano


SOGNI, SEGNI E FINZIONI...I Soliti Ignoti. Mostra a cura dell'ASC

from 2016-11-07 to 2016-12-12

Casa del Cinema

SOGNI, SEGNI E FINZIONI... I Soliti  Ignoti! 7 novembre - 12 dicembre 2016 Mostra di bozzetti di scenografie e costumi a cura dell'ASC Associazione Scenografi Costumisti e Arredatori. L’Associazione rappresenta, in questa mostra, un’altra “eccellenza Italiana” , i professionisti, riconosciuti in tutto il mondo, che hanno contribuito a rendere unico il cinema e il teatro Italiano. Una raccolta di bozzetti preparatori  che mostrano il grande lavoro creativo e progettuale  che c’è dietro ad un grande film o un’opera teatrale o una fiction ecc . Questi disegni  doverosamente esplicativi, rivelano anche qualità artistiche notevoli che vengono in parte sacrificate in favore di una facile comprensione del lavoro che dovrà  essere eseguito  da altri. Per un professionista  del settore, la meta finale è la buona riuscita dello  spettacolo per poter essere apprezzato dal pubblico nelle sale cinematografiche o in teatro. ORARI LUN-VEN 15.00 – 19.00  ●  SAB-DOM: 10.00-13.00 – 15.00 – 19.00

Sconfinamenti in viaggio tra arte e poesia

from 2016-11-26 to 2017-01-08

Musei di Villa Torlonia - Casino Nobile

Un Viaggio, come itinerario spirituale e percorso interiore; Viaggio nella memoria, utopico, mistico, senza meta, senza movimento; Viaggiare come condizione dell’esistenza, dove il piacere ed il senso del viaggio si esauriscono nella stessa azione del viaggiare.

Il “viaggio”, partito a giugno dal Museo Diocesano di Genova nell'ambito del Festival Internazionale di Poesia con le coppie di artisti e poeti: Luisa Mazza e Tiziano Broggiato, Virginia Monteverde e Claudio Pozzani, Viviana Nicodemo e Milo De Angelis, vede la partecipazione nella tappa romana anche di altre tre coppie: Marilù Eustachio con Antonella Anedda, Andrea Fogli con Valerio Magrelli, Felice Levini con Claudio Damiani.

E’ un viaggio ideale e contemporaneo, calato nella complessa realtà dei Luoghi di riferimento, con grandi aperture e sconfinamenti verso la trasformazione, la conoscenza, l’arricchimento nella Bellezza.

Le diverse espressioni si fondono per creare linguaggi inediti e originali, che penetrano nel pensiero con il coinvolgimento di tutti i sensi in un percorso emozionale totale. Le sensazioni si mescolano ed esplodono quando vissuti diversi si incontrano e si riconoscono, quando nel vagare tra luoghi e pensieri ci si identifica in un sentire comune, si condivide un’idea di bellezza, qualunque sia il mezzo con il quale viene espressa.
Il viaggio, metaforico o reale, evocato dal suono delle parole o da immagini declinate in tutte le gamme possibili, ci unisce in un andare senz’altra meta che non sia la conoscenza, alla ricerca di valori di bellezza e armonia che riconosciamo come nostri perché universali.

L’idea progettuale, per un contributo peculiare sull’esperienza del viaggiare, si pone come percorso dialettico fra arti visive e poesia, da esplorare, da svariate angolazioni estetiche, superficiali, complesse, profonde.
Linguaggi che esprimono ingranaggi visivi e poetiche differenti, testimonianze di un vissuto e di un fare artistico individuale, confluiscono nell’interazione armonica del progetto “Sconfinamenti. In viaggio tra arte e poesia”. Poeti e artisti, insieme, per sviluppare e raccontare un’idea comune, in sintonia, con cifre stilistiche ed espressive a confronto.
Si tratta di superare confini per dar vita, con una conversazione a due e a più voci, a nuovi “luoghi e contenuti espressivi” attraverso un progetto itinerante, poetico e visionario.

Artisti e Poeti
Luisa Mazza e Tiziano Broggiato
Virginia Monteverde e Claudio Pozzani
Viviana Nicodemo e Milo De Angelis
Marilù Eustachio e Antonella Anedda
Andrea Fogli e Valerio Magrelli
Felice Levini e Claudio Damiani.


Arnoldo Foà. Una Vita Lungo un secolo

from 2016-11-12 to 2016-12-30

Teatro di Villa Torlonia


La Tempesta e l’isola degli incantesimi. Omaggio a William Shakespeare

from 2016-11-10 to 2016-12-14

Casa Museo Mario Praz


LA NOTTE S'AVVICINA di Fabrizio Cicero

from 2016-12-02 to 2016-12-17

Sala Santa Rita


Istat. Da 90 anni connessi al Paese

from 2016-10-20 to 2017-01-07

Monumento a Vittorio Emanuele II (Vittoriano)


Claudio Abate - Oltre lo sguardo

from 2016-10-13 to 2016-12-20

Zoo Zone Art Forum


Galleria in versi - Paesaggio con Figura

from 2016-10-11 to 2017-02-03

Galleria Erica Ravenna Fiorentini


La misura dell'Occidente. Álvaro Siza e Giovanni Chiaramonte

from 2016-10-27 to 2017-02-25

Accademia Nazionale di San Luca


Álvaro Siza in Italia 1976-2016

from 2016-10-27 to 2017-02-25

Accademia Nazionale di San Luca


Trastevere intrecci d’arte e di vita

from 2016-11-18 to 2017-02-26

Museo di Roma in Trastevere

Viaggio nel celebre rione, tra testimonianze e memorie di chi ancora ci vive e le iniziative che ne hanno rianimato la vita culturale e sociale negli ultimi anni.

La mostra incentrata da un lato sulle testimonianze di 28 testimoni guida residenti od operanti nel rione (abitanti, gestori di bar e ristoranti storici, artigiani, e noti artisti, registi, scrittori e giornalisti…) che vengono illustrate visivamente da una serie eterogenea di materiali scovati nelle loro case o botteghe (foto, quadri, disegni, sculture, oggetti, lettere, libri, documenti, ecc) e raccolte in un video documentario che sarà proiettato a loop nel museo.

In un'altra sezione, denominata “Rimembranze”, l’attenzione è spostata anche su varie iniziative che negli ultimi anni hanno rianimato la vita culturale e sociale del rione: quelle dei “ragazzi del Cinema America Occupato”, della factory di illustratori operanti in via Bertani, dai progetti ideati e curati da Kristin Jones per “piazza Tevere” (incluso fregio di Kentridge), del “Progetto Esthia” all’interno della Casa delle Donne o dei cittadini aderenti all’associazione per il decoro urbano “Trastevere Attiva”.


Sala del Treno di Pio IX

from 2016-11-04 to 2020-12-31

Centrale Montemartini

Quello che un tempo era un settore della Sala Caldaie n. 2 della Centrale Montemartini è stato restaurato per accogliere le carrozze del Treno di Pio IX, già conservato nel Museo di Roma a Palazzo Braschi.

Dalla Sala Colonne, al piano terra del museo, si accede al nuovo spazio che ha ampliato il percorso espositivo. Nella nuova sala sono stati allestiti anche una piastra a rilievo con lo stemma di Pio IX, che decorò la locomotiva del treno, e due preziosi tondi, opere di Jean Léon Gérôme (1856-1858), già collocati nel vagone che ospitava la Cappella. Infine una teca conserva un modellino di treno a vapore del secondo quarto del XIX secolo, dono di una compagnia ferroviaria britannica a papa Gregorio XVI (1831-1846).

I tre vagoni che compongono il treno papale furono commissionati dalle Società “Pio Centrale” e “Pio Latina” ad aziende francesi per farne dono al Pontefice. Il viaggio inaugurale fu compiuto da Pio IX il 3 luglio 1859: dalla stazione di Porta Maggiore, allora capolinea delle linee ferroviarie pontificie, il treno raggiunse la stazione di Cecchina (Albano). 

Il primo vagone, la cosiddetta  balconata, serviva come loggia per le benedizioni papali. La seconda vetturacollegata alla prima da una piccola piattaforma di raccordo con ringhiere e cancelletti in ferro battuto, è costituita da una Sala del trono con piccolo appartamento annesso, ad uso privato del Pontefice, rivestito di stoffe purpuree. La terza vettura, ancora più sontuosa, ospita una Cappella consacrata nella quale il papa tenne messa durante uno dei suoi viaggi.

Dopo il 1870, le tre carrozze furono ospitate a lungo in una rimessa della stazione di Roma Termini, dove furono depredate di alcuni ornamenti. Nel 1911, ricomparvero in veste di cimelio storico nella mostra che celebrava il cinquantenario del Regno d'Italia a Castel Sant'Angelo, dove rimasero in deposito fino al loro trasferimento, nel 1930, nella prima sede del Museo di Roma in via dei Cerchi. Il 2 agosto 1951 i vagoni furono trasportati a Palazzo Braschi, attraversando in modo spettacolare le vie della città su un carrello ferroviario a otto ruote, lungo dieci metri. Giunti a destinazione, per consentire  il loro ingresso nel palazzo, si rese necessario praticare un’apertura  sulla facciata prospiciente piazza Navona. 


Guerre Stellari – Play. La mostra sulla saga che ha sedotto tre generazioni

from 2016-10-28 to 2017-01-29

Complesso del Vittoriano (Ala Brasini)


Nostalgia dell’avvenire

from 2016-10-20 to 2017-02-10


Indagini sulle Grandi Piramidi

from 2016-10-22 to 2016-12-10

Associazione Archeosofica di Roma


L’arte di Dishonored 2

from 2016-10-22

VIGAMUS - The Video Game Museum of Rome


Ehi, voi! - Performance

from 2016-10-15 to 2017-01-08

Palazzo delle Esposizioni

Italo Zuffi

Percezione del modesto

h 11-19 / h 11am - 7pm


De rerum rurale - Performance

2017-01-07

Palazzo delle Esposizioni

Valentina Vetturi

A Better Chance to Gain Enough Entropy, 2016

con: Claudia Caponera, Valeria Di Biase, Valerio Giannetti, Rosa Marasco, Enrica Nizi, Elisa Rotondi, Marco Silvani, Sara Venditti

Courtesy dell’artista / the artist


Periferiche - Perfomance

2017-01-08

Palazzo delle Esposizioni

Paolo Icaro

Numericals, 2017 (1978)

Performance

h 18 / h 6pm


I Would prefer not to / Preferirei di no - Performance

2016-12-16

Palazzo delle Esposizioni

Cesare Pietroiusti

Senso e sensi, 2016

Performance dei partecipanti al laboratorio / Performance by workshop participants

h 18.30 / h 6.30pm


De rerum rurale - Performance

2016-12-16

Palazzo delle Esposizioni

Marzia Migliora

Un caso #2, 2016

Talk performance con / Talk performance with Isidoro Danza (imprenditore / entrepreneur), Alberto Salza (antropologo / anthropologist), 40’

Con / With Elena Pugliese

Courtesy dell’artista / the artist e / and Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli

h 21 / h 9pm


De rerum rurale - Performance

2016-12-18

Palazzo delle Esposizioni

Nico Angiuli / Luigi Coppola / Leone Contini

Tavola rotonda sul concetto di “Miscuglio” con interventi performativi. Proiezione del video di Nico Angiuli / Round table on the “Miscuglio” concept with performances. Screening of the video by Nico Angiuli:

Tre Titoli, 2015

Video HD / HD video, 35’

Collaborazione al progetto di Connecting Cultures e Vessel / Collaboration in the Connecting Cultures and Vessel project

Courtesy dell’artista / the artist

h 17.30 / h 5.30pm


I Would prefer not to / Preferirei di no - Performance

from 2016-11-04 to 2016-12-18

Palazzo delle Esposizioni

Cesare Pietroiusti

Senso e sensi

Performance

h 19 / h 7pm


De rerum rurale - Performance

2016-12-17

Palazzo delle Esposizioni

Valentina Vetturi

A Better Chance to Gain Enough Entropy

con: Claudia Caponera, Valeria Di Biase, Valerio Giannetti, Rosa Marasco, Enrica Nizi, Elisa Rotondi, Marco Silvani, Sara Venditti

Per informazioni e aggiornamenti / For info and updates: quadriennale16.it


La seconda volta - Performance

from 2016-11-06 to 2016-12-18

Palazzo delle Esposizioni

Martino Gamper

Post Forma Libris

Performance workshop

Con la partecipazione di / With the participation of Legatoria Scura, Roma

h 15-19.30 / h 3pm - 7.30pm


De rerum rurale - Performance

2017-01-03

Palazzo delle Esposizioni

Riccardo Giacconi e Andrea Morbio

Simone Pianetti (1858 - ?), 2010-2016

Spettacolo di burattini / Puppet show

In collaborazione con / In collaboration with Giacomo Onofrio

Courtesy degli artisti / the artists

h 17.00 / h 5.00 pm


Orestiade italiana - Performance

from 2016-10-15 to 2017-01-08

Palazzo delle Esposizioni

FRANCESCO FONASSI

Stasi (First Study on Jacob Ullmann’s Horos Meteoros), 2013

Serie di Polaroid, pièce per due voci e processing spettrografico del segnale / Series of Polaroids Polaroid, pièce for two voices and spectrographic signal processing, aiff, stereo, 50’

Eseguito in studio da / Studio performance by Letizia Fiorenza e / and David Sautter; mixato e processato su / Mixed and processed on AudioSculpt da / by Francesco Fonassi, con l’assistenza tecnica di / with the technical assistance of Marco Liuni (IRCAM)

Prodotto da / Produced by Le Pavillon, Palais de Tokyo, Paris

h 19-20 / h 7pm - 8pm


Soirée Ingeborg Bachmann

from 2016-11-11 to 2016-12-09

Forum Austriaco di Cultura


Philip Topolovac - Für immer

from 2016-09-29 to 2016-12-13

Galleria Mario Iannelli


Gillo - Cinema, utopie, passioni e battaglie di Gillo Pontecorvo

from 2016-10-20 to 2016-12-11

Complesso dei Dioscuri al Quirinale


COLORS. Omaggio al Colore

from 2016-10-27 to 2017-01-14

Galleria Edieuropa


Centenario Ostia 1916 - 2016

from 2016-10-21 to 2016-12-15

Biblioteca Elsa Morante


Roma-Parigi, Accademie a confronto. L’Accademia di San Luca e gli artisti francesi

from 2016-10-13 to 2017-01-13

Accademia Nazionale di San Luca


That's Italia Art Collection 2016 - "Ritratti del Cinema Italiano" di Anna Laura Millacci

from 2016-10-20

Botticelli Risto-Arte


Van Gogh Alive – The Experience

from 2016-10-25 to 2017-03-27

Palazzo degli Esami


L’arte differente: Mocak al MAXXI

from 2016-12-07 to 2017-01-22

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


In posa. Ambigue verità della messa in scena

from 2016-10-15 to 2017-01-21

Galleria del Cembalo


Vizio d'autore - Samantha Rivieccio

from 2016-10-20

Galleria Moderni


Non amo che le rose che non colsi

from 2016-10-19 to 2016-12-23

Richter Fine Art


Ammargine

from 2016-10-24 to 2017-01-28

Goethe Institut


Costellazione 1 | Segni, recuperi, tracce di storie tedesche in giro per Roma

from 2016-11-30 to 2017-03-12

Casa di Goethe


Atlas. On the Human Condition, Places and Times - Margherita Moscardini

from 2016-10-11 to 2016-12-12

Ex Elettrofonica


Irish in Italy. Letteratura e politica irlandesi in Italia nella prima metà del Novecento

from 2016-10-15 to 2017-01-08

Biblioteca Nazionale Centrale


Letizia Battaglia. Per pura passione

from 2016-11-24 to 2017-04-17

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Álvaro Siza, Sacro

from 2016-11-09 to 2017-03-26

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Carlo Scarpa e il Giappone

from 2016-11-09 to 2017-02-26

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Artemisia Gentileschi e il suo tempo

from 2016-11-30 to 2017-05-07

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Un viaggio nell’arte della prima metà del XVII secolo seguendo le tracce di una grande, vera donna: Artemisia Gentileschi.

Un viaggio nell’arte della prima metà del XVII secolo seguendo le tracce di una grande, vera donna. Una pittrice di prim’ordine, un’intellettuale effervescente, che non si limitava alla sublime tecnica pittorica, ma che seppe, quella tecnica, declinarla secondo le esigenze dei diversi committenti, trasformarla dopo aver assorbito il meglio dai suoi contemporanei, così come dagli antichi maestri, scultori e pittori. La parabola umana e professionale di Artemisia Gentileschi (1593-1653), straordinaria artista e donna di temperamento, appassiona il pubblico anche perché è vista come un’antesignana dell’affermazione del talento femminile, dotata di un carattere e una volontà unici. Un talento che le consentì, giovanissima, arrivata a Firenze da Roma, prima del suo genere, di entrare all’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze; che le fece imparare, già grande, a leggere e scrivere, a suonare il liuto, a frequentare il mondo culturale in senso lato; una volontà che le consentì di superare le violenze familiari, le difficoltà economiche; una libertà la sua che le permise di scrivere lettere appassionate al suo amante Francesco Maria Maringhi, nobile raffinato quanto tenero e fedele compagno di una vita. Una tempra la sua, che pure sotto tortura (nel processo che il padre intentò al suo violentatore Agostino Tassi) le fece dire: “Questo è l’anello che tu mi dai et queste le promesse”, riuscendo così a ironizzare, fino al limite del sarcasmo, sulla vana promessa di matrimonio riparatore.

La mostra che si apre il 30 novembre al Museo di Roma a Palazzo Braschi, con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, e che copre l’intero arco temporale della vicenda artistica di Artemisia Gentileschi, consentirà al visitatore di ripercorrere vita e opere dell’artista a confronto con quelle dei colleghi: circa 100 sono in totale le opere in mostra, provenienti da ogni parte del mondo, da prestigiose collezioni private come dai più importanti musei in un confronto serrato tra l’artista e i suoi colleghi, frequentati, a Roma, come a Firenze, ancora a Roma e infine a Napoli, con quel passaggio veneziano di cui molto è da indagare, così come la breve intensa parentesi londinese. 

L’esposizione, che rimane aperta sino al 7 maggio 2017, nasce da un’idea di Nicola Spinosa ed è curata dallo stesso Spinosa per la sezione napoletana, da Francesca Baldassari per la sezione fiorentina, e da Judith Mann per la sezione romana. È accompagnata da un catalogo edito da Skira che dà conto dei diversi periodi artistici e umani di Artemisia e riporta le schede delle opere esposte, frutto dei più recenti studi scientifici e degli ultimi documenti rinvenuti.

Oltre quindi ai magnifici capolavori di Artemisia come la Giuditta che taglia la testa a Oloferne del Museo di Capodimonte, Ester e Assuero del Metropolitan Museum di New York, l’Autoritratto come suonatrice di liuto del Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut, si vedranno la Giuditta di Cristofano Allori della Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze o la Lucrezia di Simon Vouet del Národní galerie v Praze di Praga, solo per citarne alcuni: dopo i dipinti della prima formazione presso la bottega del padre Orazio, quelli degli anni fiorentini, segnati dai lavori dei pittori conosciuti alla corte di Cosimo de Medici come Cristofano Allori e Francesco Furini, ma anche le tangenze con Giovanni Martinelli; altri che recano echi, e non solo, della sua amicizia e frequentazione con Galileo, come del mondo, allora nascente, del teatro d’opera.

Scandite all’interno di un itinerario cronologico, le successive opere di Artemisia sono messe in relazione con quelle dei pittori attivi in quegli anni d’oro a Roma: Guido Cagnacci, Simon Vouet, Giovanni Baglione, fonte d’ispirazione rispetto ai quali la pittrice aggiorna, di volta in volta, il suo stile proteiforme e mutevole.

A concludere, i dipinti eseguiti nel periodo napoletano, quando ormai Artemisia può contare su una sua bottega e sulla protezione del nobile Don Antonio Ruffo (1610-1678), lavori in cui, grazie ai confronti, sarà possibile capire il suo rapporto professionale coi colleghi partenopei: da Jusepe de Ribera e Francesco Guarino a Massimo Stanzione, Onofrio Palumbo e Bernardo Cavallino; tele come la splendida Annunciazione del 1630 – presente anch’essa in mostra – paradigmatiche di questa fiorente contaminazione, scambio e confronto.

ARTEMISIA GENTILESCHI

Artemisia Lomi Gentileschi. Artemisia Gentileschi. Artemisia. È così ormai che il mondo la conosce, gli storici dell’arte come la gente comune. Chi la reputa pittrice di prim’ordine, in grado di eguagliare e superare nell’arte i tanti pittori del suo tempo, e non solo, e chi resta stregato dalle sue Giuditte vendicatrici, dalle Cleopatra, Ester, Maddalene, sante, dame e suonatrici, dai suoi colori, dalle ombre caravaggesche e terribili di suoi lavori. Artemisia per anni, per decenni, complice la biografia parecchio romanzata di Anna Banti, è sembrata essere solo una bambina violata dall’amico e sodale del padre, quell’Agostino Tassi che non fece un solo giorno di esilio o galera. Sembrava Artemisia, uscita dalle pagine travagliate della grande storica dell’arte, non voler altro che l’approvazione del padre, come pittrice, e il suo amore, come figlia. Sembrava Artemisia far ricorso all’orgoglio per salvare la sua vocazione, al punto da allontanare l’unico uomo amato, il padre della figlia, il vicino di casa Pierantonio Stiattesi, sposato per cancellare la macchia dello stupro dalla sua reputazione di donna. E sembrava aver avuto un’unica figlia, trascurata e negletta, che detestava colori e pennelli e odiava quella madre che affetto e attenzioni non poteva dare, troppo impegnata a farsi strada in un mondo fatto solo di uomini, impossibilitata a svelare emozioni, pena il crollo della sua autorevolezza. Una figlia che, con gli occhi e le parole, pare esser sempre pronta a rimproverarle modi e costumi, che preferisce la pudicizia delle monache e la tranquillità economica di un matrimonio di interesse. E parte Artemisia, attraversa mezza Europa per giungere alla corte della Regina di Inghilterra, dove si trova il padre che la accoglie, ma al tempo stesso è geloso del suo successo. La corte è tetra e fredda, il padre se ne sta nascosto e infine muore, tra le sue braccia, e a lei non resta che tornare indietro e forse morire sola in una qualche locanda prima di arrivare nel porto di Napoli.

Artemisia non è questa, non lo è mai stata. Il tempo, i documenti, le carte uscite fuori dagli archivi, e forse ancora molte da trovare, han reso giustizia a una donna, a un’artista, a un’eroina che non si fa scrupoli perché solo in questo modo è possibile esser donna e pittrice in quell’epoca, in quel mondo. Non era affatto bambina quando conobbe il Tassi che amò per quasi un anno. E certo il processo ci fu e alla fine non si sposarono. Sposò lo Stiattesi ma chi tra i due ci guadagnò, non è chiaro. Amò furiosamente un suo coetaneo alla corte di Firenze, il nobile Francesco Maria Maringhi, come testimoniano le sue lettere appassionate, che la salvò dall’accusa di furto di colori quando scappò con i figli, che molti ne ebbe, da Firenze a Roma. Cambia case, si fa nuovi amici, non paga i debiti, pur di lavorare e di essere grande tra i grandi del suo tempo. L’amico Vouet ci lascia un suo ritratto (ma il suo volto lo si conosce a memoria, che lo regala alle sue donne di pennello più crudeli). È a Venezia e poi a Napoli. Si fa agente di se stessa. Ha a che fare coi grandi della nostra penisola, come d’Europa, raccomandando perfino famiglia e parenti, rimandando consegne di lavori, scrivendo lettere tanto supplichevoli quanto furbe. Scrive a Galileo di cui è amica. Il suo amante di sempre, il Maringhi, la raggiunge a Napoli. Girolamo Fontanella compone un’ode per lei e negli anni successivi addirittura sette per le sue opere. Parte per Londra, dove raggiunge il padre, e dove rimane anche dopo la sua morte per rientrare poi a Napoli dove lavora molto e molto promette, pur di farsi anticipare danari e colori.

Secondo le fonti vien sepolta nella Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini. “Heic Artemisia” sulla sua lapide. Perché da questo momento è solo Artemisia, la grande, immensa pittrice.


Jean Arp

from 2016-09-30 to 2017-01-15

Museo Nazionale Romano - Terme di Diocleziano


Rinascere dalle distruzioni. Ebla, Nimrud, Palmira

from 2016-10-07 to 2016-12-11

Colosseo - Anfiteatro Flavio


Una donna per Eduardo: Filumena Marturano a 70 anni dalla prima rappresentazione

from 2016-01-10 to 2017-02-28

Museo teatrale SIAE del Burcardo


Giorgio Ortona. Nomi, cose e città

from 2016-12-08 to 2017-01-15

MACRO Testaccio

Padiglione 9/A
Personale dell'artista Giorgio Ortona famoso per la sua innegabile passione per le palazzine, quelle romane in particolare, e soprattutto quelle poste fra centro e periferia.

Ortona mette in mostra una sorta di vertiginoso censimento di quel visibile metropolitano che costituisce il suo territorio di caccia prediletto. Una specie di ossessione classificatoria che richiama ludicamente, come dice il titolo della mostra, il gioco “Nomi cose e città” che era tanto in voga qualche decennio fa e che per il nostro artista è anche un irresistibile richiamo all’infanzia.

Il nucleo centrale della mostra si basa su una serie di grandi vedute urbane dedicate alle palazzine romane ed ai cantieri. E nellʼallestimento si realizza un coinvolgente cortocircuito dimensionale, visto che le opere esposte vanno dal formato cartolina a quello cinemascope. In una sorta di ideale giro dʼItalia e poi del mondo, compaiono anche vedute, edifici e cantieri di Napoli, Palermo, Il Cairo, Kiev, Nuova Delhi, tutti simili ed anonimi come immagini di un mondo globalizzato ed omologato. È il trionfo di un anonimato quotidiano che rende protagonista solo la pittura, una pittura meticolosa come quella di un pittore antico e fondata essenzialmente sul bisturi analitico e costruttivo del disegno.

Ne emerge, come scrive nel suo saggio in catalogo Gabriele Simongini, “il sublime quotidiano come fatto concreto, con una struttura e uno scheletro, perfino un ritmo. E Giorgio Ortona lo cerca ansiosamente salendo sulle terrazze condominiali con la stessa trepidazione con cui i romantici ascendevano alle vette delle montagne alla ricerca del divino nello spettacolo della natura. A lui, però, agnostico dichiarato, la trascendenza non interessa, pur perseverando nella ricerca di un proprio, personale assoluto che appunto è forma, composizione, struttura, ritmo”.

“Cerco lʼassoluto - dice Ortona - attraverso le forme. E quando mi chiedono di dare una definizione a quel che faccio dico solo che sono un pittore. Non voglio illustrare niente né essere connotato”.
È questo il punto: ad Ortona sta troppo stretta la classificazione di “pittore figurativo”, come si vedrà in mostra. Nellʼinsisterci sopra, nota ancora Simongini, “si limita lʼampiezza pluralista di una ricerca che ha forte analogia con la musica (lo ribadiscono, fra lʼaltro, anche la passione di Ortona per il jazz elettrico, da lui suonato e lʼattenzione maniacale alla composizione, come se la tavola fosse un pentagramma) e con sintetiche componenti astrattive. Se da un lato è inevitabile pensare, solo per fare due nomi fra i più importanti per la pittura di Ortona, alle periferie del secondo dopoguerra di Renzo Vespignani (grande artista scandalosamente misconosciuto) e allo sconvolgente realismo di Antonio Lòpez Garcia, sotto un altro punto di vista è lecito chiamare invece in causa Piet Mondrian, mutatis mutandis, con il suo neoplasticismo musicale ed universale che si chiude e si rinnova al tempo stesso a contatto col diorama metropolitano di New York City”.

In catalogo è pubblicato un saggio di Gabriele Simongini, oltre ad un'ampia antologia critica e alle riproduzioni delle opere esposte.

Nota biografica
Nato a Tripoli nel 1960, Giorgio Ortona si è laureato in architettura all'Università di roma e ha poi seguito un corso internazionale di pittura a Cadice sotto la direzione di Antonio López García. Nel 2011 ha partecipato alla 54°Biennale di Venezia, nel Padiglione Italia (su segnalazione ed invito di Antonio López García) e nel Padiglione della Repubblica Cubana.
Nel 2012, la sua opera “Cantiere Pantanella”, è stata esposta nella mostra "Dalla Collezione MACRO", al MACRO Testaccio di Roma.


Francesco Cellini. Strumenti e tecniche del progetto di architettura

from 2016-11-16 to 2017-01-15

MACRO Testaccio

Padiglione 9/B
La mostra presenta una selezione della produzione architettonica di Francesco Cellini, dai primi anni ‘70 a oggi, e si svolge su due linee parallele.

La prima è di carattere strettamente cronologico e illustra in sequenza i più importanti progetti e le sue principali realizzazioni, documentando alcuni dei più pregnanti episodi di una complessa e meditata attività di ricerca progettuale e professionale svolta lungo quasi cinquant’anni, mettendone a fuoco i caratteri e gli obiettivi.

La seconda si articola su varie tappe di approfondimento, che affrontano, con vari documenti e dettagli (dallo schizzo iniziale, all’esecutivo), alcuni gruppi di opere e, insieme ad esse, le fasi dell’evoluzione dei modi di produzione del progetto di architettura, comprese le relative metodologie, organizzazioni produttive, tecniche e strumenti. Ricorrono alcuni temi, tra cui il radicale funzionalismo, la predilezione, quasi costante, per l’uso di repertori formali elementari, organizzati però in modo da generare uno stato di non pacificata tensione interna, l’attenzione nell’indagine statica e costruttiva. C’è infine una particolare considerazione per la storia dell’architettura, dei contesti, dei tipi e dei luoghi, priva però di ogni automatismo storicistico.

La mostra esplora parallelamente l’evoluzione dei modi, dell’organizzazione e degli strumenti di lavoro, che nel periodo esaminato hanno vissuto la radicale trasformazione dal disegno a mano alla rappresentazione informatica. Si espongono materiali originali, schizzi, appunti e documenti di lavoro, prospettive e modelli, provenienti da vari fondi, tra cui l’Archivio Progetti dello IUAV, l’Accademia Nazionale di San Luca, la Galleria AAM, oltre che da collezioni private e dall’archivio personale di Francesco Cellini.

In coincidenza con la mostra sarà pubblicata la monografia Francesco Cellini, introdotta da un saggio di Francesco Dal Co, edita da Electa-architettura.

Francesco Cellini (Roma, 1944) avvia il proprio studio professionale nel 1964 con Nicoletta Cosentino, con la quale lavora fino alla metà degli anni novanta, per poi proseguire autonomamente e in collaborazione con altri architetti. La sua pratica professionale, basata sin dall’inizio su un atelier di carattere artigianale e di dimensioni contenute, si è progressivamente sviluppata dialogando con altre strutture; fra queste ricorre con grande frequenza, negli ultimi quindici anni, la società Insula, fondata da un gruppo di ex allievi e collaboratori. L’attività, pubblicata su vari libri e riviste, recensita da vari critici ed esposta in numerose mostre nazionali e internazionali, è costituita da più di duecento progetti architettonici e urbani, di varia natura e di diverso impegno, prevalentemente derivanti da incarichi pubblici, ovvero partecipando e qualificandosi vincitore in numerosi concorsi nazionali ed internazionali; un’altra larga parte delle opere gli è stata affidata da molte delle più importanti società di progettazione italiane.
All’attività professionale ha sempre affiancato un impegno didattico svolto nelle facoltà di Architettura della Sapienza di Roma, di Palermo e di Roma Tre, dove per sedici anni ha ricoperto la carica di preside. Ha pubblicato numerosi saggi e monografie di carattere storico-critico, sui temi dell’architettura moderna e contemporanea.


THE INDEPENDENT. BASE

from 2016-09-30 to 2016-12-11

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


EDIZIONE STRAORDINARIA! | Elsa Morante e Il Corriere dei Piccoli

from 2016-12-02 to 2016-12-31

Teatro del Lido di Ostia


Azulejão - Adriana Varejão

from 2016-10-01 to 2016-12-10

Gagosian Gallery


Lia Drei / Francesco Guerrieri. La regola e l'emozione 1962-1973

from 2016-11-11 to 2017-01-15

MACRO Via Nizza

Project Room #1
L’esposizione rende omaggio a Lia Drei (Roma 1922-2005) e a Francesco Guerrieri (Borgia 1931-Soverato 2015), compagni nella vita e nell’arte, che lungo gli anni sessanta furono protagonisti delle ricerche gestaltiche, programmate e strutturaliste, particolarmente a Roma.

Drei e Guerrieri, insieme a Di Luciano e Pizzo, fondarono infatti il Gruppo 63 (1962-63) e poi, in coppia, il Binomio Sperimentale p. (1963-68). In quegli stessi anni entrambi parteciparono ai fondamentali Convegni internazionali di Verucchio e alle varie mostre-dibattito itineranti del movimento strutturalista.

Sono esposte 27 opere, alcune delle quali inedite, che documentano i modi peculiari della loro ricerca negli anni sessanta per approdare agli inizi dei settanta. Le opere provengono dall’Archivio Drei/Guerrieri, dalla collezione del MACRO e da un’importante collezione privata romana.

Il percorso espositivo è arricchito da taccuini inediti dei due artisti e da una nutrita serie di documenti dell’epoca, fra cui cataloghi, inviti e locandine.

Inoltre verrà proiettato il film di Pierfrancesco Bargellini intitolato “Un modo di farsi l’Arte insieme all’artista” (1970).

Sia Lia Drei che Francesco Guerrieri, pur nelle reciproche differenze, si sono distinti nell’ambito delle ricerche gestaltiche internazionali per la capacità di rendere visibile un’intuizione lirica distillata nella purezza geometrica e rigorosa della forma. Hanno saputo elaborare una tecnica poetica per penetrare in profondità e dare immagine alle correnti dinamiche e all’armonia strutturale dei fenomeni vitali. Del resto l’importanza fondamentale dell’intuizione nel loro processo creativo era stata da loro stessi sottolineata nella Dichiarazione di poetica di Verucchio del settembre 1963: “La ricerca deve avere un suo campo d’indagine, altrimenti non avrebbe ragione d’essere. Nel nostro caso non può che essere ESTETICA. Quindi per quanti metodi rigorosamente logici e scientifici si vogliano adottare, essa non sarà mai rigidamente logica, ma sempre e necessariamente METALOGICA. Ciò non fa scadere il valore della ricerca secondo una valutazione scientifica: molte verità delle scienze e della stessa matematica sono puramente intuitive, perché in molti casi l’intuizione è il solo mezzo di conoscenza dato all’uomo”.

Il catalogo della mostra (Manfredi Edizioni), oltre alle riproduzioni delle opere esposte, agli apparati biobibliografici (a cura di Chiara Ceccucci e Cinzia Folcarelli) e ai documenti, conterrà i saggi di Federica Pirani, Gabriele Simongini, e Antonia Arconti, una testimonianza di Luigi Paolo Finizio e un’intervista del 2013 a Francesco Guerrieri sullo Sperimentale p.


Laboratorio Prampolini. Disegni schizzi bozzetti progetti e carte oltre il Futurismo

from 2016-11-11 to 2017-01-15

MACRO Via Nizza

Project Room #2 e Biblioteca
Mostra realizzata in occasione del sessantennale della scomparsa del grande artista futurista Prampolini (Modena 1894 – Roma 1956).

Il progetto espositivo, pensato come un’incursione nel vivo della progettualità prampoliniana, segna il ritorno in un museo romano di Prampolini a distanza di più di vent’anni dalla grande mostra antologica allestita al Palazzo delle Esposizioni nel 1992.

Nella Biblioteca del MACRO sono esposti oltre 150 documenti provenienti dall’Archivio Prampolini, donato nel 1992 dagli eredi dell’artista al Comune di Roma e conservato presso il Centro Ricerca e Documentazione Arti Visive (CRDAV) del MACRO.
L’archivio custodisce una cospicua raccolta documentale relativa ai molteplici campi di attività di Prampolini: dal teatro alla scenografia, dalla riflessione teorica alla produzione di scritti e manifesti, dalla partecipazione e organizzazione di mostre al ruolo svolto come promotore e organizzatore culturale, dall’attività di critico all’insegnamento. Molte le lettere che testimoniano i contatti di Prampolini con numerosi esponenti della cultura italiana ed estera.
Le carte in mostra, appunti, schizzi, note e minute, in gran parte inedite, sono suddivise in cinque sezioni: Prampolini teorico e disegnatore: testi, schizzi, bozzetti e grafica - Nel teatro e nella scenografia di Prampolini - Picasso (ri)visto da Prampolini - Lettere e cartoline dall’arte - Prampolini e Capri.

La mostra si sviluppa inoltre negli spazi della Project Room #2 al primo piano del museo, presentando una serie di lavori, in parte inediti, realizzati da Prampolini tra la metà degli anni venti e i primi anni cinquanta del secolo scorso: schizzi, disegni, taccuini contenenti appunti visivi, progetti architettonici e allestitivi, che, insieme a una selezione di bozzetti e figurini realizzati da Prampolini per il Teatro dell’Opera di Roma – rispettivamente per gli spettacoli Il castello nel bosco del 1931, La Tarantola del 1942 e Bolle di sapone del 1953 – raccontano da vicino la poliedricità del linguaggio prampoliniano e restituiscono in pieno il senso di una ricerca costantemente rivolta alla sperimentazione e all’applicazione in campi diversi, dal disegno alla pittura, dalla scenografia teatrale all’architettura, accompagnando lo spettatore all’interno di un percorso artistico colto nel vivo della sua evoluzione in una fase storica cruciale – quella compresa tra gli anni Trenta e l’immediato secondo dopoguerra – nell’ambito della sperimentazione artistica italiana e internazionale.


Il mendicante di stelle. Il narrare di Stanislao Nievo tra mito, natura e letteratura

from 2016-09-28 to 2016-12-31

Biblioteca Nazionale Centrale, Spazi900


Le bambole del Giappone, forme di preghiera, espressioni d'amore

from 2016-10-04 to 2016-12-28

Istituto Giapponese di Cultura


Sensi unici - Mostra di libri e opere tattili

from 2016-11-12 to 2017-02-26

Palazzo delle Esposizioni


Edward Hopper

from 2016-10-01 to 2017-02-12

Complesso del Vittoriano (Ala Brasini)


Parole, libri e lettere: Henry James e l'Italia, Henry James e Roma

from 2016-09-29 to 2017-01-08

Museo Hendrik Christian Andersen


Picasso Images. Le opere, l’artista, il personaggio

from 2016-10-14 to 2017-02-19

Museo dell'Ara Pacis

Circa duecento fotografie sono il nucleo forte di Picasso images. Le opere, l’artista, il personaggio. La mostra delinea in modo inedito non solo il percorso di un artista eccezionale, ma anche il ritratto più intimo di un uomo che ha saputo costruire la propria fama mondiale.
Su Twitter:     @museiincomune     #PicassoImages 

La ricca selezione di immagini è accompagnata da una significativa scelta di opere grafiche, sculture e dipinti provenienti dal Musée national Picasso-Paris che ne inquadrano l’evoluzione artistica.

Le tre sezioni che articolano il percorso espositivo intendono indagare i diversi collegamenti che il più grande artista del XX secolo stabilì con la fotografia: dai primi tentativi di utilizzo del medium quale strumento di indagine approfondita del mondo circostante, di ausilio per la sua opera e di testimonianza dello stato d’avanzamento delle sue creazioni, alle fruttuose collaborazioni artistiche con fotografi d’avanguardia, tra cui Brassaï e Dora Maar, poi sua compagna. L’ultima sezione, infine, racconta la maturità artistica di Picasso quando, dal dopoguerra in poi, coltiverà personalmente la propria immagine d’artista diffusa dalla stampa illustrata che contribuirà a renderlo personaggio di grande popolarità alimentandone il mito.

La mostra, accompagnata dal catalogo edito da Electa, si basa sul ricco fondo di fotografie del Musée national Picasso-Paris, costituito dagli archivi dell’artista stesso e dalla documentazione e acquisizioni del museo.

La rassegna, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è ideata da Electa in collaborazione con il Musée national Picasso-Paris ed è organizzata con Zètema Progetto Cultura. Curata da Violette Andres e Anne de Mondenard,


16 ottobre 1943 – la razzia

from 2016-09-19 to 2017-01-15

Casina dei Vallati


Arturo Dazzi 1881/1966 Roma, Carrara, Forte dei Marmi

from 2016-10-16 to 2017-01-29

Musei di Villa Torlonia: Casino dei Principi

In occasione del cinquantenario della morte dell’artista Arturo Dazzi, la mostra intende valorizzare le opere di un importante protagonista dell’arte del Novecento italiano, attraverso un’esposizione di una grande quantità di materiali (circa 65 opere) conservati sia presso la “Donazione Dazzi” della Fondazione Villa Bertelli e sia in collezioni pubbliche e private.

La mostra “Arturo Dazzi 1881 - 1966, Roma - Carrara - Forte dei Marmi”, curata da Anna Vittoria Laghi, racconta l’artista attraverso i legami privilegiati che instaura e coltiva nell’arco della sua vita con tre città italiane: Carrara, città natale e della formazione, Roma alla quale l’artista dovrà popolarità e successo e Forte dei Marmi, il buen retiro dove l’esponente di spicco del nuovo classicismo scultoreo del ‘900, lavorerà ad alcune tra le sue più importanti opere monumentali e dove, infine, si scoprirà pittore ( “La Versilia che mi fece diventare pittore”, aveva scritto Dazzi nell’auto-presentazione della Quadriennale Romana del 1935).

Nel percorso espositivo, attraverso le sculture e pitture esposte, verrà illustrata l’attività artistica di Dazzi fra il 1914 e il 1935.

La mostra si articola in sei sezioni distribuendo, secondo un criterio cronologico e per generi artistici, dipinti e sculture, disegni, fotografie storiche e documenti anche inediti.


Mimì Quilici Buzzacchi. Tra segno e colore

from 2016-09-22 to 2016-12-11

Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

Nell’ambito della mostra    “Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte 1931 - 1935 – 1939”, tre sale della Galleria ospitano circa 50 opere tra dipinti, opere grafiche e documenti che illustrano la lunga attività dell’artista Mimì Quilici Buzzacchi (Medole 1903 – Roma 1990), iniziata alla fine degli anni Venti a Ferrara e proseguita a Roma dagli anni Cinquanta fino alla morte nel 1990.

Si tratta di opere provenienti dalla Galleria d’Arte Moderna, dall’Archivio Mimi Quilici Buzzacchi e dal fondo donato alla Galleria dagli eredi dell’artista. Alle sezioni dedicate all’opera pittorica e alla grafica se ne aggiunge una terza in cui sono rappresentati gli artisti più vicini a Mimì Quilici Buzzacchi: Tato, Carlo Socrate, Filippo De Pisis, Virgilio Guidi.

Notissima per la sua opera incisoria e in particolare la xilografia, che praticò con continuità fin dagli esordi, Mimì Quilici Buzzacchi ha attraversato il Novecento  lavorando incessantemente in un confronto continuo con i protagonisti della cultura del suo tempo. Incoraggiata da Filippo De Pisis, che fu tra i primi a coglierne le qualità, crebbe professionalmente a Ferrara, negli anni in cui ne celebrava il “mito” Achille Funi, che con Tato, Carlo Socrate e molti altri fu tra gli amici più cari dell’artista e del marito, il giornalista Nello Quilici, direttore del «Corriere Padano». Negli  anni Trenta partecipò assiduamente alle più importanti rassegne espositive nazionali e internazionali,  tra cui le Biennali veneziane e le Quadriennali di Roma, e prese parte con Funi e gli altri artisti dell’”officina ferrarese” al progetto decorativo che interessò i molti edifici realizzati in Libia durante il governatorato di Italo Balbo realizzando un  affresco nella cappella del Villaggio Corradini (1938-40).

Dalle prime esperienze in cui i soggetti privilegiati erano marine e scorci degli edifici più emblematici di Ferrara e della campagna ferrarese, fino ai paesaggi della sua produzione più recente, la ricerca di Mimì Quilici Buzzacchi ha indagato con continuità le infinite possibilità espressive del segno, tanto nella grafica che nella pittura, in cui il dialogo con luce e colore ha saputo creare risultati di grande suggestione.

La lunga stagione romana con le sue meditazioni sui  mutevoli paesaggi del Tevere che scorreva davanti alla sua casa al quartiere Flaminio e lo scenario della collina di Monte Mario e di Villa Madama, vede la sua pittura farsi interprete di un intimo colloquio e di un’intesa in cui la raffinatissima vibrazione cromatica intrecciata al segno - struttura sempre presente ha dato luogo a visioni vicine all’astrazione.

Un’interessante selezione di documenti, volti a illustrare la figura e l’attività dell’artista, completa la mostra insieme alla proiezione del video “Immagini da sequenze amatoriali tratte dall’archivio privato della famiglia Quilici” (F. Quilici - R. Pastori - M. Grassi, 1998, con musiche di A. Breschi).


Lapidarium - Installazioni di Gustavo Aceves in Piazza del Colosseo

from 2016-09-16 to 2017-01-08

Arco di Costantino, Piazza del Colosseo, Via dei Fori Imperiali

Lapidarium è un intervento monumentale di scultura contemporanea ideato dall’artista messicano Gustavo Aceves.

Grean parte delle sculture-installazioni (alte dai 3 agli 8 metri) sono ospitate nei Mercati di Traiano, altre esposte nei pressi dell'Arco di Costantino, all'esterno del Colosseo e lungo via dei Fori Imperiali.

Lapidarium rappresenta il tentativo di Aceves di dare una risposta dinamica e forte a una delle questioni più pressanti e dibattute dei nostri tempi: l’emergenza migratoria. L’artista raggiunge questo obiettivo dando forma al pensiero che si tratti di una crisi dalle radici profondamente radicate nella storia, dal momento che ogni scultura in Lapidarium rappresenta un momento di una particolare diaspora della storia antica.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dall’Ambasciata del Messico in Italia con il supporto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -  Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e curata da Francesco Buranelli.


OUT OF TIBET di Albertina d’Urso

from 2016-10-23 to 2016-12-11

Parioli Fotografia Studio


Antinoo. Un ritratto in due parti

from 2016-09-15 to 2017-01-15

Museo Nazionale Romano - Palazzo Altemps


Arte e Politica. Opere dalla Collezione #4

from 2016-10-21 to 2017-05-10

MACRO Via Nizza

Sale Collezione
Il quarto appuntamento del ciclo di mostre che intende valorizzare la collezione permanente del MACRO, esposta a rotazione nelle sale museali, presenta una selezione di opere legate al tema dell’impegno politico, sociale e civile.

A partire dalle demolizioni operate dal regime fascista a Roma negli anni Trenta e immortalate da celebri dipinti di Mario Mafai e della Scuola Romana, passando per la cronaca delle manifestazioni di piazza, evocate dal Comizio di Giulio Turcato, il percorso della mostra giunge alle riflessioni più recenti, in cui gli artisti contemporanei maturano un atteggiamento più disincantato nei confronti dei fatti socio-politici.

Come nell’opera Punizioni di Maurizio Cattelan (unico prestito da collezione privata), che ha raccolto una serie di fogli su cui dei giovani studenti hanno scritto, a mo’ di penitenza, la frase “Fare la lotta in classe è pericoloso”: l’artista, come fosse un maestro, ha corretto con la penna rossa ciascuna frase trasformando l’affermazione in “Fare la lotta di classe è pericoloso”. Questo lavoro è lo specchio del rapporto più distaccato che gli artisti hanno costruito con il proprio tempo.

Gli echi delle lezioni sulla rivoluzione tenute da Joseph Beuys – presente in mostra grazie a due fotografie di Mimmo Jodice – e registrate sulle sue lavagne, si avvertono nella ricerca che da tempo Alfredo Jaar conduce sulle orme di Antonio Gramsci a Roma, dove è stato realizzato il suo light-box in mostra.

La fiducia di Kendel Geers negli ideali politici, affermata dalla sua scritta al neon Believe fotografata da Claudio Abate, si contrappone alle saracinesche ormai senza peso di Perino & Vele, tra i più ironici artisti italiani delle ultime generazioni. Sul suo solco si colloca il ritratto di famiglia di Adrian Paci, che ha trasformato in opera il proprio accidentato percorso di immigrazione dall’Albania all’Italia. Più sofisticati gli sguardi di Felice Levini, del quale sarà riallestita Italia per incognita, e di Alberto Zanazzo, che riflette sul sacrificio umano di Auschwitz attraverso una composizione geometrica concettuale.

Dal tocco delicato e intenso dell’opera di Michal Rovner alla memoria indagata da Fabio Mauri, fino alla raffinata denuncia sociale di Pascale Marthine Tayou, la mostra affronterà anche l’impegno “politico” di Carla Accardi e l’attenzione ai drammi ecologici di Ines Fontenla, fino all’utopia di un museo della memoria palestinese di Khalil Rabah. Fuori dal coro, come spesso accade, la voce di Nico Vascellari, di cui risuonerà idealmente l’eco della performance Cuckoo, le cui tracce risiedono nella scultura presente al MACRO.

Elenco degli artisti in mostra: Claudio Abate, Carla Accardi, Maurizio Cattelan, Ines Fontenla, Alfredo Jaar, Mimmo Jodice, Felice Levini, Mario Mafai, Fabio Mauri, Adrian Paci, Perino&Vele, Khalil Rabah, Michal Rovner, Pascale Marthine Tayou, Giulio Turcato, Nico Vascellari, Alberto Zanazzo.


FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma XV edizione: ROMA, IL MONDO

from 2016-10-21 to 2017-01-08

MACRO Via Nizza

Sala Bianca, Studio #1 e #2, Foyer
XV edizione di FOTOGRAFIA - Festival Internazionale di Roma, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzato da Zètema Progetto Cultura, con la direzione artistica di Marco Delogu e co-curatore Alessandro Dandini de Sylva.

L’esposizione, che, come di consueto, ospita fotografi di fama internazionale e offre una ricognizione importante sullo stato della fotografia contemporanea, quest'anno è interamente dedicata alla città di Roma con il tema centrale "Roma, il mondo", scelto nel duecentesimo anniversario della pubblicazione del primo volume di Viaggio in Italia di Goethe, per sottolineare come Roma voglia ancora con tutte le forze essere un grande crocevia d’incontro della cultura internazionale attraverso l’arte fotografica (quest’anno la Commissione Roma è stata affidata a 4 fotografi internazionali) nell’unica città al mondo che, eredità del “Grand Tour”, ha un sistema di accademie di cultura estere che sempre collaborano con il festival.

LA MOSTRA COLLETTIVA
Nella grande mostra collettiva principale, a cura di Marco Delogu, sono confluiti i lavori di tutti i fotografi delle passate edizioni della “Rome Commission”: Josef Koudelka, Olivo Barbieri, Anders Petersen, Martin Parr, Graciela Iturbide, Gabriele Basilico, Guy Tillim, Tod Papageorge, Alec Soth, Paolo Ventura, Tim Davis, Paolo Pellegrin, Hans Christian Schink e lo stesso Marco Delogu).

Si aggiungono i lavori della XIV edizione della Commissione Roma affidata quest'anno a:  Roger Ballen, Jon Rafman, Simon Roberts, Leo Rubinfien.

LE ALTRE MOSTRE

Pino Musi "Opus"
Il lavoro “Opus” è composto da una serie di tredici fotografie in successione lineare che prende in considerazione molteplici aspetti della sapienza costruttiva ed architettonica nell’antica Roma.

Alfred Seiland "Imperium Romanum"
L'autore ha esplorato e fotografato una serie di luoghi - dai paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo fino a quelli del Nord Europa e oltre - dove sopravvive, o rivive, l’idea dell’Antica Roma.

Martin Bogren "Rome, portraits"
Le sue foto-documento, catturate durante lunghe passeggiate fatte la mattina presto o la sera tardi, offrono un universo personale e poetico dove spazio e tempo sono sempre subordinati all’incontro con un altro essere umano.

Pier Paolo Pasolini
Una raccolta fotografica dedicata a Pasolini dalla collezione privata di Giuseppe Garrera e in un allestimento a cura di Alessandro Dandini de Sylva. La mostra raccoglie un gruppo di fotografie inedite che indagano il denso ed eccezionale rapporto di grandi fotografi con il volto e il corpo di Pasolini (William Klein, Ugo Mulas, Mario Dondero, Tazio Secchiaroli, Mario Tursi, Dino Pedriali e molti altri).

Kate Steciw & Letha Wilson “Fold and unfold”
Le due artiste americane Letha Wilson e Kate Steciw oltrepassano i confini tradizionali della fotografia, liberando l’immagine fotografica dai limiti della bidimensionalità.

Muri Socchiusi
Progetto proiettivo della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, MACRO, della Direzione Casa Circondariale “Regina Coeli” in collaborazione con VO.RE.CO - VOlontari REgina COeli e con Shakespeare and Company2, a cura di Claudio Crescentini. Video, frames e fotografie narrano gli interventi artistici realizzati, a partire da marzo 2016, sulle pareti interne di “Regina Coeli”, che, per la prima volta si apre all’arte, grazie all’operatività e la creatività di tre artiste fotografe e video-maker Laura Federici, Camelia Mirescu e Pax Paloscia e di alcuni detenuti del carcere.

Carlo Gianferro, Tommaso Ausili “Jubilee people”
Come i pittori alla Pompeo Batoni della Roma di Sette e Ottocento lavoravano per immortalare i turisti del Grand Tour, così Carlo Gianferro e Tommaso Ausili realizzano oggi una storia visiva del Grande Viaggio e dei suoi protagonisti. Nel loro progetto “Jubilee People”, ritraggono i pellegrini che sono passati durante l’ultimo Giubileo.

Daniele Molajoli e Flavio Scollo “Distruzione / Ricostruzione”
In collaborazione con Poste Italiane e il Circolo - Italian Cultural Association London, la XV edizione di FOTOGRAFIA Festival Internazionale presenta un importante progetto dedicato alla raccolta fondi - tramite il sito del festival ed altre iniziative - per il restauro di alcuni beni storico-artistici di Amatrice e delle altre zone colpite dal sisma dello scorso agosto.
I borghi medievali, le chiese affrescate e gli edifici storici oggi sono in gran parte ridotti ad un cumulo di macerie ed è doveroso pensare anche alla ricostruzione di questi luoghi. La mostra propone un reportage ricco di fotografie inedite che racconta la storia dei luoghi danneggiati, creando una sorta di mappatura dei più importanti beni storici e culturali danneggiati o distrutti dal terremoto. Una prima parte del progetto (per rispetto dell’emergenza umanitaria) è stato svolto in Val Nerina, nella provincia di Norcia, e la seconda parte coinvolgerà invece i comuni di Amatrice, Accumuli ed Arquata del Tronto.

PREMI E CALL
A corollario delle mostre principali, prosegue l’impegno del Festival nella promozione di giovani talenti e nuovi linguaggi fotografici con i numerosi premi e call: Open Call for Artists, Premio Graziadei per FOTOGRAFIA, e Premio IILA.

ACCADEMIE DI CULTURA STRANIERE
Oltre alla collaborazione con il British Council e con l’Istituto Italiano Latino Americano, il festival consolida le sue relazioni internazionali accogliendo anche quest’anno nel suo programma, come prestigiose esposizioni collaterali, le mostre fotografiche ospitate da importanti Accademie di Cultura straniere come l'Accademia Tedesca di Villa Massimo e l'American Academy in Rome.

I TALK
Anche per questa edizione, al MACRO sono pevisti incontri e talk rivolti al pubblico.


I Libri che hanno fatto l'Europa. Manoscritti latini e romanzi da Carlo Magno all'invenzione della stampa

from 2016-09-12 to 2016-12-09

Accademia Nazionale dei Lincei, Palazzo Corsini


Time is Out of Joint

from 2016-10-11 to 2018-04-15

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea


Lapidarium

from 2016-09-16 to 2017-01-08

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Lapidarium è un intervento monumentale di scultura contemporanea, ideato dall’artista messicano Gustavo Aceves, che troverà spazio nella suggestiva area archeologica di Roma, in un percorso che si snoderà dall’Arco di Costantino alla Piazza del Colosseo fino ai Mercati di Traiano.

Lapidarium è una mostra promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dall’Ambasciata del Messico in Italia con il supporto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -  Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e curata da Francesco Buranelli. 

Composto da 40 sculture singole – alte dai 3 agli 8 metri e in alcuni casi lunghe fino a 12 metri – Lapidarium è un progetto ‘in fieri’ dalle dimensioni e dall’ambizione fuori dal comune: un work in progress che durante il suo tour intorno al mondo crescerà di tappa in tappa fino a comprendere in tutto 100 opere differenti. Dal 2014, anno in cui fu presentato in anteprima a Pietrasanta, fino alla sua inaugurazione ufficiale nel 2015 a Berlino, alla Porta di Brandeburgo, un vasto pubblico ha già avuto modo di ammirare quest’opera straordinaria.

Lapidarium rappresenta il tentativo di Aceves di dare una risposta dinamica e forte a una delle questioni più pressanti e dibattute dei nostri tempi: l’emergenza migratoria. L’artista raggiunge questo obiettivo dando forma al pensiero che si tratti di una crisi dalle radici profondamente radicate nella storia, dal momento che ogni scultura in Lapidarium rappresenta un momento di una particolare diaspora della storia antica.

Uno degli obiettivi di Lapidarium è di portare l’attenzione sul problema della sofferenza dei popoli e sul dramma di migliaia di persone in perenne movimento per necessità di sopravvivenza. Nel fare questo, Aceves invita anche noi a ricordare la nostra difficile storia in Occidente e a riconoscere che parte del nostro benessere e del nostro livello di civiltà derivano dallo sfruttamento altrui. Lapidarium diviene quindi un monumento ai “vinti”, uno spazio muto di riflessione per non dimenticare gli orrori commessi nel passato, e di monito a non ripeterli più: un monumento attraverso il quale rinascere migliori.


The Japanese House

from 2016-11-09 to 2017-02-26

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Premio MAXXI 2016

from 2016-09-30 to 2017-01-29

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


350 anni di creatività

from 2016-10-14 to 2017-01-15

Accademia di Francia - Villa Medici


Antonio Ligabue

from 2016-11-11 to 2017-01-08

Complesso del Vittoriano (Ala Brasini)


LOVE. Contemporary art meets amour

from 2016-09-29 to 2017-02-19

Chiostro del Bramante

The Chiostro del Bramante celebrates its 20 years of activity with an international exhibition.

The most innovative, must-see event among Rome’s cultural offer in recent years, this show will put the city on a par with the most respected international exhibition centres. It brings together, for the very first time, icons of contemporary art like Yayoi Kusama, Tom Wesselmann, Andy Warhol, Robert Indiana, Gilbert & George, Francesco Vezzoli, Tracey Emin, Marc Quinn, Francesco Clemente, Joana Vasconcelos, whose works express highly experimental languages (as one of the last works of Kusama All the Eternal Love I Have for the Pumpkins which is among the most instagrammed art works in the world) that will involve and stimulate the public on many different levels.

Art meets love

The Rome exhibition addresses one of the most universally recognized feelings, Love, which has always been explored and represented. It recounts the myriad facets and infinite variations of this phenomenon. Love that is happy, longed for, misunderstood, hated, ambiguous, transgressive and childish, examined through an unconventional itinerary characterized by visual and perceptual input.

Love goes beyond the museum concept

The real star of the show is the public. They can take possession of the exhibition spaces and both appreciate and popularize the works, since they are free to photograph them all (official hashtag #chiostrolove). This experience pivots on 360-degree sensory involvement, based on the concepts of open access and the constantly-evolving museum.


ABITARE A ROMA in periferia. Fotografie di Rodrigo Pais nella seconda metà del ‘900

from 2016-09-21 to 2017-01-15

Museo di Roma in Trastevere

Le immagini in mostra del fotografo Rodrigo Pais sono di valore storico imprescindibile ma anche di grande valore artistico e restituiscono, con stile diretto e pragmatico, l’identità profonda della città e della sua periferia.

Le immagini realizzate dal fotografo Rodrigo Pais restituiscono con stile diretto e pragmatico, caratteristico del fotocronista, l’identità profonda della città di Roma e della sua periferia, con la stessa intensità d’immagini fotografiche di grandi autori come: William Klein per il progetto sulle strade della città natale “New York 1954-1955”, Bruce Davidson in “East 100th Street” serie del 1966-1968 che racconta la realtà di un caseggiato dell’East Harlem conosciuto per il suo degrado abitativo, Garry Winogrand e la sua fotografia di strada tra New York e Los Angeles, le riprese delle vie deserte di Eugène Atget e l’umanità di Robert Doisneau per la città e i sobborghi di Parigi, e naturalmente Vivian Mayer per la brulicante Chicago.

Della capitale italiana Pais non testimonia soltanto un periodo storico dal punto di vista dello sviluppo urbano o storico-politico ma ne entra nelle trame più sottili. La sua fotografia, sociale e documentaria, in diverse occasioni di denuncia, è rappresentazione di una realtà cruda e diretta che restituisce all’osservatore l’identità di una città che si trova nei volti della gente, nei luoghi e nei paesaggi in cui abitano. L’approccio documentarista e l’uso agevole della piccola Leica o della Rolleiflex, comportano un grado elevato di coinvolgimento dei soggetti che permette al fotografo di catturare ciò che si dipana in strada tra eventi epocali ed altri apparentemente insignificanti.

La prolifica raccolta documentale prodotta con dovizia e professionalità, composta da quasi 380.000 fototipi di valore storico imprescindibile ma anche di grande valore artistico, è la testimonianza storica, culturale e sociale di una grande metropoli ma altresì della quotidianità che senza l’obiettivo fotografico e la sensibilità di Pais sarebbe perduta.

La mostra  è organizzata in tre sezioni. La prima, affidata all’architetto Stefano D’Amico, ricostruisce lo sviluppo edilizio pubblico e privato della città dagli anni ‘50 fino agli anni ‘90 del secolo scorso. La seconda, affidata al professor Francesco Sirleto, illustra le lotte per il diritto alla casa partendo dalle prime manifestazioni spontanee fino ai movimenti più consapevoli e organizzati da enti come il Sunia. La terza affidata al sociologo Franco Ferrarotti che fin dagli anni ‘70 si è occupato delle periferie di Roma e, in particolare, delle condizioni di vita dei baraccati.


The Artisans of Dreams

from 2016-07-09 to 2016-12-11

Palazzo della Civiltà Italiana (o Colosseo Quadrato)


Piacere, Ettore Scola

from 2016-09-17 to 2017-01-08

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

“Piacere, Ettore Scola” è la prima mostra monografica in onore del grande cineasta italiano, progettata e prodotta (2014) con l'avallo e il supporto di Ettore Scola e realizzata con la partecipazione della famiglia e dei suoi più stretti collaboratori. 

Dedicata alla giornalista Bruna Curzi Bellonzi, moglie di Sandro Curzi scomparsa nel dicembre del 2013, l'esposizione - attraverso testi autoprodotti dai curatori, fotografie e audiovisivi di famiglia e d'archivio (Rai Teche, Ist. Luce Cinecitta, Aamod, Latitudine, Cineteca di Bologna, Centro Cinema Città di Cesena), cimeli, carteggi, disegni, premi - si pone come strumento in grado di mettere in risalto l'eclettismo artistico e la complessa personalità del regista, acuto e amaro osservatore del costume nazionale, nonché sottile umorista e protagonista di alcune delle più belle pagine del cinema italiano.

La mostra è strutturata in due sezioni:
la prima, cronologica, racconta il percorso privato e professionale di Scola dall'infanzia di Trevico e Roma fino all'ultimo film del 2013 Che strano chiamarsi Federico, passando per gli esordi lavorativi al Marc'Aurelio e in Rai fino all'approdo al cinema come sceneggiatore prima e regista poi.

La seconda sezione, tematica, racconta inceve nel dettaglio il rapporto con gli attori e i collaboratori, a cui segue quello con la città di Roma, fino alle sue grandi passioni: la politica, il teatro e il disegno (filo conduttore di tutta la mostra).


Andrea Viviani. Ritmi instabili

from 2016-09-18 to 2017-01-15

Musei di Villa Torlonia: Casina delle Civette

La ceramica è il filo conduttore di tutte le opere esposte di Andrea Viviani, che uniscono la sapienza della mano alla visionarietà artistica, dando luogo ad installazioni ambientali (la Camera dei Nodi, 2016) o sospese che fluttuano nello spazio (Meteore in fiore, 2016).

La mostra di Andrea Viviani presenta una quindicina di sculture a stelo ed alcune installazioni concepite appositamente per lo spazio della Casina delle Civette.

La ceramica porta sempre in sé la memoria della manualità dell’artista, che plasma, tornisce e cuoce, ed è proprio nella vulcanica lotta tra gli elementi che Andrea Viviani imprime la superficie delle opere con effetti cromatici e riflessi opalescenti e traslucidi, segni e striature, grafie, nodi e ramature dall’oro al rosso-bruno e dal celeste al viola. Nell’attenzione alla natura Andrea Viviani fa della propria intuizione e dell'osservazione all’ambiente che lo circonda, il centro di una pratica d'indagine sul mondo poetica e profonda, che sa comprendere anche le leggi del caos, dell'instabilità, dell'imprevedibile e dell'irregolare.


La Spina. Dall’Agro Vaticano a Via della Conciliazione. Materiali Ricordi Progetti

from 2016-07-22 to 2017-01-08

Musei Capitolini

L’esposizione propone un viaggio a ritroso nel tempo nei luoghi che conducono alla Basilica di San Pietro, raccontandone le profonde trasformazioni dall’antichità fino al Giubileo del 1950, anno in cui ne venne completato l'arredo urbano.
Prorogata all'8 gennaio 2017

Nell’anno in cui gli occhi di tutti sono puntati su San Pietro e i piedi di tanti pellegrini attraversano via della Conciliazione, l’esposizione promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura e curata da Laura Petacco e Claudio Parisi Presicce - propone un viaggio a ritroso nel tempo nei luoghi che conducono alla Basilica di San Pietro, raccontandone le profonde trasformazioni dall’antichità fino al Giubileo del 1950, anno in cui ne venne completato l'arredo urbano. 

La mostra “La spina. Dall’Agro Vaticano a Via della Conciliazione”, rievoca luoghi che non esistono più ma che sono stati a lungo custodi della memoria degli avvenimenti storici che hanno portato alla strutturazione di Roma quale è oggi, capitale dello stato e, allo stesso tempo, centro simbolico della cristianità.
Il filo conduttore della mostra è la Spina nel doppio significato di toponimo derivante dalla forma allungata dell’isolato rinascimentale, oggi scomparso, e di “corpo estraneo” che, con le demolizioni, di fatto è stato estratto dal tessuto connettivo della città. 

La demolizione della Spina dei Borghi e l’apertura di via della Conciliazione hanno lasciato una traccia tangibile nella Roma moderna del superamento del dissidio tra Stato e Chiesa, grazie ai Patti Lateranensi, modificando la visuale del Vaticano anche sotto il profilo simbolico. A una prima contestualizzazione topografica dell’area, per mezzo di cartografie storiche e audiovisive, seguirà il racconto delle fasi di vita e occupazione dei luoghi, dapprima attraverso reperti archeologici e a seguire tramite opere d‘arte, frammenti di affreschi staccati, vedute a stampa, dipinti e fotografie, organizzati in tre grandi sezioni: Prima della Spina; la Spina dei Borghi; Cavare la "Spina" a San Pietro.


Minute Visioni. Micromosaici romani del XVIII e XIX secolo dalla collezione Ars Antiqua Savelli

from 2016-06-25 to 2016-12-31

Museo Napoleonico

Allo sviluppo dell’arte del micromosaico tra Sette e Ottocento, il Museo Napoleonico dedica la mostra MINUTE VISIONI. Micromosaici romani del XVIII e XIX secolo dalla collezione Ars Antiqua Savelli, aperta dal 25 giugno al 31 dicembre 2016. 

“Il musaico in piccolo è un industrioso e pazientissimo lavoro che ripete la sua origine dall’aver immaginato di filare que’ medesimi smalti di cui si eseguivano i quadri nella basilica di San Pietro”.

Così nel 1847 lo storico Gaetano Moroni ricostruiva la nascita de mosaico minuto in smalti filati, avvenuta durante la seconda metà del Settecento a Roma, fulcro della rinascita dell’arte musiva in età moderna.

Tecnica tipicamente romana, il micromosaico raggiunse il suo apice tra la fine del XVIII e la metà del secolo seguente, quando in città operavano decine di botteghe specializzate, la cui produzione era in massima parte destinata ai viaggiatori stranieri del Grand Tour. Presso questi studi d’arte e negozi di belle arti, per lo più situati tra piazza del Popolo e Piazza di Spagna, operavano numerosissimi artigiani, spesso sotto la guida di maestri affermati, come Giacomo Raffaelli (cui Moroni attribuiva l’invenzione del micromosaico), Antonio Aguatti, Clemente Ciuli, Luigi Moglia, Gioacchino e Michelangelo Barberi, forse parenti fra loro, Guglielmo Chibel.

In mostra circa cento oggetti – tra quadri, tavoli, tabacchiere, placchette, gioielli e fermacarte – che mostreranno l’evoluzione del mosaico minuto attraverso le tematiche più diffuse: vedute romane, paesaggi del Grand Tour, nature morte, raffigurazioni di animali.

Nucleo dell’esposizione è una selezione di opere provenienti dalla collezione Ars Antiqua Savelli di Roma, una delle più importanti in ambito internazionale dedicate a questo peculiare genere artistico, frutto di oltre quarant’anni di acquisizioni e ricerche.

MINUTE VISIONI presenta anche il piccolo ma raffinatissimo nucleo di micromosaici appartenenti al Museo Napoleonico, tra cui due tabacchiere, una parure con placchette in mosaico minuto montate in oro, opera di Antonio Aguatti, un fermacarte in marmo nero del Belgio e una rara serie di pendenti per monili con emblemi della Prima Repubblica Romana.

Per la prima volta, inoltre, i mosaici saranno presentati in diretta relazione con opere pittoriche e stampe, per lo più provenienti dalle collezioni del Museo di Roma, in un confronto che consentirà al pubblico di cogliere le affinità iconografiche e le identità formali che caratterizzarono la produzione musiva romana e i contemporanei raggiungimenti nel campo delle arti maggiori. Oltre ad evocare riferimenti o inquadrature, è possibile anche riconoscere il prototipo dal quale il mosaico fu tratto, come nel caso dell’acquaforte di Bartolomeo Pinelli raffigurante una coppia di danzatori di saltarello, alla base di una raffinata, minuscola placchetta. Per altre opere, il riferimento è meno diretto, ma ugualmente significativo: con un piccolo quadro in mosaico è messa in relazione una tempera raffigurante Piazza San Pietro, datata 1824. Nel foglio, la scena è inquadrata entro una cornice ovale, caratterizzata da tralci d’edera posti ai quattro angoli: il bordo della cornice, realizzato imitando piccole sfere dorate, suggerisce che l’opera possa essere servita da modello per una decorazione in mosaico minuto destinata al coperchio di una scatola o di una tabacchiera.

Roma e i suoi maggiori monumenti furono il tema principe delle rappresentazioni in mosaico minuto. Destinate ai viaggiatori di passaggio in città, le vedute dell’Urbe, di ogni dimensione e forma, rappresentano uno dei temi principali della mostra. Tra le opere di maggior fascino è un’Allegoria di Roma di forma ovale. Ispirato ai Ricordi delle passeggiate romane, iconografia molto diffusa nella produzione musiva, il mosaico presenta le immagini del Colosseo e di San Pietro separate dalla figura della Dea Roma; ai lati di quest’ultima, allusione alla grandezza storica e al primato artistico dell’Urbe, la Lupa capitolina e i simboli delle arti. Un analogo tema ricorre in un dipinto esposto, nel quale le due vedute sono separate da un rigoglioso arbusto: davanti ad esso, in primo piano, la dea Roma di Villa Medici, Romolo e Remo allattati dalla Lupa e, ai lati, le personificazioni del Tevere e di una ninfa.

In programma, secondo appuntamenti da definire, gli incontri con  un artigiano specializzato nella realizzazione di micromosaici che mostrerà al pubblico del Museo Napoleonico tutti i segreti di questa antica e raffinata tecnica.


Capolavori dell’antica porcellana cinese dal Museo di Shangai X-XIX secolo d.C

from 2016-06-23 to 2017-02-16

Museo Nazionale di Palazzo Venezia


The lasting. L’intervallo e la durata

from 2016-06-22 to 2017-01-29

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea


16a Quadriennale d’Arte di Roma - Altri tempi, altri miti

from 2016-10-13 to 2017-01-08

Palazzo delle Esposizioni


Tesori per l'Aldilà. La Tomba degli Ori di Vulci. Dal sequestro al restauro

from 2016-05-28 to 2016-12-31

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


Centrale Montemartini. Capolavori da scoprire

from 2016-06-01 to 2017-01-08

Centrale Montemartini

L’esposizione permanente del Museo Centrale Montemartini si arricchisce di nuovi straordinari capolavori da tempo conservati nei depositi ed esposti al pubblico solo in occasione di mostre temporanee.

L’iniziativa è promossa dalla     Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, organizzazione     Zètema Progetto Cultura

Il percorso alla scoperta delle “new entries” comincia al piano terra, con la piccola sala dedicata al prezioso corredo funerario di Crepereia Tryphaena e prosegue nell’adiacente Sala Colonne, con tre magnifici mosaici policromi di età repubblicana di raffinatissima fattura.

Al piano superiore, in Sala Caldaie, ha trovato adeguata collocazione un altro splendido mosaico con la raffigurazione del ratto di Proserpina. Accanto a queste opere, appartenenti alle Collezioni Capitoline, viene presentato al pubblico anche un prezioso ritratto in basanite dell’imperatrice Agrippina Minore, concesso in prestito alla Centrale Montemartini dalla    Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen.

Il ricco corredo funerario di Crepereia Tryphaena fu rinvenuto alla fine dell’Ottocento durante i lavori di scavo per realizzare le fondazioni del Palazzo di Giustizia. Apparteneva a una fanciulla morta prima delle nozze ed è costituito da una serie di raffinati gioielli in oro e pietre preziose e da altri pregevoli oggetti da toeletta. Il reperto più straordinario è certamente la deliziosa bambola di avorio con arti snodabili, vero capolavoro di intaglio di probabile manifattura egiziana, databile intorno alla metà del II secolo d.C.

In Sala Colonne è esposto per la prima volta un mosaico dall’iconografia molto particolare, raffigurante un labirinto all’interno di una cinta muraria. Scoperto a Roma nel 1958 presso piazza San Giovanni in Laterano, è datato tra il 100 e l’80 a.C. Lo affiancheranno altri due piccoli e raffinatissimi mosaici: uno con un leone circondato da amorini, scoperto ad Anzio nel 1749; un altro raffigurante una scena ambientata lungo le sponde del Nilo, opera della seconda metà del I sec. a.C. rinvenuta nel 1882, durante la costruzione del Palazzo delle Esposizioni.

In Sala Caldaie sarà visibile un grande mosaico pavimentale della media età imperiale con la raffigurazione del rapimento di Proserpina da parte di Plutone, dio dell’oltretomba. Su intercessione della madre Cerere, alla fanciulla fu concesso di tornare sulla terra per sei mesi all’anno, alternando in tal modo la sua esistenza tra il mondo dei morti e quello dei vivi. Per questo motivo la raffigurazione ben si adatta al repertorio funerario: il mosaico fu infatti scoperto a Roma in una tomba della via Portuense nel 1885. Rimasto a lungo in deposito, ha finalmente trovato la sua collocazione definitiva alla Centrale Montemartini.

L’evento offre inoltre l’occasione per presentare al pubblico una preziosa testa-ritratto in basanite dell’imperatrice Agrippina Minore, moglie di Claudio e madre di Nerone, concessa in prestito temporaneo alla Centrale Montemartini dalla Gliptoteca Ny Carlsberg di Copenaghen fino a gennaio 2017. La scultura sarà esposta in Sala Macchine, accanto alla statua femminile di “Orante” delle Collezioni Capitoline, realizzata nella stessa preziosa pietra scura di origine egiziana, alla quale apparteneva in origine. La pertinenza della testa di Copenaghen al corpo della statua capitolina è stata dimostrata nel corso di complessi studi scientifici condotti negli anni Novanta del Novecento che hanno consentito di individuare un preciso punto di attacco tra le due opere.


Shahzia Sikander: Ecstasy As Sublime, Heart As Vector

from 2016-06-22 to 2017-01-15

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Femminile e femminino. Donne a casa Andersen

from 2016-05-28 to 2017-01-08

Museo Hendrik Christian Andersen


La Misericordia nell'arte. Itinerario giubilare tra i Capolavori dei grandi Artisti Italiani

from 2016-05-31 to 2017-01-08

Musei Capitolini

Il tema della Misericordia rappresentato attraverso opere d’arte, da dipinti a sculture, da miniature a incisioni 
Prorogata all'8 gennaio 2017 

Il tema della Misericordia, proprio perché costituisce il cuore del pensiero cristiano, è stato oggetto di tante opere d’arte, da dipinti a sculture, da miniature a incisioni, che raffigurano da una parte la Madonna della Misericordia, cioè la Vergine che accoglie con il mantello il popolo cristiano, come una madre che protegge, difende e aiuta la propria prole, e dall’altra le Opere di Misericordia Corporali, che Cristo enuncia (Vangelo di San Matteo, 25, 35-36) e che il buon cristiano deve compiere.

La mostra dunque esporrà varie testimonianze artistiche dedicate al tema della Misericordia, suddividendo il percorso in due sezioni:
- La Madonna della Misericordia.
In questa sezione, un piccolo nucleo di dipinti testimonieranno della grande diffusione che il soggetto ebbe e tra questi si segnalano un dipinto di Niccolò Alunno, proveniente dalla Pinacoteca Comunale di Assisi, una tavola della fine del Quattrocento del Museo Diocesano di Orte, una tela di Jacopo Zanguidi detto Il Bertoja della Galleria Nazionale di Parma. 
L’opera più famosa di questo tema è il Polittico della Misericordia di Piero della Francesca, che si trova a Borgo San Sepolcro, ma tanti sono stati gli artisti che l’hanno raffigurata, da Simone Martini a Lippo Memmi, da Bartolomeo Caporali a Pietro Perugino.  

Le Sette Opere di Misericordia Corporali.
Qui sono presentati i dipinti e le sculture che illustrano le varie opere misericordiose, tra cui si segnalano un bassorilievo di Pietro Bernini del Museo Nazionale di San Martino, la Carità di Guido Reni e un dipinto di Pierre Subleyras del Museo di Roma.
L’opera più celebre e più esemplificativa del tema della misericordia è il dipinto che Caravaggio eseguì per il Pio Monte della Misericordia a Napoli nel 1606-1607, conosciuto come le Sette Opere di Misericordia.  

I due grandi capolavori di Piero della Francesca e di Caravaggio, per la delicatezza e l’importanza delle opere, saranno documentati attraverso pannelli didattici.


Cielo e Terra: Silvestro Amanzio Moroncelli, i grandi globi del 1716 e la collezione cartografica della biblioteca Casanatense

from 2016-04-28 to 2017-01-10

Biblioteca Casanatense


Triumphs e Laments - Opera site-specific di William Kentridge

from 2016-03-09

Lungotevere della Farnesina, Ponte Mazzini, Ponte Sisto

Grande opera site-specific del celebre artista sudafricano William Kentridge. Un progetto di dimensioni eccezionali creato appositamente per la città di Roma, inaugurata per il Natale di Roma (21 aprile 2016).

Sugli argini del Tevere, tra Ponte Mazzini e Ponte Sisto - tratto ribattezzato per l’occasione “Piazza Tevere” -, su una superficie lunga 550 metri si snoda un fregio di circa 80 figure, alte fino a 10 metri, raccontando in ordine non cronologico 'trionfi e lamenti' della Capitale, dall'età antica fino a oggi, da Romolo che fonda Roma e uccide Remo, alla morte di Pasolini.

L'opera emerge dalla patina scura mettendo in evidenza il bianco del travertino. Proprio per le caratteristiche della stessa superficie, il fregio sarà visibile per 4-5 anni, prima di essere riassorbito dal muro stesso.

Alla realizzazione dell'opera collaborano: Roma Capitale (Assessorato Cultura e Sport, Assessorato all’Ambiente), Sovraintendenza Capitolina, Polo Museale Contemporaneo di Roma Capitale, Regione Lazio, Direzione Infrastrutture ambiente e Politiche abitative della Regione Lazio, Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Architettonici di Roma, MIBAC Ministero dei Beni Artistici e Culturali, Municipio I.


MADE in Roma. Marchi di produzione e di possesso nella società antica

from 2016-05-13 to 2017-01-15

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Esposizione di marchi, loghi, firme e simboli di proprietà ed appartenenza nell'antica Roma
Mostra prorogata fino al 15 gennaio 2017
Guarda il video teaser della mostra
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Marchi, loghi, firme e i più disparati simboli di proprietà e appartenenza circondavano la vita di un antico romano non meno di quanto accada oggi per un uomo moderno.

Vetri, piatti e lucerne portavano impressi i simboli distintivi dei propri produttori, le derrate alimentari venivano trasportate in botti ed anfore timbrate da impresari e commercianti, così come era in uso il terribile costume di marchiare con signa schiavi o condannati. Sono solo alcuni degli esempi testimoniati dai preziosi reperti esposti  nella mostra archeologica MADE in Roma. Marchi di produzione e di possesso nella società antica e provenienti da prestigiosi musei romani ed internazionali.

Una mostra dedicata dunque al “marchio”, quel complesso sistema di simboli identificativi e di riproduzione di valori e di esperienze che risalgono all’origine dell’uomo e che ha percorso anche la complessa storia economica e sociale dell'antica Roma. Una società “pre-industriale” dove, grazie alla pax romana, si ampliò il sistema produttivo e commerciale – con botteghe, aziende, corporazioni, artigiani, trasporti, strade – e dove i simboli codificarono le identità e la volontà di appartenere ad un sistema produttivo e culturale comune. La romanizzazione trasformò differenti popoli e territori in una communis patria, una patria comune nei confini, nella lingua, negli usi, nei costumi e anche nel commercio. Essere MADE in Roma, quindi, significò amalgamare tradizioni e storie verso una cultura multietnica negli stili, nelle tecniche, nei valori. 

Il percorso espositivo, animato da apparati multimediali, da un sistema di comunicazione dedicato anche ai più piccoli e da un fitto calendario di attività didattiche (     giugno-luglio,      settembre-novembre), si divide in due macro sezioni:
- analisi dell’aspetto “industriale”del marchio;
- produzione e al commercio marittimo.


La fine dell’Europa nell’Arte di Jean Auscher

from 2016-03-18

Galleria Moderni


La grande biblioteca d'Italia. Bibliotecari, architetti e artisti all'opera: 1975-2015

from 2016-02-25

Biblioteca Nazionale Centrale


Bizhan Bassiri - Specchio Solare. NOOR

from 2016-02-23 to 2016-12-31

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Presso lo spazio esterno del Museo Carlo Bilotti
La luce, Noor in persiano, è elemento base dell’opera di Bizhan Bassiri. L’iniziativa segue di pochi giorni l’inaugurazione al MACRO Testaccio della personale dello stesso artista,    La Riserva Aurea del Pensiero Magmatico.

La scultura Specchio Solare torna in Italia dopo essere stata protagonista della personale dedicata a Bassiri tenutasi nel settembre del 2015 alla AUN Gallery di Tehran. A Roma, al Museo Carlo Bilotti, l’opera entra in contatto con il cuore verde della città, creando un legame di continuità tra le due capitali e le due culture, di cui l’artista stesso è un esponente.

Opera in esposizione:  BIZHAN BASSIRI_DSC_1872
Bizhan Bassiri, Noor, 2015, Aun Gallery Tehran, Iran - photo credits Mahhnaz Sahhaf

Nel termine Noor è chiaro il riferimento alla luce naturale che metterà in relazione la scultura Specchio Solare di Bizhan Bassiri con lo spazio che la circonda, liberandola della sua funzione primaria di superficie riflettente per trasformarla in luogo in cui la luce diviene forma. Sulla porta del Museo Bilotti l’artista italo persiano compie un gesto di continuità nello spazio che genera un’apertura su una nuova dimensione, innescando una serie infinita di rimandi tra reale e immaginario.

Bizhan Bassiri, nato a Tehran nel 1954, giunge a Roma nel 1975 e vive tra Roma e Chiusi (Siena). Comincia a esporre nel 1981 partecipando a mostre personali e collettive. La sua ricerca artistica inizia con l’utilizzo di materiali diversi: superfici di cartapesta e di acciaio e bronzo, elementi lavici, elaborazioni fotografiche. È autore del Pensiero Magmatico (1984), del Manifesto del Pensiero Magmatico (1984 - 2016). Tra le mostre principali, personali e collettive, si segnalano: Paesaggio con rovine, Orestiadi, Gibellina (Trapani) (1992). IX Biennale di Sydney (Australia) (1992). Corpus Delicti, Museum van Hedendaagse Kunst, Gand (Belgio) (1995). Engel: Engel, Kunsthalle, Vienna (Austria); Pensiero Magmatico. Paesaggi della Mente, Borholms Kunstmuseum, Borholms (Danimarca) (1998). Au rendez-vous des amis. Identità e Opera, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (1998). The Opening. Eventi Tellurici, Arsaevi, Collegiumartisticum, Sarajevo (Bosnia) (2002). Sorgente, Centro Arte Contemporanea BM, Tophane-i Amire, Istanbul (Turchia) (2004). Il Pendio, Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2004). La Caduta delle Meteoriti, Museo Archeologico Nazionale di Venezia (2011). La Riserva Aurea, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia (2013). La Battaglia, Sala dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze (2014). Motlaq, Tehran Contemporary Art Museum, Tehran (2015). Noor, Aun Gallery, Tehran (2015).


La Wunderkammer (Camera delle Meraviglie) della Cecchignola

from 2015-12-13

Castello della Cecchignola


"Ragazzi leggeri come stracci". Pier Paolo Pasolini dalla borgata al laboratorio di scrittura

from 2015-11-04

Biblioteca Nazionale Centrale


E.T. THE FALL - I tesori sepolti di Atari

from 2015-10-29 to 2016-12-31

VIGAMUS - The Video Game Museum of Rome


Bollettino 1268. Il confine di carta

from 2015-09-10 to 2018-11-04

Museo Storico della Fanteria e Museo Storico dei Carristi


La Biblioteca Vallicelliana celebra il suo fondatore nel V centenario della sua nascita: S. Filippo Neri (1515 - 1595)

from 2015-05-21

Biblioteca Vallicelliana


La camera delle meraviglie: seduzioni dai gioielli Castellani

from 2015-01-29

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


La misteriosa scoperta della tomba di Tutankhamon

from 2014-10-30 to 2017-06-30

Accademia d'Egitto, Museo Egizio dell'Accademia d'Egitto


I tesori del Colosseo

from 2012-05-05

Colosseo - Anfiteatro Flavio


Leonardo da Vinci. Il genio e le invenzioni

from 2009-04-30 to 2017-04-30

Palazzo della Cancelleria

The Leonardo da Vinci Machines Exhibition in Rome – The genius and his inventions – celebrates the universal genius of Leonardo da Vinci by presenting about fifty full scale machines: flying machines, like the precursor to the parachute, a bicycle, a hydraulic saw, and many other inventions. They are all fully operational and they can be touched and set them in motion, to grant a deep interactive experience of understanding the genius of Leonardo da Vinci.

The machines are grouped into 5 sections. The four elements of nature - water, air, earth and fire and the mechanism section, which includes all those basic machines, with different possibility of application, like the conversion of motion or the endless screw. One of the most interesting project is the Armoured Tank, for the first time in Rome in life size: it weights two tons, and about six metres in diameter, and three metres high.

The Exhibition is inside the historical Palazzo della Cancelleria (Piazza della Cancelleria next to Piazza Campo de’ Fiori) in Rome.


Presepio dei Netturbini romani

from 2016-11-01

This the 40th anniversary of the traditional Nativity scene created and realized by Giuseppe Ianni together with the Roman garbage collectors. Visited also by Paolo VI and Mother Teresa of Calcutta and much cherished by Giovanni Paolo II, the Nativity scene is made of Roman turf and stones coming from different countries. The setting is inspired by the Palestine of 2000 years ago. 

Museo Leonardo da Vinci - Il Genio di Leonardo

from 2016-01-01

Galleria Agostiniana


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