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Una donna per Eduardo: Filumena Marturano a 70 anni dalla prima rappresentazione

from 2016-01-10 to 2017-02-28

Museo teatrale SIAE del Burcardo


Giorgio Ortona

from 2016-11-16 to 2017-01-08

MACRO Testaccio

Padiglione 9/A
Mostra personale di Giorgio Ortona. Pittore figurativo e realista con tendenze astratte, dipinge paesaggi urbani, ritratti di figure umane e nature morte. Il tratto poetico principale di Ortona è l’incompiutezza. L’ultima produzione paesaggistica ha come soggetto principale la periferia romana, la cementificazione degli anni Sessanta e Settanta e le problematiche sociali connesse.

Preview stampa: 15 novembre


Francesco Cellini

from 2016-11-16 to 2017-01-08

MACRO Testaccio

Padiglione 9/B
Francesco Cellini nasce nel 1944 a Roma, dove si laurea in Architettura nel 1969. Docente di architettura a Roma Tre ha collaborato con varie riviste quali «Casabella» e «Controspazio» ed ha progettato importanti complessi edili in Italia di cui schizzi progettuali, disegni e plastici saranno messi in mostra in modo da ripercorrere l’attività progettuale e costruttiva dell’architetto, con particolare riferimento su Roma.

Preview stampa: 15 novembre


THE INDEPENDENT. BASE

from 2016-09-30 to 2016-10-30

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Francesco Escalar. Glamour ‘n soul

from 2016-09-16 to 2016-10-16

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


EDIZIONE STRAORDINARIA! | Elsa Morante e Il Corriere dei Piccoli

from 2016-12-02 to 2016-12-31

Teatro del Lido di Ostia


OneDay - Alessandro Penso

from 2016-10-06 to 2016-10-27

Officine Fotografiche


Daniele Tozzi | Bozze di lettere a mano libera

from 2016-11-19 to 2016-12-01

Teatro del Lido di Ostia


Riprese di riprese

from 2016-11-01 to 2016-11-15

Teatro del Lido di Ostia


DUPLICATO DI [Mauro Molle - Armonia di equilibri impossibili]

from 2016-10-01 to 2016-10-13

Edarcom Europa Galleria d'Arte Contemporanea


Azulejão - Adriana Varejão

from 2016-10-01 to 2016-12-10

Gagosian Gallery


LIA DREI / FRANCESCO GUERRIERI - Anni Sessanta-Settanta

from 2016-11-11 to 2017-01-15

MACRO Via Nizza

Project Room #1
La mostra presenta le opere della storica coppia di artisti Lia Drei e Francesco Guerrieri. Il duo è stato protagonista della ricerca sperimentale sull’arte cinetica e programmatica già a partire dai primi anni Sessanta. Il percorso dei due artisti va analizzato nell’insieme, poiché le differenti personalità di Lia Drei e Francesco Guerrieri hanno portato in termini qualitativi ad una ‘somma’ che supera le singole ‘parti’.

Preview Stampa: 10 novembre 2016


LABORATORIO PRAMPOLINI. Disegni, schizzi, progetti e carte oltre il Futurismo

from 2016-11-11 to 2017-01-15

MACRO Via Nizza

Project Room #2 e Biblioteca
Pittore, scenografo, scrittore (1894-1956) e teorico, Prampolini aderisce al Futurismo nel 1912 ma sarà operativo nel campo dell’arte anche oltre il Futurismo, fino al 1956, anno della sua morte. Partendo dalle premesse di una personalità estremamente duttile e fortemente impegnata nei vari linguaggi e tecniche artistiche, la mostra-omaggio a Prampolini intende realizzare un focus solo su alcuni aspetti dell’arte e appunto della multidisciplinarietà dell’artista.

Preview Stampa: 10 novembre 2016

Fra gli argomenti affrontati, tramite l’esposizione di disegni, schizzi, lettere e altro materiale d’archivio, ci sono il teatro e i periodi di attività caprese. Il nucleo centrale della mostra, infatti, è stato proprio individuato nei cosiddetti Taccuini capresi (1946–1948), lavori di piccole dimensioni - tre taccuini contenenti circa 200 disegni - realizzati da Prampolini sull’isola azzurra negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale. Saranno esposti anche disegni e schizzi inediti tratti da un taccuino di appunti grafici dell’artista presenti nel suo archivio.


La vita fissata nell'ambra

from 2016-09-20 to 2016-11-25

Accademia Polacca delle Scienze


38° Mostra di minerali, fossili e conchiglie

from 2016-12-03 to 2016-12-04

Ergife Palace


Ecodesign

from 2016-10-08 to 2016-10-31

Teatro del Lido di Ostia


Il mendicante di stelle. Il narrare di Stanislao Nievo tra mito, natura e letteratura

from 2016-09-28 to 2016-12-31

Biblioteca Nazionale Centrale, Spazi900


Ritmi essenziali - Stefania Cecchetti

from 2016-10-08 to 2016-10-20

Arte Borgo Gallery


Beyond

from 2016-10-01 to 2016-10-30

Ex Caserma Guido Reni


GRAFFI (A) TI di Franco Durelli

from 2016-10-03 to 2016-10-12

Museo Fondazione Venanzo Crocetti


Le bambole del Giappone, forme di preghiera, espressioni d'amore

from 2016-10-04 to 2016-12-28

Istituto Giapponese di Cultura


Transnational Capitalism Examined - Oliver Ressler

from 2016-09-27 to 2016-11-26

Fondazione Pastificio Cerere, Gallery Apart


Roma In Acquerello III edizione dell’A.R.A. - Associazione Romana Acquerellisti

from 2016-10-01 to 2016-10-08

Angelica


Sensi unici - Mostra di libri e opere tattili

from 2016-11-12 to 2017-02-26

Palazzo delle Esposizioni


Dreamscape: visioni in precario equilibrio - Marcella Persichetti e Rujunko Pugh

from 2016-10-14 to 2016-10-29

Make Make Spazio & Arte


Architettura e Paesaggio - Ludovico degli Uberti

from 2016-09-23 to 2016-10-23

Museo Boncompagni Ludovisi


Architettura in Svizzera. Dialogo tra storia e contemporaneità

from 2016-10-11 to 2016-11-08

Casa dell'Architettura all'Acquario Romano


Edward Hopper

from 2016-10-01 to 2017-02-12

Complesso del Vittoriano (Ala Brasini)


Pietro Nobile. Viaggio artistico in Istria

from 2016-09-22 to 2016-11-06

Istituto Centrale per la Grafica - Calcografia, PALAZZO POLI - FONTANA DI TREVI


Roma Art Festival. 54° Esposizione Internazionale di Arte Contemporanea

from 2016-09-23 to 2016-10-02


Tesori gotici dalla Slovacchia

from 2016-09-30 to 2016-11-13

Palazzo del Quirinale


Parole, libri e lettere: Henry James e l'Italia, Henry James e Roma

from 2016-09-29 to 2017-01-08

Museo Hendrik Christian Andersen


Giovanni Frangi. Settembre

from 2016-09-24 to 2016-11-01

Istituto Centrale per la Grafica - Calcografia, PALAZZO POLI - FONTANA DI TREVI


8 ½ - Rodolfo Villaplana

from 2016-09-30 to 2016-11-12

MAC Maja Arte Contemporanea


Arte e Cultura - Isabel Carrillo, Akemi Seki, Marcello Massini

from 2016-09-21 to 2016-09-28

Ucai Galleria La Pigna


Picasso Images. Le opere, l’artista, il personaggio

from 2016-10-14 to 2017-02-19

Museo dell'Ara Pacis

Esposizione di circa duecento fotografie d'epoca, una significativa scelta di opere grafiche, sculture e dipinti provenienti dal Musée national Picasso-Paris, che delinea in modo inedito il percorso di un artista eccezionale e il ritratto intimo di un uomo che ha costruito la propria fama mondiale anche attraverso la cura della propria immagine.
Su Twitter:     @museiincomune     #PicassoImages 

Le tre sezioni che articolano il percorso espositivo indagano i collegamenti che il più grande artista del XX secolo stabilì con la fotografia: dai primi tentativi di utilizzo del medium quale strumento di indagine approfondita del mondo circostante, di ausilio per la sua opera e di testimonianza dello stato d'avanzamento delle sue creazioni, alle fruttuose collaborazioni artistiche con fotografi d'avanguardia, tra cui Brassaï e Dora Maar, poi sua compagna. L’ultima sezione racconta la maturità artistica di Picasso quando, a partire dal dopoguerra, coltiverà personalmente la propria immagine d'artista diffusa dalla stampa illustrata, che contribuirà a renderlo personaggio di grande popolarità e ad alimentarne il mito.


16 ottobre 1943 – la razzia

from 2016-09-19 to 2017-01-15

Casina dei Vallati


Arturo Dazzi 1881/1966 Roma, Carrara, Forte dei Marmi

from 2016-10-16 to 2017-01-29

Musei di Villa Torlonia: Casino dei Principi

In occasione del cinquantenario della morte dell’artista Arturo Dazzi, la mostra intende valorizzare le opere di un importante protagonista dell’arte del Novecento italiano, attraverso un’esposizione di una grande quantità di materiali (circa 65 opere) conservati sia presso la “Donazione Dazzi” della Fondazione Villa Bertelli e sia in collezioni pubbliche e private.

La mostra “Arturo Dazzi 1881 - 1966, Roma - Carrara - Forte dei Marmi”, curata da Anna Vittoria Laghi, racconta l’artista attraverso i legami privilegiati che instaura e coltiva nell’arco della sua vita con tre città italiane: Carrara, città natale e della formazione, Roma alla quale l’artista dovrà popolarità e successo e Forte dei Marmi, il buen retiro dove l’esponente di spicco del nuovo classicismo scultoreo del ‘900, lavorerà ad alcune tra le sue più importanti opere monumentali e dove, infine, si scoprirà pittore ( “La Versilia che mi fece diventare pittore”, aveva scritto Dazzi nell’auto-presentazione della Quadriennale Romana del 1935).

Nel percorso espositivo, attraverso le sculture e pitture esposte, verrà illustrata l’attività artistica di Dazzi fra il 1914 e il 1935.

La mostra si articola in sei sezioni distribuendo, secondo un criterio cronologico e per generi artistici, dipinti e sculture, disegni, fotografie storiche e documenti anche inediti.


Mimì Quilici Buzzacchi. Tra segno e colore

from 2016-09-22 to 2016-11-27

Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

Nell’ambito della mostra    “Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte 1931 - 1935 – 1939”, tre sale della Galleria ospitano circa 50 opere tra dipinti, opere grafiche e documenti che illustrano la lunga attività dell’artista Mimì Quilici Buzzacchi (Medole 1903 – Roma 1990), iniziata alla fine degli anni Venti a Ferrara e proseguita a Roma dagli anni Cinquanta fino alla morte nel 1990.

Si tratta di opere provenienti dalla Galleria d’Arte Moderna, dall’Archivio Mimi Quilici Buzzacchi e dal fondo donato alla Galleria dagli eredi dell’artista. Alle sezioni dedicate all’opera pittorica e alla grafica se ne aggiunge una terza in cui sono rappresentati gli artisti più vicini a Mimì Quilici Buzzacchi: Tato, Carlo Socrate, Filippo De Pisis, Virgilio Guidi.

Notissima per la sua opera incisoria e in particolare la xilografia, che praticò con continuità fin dagli esordi, Mimì Quilici Buzzacchi ha attraversato il Novecento  lavorando incessantemente in un confronto continuo con i protagonisti della cultura del suo tempo. Incoraggiata da Filippo De Pisis, che fu tra i primi a coglierne le qualità, crebbe professionalmente a Ferrara, negli anni in cui ne celebrava il “mito” Achille Funi, che con Tato, Carlo Socrate e molti altri fu tra gli amici più cari dell’artista e del marito, il giornalista Nello Quilici, direttore del «Corriere Padano». Negli  anni Trenta partecipò assiduamente alle più importanti rassegne espositive nazionali e internazionali,  tra cui le Biennali veneziane e le Quadriennali di Roma, e prese parte con Funi e gli altri artisti dell’”officina ferrarese” al progetto decorativo che interessò i molti edifici realizzati in Libia durante il governatorato di Italo Balbo realizzando un  affresco nella cappella del Villaggio Corradini (1938-40).

Dalle prime esperienze in cui i soggetti privilegiati erano marine e scorci degli edifici più emblematici di Ferrara e della campagna ferrarese, fino ai paesaggi della sua produzione più recente, la ricerca di Mimì Quilici Buzzacchi ha indagato con continuità le infinite possibilità espressive del segno, tanto nella grafica che nella pittura, in cui il dialogo con luce e colore ha saputo creare risultati di grande suggestione.

La lunga stagione romana con le sue meditazioni sui  mutevoli paesaggi del Tevere che scorreva davanti alla sua casa al quartiere Flaminio e lo scenario della collina di Monte Mario e di Villa Madama, vede la sua pittura farsi interprete di un intimo colloquio e di un’intesa in cui la raffinatissima vibrazione cromatica intrecciata al segno - struttura sempre presente ha dato luogo a visioni vicine all’astrazione.

Un’interessante selezione di documenti, volti a illustrare la figura e l’attività dell’artista, completa la mostra insieme alla proiezione del video “Immagini da sequenze amatoriali tratte dall’archivio privato della famiglia Quilici” (F. Quilici - R. Pastori - M. Grassi, 1998, con musiche di A. Breschi).


Professionisti invisibili del cinema italiano: tre mostre alla Casa del Cinema

from 2016-07-04 to 2016-09-29

Casa del Cinema

TRE MOSTRE A CURA DELL’ASC

(Associazione Scenografi Costumisti e Arredatori)

Quest’estate la Casa del Cinema ospita la creatività dei grandi professionisti “Invisibili” del cinema italiano:gli scenografi e i costumisti. L’evento è stato curato dall’ASC (Associazione Scenografi Costmisti e Arredatori) e si divide in tre parti dedicate la prima ai film della coppia RISI – GASSMAN seguita da GRANDE SCHERMO ITALIANO con i professionisti emergenti della odierna stagione, per finire con I SOCI DELL’ASC che comprende un panorama di scenografi e costumisti che hanno “costruito” il grande cinema italiano. La mostra si compone di bozzetti originali e foto di scena.

Oltre la tela&NOJm

from 2016-09-23 to 2016-10-08

Biblioteca Vaccheria Nardi


Monte Inferno - Progetto di Patrizia Santangeli e Gabriele Rossi

from 2016-09-15 to 2016-09-30

AlbumArte


Lapidarium - Installazioni di Gustavo Aceves in Piazza del Colosseo

from 2016-09-16 to 2017-01-08

Arco di Costantino, Piazza del Colosseo, Via dei Fori Imperiali

Lapidarium è un intervento monumentale di scultura contemporanea ideato dall’artista messicano Gustavo Aceves.

Grean parte delle sculture-installazioni (alte dai 3 agli 8 metri) sono ospitate nei Mercati di Traiano, altre esposte nei pressi dell'Arco di Costantino, all'esterno del Colosseo e lungo via dei Fori Imperiali.

Lapidarium rappresenta il tentativo di Aceves di dare una risposta dinamica e forte a una delle questioni più pressanti e dibattute dei nostri tempi: l’emergenza migratoria. L’artista raggiunge questo obiettivo dando forma al pensiero che si tratti di una crisi dalle radici profondamente radicate nella storia, dal momento che ogni scultura in Lapidarium rappresenta un momento di una particolare diaspora della storia antica.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dall’Ambasciata del Messico in Italia con il supporto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -  Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e curata da Francesco Buranelli.


BATO - MATTA

from 2016-10-13 to 2016-11-12

Antiquariato Valligiano, Rvb Arts


In Questo Momento - Stefano Ricci

from 2016-09-20 to 2016-10-06

Tricomia Studio d'Arte


Ciprian Mureşan

from 2016-09-27 to 2016-10-30

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

Con la mostra di Ciprian Mureşan, la prima personale dell’artista presso un’istituzione a Roma, prosegue al Museo Pietro Canonica il ciclo espositivo Fortezzuola, a cura di Pier Paolo Pancotto

Mureşan, dopo aver soggiornato a più riprese a Roma, ha concepito un progetto ispirato al contesto storico e culturale del Museo Canonica che si sviluppa attraverso alcuni dei sistemi espressivi più ricorrenti nel suo percorso creativo: plastico, grafico, performativo, installativo. A far loro da comune denominatore la figura umana, ideale omaggio al lavoro di Pietro Canonica. Il tema costituisce per l’artista uno spunto di riflessione sull’idea di scultura ed il significato che tale pratica espressiva possiede oggi e, al tempo stesso, sul concetto di identità culturale e sociale che essa è in grado di esprimere, nel passato come nel presente. Come negli altri casi anche Ciprian Mureşan da luogo a un percorso visivo site specific sviluppato mantenendo un atteggiamento quasi “performativo” il cui esito finale sarà noto solo al termine della sua realizzazione, vale a dire a ridosso della data di inaugurazione della mostra.


OUT OF TIBET di Albertina d’Urso

from 2016-10-23 to 2016-12-11

Parioli Fotografia Studio


Antinoo. Un ritratto in due parti

from 2016-09-15 to 2017-01-15

Museo Nazionale Romano - Palazzo Altemps


Opere dalla Collezione #4 – Arte e Politica

from 2016-10-21 to 2017-05-10

MACRO Via Nizza

Sale Collezione
La mostra a cura di Costantino D’Orazio, è pensata per valorizzare la collezione permanente del MACRO, esposta a rotazione nelle sale museali, e permettere la visione delle opere in deposito a un vasto pubblico. La mostra comprende artisti italiani e non, quali Alfredo Jaar, Carla Accardi, Maurizio Cattelan, Pino Pascali, Mario Mafai, Giulio Turcato, Fabio Mauri, e altri ancora che si esprimono attraverso la fotografia, la pittura e l’installazione.

Preview Stampa: 20 ottobre 2016


FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma XV edizione: ROMA, IL MONDO

from 2016-10-21 to 2017-01-08

MACRO Via Nizza

Sala Bianca, Studio #1 e #2, Foyer
Torna al MACRO la XV edizione di FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzato da Zètema Progetto Cultura, con la direzione artistica di Marco Delogu. Co-curatore Alessandro Dandini de Sylva. L’esposizione, che, come di consueto, ospita fotografi di riconosciuta fama internazionale e offre una ricognizione importante sullo stato della fotografia contemporanea, sarà quest'anno interamente dedicata alla città di Roma con il tema "Roma, il mondo".

Preview Stampa: 20 ottobre 2016


Metamorfosi - Giampaolo Atzeni e Emre Yusufi

from 2016-09-22 to 2016-09-30

Museo Fondazione Venanzo Crocetti


Spirito di Roma: la Pop Art Italiana in mostra allo Stadio di Domiziano

from 2016-09-16 to 2016-10-30

Stadio di Domiziano


“lascio il Giappone a malincuore …”. Enrico Hillyer Giglioli e il viaggio della Magenta

from 2016-09-24 to 2016-10-29

Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"


Mostra d'Arte "Cento pittori via Margutta" (103^ edizione)

from 2016-10-28 to 2016-11-01

Via Margutta


There is no place like home

from 2016-09-16 to 2016-09-30


Sam Ivin - Lingering Ghosts / Sharon Ritossa - Foibe

from 2016-09-15 to 2016-11-26

Galleria del Cembalo


I Libri che hanno fatto l'Europa. Manoscritti latini e romanzi da Carlo Magno all'invenzione della stampa

from 2016-09-12 to 2016-12-09

Accademia Nazionale dei Lincei, Palazzo Corsini


Se mi guardi mi racconti di Paola Mezzaroma

from 2016-06-01 to 2016-10-03

Rodari - Biblioteca Comunale


Animalario

from 2016-09-16 to 2016-10-16

Biblioteca Guglielmo Marconi


Agorà 2016

from 2016-09-15 to 2016-09-30

Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma


Tempo da lupi

from 2016-10-05 to 2016-11-13

Civic Museum of Zoology

La mostra fotografica vedrà esposte le suggestive foto di Bruno D’Amicis, fotografo-biologo, che immortalano il Lupo nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, proprio nel suo ambiente naturale. Alla mostra fotografica si affiancherà “Insieme ai lupi”, un’esposizione di dipinti di diverso formato e tecniche varie, prodotte da alcuni famosi artisti naturalisti italiani di “Ars et Natura”, per sensibilizzare il pubblico alla conservazione e corretta gestione di una specie così carismatica e significativa della nostra fauna. Per l’occasione verranno esposti anche alcuni esemplari di Lupo conservati presso il Museo, provenienti da diverse aree geografiche abitate da questa specie.
Promotori: Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali,  Assessorato alla Crescita culturale, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
Orari: Martedì-Domenica ore 9.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.00). Giorni di chiusura: Lunedì
 N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli    Avvisi
Mostra gratuita previo acquisto del biglietto di ingresso al museo secondo    tariffazione vigente
Condizioni di gratuità e riduzioni
Tel 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00
Invito stampa


Mauro Molle - Armonia di equilibri impossibili

from 2016-09-15 to 2016-09-29

Edarcom Europa Galleria d'Arte Contemporanea


Time is Out of Joint

from 2016-10-11 to 2018-04-15

GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e contemporanea


HYPNOS di Fabio Santoro

from 2016-09-16 to 2016-10-03

Galleria Vittoria


Lapidarium

from 2016-09-16 to 2017-01-08

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Lapidarium è un intervento monumentale di scultura contemporanea, ideato dall’artista messicano Gustavo Aceves, che troverà spazio nella suggestiva area archeologica di Roma, in un percorso che si snoderà dall’Arco di Costantino alla Piazza del Colosseo fino ai Mercati di Traiano.

Lapidarium è una mostra promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dall’Ambasciata del Messico in Italia con il supporto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -  Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e curata da Francesco Buranelli. 

Composto da 40 sculture singole – alte dai 3 agli 8 metri e in alcuni casi lunghe fino a 12 metri – Lapidarium è un progetto ‘in fieri’ dalle dimensioni e dall’ambizione fuori dal comune: un work in progress che durante il suo tour intorno al mondo crescerà di tappa in tappa fino a comprendere in tutto 100 opere differenti. Dal 2014, anno in cui fu presentato in anteprima a Pietrasanta, fino alla sua inaugurazione ufficiale nel 2015 a Berlino, alla Porta di Brandeburgo, un vasto pubblico ha già avuto modo di ammirare quest’opera straordinaria.

Lapidarium rappresenta il tentativo di Aceves di dare una risposta dinamica e forte a una delle questioni più pressanti e dibattute dei nostri tempi: l’emergenza migratoria. L’artista raggiunge questo obiettivo dando forma al pensiero che si tratti di una crisi dalle radici profondamente radicate nella storia, dal momento che ogni scultura in Lapidarium rappresenta un momento di una particolare diaspora della storia antica.

Uno degli obiettivi di Lapidarium è di portare l’attenzione sul problema della sofferenza dei popoli e sul dramma di migliaia di persone in perenne movimento per necessità di sopravvivenza. Nel fare questo, Aceves invita anche noi a ricordare la nostra difficile storia in Occidente e a riconoscere che parte del nostro benessere e del nostro livello di civiltà derivano dallo sfruttamento altrui. Lapidarium diviene quindi un monumento ai “vinti”, uno spazio muto di riflessione per non dimenticare gli orrori commessi nel passato, e di monito a non ripeterli più: un monumento attraverso il quale rinascere migliori.


Il rilievo delle parole - Irma Alonzo e Ariela Bhom

Galleria Anna Marra Contemporanea


I muri parlano - De muren spreken - Walls talk

from 2016-09-15 to 2016-09-28

Accademia Belgica


I FIORI DEL MALE. Donne in manicomio nel regime fascista

from 2016-09-14 to 2016-11-18

Casa della Memoria e della Storia


Maria Savino - Percorsi luminosi

from 2016-09-22 to 2016-10-14

Complesso del Vittoriano (Ala Brasini)

The Complesso del Vittoriano is housing a major retrospective on the leading representative of Art Nouveau and one of the most celebrated artists in Europe at the turn of the 20th century: Alphonse Mucha.

Under the aegis of Istituto per la storia del Risorgimento , organized and produced by Arthemisia Group in collaboration with the Mucha Foundation, with the support of the Regione Lazio, the exhibition is bringing a remarkable nucleus of works by the Czech artist to Rome: over 200 masterpieces illustrating the development of Mucha's career and the maturation of a man who lived in one of the most tumultuous periods of European history.

The grand Roman exhibition, curated by Tomoko Sato, is bringing to Italy many posters, drawings, paintings, decorative works, books and photographs for the first time. Through works such as Gismonda (1894), The Seasons: Summer (1896), Madonna of the Lilies (1905) and Study for 'The Slav Epic' cycle No. 14: The Defence of Sziget (c. 1913-14), the exhibition explores six different aspects of the artist's personality across as many sections: Bohemian in Paris; creator of the Mucha style; cosmopolitan; mystic; patriot; and philosopher-artist.


Libro Aperto - Opere di Paola Levi Montalcini

from 2016-09-18 to 2016-10-31

Museo Ebraico di Roma


#ADAYINITALY

from 2016-09-03 to 2016-11-13

Sale del Bramante


Andrea Vaduva - Love and Hearth

from 2016-09-06 to 2016-10-11

Chiostro del Bramante


Trasmutazioni & Trasmigrazioni. Opere di Antonio Aportone – AP.or.T1

from 2016-09-25 to 2016-11-20

Museo delle Mura

Progetto espositivo dell'artista Antonio Aportone. La Tematica comune sottesa è “l’estensione spaziale delle materie”, una ricerca legata a riflessioni afferenti alla Fisica teorica , alla riflessione sullo Statuto del fare artistico in relazione alle possibili visioni antropiche e ad un eventuale interpretazione cosmica.

Il progetto espositivo è frutto di un percorso di riflessione  che analizza i “fenomeni trasformativi” in quanto processi dinamici ininterrotti che investono una molteplicità di fenomeni, in un “movimento vitale” che coinvolge “materie” ed “energie”.
La Tematica comune sottesa è “l’estensione spaziale delle materie”, una ricerca legata a riflessioni afferenti alla Fisica teorica , alla riflessione sullo Statuto del fare artistico in relazione alle possibili visioni antropiche e ad un eventuale interpretazione cosmica. Si mira a “catturare l’Attimo” per farlo diventare meno finito o duraturo, tra “Inconsistenza” e “Durata” , tra il non è ancora ed il “non è più”, nell’impossibilità di fermare gli eventi, a capirne le modificabilità o gli “Stati in transito”.
La sintonia instaurata con il luogo espositivo è nella ricerca di uno statuto del fare artistico che guarda al proprio specifico (le centralità) e ai territori circostanti (le altre discipline) verso oriente (ove conduceva la “regina viarum”) nella ricerca di compensazioni tra spiritualità e scientificità.
Interagiranno con le opere diffusioni sonore con musiche di G. Scelsi e immagini di personaggi storici che si sono adoperati per una mutazione sociale.


The Japanese House

from 2016-11-09 to 2017-02-26

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Premio MAXXI 2016

from 2016-09-30 to 2017-01-29

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Basim Magdy. The Stars Were Aligned For A Century Of New Beginnings

from 2016-09-15 to 2016-10-30

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Edgar Honetschläger - LOS FELIZ

from 2016-09-23 to 2016-10-18

MACRO Testaccio

Padiglione 9A
Mostra del noto artista e regista viennese Edgar Honetschläger, ispirata all’omonimo film LOS FELIZ, che in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, sarà proiettato in anteprima italiana presso il Cinema Trevi unitamente ad altri film dell’artista. Previste altre proiezioni del film a Roma.

La mostra e le proiezioni del film fanno luce su un progetto straordinario che l’artista/regista ha portato a compimento nell’arco di quindici anni. Honetschläger ne ha impiegati tre e mezzo soltanto per dipingere e disegnare rappresentazioni iconografiche della terra delle opportunità. Una sezione di quest’opera onnicomprensiva - che consta di 18 dipinti giapponesi a inchiostro, ciascuno di 4x16 m,  e circa 250 disegni, alcuni grandi addirittura 5x8 m - viene, appunto, presentata al MACRO Testaccio.

Nel film LOS FELIZ una macchina appositamente costruita fa muovere gli enormi dipinti, creando l’illusione di un’auto in corsa attraverso i tipici paesaggi americani. Questa gigantesca macchina per gli sfondi, che svela il meccanismo con cui è stato prodotto il lungometraggio, viene presentata sotto forma di installazione.

Il Cristianesimo è l’unica religione ad aver reso l’immagine la fonte principale del proprio potere. Partendo da questo presupposto, LOS FELIZ di Edgar Honetschläger postula che “Coloro i quali creano le immagini dominano il mondo” e collega continuamente le due città-simbolo della produzione e della manipolazione di immagini: Roma/Città del Vaticano e Los Angeles/Hollywood. Ma esiste una forza che tende a sfidare questa supremazia dell’Occidente...

Come il libro della Genesi, anche il lungometraggio ha una struttura divisa in sette giorni: il primo si svolge a Roma, l’ultimo a Los Angeles, e nei cinque di mezzo il viaggio da est a ovest dei protagonisti ritrae un’America bidimensionale, in bianco e nero, che rielabora l’iconografia classica dei road movie statunitensi. LOS FELIZ racchiude in un’unica stanza la vastità del continente nordamericano. Una fiaba, allo stesso tempo commedia e tragedia, che delinea con umorismo e ironia una caricatura dell’onnipresenza dell’immaginario occidentale e dei film hollywoodiani nel mondo - senza mai tralasciare di prendersi gioco di se stessa, dell’illusione dei film e del genere canonico dei road movie.

LOS FELIZ
Un road movie girato in studio da EDGAR HONETSCHLÄGER
Tre cardinali assumono il diavolo per impedire che l’Occidente perda la propria supremazia sul mondo, ricorrendo al loro asso nella manica: le immagini dell’America. A bordo di una Mercedes-Benz degli anni Cinquanta il diavolo inglese, la giovane guardia francese di un museo e una dea Shinto giapponese viaggiano da Roma a Los Angeles attraverso un’America a due dimensioni, fatta di dipinti e disegni. La FAMA è ciò che cerca la ragazza. L’AMORE è ciò che la signora proveniente dall’estremo ORIENTE non è in grado di provare. La profondità è ciò che DESIDERIAMO. Il 3D è quello che OTTENIAMO. Gli Stati Uniti delle IMMAGINI.

L’artista/regista ha dichiarato sul film:
“Il film si realizza all’interno di Los Feliz – la regione centrale di Los Angeles, ai confini di Hollywood, nota per le costose dimore storiche e le celebrità che ci vivono – dove la protagonista incontra il proprio alter-ego, alla disperata ricerca della fama. A Los Angeles non esistono le stagioni (il che è precisamente il motivo per cui l’industria cinematografica si è spostata lì), il cielo è sempre azzurro, gli irrigatori zampillano gioiosi e i giardini sono ben curati. Ogni volta che si guarda fuori dalla finestra, niente sembra mai cambiare. L’unica cosa che cambia siamo noi. Ci guardiamo allo specchio ed ecco una nuova ruga! L’immutabilità di Los Angeles, quindi, non può includere gli esseri umani, ed è proprio per questo che l’industria della bellezza domina sugli abitanti di questa città. La promessa dell’eterna giovinezza è programmatica e i film di Hollywood diffondono da decenni questa ideologia nel resto del mondo”.

Edgar Honetschläger, nato e cresciuto in Austria, è un artista e regista che ha vissuto cinque anni negli Stati Uniti, dodici in Giappone, tre in Italia e uno in Brasile. Tra le varie mostre internazionali cui ha preso parte con i suoi lavori, ricordiamo Documenta X e i festival del cinema Berlinale e di Cannes, oltre a centinaia di festival cinematografici in tutto il mondo.


Rachel Howard

from 2016-09-23 to 2016-10-18

MACRO Testaccio

Padiglione 9B
Con "Paintings of Violence (Why I am not a mere Christian)", installazione composta da dieci dipinti e una scultura l'artista inglese Rachel Howard prosegue la sua ricerca sulla religione, la morte e la violenza, in particolare quella violenza calma, controllata, pianificata.

La scelta del titolo proviene da una lettura del 1927 di Bertrand Russell, appunto "Why I Am Not a Christian", a cui l’artista aggiunge l’aggettivo mere (puro e semplice) dopo aver letto l’opera teologica di C.S. Lewis, "Mere Christianity".

La Howard ha impiegato cinque lunghi anni, dal 2011 al 2016, per portare a compimento questi 10 dipinti, ciascuno dei quali riproduce nelle dimensioni l’altezza dell’artista e l’apertura delle sue braccia. Utilizzando una riga a T, che rievoca un crocifisso, la Howard lavora con mano salda, facendo scorrere sulla superficie pittorica dall’alto verso il basso uno strato di colore rosso sangue, macchiando la luminosa superficie pittorica. Questo processo viene poi ripetuto, inserendo altro colore, facendolo scorrere e tamponadolo. Alla fine l’artista piega gli asciugamani utilizzati per asciugare la riga a T e li sistema su un piedistallo, come testimonianza del lungo processo creativo. “L'essenza di questo lavoro,” spiega Thomas Krens della Fondazione Guggenheim â€œÃ¨ la performance: la pittura come danza, movimento, rigore intellettuale ed estrema parsimonia nell'attuazione di un’intensa, ripetitiva, stratificata, disciplinata e infinita differenza gestuale”.

La Howard così descrive Paintings of Violence (Why I am not a mere Christian):“… Non si tratta di un atto violento da baccanale, quanto invece della mano calma e ferma della violenza che agisce su ampia scala. È il danno massimo, attentamente pianificato e portato a termine senza fretta; quindi il lento taglio attraverso il colore a olio cremisi d’alizarina, che fa emergere il colore sottostante, puro e vulnerabile. E poi la ripetizione, tela dopo tela, in modo sempre uguale, ma ogni volta diverso”. L’artista si riferisce ad atti di violenza pianificati in grado di sopraffare chiunque; questi atti di terrore, queste minacce alla stabilità della vita quotidiana, hanno tutti qualcosa in comune. Sono diversi tra loro ma, per certi versi, rimangono sempre gli stessi.

Presenti in mostra anche altre opere della Howard: sono dipinti nuovi, recenti, che riproducono motivi e reticoli. Queste opere esplorano le peculiari qualità della pittura a olio, sfidando le canoniche regole di fruizione legate a questo mezzo di comunicazione così tradizionalmente codificato. Nelle tele più grandi, Symptoms and Side Effects (2016) e Wood for Trees (2016), la Howard analizza il rapporto di continua alternanza tra sfondo e primo piano. L’artista racconta di aver voluto “far emergere l’aspetto decorativo, dare ad esso una vita propria, giocare con motivi e reticoli per suggerire, magari, l’esistenza di un lato immaginario contrapposto ad uno più  reale, prosaico”. Questi dipinti, insieme a quelli con motivi “a griglia”, analizzano i concetti di ordine ed entropia.

Nel 2017 Paintings of Violence (Why I am not a mere Christian) saranno esposti per la prima volta negli Stati Uniti presso il MASS MoCA, Massachusetts, mentre da fine settembre 2016 sarà disponibile una pubblicazione dedicata a queste opere con tavole a colori e testi di Thomas Krens, Louisa Elderton e Will Self.

Tra le più recenti mostre personali dell’artista si ricordano: At Sea, Jerwood Gallery, Hastings (2015); Northern Echo, Blain|Southern, Londra (2014); Folie Ã  Deux, Blain|Southern, Londra (2011); Repetition is Truth, Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina, Napoli (2011); Still Life / Still Here, Rachel Howard, New Paintings, Sala Pelaires, Palma de Mallorca (2011); Human Shrapnel – oil drawings on paper, Other Criteria, Londra (2010); Der Wald, Haunch of Venison, Zurigo (2009); Rachel Howard: invited by Philippa van Loon, Museum van Loon, Amsterdam (2008); How to Disappear Completely, Haunch of Venison, Londra (2008); e Rachel Howard – New Paintings, Gagosian Gallery, Los Angeles (2007); Tightrope, Shaheen Modern and Contemporary Art, Ohio (2002) e Painting 2001, Anne Faggionato, London (2001). Tra le recenti mostre collettive ricordiamo invece: Daydreaming with Stanley Kubrick, Somerset House, London (2016); Summer Exhibition 2016, Royal Academy of Arts, London (2016); Settle Opere per la Misericordia, quarta edizione, a cura di Mario Codognato, Pio Monte della Misericordia, Napoli (2016); Sleepless, Beds in History and Contemporary Art, 21er Haus, Vienna (2015); Invitation to a Beheading, a cura di Rachel Howard, Marianne Boesky, New York (2013); Freedom Not Genius, a cura di Elena Geuna, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Torino (2012), in tour presso il Multimedia Art Museum, Mosca (2013).

Le opere della Howard sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private, tra cui l’Ackland Art Museum, North Carolina, il Museum van Loon di Amsterdam, la David Roberts Foundation di Londra, la Goss-Michael Foundation di Dallas, l’Olbricht Collection di Berlino e le collezioni Murderme e Hiscox, Londra. L’artista vive e lavora a Londra.


Mimì Quilici Buzzacchi. Tra segno e colore

from 2016-09-22 to 2016-11-27

Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

Nell’ambito della mostra    “Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte 1931 - 1935 – 1939”, tre sale della Galleria ospitano circa 50 opere tra dipinti, opere grafiche e documenti che illustrano la lunga attività dell’artista Mimì Quilici Buzzacchi (Medole 1903 – Roma 1990), iniziata alla fine degli anni Venti a Ferrara e proseguita a Roma dagli anni Cinquanta fino alla morte nel 1990.


350 anni di creatività

from 2016-10-14 to 2017-01-15

Accademia di Francia - Villa Medici


Guttuso. Inquietudine di un realismo

from 2016-09-10 to 2016-10-09

Palazzo del Quirinale


Via Margutta scolpisce il contemporaneo

from 2016-09-16 to 2016-10-16

Via Margutta


Ai piedi della Piramide

from 2016-09-22 to 2016-11-13

Casa di Goethe


Yi Zhou. Fragments of Rome, past, future, parallel worlds

from 2016-10-21 to 2016-11-27

MACRO Via Nizza

MACRO Hall
Terza tappa per il progetto espositivo From La Biennale di Venezia to MACRO. International Perspectives, ideato e curato da Paolo De Grandis e Claudio Crescentini, dedicato alla presentazione di alcune installazioni internazionali provenienti dall’Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, ricomposte e rimodellate site-specific appositamente per il MACRO.

Preview Stampa: 20 ottobre 2016

Il progetto vede convergere insieme le “prospettive” d’arte di due città che lavorano per far viaggiare le esperienze dell’arte internazionale sul territorio nazionale. Dalla città lagunare appunto alla Capitale. Due città legate da una tradizione storico-artistica imponente che sono riuscite ad arricchire ulteriormente questo bagaglio per dare voce e vita all’arte contemporanea e far emergere e valorizzare questa risorsa, ricorrendo ad azioni di documentazione dell’esistente, di promozioni di iniziative ma anche di connessioni internazionali. Ricerca avviata da Paolo De Grandis già nel 1995 con l’ideazione dei padiglioni esterni alla Biennale di Venezia e la presentazione di nuovi paesi.

In occasione di questo terzo appuntamento è presentata la mostra di Yi Zhou, artista cinese che vive tra Roma, Shanghai, Hong Kong e Los Angeles che rappresenta la nuova generazione di artisti interdisciplinari di talento.

Yi Zhou crea grandi installazioni multimediali in cui abbina cinematografia, animazione digitale, fotografia, scultura, pittura, disegno e composizioni di musica contemporanea con collaborazioni prestigiose come con il Maestro Ennio Morricone in occasione delle sua partecipazione alla Biennale nel 2011.

Il suo lavoro esplora il regno dell’iperrealismo e del neorealismo: da un lato, trae forme visive e tangibili dall’immaginazione e dai sogni; dall’altro, conferisce un aspetto surreale alla stessa natura. Le sue opere, sintesi complessa di fantasia, letteratura, mitologia, filosofia e nuova tecnologia, imbevute di cultura cinese e mediterranea, introducono la magia conturbante di personaggi e paesaggi virtuali e soprannaturali, calati nella realtà effimera della vita, dell’amore e della morte, usando il linguaggio simbolico dell’inconscio. Fonde metodi espressivi antichi, come la scultura in marmo e la pellicola da 35 mm a tecniche estremamente avanzate, come l’animazione 3D. I suoi film esplorano il limite tra sogno e realtà, immaginazione e follia, verità e menzogna, vita dopo la morte. 

Nella MACRO Hall Yi Zhou presenta un’installazione multimediale con animazione 3D con echi letterari e richiami alla storia di Roma e alle sue rovine. I video sono proiettati su lastre di marmo a ricreare un ambiente interattivo.

Quello di Yi Zhou è un mondo popolato di visioni notturne filtrate da reminescenze letterarie, riferimenti reinventati, capovolti o recuperati che si ripetono con insistenza, rifuggendo facili esempi didascalici per aprirsi a contaminazioni culturali ed esperimenti di linguaggio. Nelle animazioni 3D, popolate di visioni apocalittiche ma che lasciano sempre uno spiraglio di luce,  le immagini alterate, desemiotizzate, danno vita ad un haiku nostalgico che azzera ogni traccia di senso compiuto, aprendo la narrazione a una dimensione astratta, diluita lungo un movimento a spirale.


Antonio Ligabue

from 2016-11-11 to 2017-01-08

Complesso del Vittoriano (Ala Brasini)


LOVE. Contemporary art meets amour

from 2016-09-29 to 2017-02-19

Chiostro del Bramante

The Chiostro del Bramante celebrates its 20 years of activity with an international exhibition.

The most innovative, must-see event among Rome’s cultural offer in recent years, this show will put the city on a par with the most respected international exhibition centres. It brings together, for the very first time, icons of contemporary art like Yayoi Kusama, Tom Wesselmann, Andy Warhol, Robert Indiana, Gilbert & George, Francesco Vezzoli, Tracey Emin, Marc Quinn, Francesco Clemente, Joana Vasconcelos, whose works express highly experimental languages (as one of the last works of Kusama All the Eternal Love I Have for the Pumpkins which is among the most instagrammed art works in the world) that will involve and stimulate the public on many different levels.

Art meets love

The Rome exhibition addresses one of the most universally recognized feelings, Love, which has always been explored and represented. It recounts the myriad facets and infinite variations of this phenomenon. Love that is happy, longed for, misunderstood, hated, ambiguous, transgressive and childish, examined through an unconventional itinerary characterized by visual and perceptual input.

Love goes beyond the museum concept

The real star of the show is the public. They can take possession of the exhibition spaces and both appreciate and popularize the works, since they are free to photograph them all (official hashtag #chiostrolove). This experience pivots on 360-degree sensory involvement, based on the concepts of open access and the constantly-evolving museum.


ABITARE A ROMA in periferia. Fotografie di Rodrigo Pais nella seconda metà del ‘900

from 2016-09-21 to 2016-11-13

Museo di Roma in Trastevere

Le immagini in mostra del fotografo Rodrigo Pais sono di valore storico imprescindibile ma anche di grande valore artistico e restituiscono, con stile diretto e pragmatico, l’identità profonda della città e della sua periferia.

Le immagini realizzate dal fotografo Rodrigo Pais restituiscono con stile diretto e pragmatico, caratteristico del fotocronista, l’identità profonda della città di Roma e della sua periferia, con la stessa intensità d’immagini fotografiche di grandi autori come: William Klein per il progetto sulle strade della città natale “New York 1954-1955”, Bruce Davidson in “East 100th Street” serie del 1966-1968 che racconta la realtà di un caseggiato dell’East Harlem conosciuto per il suo degrado abitativo, Garry Winogrand e la sua fotografia di strada tra New York e Los Angeles, le riprese delle vie deserte di Eugène Atget e l’umanità di Robert Doisneau per la città e i sobborghi di Parigi, e naturalmente Vivian Mayer per la brulicante Chicago.

Della capitale italiana Pais non testimonia soltanto un periodo storico dal punto di vista dello sviluppo urbano o storico-politico ma ne entra nelle trame più sottili. La sua fotografia, sociale e documentaria, in diverse occasioni di denuncia, è rappresentazione di una realtà cruda e diretta che restituisce all’osservatore l’identità di una città che si trova nei volti della gente, nei luoghi e nei paesaggi in cui abitano. L’approccio documentarista e l’uso agevole della piccola Leica o della Rolleiflex, comportano un grado elevato di coinvolgimento dei soggetti che permette al fotografo di catturare ciò che si dipana in strada tra eventi epocali ed altri apparentemente insignificanti.

La prolifica raccolta documentale prodotta con dovizia e professionalità, composta da quasi 380.000 fototipi di valore storico imprescindibile ma anche di grande valore artistico, è la testimonianza storica, culturale e sociale di una grande metropoli ma altresì della quotidianità che senza l’obiettivo fotografico e la sensibilità di Pais sarebbe perduta.

La mostra  è organizzata in tre sezioni. La prima, affidata all’architetto Stefano D’Amico, ricostruisce lo sviluppo edilizio pubblico e privato della città dagli anni ‘50 fino agli anni ‘90 del secolo scorso. La seconda, affidata al professor Francesco Sirleto, illustra le lotte per il diritto alla casa partendo dalle prime manifestazioni spontanee fino ai movimenti più consapevoli e organizzati da enti come il Sunia. La terza affidata al sociologo Franco Ferrarotti che fin dagli anni ‘70 si è occupato delle periferie di Roma e, in particolare, delle condizioni di vita dei baraccati.


The Artisans of Dreams

from 2016-07-09 to 2016-10-29

Palazzo della Civiltà Italiana (o Colosseo Quadrato)


Piacere, Ettore Scola

from 2016-09-17 to 2017-01-08

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

“Piacere, Ettore Scola” è la prima mostra monografica in onore del grande cineasta italiano, progettata e prodotta (2014) con l'avallo e il supporto di Ettore Scola e realizzata con la partecipazione della famiglia e dei suoi più stretti collaboratori. 

Dedicata alla giornalista Bruna Curzi Bellonzi, moglie di Sandro Curzi scomparsa nel dicembre del 2013, l'esposizione - attraverso testi autoprodotti dai curatori, fotografie e audiovisivi di famiglia e d'archivio (Rai Teche, Ist. Luce Cinecitta, Aamod, Latitudine, Cineteca di Bologna, Centro Cinema Città di Cesena), cimeli, carteggi, disegni, premi - si pone come strumento in grado di mettere in risalto l'eclettismo artistico e la complessa personalità del regista, acuto e amaro osservatore del costume nazionale, nonché sottile umorista e protagonista di alcune delle più belle pagine del cinema italiano.

La mostra è strutturata in due sezioni:
la prima, cronologica, racconta il percorso privato e professionale di Scola dall'infanzia di Trevico e Roma fino all'ultimo film del 2013 Che strano chiamarsi Federico, passando per gli esordi lavorativi al Marc'Aurelio e in Rai fino all'approdo al cinema come sceneggiatore prima e regista poi.

La seconda sezione, tematica, racconta inceve nel dettaglio il rapporto con gli attori e i collaboratori, a cui segue quello con la città di Roma, fino alle sue grandi passioni: la politica, il teatro e il disegno (filo conduttore di tutta la mostra).


Andrea Viviani. Ritmi instabili

from 2016-09-18 to 2017-01-15

Musei di Villa Torlonia: Casina delle Civette

La ceramica è il filo conduttore di tutte le opere esposte di Andrea Viviani, che uniscono la sapienza della mano alla visionarietà artistica, dando luogo ad installazioni ambientali (la Camera dei Nodi, 2016) o sospese che fluttuano nello spazio (Meteore in fiore, 2016).

La mostra di Andrea Viviani presenta una quindicina di sculture a stelo ed alcune installazioni concepite appositamente per lo spazio della Casina delle Civette.

La ceramica porta sempre in sé la memoria della manualità dell’artista, che plasma, tornisce e cuoce, ed è proprio nella vulcanica lotta tra gli elementi che Andrea Viviani imprime la superficie delle opere con effetti cromatici e riflessi opalescenti e traslucidi, segni e striature, grafie, nodi e ramature dall’oro al rosso-bruno e dal celeste al viola. Nell’attenzione alla natura Andrea Viviani fa della propria intuizione e dell'osservazione all’ambiente che lo circonda, il centro di una pratica d'indagine sul mondo poetica e profonda, che sa comprendere anche le leggi del caos, dell'instabilità, dell'imprevedibile e dell'irregolare.


Redemption - Fotografie di Salvino Campos

from 2016-07-03 to 2016-09-30

Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia (Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari)


Valeriano Ciai 1928 - 2013. Segni e Memorie

from 2016-09-16 to 2016-11-06

Museo di Roma in Trastevere

La mostra antologica del pittore romano Valeriano Ciai (1928-2013), da un progetto di Claudio Zambianchi e Alice Mirti, ripercorre l’itinerario di un maestro della figurazione romana del secondo ‘900 attraverso una scelta di opere pittoriche dal 1959 al 2013.

Quella di Ciai è stata una presenza originale e importante nel contesto dell’arte romana degli ultimi sessant’anni. Con la mostra al Museo di Roma in Trastevere, attraverso la scelta di una trentina di dipinti, si vuole documentare l’intero percorso dell’artista, proponendolo all’attenzione della città e del quartiere in cui era nato e dove ha a lungo vissuto.

Ciai è stato un uomo dolce e schivo e ha lavorato appartato e senza clamori, partecipando a una vicenda significativa, ma meno nota ed esplorata di altre, nel contesto della figurazione italiana e specificamente romana, svoltasi fra gli anni ‘50 e i ‘60. Dopo una fase di realismo sociale, Ciai approda a una forma di realismo “esistenziale” che giunge infine, dopo un momento quasi astratto, all’evocazione lirica di una realtà presentata in una dimensione d’immaginazione e di memoria.

È un’opzione che ha contraddistinto per una quarantina d’anni la pittura di Ciai e che egli elabora a partire da pochi temi, legati alla figura umana e ai paesaggi urbani. La mostra pone l’accento sui momenti di cambiamento nella sua pittura, e sulle fasi in cui, specie tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio dei ‘70, l’arte di Ciai è parte del più vasto contesto di quei giovani artisti, allora tra i venti e i trent’anni, alle prese con scelte difficili, ricche di implicazioni culturali e politiche. Ciai, con coerenza, non rinuncia mai al confronto e spesso allo scontro con la realtà; il rapporto con essa è considerato, anzitutto moralmente, come il punto d’origine della vita intellettuale e creativa di un artista che sente a fondo la valenza politica delle scelte culturali e la necessità dell’impegno.


Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma (X edizione)

from 2016-09-29 to 2016-10-03

Palazzo Venezia


Lucio Dalla, immagini e suoni

from 2016-07-22 to 2016-10-02

Monumento a Vittorio Emanuele II (Vittoriano)


L'Arma per l'Arte e la Legalità

from 2016-07-15 to 2016-10-30

Galleria Nazionale d'Arte Antica - Palazzo Barberini


La Spina. Dall’Agro Vaticano a Via della Conciliazione. Materiali Ricordi Progetti

from 2016-07-22 to 2016-11-20

Musei Capitolini

L’esposizione propone un viaggio a ritroso nel tempo nei luoghi che conducono alla Basilica di San Pietro, raccontandone le profonde trasformazioni dall’antichità fino al Giubileo del 1950, anno in cui ne venne completato l'arredo urbano.

Nell’anno in cui gli occhi di tutti sono puntati su San Pietro e i piedi di tanti pellegrini attraversano via della Conciliazione, l’esposizione promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura e curata da Laura Petacco e Claudio Parisi Presicce - propone un viaggio a ritroso nel tempo nei luoghi che conducono alla Basilica di San Pietro, raccontandone le profonde trasformazioni dall’antichità fino al Giubileo del 1950, anno in cui ne venne completato l'arredo urbano. 

La mostra “La spina. Dall’Agro Vaticano a Via della Conciliazione”, rievoca luoghi che non esistono più ma che sono stati a lungo custodi della memoria degli avvenimenti storici che hanno portato alla strutturazione di Roma quale è oggi, capitale dello stato e, allo stesso tempo, centro simbolico della cristianità.
Il filo conduttore della mostra è la Spina nel doppio significato di toponimo derivante dalla forma allungata dell’isolato rinascimentale, oggi scomparso, e di “corpo estraneo” che, con le demolizioni, di fatto è stato estratto dal tessuto connettivo della città. 

La demolizione della Spina dei Borghi e l’apertura di via della Conciliazione hanno lasciato una traccia tangibile nella Roma moderna del superamento del dissidio tra Stato e Chiesa, grazie ai Patti Lateranensi, modificando la visuale del Vaticano anche sotto il profilo simbolico. A una prima contestualizzazione topografica dell’area, per mezzo di cartografie storiche e audiovisive, seguirà il racconto delle fasi di vita e occupazione dei luoghi, dapprima attraverso reperti archeologici e a seguire tramite opere d‘arte, frammenti di affreschi staccati, vedute a stampa, dipinti e fotografie, organizzati in tre grandi sezioni: Prima della Spina; la Spina dei Borghi; Cavare la "Spina" a San Pietro.


YAP MAXXI 2016

from 2016-06-22 to 2016-10-05

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Roma Pop City 60-67

from 2016-07-13 to 2016-11-27

MACRO Via Nizza

MACRO Sala e Foyer
In esposizione oltre 100 opere, fra dipinti, sculture, fotografie, installazioni e anche film d’artista e documentari, recuperati grazie alla collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, che hanno come protagonista la Roma dei primi anni ’60, trasformata e rivissuta mediante l’immaginario visivo degli artisti della cosiddetta Scuola di piazza del Popolo.

Dal punto di vista artistico, si tratta di uno dei momenti più esaltanti per la città di Roma, ricca di stimoli intellettuali e sperimentazioni, grazie all’intensa attività artistica e culturale di Franco Angeli, Nanni Balestrini, Gianfranco Baruchello, Umberto Bignardi, Mario Ceroli, Claudio Cintoli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Francesco Lo Savio, Renato Mambor, Gino Marotta, Titina Maselli, Fabio Mauri, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Cesare Tacchi, Giuseppe Uncini.
Questi gli artisti in mostra, che si riappropriano di una città in rapida trasformazione e definizione trasformandola in arte, mediante un immaginario visivo dove appunto Roma, i suoi spazi, le componenti urbane, la segnaletica stradale, la pubblicità, i monumenti ma anche la natura e l’ambiente diventano ispirazione per una diversa impostazione figurativa, iconica e non descrittiva e che supera completamente i canoni commerciali e produttivi – dal prodotto all’arte potremmo dire – della Pop Art americana, segnando quindi confini, spazi e teorie.

Una nuova realtà artistica internazionale che ha dato vita, con il superamento della pittura Informale degli anni Cinquanta, ad un immaginario fortemente attratto dal contesto urbano e dalle icone della società e del consumo di massa, ma anche dal recupero dell’immagine e della figurazione storica dei movimenti italiani del primo Novecento, su tutti il Futurismo e la Metafisica. Del resto sono proprio i nuovi miti, le esigenze del nuovo ceto urbano nell’epoca del boom economico, che in parte spingono questi artisti ad interagire con la vita stessa della popolazione.

Pop, popular, popolare o di natura popolare, dal popolo e per il popolo, se vogliamo anticipare uno dei temi e degli slogan più utilizzati nell’arte della seconda metà del decennio, grazie appunto al recupero di una formula artistica di tipo pittorico e figurativa, focalizzata nel delimitato periodo individuato: 1960-1967. In attesa quindi del Sessantotto, ormai ritenuto mondialmente “l’anno cruciale della società”, al quale il MACRO dedicherà una ulteriore mostra che sarà realizzata proprio in coincidenza dei cinquant’anni (2018). L’anno simbolo quindi “della rivoluzione”, anche visuale e strutturale, di molti di questi stessi artisti, con l’inevitabile débordement delle loro opere verso il teatro, l’azione, l’environment e l’ambiente.

Nel catalogo (Manfredi editore) saranno presenti saggi inediti di: Nanni Balestrini, Lorenzo Canova, Laura Cherubini, Andrea Cortellessa, Claudio Crescentini, Alberto Dambruoso, Marco Di Capua, Costantino D’Orazio, Stefano Malatesta, Domenico Monetti, Raffaella Perna, Federica Pirani, Fabio Sargentini, Silvia Volpicelli. Oltre ad interviste inedite ad Achille Bonito Oliva e Lorenza Trucchi e la riproposizione di una intervista, ormai, storica (1990) di Maurizio Calvesi.

Da settembre 2016 saranno realizzati una serie d’incontri con artisti, personalità della cultura e studiosi del settore, mentre l’ufficio Didattica del MACRO proporrà laboratori e visite guidate rivolte alle scuole di ogni ordine e grado, università e accademie, adulti e famiglie, con un'attenzione particolare rivolta al mondo della disabilità, tramite l'attivazione di specifici percorsi didattici.

Grazie alla preziosa collaborazione e al finanziamento della Fondazione Paola Droghetti onlus – per una cultura della conservazione d’arte, sarà realizzato un attento restauro dell’opera di Mario Ceroli, Goldfinger (1964), uno dei pezzi storici della collezione del MACRO, inserita appunto nella presente mostra. Sempre in relazione a tale intervento, la Fondazione realizzerà, da ottobre prossimo, una serie di incontri con studiosi e specialisti del settore e, per il finissage della mostra, presenterà il volume relativo al restauro, alla presenza dello stesso Ceroli.

La mostra, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Claudio Crescentini, Costantino D’Orazio, Federica Pirani, vanta un Comitato scientifico composto da Nanni Balestrini, Achille Bonito Oliva, Maurizio Calvesi, Laura Cherubini, Andrea Cortellessa, Claudio Crescentini, Costantino D’Orazio, Raffaella Perna, Federica Pirani, Fabio Sargentini, Lorenza Trucchi.


Minute Visioni. Micromosaici romani del XVIII e XIX secolo dalla collezione Ars Antiqua Savelli

from 2016-06-25 to 2016-12-31

Museo Napoleonico

Allo sviluppo dell’arte del micromosaico tra Sette e Ottocento, il Museo Napoleonico dedica la mostra MINUTE VISIONI. Micromosaici romani del XVIII e XIX secolo dalla collezione Ars Antiqua Savelli, aperta dal 25 giugno al 31 dicembre 2016. 

“Il musaico in piccolo è un industrioso e pazientissimo lavoro che ripete la sua origine dall’aver immaginato di filare que’ medesimi smalti di cui si eseguivano i quadri nella basilica di San Pietro”.

Così nel 1847 lo storico Gaetano Moroni ricostruiva la nascita de mosaico minuto in smalti filati, avvenuta durante la seconda metà del Settecento a Roma, fulcro della rinascita dell’arte musiva in età moderna.

Tecnica tipicamente romana, il micromosaico raggiunse il suo apice tra la fine del XVIII e la metà del secolo seguente, quando in città operavano decine di botteghe specializzate, la cui produzione era in massima parte destinata ai viaggiatori stranieri del Grand Tour. Presso questi studi d’arte e negozi di belle arti, per lo più situati tra piazza del Popolo e Piazza di Spagna, operavano numerosissimi artigiani, spesso sotto la guida di maestri affermati, come Giacomo Raffaelli (cui Moroni attribuiva l’invenzione del micromosaico), Antonio Aguatti, Clemente Ciuli, Luigi Moglia, Gioacchino e Michelangelo Barberi, forse parenti fra loro, Guglielmo Chibel.

In mostra circa cento oggetti – tra quadri, tavoli, tabacchiere, placchette, gioielli e fermacarte – che mostreranno l’evoluzione del mosaico minuto attraverso le tematiche più diffuse: vedute romane, paesaggi del Grand Tour, nature morte, raffigurazioni di animali.

Nucleo dell’esposizione è una selezione di opere provenienti dalla collezione Ars Antiqua Savelli di Roma, una delle più importanti in ambito internazionale dedicate a questo peculiare genere artistico, frutto di oltre quarant’anni di acquisizioni e ricerche.

MINUTE VISIONI presenta anche il piccolo ma raffinatissimo nucleo di micromosaici appartenenti al Museo Napoleonico, tra cui due tabacchiere, una parure con placchette in mosaico minuto montate in oro, opera di Antonio Aguatti, un fermacarte in marmo nero del Belgio e una rara serie di pendenti per monili con emblemi della Prima Repubblica Romana.

Per la prima volta, inoltre, i mosaici saranno presentati in diretta relazione con opere pittoriche e stampe, per lo più provenienti dalle collezioni del Museo di Roma, in un confronto che consentirà al pubblico di cogliere le affinità iconografiche e le identità formali che caratterizzarono la produzione musiva romana e i contemporanei raggiungimenti nel campo delle arti maggiori. Oltre ad evocare riferimenti o inquadrature, è possibile anche riconoscere il prototipo dal quale il mosaico fu tratto, come nel caso dell’acquaforte di Bartolomeo Pinelli raffigurante una coppia di danzatori di saltarello, alla base di una raffinata, minuscola placchetta. Per altre opere, il riferimento è meno diretto, ma ugualmente significativo: con un piccolo quadro in mosaico è messa in relazione una tempera raffigurante Piazza San Pietro, datata 1824. Nel foglio, la scena è inquadrata entro una cornice ovale, caratterizzata da tralci d’edera posti ai quattro angoli: il bordo della cornice, realizzato imitando piccole sfere dorate, suggerisce che l’opera possa essere servita da modello per una decorazione in mosaico minuto destinata al coperchio di una scatola o di una tabacchiera.

Roma e i suoi maggiori monumenti furono il tema principe delle rappresentazioni in mosaico minuto. Destinate ai viaggiatori di passaggio in città, le vedute dell’Urbe, di ogni dimensione e forma, rappresentano uno dei temi principali della mostra. Tra le opere di maggior fascino è un’Allegoria di Roma di forma ovale. Ispirato ai Ricordi delle passeggiate romane, iconografia molto diffusa nella produzione musiva, il mosaico presenta le immagini del Colosseo e di San Pietro separate dalla figura della Dea Roma; ai lati di quest’ultima, allusione alla grandezza storica e al primato artistico dell’Urbe, la Lupa capitolina e i simboli delle arti. Un analogo tema ricorre in un dipinto esposto, nel quale le due vedute sono separate da un rigoglioso arbusto: davanti ad esso, in primo piano, la dea Roma di Villa Medici, Romolo e Remo allattati dalla Lupa e, ai lati, le personificazioni del Tevere e di una ninfa.

In programma, secondo appuntamenti da definire, gli incontri con  un artigiano specializzato nella realizzazione di micromosaici che mostrerà al pubblico del Museo Napoleonico tutti i segreti di questa antica e raffinata tecnica.


Capolavori dell’antica porcellana cinese dal Museo di Shangai X-XIX secolo d.C

from 2016-06-23 to 2017-02-16

Museo Nazionale di Palazzo Venezia


The lasting. L’intervallo e la durata

from 2016-06-22 to 2017-01-29

GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e contemporanea


16a Quadriennale d’Arte di Roma - Altri tempi, altri miti

from 2016-10-13 to 2017-01-08

Palazzo delle Esposizioni


Unioni Civili

from 2016-06-10 to 2016-09-30

Galleria L'Attico di Fabio Sergentini


Segni, Alfabeti, Scritture. Percorsi nell'Arte Contemporanea attraverso la Collezione MACRO

from 2016-05-26 to 2016-10-02

MACRO Via Nizza

Sale Collezione
Terzo appuntamento del ciclo di mostre che intende valorizzare la collezione permanente del museo. 

La mostra indaga il rapporto tra arti visive e scrittura, un legame che ha attraversato la storia dell’arte dell’ultimo secolo, a partire dalle avanguardie storiche, con i collages dei cubisti, le “parole in libertà” dei futuristi, le opere dadaiste, la pop art, la poesia visiva degli anni Settanta, fino all’arte concettuale del secondo Novecento.

Attraverso una selezione di opere non figurative - in cui la scrittura può essere intesa sia in senso puramente gestuale e calligrafico, sia in senso concettuale, dove lettere e parole entrano a far parte di giochi linguistici e compositivi - la mostra propone varie declinazioni di questo rapporto in base alla scelta di alcuni maestri della collezione permanente del Museo, che comprende, come è noto, opere datate a partire dagli anni ’60 fino ad oggi.

Avviene così che lettere e parole possono diventare pura immagine, elementi compositivi indipendenti dal significato, e che, viceversa, l’immagine creata dai segni impressi dall’artista sulla superficie dell’opera possa diventare a sua volta scrittura.

L’opera più antica in esposizione è Superficie 572, del 1955, di Giuseppe Capogrossi, proveniente dalla Galleria di Arte Moderna (GAM) di via Crispi, museo la cui collezione è in rapporto di continuità storica con il MACRO.

Nell’ambito della Collezione MACRO sono presenti in mostra opere di: Gastone Novelli, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo, Bice Lazzari, Carla Accardi, Pietro Consagra, Gianfranco Baruchello, Nicola De Maria, Domenico Bianchi, Vasco Bendini, Naoya Takahara, Maurizio Arcangeli, Claudio Adami, Luca Maria Patella, H. H. Lim, Claire Fontaine.

Come di consueto, si inseriscono in mostra anche le opere facenti parte dei comodati d’uso in corso nel museo, considerate a tutti gli effetti parte della collezione. In questo caso specifico, grazie al comodato Unicredit, sono presentate le opere di Mocellin/Pellegrini, di Jean Marc Bustamante e di Maurizio Arcangeli. Infine, si segnala anche la presenza di prestiti esterni, che hanno permesso la presenza di due artisti che, in questo contesto, sembravano imprescindibili, Alighiero Boetti ed Emilio Isgrò.

Il catalogo della mostra, a cura di Antonia Arconti ed edito da Palombi Editori, prosegue il progetto editoriale che il MACRO sta dedicando alla collezione permanente, giunto già al terzo volume. Testi di Federica Pirani e Antonia Arconti.


APPUNTI DI UNA GENERAZIONE #3. Matteo Basilè - Gioacchino Pontrelli

from 2016-05-26 to 2016-10-02

MACRO Via Nizza

Studio #1 e Studio #2
Terzo appuntamento del ciclo di mostre curato da Costantino D’Orazio e promosso da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che indaga la ricerca degli artisti italiani emersi negli anni ’90. Protagonisti di questo appuntamento Matteo Basilé (Roma, 1974) e Gioacchino Pontrelli (Salerno, 1966).

Al Macro Basilé presenta per la prima volta le opere della sua nuova serie dal titolo “Pietra Santa”, lavoro svolto tra le cave di Carrara. Come di consueto, l’artista contamina la sua fotografia con le suggestioni della tradizione artistica italiana costruendo immagini oniriche e surreali. Figure chimeriche animano gli scatti dell’artista dove personaggi sospesi in uno scenario quasi lunare, sembrano emergere dalle enormi ferite bianche che si aprono sul fianco delle pendici scoscese delle cave di marmo. Così come per Michelangelo, il compito di Basilé sembra essere quello di liberare da questa pietra selvaggia le presenze che vi sono imprigionate, ponendole in un paesaggio dove la scultura, l’architettura e la pittura si fondono per mettere in risalto la figura umana, sempre al centro della ricerca dell’artista, anche se trasfigurata attraverso molteplici riferimenti iconografici.

Nelle grandi tele di Pontrelli non bisogna avere la pretesa di trovare un universo spiegato nei suoi minimi particolari, ma piuttosto apprezzarle per i molteplici percorsi che si possono scoprire all’interno di queste. La sua pittura oggi sembra aver risolto felicemente la presenza di linguaggi differenti, dove astratto, figurativo, collage e fotografia, trovano una nuova sintesi e dove grazie al colore l’artista traccia, rimanda e definisce ogni sua composizione.

Anche nel suo caso ci troviamo di fronte al risultato di una manipolazione di segni e immagini che evocano iconografie della tradizione, rielaborate attraverso una pittura intensa e complessa. L’occhio penetra i suoi dipinti ritrovando alcuni riferimenti spaziali che vengono confutati all’improvviso e continuamente messi in discussione.

Biografie

Matteo Basilé nasce a Roma nel 1974 dove vive e lavora. Inizia la sua carriera a metà degli anni ’90 ed è tra i primi artisti in Europa a fondere arte e tecnologia. Basilé possiede la straordinaria capacità di conciliare idee opposte come il bello e il grottesco, reale e surreale, naturale e artificiale. Esplorando le nature dell’essere umano, l’artista sviluppa il suo racconto dividendo il suo lavoro in capitoli: The Saints are Coming (2007), Thisoriented (2009), Thishumanity (2010), Landing (2012), UNSEEN (2014): una serie di passaggi indipendenti in cui l’artista negozia la sua percezione dell’esistenza. Tra le principali mostre personali ricordiamo: Lumen et Umbra, Galleria Zeta Effe, Firenze, 2016; Pilgrimade – Data, Orto dell’Abbondanza, Urbino, 2014; Unseen, Museo D’Arte Moderna Vittoria Colonna, Pescara, 2014; Unseen, Palazzo Collicola, Spoleto, 2014; Matteo Basilé solo exhibition 2007/2013 – 53 Art Museum, Guangzhou, China, 2013; Landing, Espace Soardi, Nice, France, 2013; Thishumanity, Istituto Italiano di Cultura di Madrid, Spagna, 2012; Landing, Galleria Guidi & Schoen, Genova, 2012; The far Near – Thishumanity, Hubey Provincial Academy of Art Museum, Wu Han City, China, 2011; Seisenzanome, Galleria Lorenzo Ronchini- Terni, 2011; Thisumanity – The Saints are coming – Last act, Galleria Emme Otto, Roma, 2010.

Tra le principali collettive segnaliamo: Super, Bibo’s Place, Todi, 2016; Intro, Il Ponte Contemporanea Gallery, Roma, 2016; MappeMondi, Galleria Eventinove, Torino, 2015; Circolare, Autostazione, Bologna, 2015; Seven Doors, Palazzo della Regia Dogana, Roma, 2015; La Metamorfosi e il Simbolo Animale, Hybrida Contemporanea, Roma, 2014; Crossover A dialogue between the Chinese School of Hubei and the new Italian Art Scene, Tesa 113, Arsenale Nord, Venezia, 2013; About Caravaggio, Scuderie Aldobrandini, Roma e nel 2009 è invitato nel Padiglione Italia alla Biennale di Venezia Curata da Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli.

Gioacchino Pontrelli nasce a Salerno nel 1966, vive e lavora a Roma. Dopo la formazione all'Accademia di Belle Arti di Roma, esordisce con la sua prima mostra personale “Io e Te” nel 1995 nella Galleria Nova di Roma, dove comincia la sua ricerca nell'ambito dell'interpretazione e rivisitazione di oggetti che definiscono la realtà attuale in cui l'artista e noi tutti viviamo. Tra le principale mostre personali ricordiamo: Gioacchino Pontrelli, Tornabuoni Arte, Firenze, 2015; Quadreria Pontrelli, Galleria Francesca Antonini ArteContemporanea, Roma, 2014; Comportamento Emergente, a cura di Raffaele Gavarro, Galleria Oltre Dimore, Bologna, 2012; Di quanti millimetri è fatto il mondo, Antonella Cattani Arte Contemporanea, Bolzano, 2011.

Tra le collettive segnaliamo: La Gorgiera del tempo, MAC Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, (MB), 2016; Art is real. Una collezione impermanente, Piazza Pasquino 69, Roma, 2014; Dove l’acqua riposa, La Nuova Pesa, Centro per l’Arte Contemporanea, Roma, 2014; Nanjing International Art Exhibition, Cina, 2014; Towards which planet?, a cura di Raffaele Gavarro, Canal05 Gallery, Bruxelles, Belgio,2014; Nell’acqua capisco 55. Biennale di Venezia, – Evento collaterale, Paratie Vecchie, Piazza San Marco e Ateneo Veneto, Venezia, 2013.


VIDEOCRACY: Bruce Nauman > Cheryl Donegan

from 2016-05-26 to 2016-10-02

MACRO Via Nizza

MACRO Hall e Foyer
La video-mostra, curata da Marco Fabiano e promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, rappresenta la prima tappa di un viaggio all’interno della Collezione dei video del MACRO, dalla quale sono stati estrapolati e messi a confronto tre video dei due più grandi ed importanti video-artisti del Novecento: Bruce Nauman e Cheryl Donegan.

Di Bruce Nauman verrà trasmesso Walking in an Exaggerated Manner Around the Perimater of a Square (1967-68, 10’ 35”) e di Cheryl Donegan sarà trasmesso Head (1993, 5’ 56”) e Sets (1997, 3’ 16”).

Il confronto/raffronto fra generazioni, generi, tipologie mediali e metodologie filmiche del “fare” video nel XX secolo danno anche la possibilità di rileggere, ovviamente in maniera minimale e, se si vuole, appena accennata, la concettualità di un periodo, gli anni Sessanta di Nauman in cui questo tipo di arte è esplosa, rispetto a quello degli anni Novanta, con Donegan, in cui l’arte del video era ormai “prodotto” appunto d’arte entrato direttamente nei circuiti del sistema dell’arte internazionale. In primo piano quindi il rapporto fra due diverse fasi della video arte, quella che potremmo definire come “archeologica”, legata ancora all’azione e al concettuale, a confronto appunto con quella degli anni Novanta dove l’azione è superata dalla tecnica.

Videocracy è citazione di una saggio di Rosalind Krauss riguardante appunto la videocrazia di questo tipo di arte rispetto ad altri stili. Ovviamente l’artista si riferisce ad un periodo cronologico e artistico più vicino a Nauman, ma che possiamo traslare anche a Donegan, soprattutto nel momento in cui la medialità dell’arte è realmente divenuta dominante.


1946. L'anno della svolta

from 2016-06-01 to 2016-10-31

Palazzo di Montecitorio (sede della Camera dei Deputati - Parlamento)


I voli dell’Ariosto. L’Orlando furioso e le arti

from 2016-06-15 to 2016-10-30

Villa d'Este - Tivoli


Tesori per l'Aldilà. La Tomba degli Ori di Vulci. Dal sequestro al restauro

from 2016-05-28 to 2016-12-31

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


Pamela Diamante - De sti no

from 2016-06-09 to 2016-09-30

Rossmut


Centrale Montemartini. Capolavori da scoprire

from 2016-06-01 to 2017-01-08

Centrale Montemartini

L’esposizione permanente del Museo Centrale Montemartini si arricchisce di nuovi straordinari capolavori da tempo conservati nei depositi ed esposti al pubblico solo in occasione di mostre temporanee.

L’iniziativa è promossa dalla     Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, organizzazione     Zètema Progetto Cultura

Il percorso alla scoperta delle “new entries” comincia al piano terra, con la piccola sala dedicata al prezioso corredo funerario di Crepereia Tryphaena e prosegue nell’adiacente Sala Colonne, con tre magnifici mosaici policromi di età repubblicana di raffinatissima fattura.

Al piano superiore, in Sala Caldaie, ha trovato adeguata collocazione un altro splendido mosaico con la raffigurazione del ratto di Proserpina. Accanto a queste opere, appartenenti alle Collezioni Capitoline, viene presentato al pubblico anche un prezioso ritratto in basanite dell’imperatrice Agrippina Minore, concesso in prestito alla Centrale Montemartini dalla    Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen.

Il ricco corredo funerario di Crepereia Tryphaena fu rinvenuto alla fine dell’Ottocento durante i lavori di scavo per realizzare le fondazioni del Palazzo di Giustizia. Apparteneva a una fanciulla morta prima delle nozze ed è costituito da una serie di raffinati gioielli in oro e pietre preziose e da altri pregevoli oggetti da toeletta. Il reperto più straordinario è certamente la deliziosa bambola di avorio con arti snodabili, vero capolavoro di intaglio di probabile manifattura egiziana, databile intorno alla metà del II secolo d.C.

In Sala Colonne è esposto per la prima volta un mosaico dall’iconografia molto particolare, raffigurante un labirinto all’interno di una cinta muraria. Scoperto a Roma nel 1958 presso piazza San Giovanni in Laterano, è datato tra il 100 e l’80 a.C. Lo affiancheranno altri due piccoli e raffinatissimi mosaici: uno con un leone circondato da amorini, scoperto ad Anzio nel 1749; un altro raffigurante una scena ambientata lungo le sponde del Nilo, opera della seconda metà del I sec. a.C. rinvenuta nel 1882, durante la costruzione del Palazzo delle Esposizioni.

In Sala Caldaie sarà visibile un grande mosaico pavimentale della media età imperiale con la raffigurazione del rapimento di Proserpina da parte di Plutone, dio dell’oltretomba. Su intercessione della madre Cerere, alla fanciulla fu concesso di tornare sulla terra per sei mesi all’anno, alternando in tal modo la sua esistenza tra il mondo dei morti e quello dei vivi. Per questo motivo la raffigurazione ben si adatta al repertorio funerario: il mosaico fu infatti scoperto a Roma in una tomba della via Portuense nel 1885. Rimasto a lungo in deposito, ha finalmente trovato la sua collocazione definitiva alla Centrale Montemartini.

L’evento offre inoltre l’occasione per presentare al pubblico una preziosa testa-ritratto in basanite dell’imperatrice Agrippina Minore, moglie di Claudio e madre di Nerone, concessa in prestito temporaneo alla Centrale Montemartini dalla Gliptoteca Ny Carlsberg di Copenaghen fino a gennaio 2017. La scultura sarà esposta in Sala Macchine, accanto alla statua femminile di “Orante” delle Collezioni Capitoline, realizzata nella stessa preziosa pietra scura di origine egiziana, alla quale apparteneva in origine. La pertinenza della testa di Copenaghen al corpo della statua capitolina è stata dimostrata nel corso di complessi studi scientifici condotti negli anni Novanta del Novecento che hanno consentito di individuare un preciso punto di attacco tra le due opere.


Brian Eno - Light Music

from 2016-05-20 to 2016-09-30

Galleria Valentina Bonomo


Shahzia Sikander: Ecstasy As Sublime, Heart As Vector

from 2016-06-22 to 2016-10-23

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


EXTRAORDINARY VISIONS. L’Italia ci guarda

from 2016-06-02 to 2016-10-23

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Benvenuto! Sislej Xhafa

from 2016-06-02 to 2016-10-09

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Par tibi, Roma, nihil

from 2016-06-24 to 2016-10-23

Arcate Severiane, Archaeological area of the Roman Forum and Palatine Hill, Casa di Augusto sul Palatino, Meta Sudante, Stadio Palatino (detto anche Stadio di Domiziano o Ippodromo Palatino)


Vasco Bendini. Opere 2000-2013

from 2016-05-30 to 2016-10-01

Accademia Nazionale di San Luca


Femminile e femminino. Donne a casa Andersen

from 2016-05-28 to 2017-01-08

Museo Hendrik Christian Andersen


L'arte del sorriso. La caricatura a Roma dal Seicento al 1849

from 2016-06-09 to 2016-10-02

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Sarti, cappellaie e rammendatrici di calze, accanto a soffiatori di vetro, burattinai e musicisti. Ma anche servitori gobbi che fanno bella mostra di sé a fianco a personaggi del calibro di papa Benedetto XIV e del cardinale Silvio Valenti Gonzaga, immortalati nel celebre quadro di Giovanni Paolo Pannini.

Sono le 120 opere esposte nella mostra L’Arte del sorriso. La caricatura a Roma dal Seicento al 1849, al Museo di Roma dal 9 giugno al 2 ottobre 2016, e provenienti da diverse istituzioni culturali (Palazzo Chigi di Ariccia, Accademia Nazionale di San Luca, Archivio Storico Capitolino, Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini, Istituto Centrale per la Grafica di Roma, Museo del Risorgimento di Roma e la Collezione d’Arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca) oltre che dal Gabinetto delle Stampe di Palazzo Braschi.

L’esposizione, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è a cura di Angela Maria D’Amelio, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Simonetta Tozzi, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Catalogo a cura di Campisano Editore.

A lungo ritenuta un genere minore, la caricatura è tuttavia presente nella produzione di molti grandi artisti, da Leonardo ad Annibale Carracci, a Gian Lorenzo Bernini che per molti aspetti è considerato il vero iniziatore di questo peculiare tipo di ritratto irriverente. Ma è solo nel Settecento che l’arte della caricatura, forma artistica affidata quasi esclusivamente al disegno, ha iniziato ad affermarsi acquisendo una sempre maggiore impostazione intellettualistica.

Come già nel secolo precedente, la caricatura a Roma nel XVIII secolo mirava a ‘colpire’ non la collettività ma il singolo personaggio, com’è evidente nella prolifica produzione di Pier Leone Ghezzi (1674-1755), protagonista indiscusso di questo genere, soprannominato il ‘Cavaliere delle caricature’ per la sua abilità nel ritrarre con arguzia natura e costumi degli uomini di ogni ceto sociale.

Altro magnifico interprete fu l’architetto pontificio Carlo Marchionni (1702-1786) che, con la sua penna bonaria, si dedicò alla caricatura per svago e diletto ma con grande qualità grafica e profondità d’introspezione psicologica. Anche un suo allievo, Giuseppe Barberi (1746-1809), coltiverà assiduamente questo genere parallelamente alla quotidiana attività di architetto raffigurando, oltre i membri della propria famiglia, molteplici personaggi tra nobili, intellettuali, diplomatici, collezionisti, prelati, artigiani e venditori ambulanti.
Con differente stile i tre artisti ci offrono una capillare e sagace cronaca della loro epoca non solo attraverso le caricature ma anche, e soprattutto, con le annotazioni manoscritte poste a margine dei disegni, relative alla vita pubblica e privata dei personaggi ritratti. Una sorta di “diari figurati” che, con le loro microstorie, ci regalano uno spaccato sociale assolutamente inconsueto e affascinante.

Con la fine del Settecento si conclude la fortunata stagione della caricatura a Roma, gradualmente soppiantata dalla vignetta satirica quale illustrazione di una stampa politica e strumento di critica sociale. Sull’esempio dei primi due giornali satirici francesi La Caricature (1830-35) e Le Chiarivari (1832-93) - entrambi fondati a Parigi da Charles Philipon e aperti alla collaborazione di disegnatori quali Honoré Daumier, Grandville, Paul Gavarni - a Roma ne nascono molti simili, tra i quali spicca il notissimo Don Pirlone. Di stampo socialista e anticlericale, esso abbandona definitivamente il tono indulgente della caricatura settecentesca per uno assai più immediato e incisivo, di forte impegno civile.


Hyuro - Convivencia

Dorothy Circus Gallery


Monday - Camille Henrot

from 2016-05-12 to 2016-11-06

Palazzo Ruspoli - Fondazione Memmo


La Misericordia nell'arte. Itinerario giubilare tra i Capolavori dei grandi Artisti Italiani

from 2016-05-31 to 2016-11-27

Musei Capitolini

Il tema della Misericordia rappresentato attraverso opere d’arte, da dipinti a sculture, da miniature a incisioni 

Il tema della Misericordia, proprio perché costituisce il cuore del pensiero cristiano, è stato oggetto di tante opere d’arte, da dipinti a sculture, da miniature a incisioni, che raffigurano da una parte la Madonna della Misericordia, cioè la Vergine che accoglie con il mantello il popolo cristiano, come una madre che protegge, difende e aiuta la propria prole, e dall’altra le Opere di Misericordia Corporali, che Cristo enuncia (Vangelo di San Matteo, 25, 35-36) e che il buon cristiano deve compiere.

La mostra dunque esporrà varie testimonianze artistiche dedicate al tema della Misericordia, suddividendo il percorso in due sezioni:
- La Madonna della Misericordia.
In questa sezione, un piccolo nucleo di dipinti testimonieranno della grande diffusione che il soggetto ebbe e tra questi si segnalano un dipinto di Niccolò Alunno, proveniente dalla Pinacoteca Comunale di Assisi, una tavola della fine del Quattrocento del Museo Diocesano di Orte, una tela di Jacopo Zanguidi detto Il Bertoja della Galleria Nazionale di Parma. 
L’opera più famosa di questo tema è il Polittico della Misericordia di Piero della Francesca, che si trova a Borgo San Sepolcro, ma tanti sono stati gli artisti che l’hanno raffigurata, da Simone Martini a Lippo Memmi, da Bartolomeo Caporali a Pietro Perugino.  

Le Sette Opere di Misericordia Corporali.
Qui sono presentati i dipinti e le sculture che illustrano le varie opere misericordiose, tra cui si segnalano un bassorilievo di Pietro Bernini del Museo Nazionale di San Martino, la Carità di Guido Reni e un dipinto di Pierre Subleyras del Museo di Roma.
L’opera più celebre e più esemplificativa del tema della misericordia è il dipinto che Caravaggio eseguì per il Pio Monte della Misericordia a Napoli nel 1606-1607, conosciuto come le Sette Opere di Misericordia.  

I due grandi capolavori di Piero della Francesca e di Caravaggio, per la delicatezza e l’importanza delle opere, saranno documentati attraverso pannelli didattici.


Cielo e Terra: Silvestro Amanzio Moroncelli, i grandi globi del 1716 e la collezione cartografica della biblioteca Casanatense

from 2016-04-28 to 2016-11-28

Biblioteca Casanatense


Dall’oggi al domani. 24 ore nell’arte contemporanea

from 2016-04-30 to 2016-10-02

MACRO Via Nizza

Sala Bianca
A cura di Antonella Sbrilli e Maria Grazia Tolomeo, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e realizzata con il contributo di Bulgari, la mostra, il cui titolo è ispirato a un’opera di Alighiero Boetti, vuole offrire alcuni spunti di riflessione sul grande tema del tempo, che è sempre stato caro agli artisti di ogni epoca e che è diventato via via più urgente a partire dal XX secolo.

Nell’era in cui la tecnologia e internet hanno mutato la nostra percezione della realtà, il concetto di tempo resiste e ritma ancora la nostra vita nel rispetto di criteri e grazie a strumenti che sono stati creati dall’uomo centinaia di anni fa.

Il nostro calendario è ancora basato su quello gregoriano, introdotto da oltre quattrocento anni, la giornata è da secoli scandita da ventiquattro ore, e lo strumento che utilizziamo per calcolarla è ancora l’orologio, a cui affidiamo l’organizzazione del nostro tempo personale e collettivo.

Grazie a internet, il tempo delle nostre vite si è accelerato, ma anche dilatato, perché i social network si sono trasformati in piazze globali che non vanno mai a dormire e restano attive ventiquattro ore su ventiquattro. Non esiste quasi più un limite preciso tra il giorno e la notte e il tempo si è trasformato in un flusso continuo di secondi, minuti ed ore, esattamente come accade sul quadrante dei nostri orologi, dove la lancetta non si ferma mai.

La mostra Dall’oggi al domani si concentra soprattutto sull’oggi, sul trascorrere del tempo nella giornata, una porzione di presente controllabile. Presso il MACRO sono esposti circa settanta capolavori dell’arte moderna e contemporanea, di artisti italiani e stranieri, che sono nati dalla riflessione sul ruolo del tempo nella nostra vita e sugli strumenti di cui l’uomo si è dotato per calcolarlo, con particolare attenzione all’orologio e al calendario. Nella loro varietà, queste opere abbracciano linguaggi ed espressioni multiformi, pittura, fotografia, video, scrittura diaristica, musica, ricamo, elaborazione digitale di dati, rappresentando stimolanti spunti di meditazione.

Un percorso nel tempo, nei giorni, nelle ore, nelle date, arricchite di creatività e fantasia, strappate dal flusso ripetitivo e offerte allo sguardo e all'interazione dei visitatori.

Le opere scelte, nella loro disposizione, suggeriscono alcuni percorsi tematici: Ritmi (Balla, Cambellotti, Paolini, Camoni, Romualdi, Mayr, Patella); Oggi, Domani (Boetti, Ceroli, Mattiacci, Spinelli); Giornate di lavoro (Opalka, Pietrella, Adami, Blank, Giovannoni); Date (On Kawara, Vezzoli, Darboven, Comani); Date speciali (De Dominicis, Closky, Albani, Sebregondi, Bertozzi&Casoni, Pignotti, Fois); Calendari (Boetti, Novelli, Miccini, Ori, Ghirri, Abate, Mambor, Mari, Cattelan, Neuenschwander, Camoni); Diari (Breakwell, Rubio, AOS); Passaggi (Vaccari, Vautier, Baruchello, Benetta); 24 ore (Almond, Shemilt & Partridge, Camporesi).

Sono previsti lavori site specific ad opera degli artisti Manfredi Beninati, Daniele Puppi e Caccavale.

Main sponsor della mostra è Bulgari, da oltre 130 anni emblema di una creatività pionieristica in gioielleria che interpreta le tendenze dell’oggi ma è sempre proiettata nel futuro. Gli spazi della mostra ospiteranno immagini di campagne storiche dedicate agli orologi della Maison nelle quali i concetti di tempo e luogo si fondono in una dimensione artistica ed onirica.  

Ulteriore contributo di Bulgari alla mostra sarà una grande installazione realizzata per la Maison dall’architetto anglo-irachena Zaha Hadid, recentemente scomparsa. La forma dell’opera evoca il serpente, che nella storia dell’arte è stato spesso associato all’eternità del tempo nel simbolo dell’uroboros: la struttura costituirà uno degli spazi in cui si svolgeranno alcune delle iniziative che animeranno la mostra.

Il progetto sarà infatti arricchito da una straordinaria attività sui social networks e da eventi, giochi, performance, incontri, lezioni, reading, condotti in collaborazione con gli allievi dei corsi di Storia dell’Arte Contemporanea della Sapienza Università di Roma - Dipartimento Storia dell’Arte e Spettacolo.

La mostra, che prevede anche una collaborazione con la Provincia Autonoma di Bolzano e con il Goethe-Institut Rom, è accompagnata dal catalogo Dall’oggi al domani. 24 ore nell’arte contemporanea (Manfredi Edizioni), con i testi introduttivi delle curatrici, la conversazione con Achille Bonito Oliva In corsa col tempo, il racconto inedito di Mario Perniola Ventiquattr’ore,  la storia dell’International Society for the Study of Time di Jo Alyson Parker, e gli interventi di Michele Brescia, Daniela Collu, Ada De Pirro, Costantino D’Orazio, Laura Leuzzi, Caterina Marrone, Michela Santoro.


Triumphs e Laments - Opera site-specific di William Kentridge

from 2016-03-09

Lungotevere della Farnesina, Ponte Mazzini, Ponte Sisto

Grande opera site-specific del celebre artista sudafricano William Kentridge. Un progetto di dimensioni eccezionali creato appositamente per la città di Roma, inaugurata per il Natale di Roma (21 aprile 2016).

Sugli argini del Tevere, tra Ponte Mazzini e Ponte Sisto - tratto ribattezzato per l’occasione “Piazza Tevere” -, su una superficie lunga 550 metri si snoda un fregio di circa 80 figure, alte fino a 10 metri, raccontando in ordine non cronologico 'trionfi e lamenti' della Capitale, dall'età antica fino a oggi, da Romolo che fonda Roma e uccide Remo, alla morte di Pasolini.

L'opera emerge dalla patina scura mettendo in evidenza il bianco del travertino. Proprio per le caratteristiche della stessa superficie, il fregio sarà visibile per 4-5 anni, prima di essere riassorbito dal muro stesso.

Alla realizzazione dell'opera collaborano: Roma Capitale (Assessorato Cultura e Sport, Assessorato all’Ambiente), Sovraintendenza Capitolina, Polo Museale Contemporaneo di Roma Capitale, Regione Lazio, Direzione Infrastrutture ambiente e Politiche abitative della Regione Lazio, Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Architettonici di Roma, MIBAC Ministero dei Beni Artistici e Culturali, Municipio I.


MADE in Roma. Marchi di produzione e di possesso nella società antica

from 2016-05-13 to 2016-11-20

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Esposizione di marchi, loghi, firme e simboli di proprietà ed appartenenza nell'antica Roma
Guarda il video teaser della mostra
Su twitter     #madeinroma 

Marchi, loghi, firme e i più disparati simboli di proprietà e appartenenza circondavano la vita di un antico romano non meno di quanto accada oggi per un uomo moderno.

Vetri, piatti e lucerne portavano impressi i simboli distintivi dei propri produttori, le derrate alimentari venivano trasportate in botti ed anfore timbrate da impresari e commercianti, così come era in uso il terribile costume di marchiare con signa schiavi o condannati. Sono solo alcuni degli esempi testimoniati dai preziosi reperti esposti  nella mostra archeologica MADE in Roma. Marchi di produzione e di possesso nella società antica e provenienti da prestigiosi musei romani ed internazionali.

Una mostra dedicata dunque al “marchio”, quel complesso sistema di simboli identificativi e di riproduzione di valori e di esperienze che risalgono all’origine dell’uomo e che ha percorso anche la complessa storia economica e sociale dell'antica Roma. Una società “pre-industriale” dove, grazie alla pax romana, si ampliò il sistema produttivo e commerciale – con botteghe, aziende, corporazioni, artigiani, trasporti, strade – e dove i simboli codificarono le identità e la volontà di appartenere ad un sistema produttivo e culturale comune. La romanizzazione trasformò differenti popoli e territori in una communis patria, una patria comune nei confini, nella lingua, negli usi, nei costumi e anche nel commercio. Essere MADE in Roma, quindi, significò amalgamare tradizioni e storie verso una cultura multietnica negli stili, nelle tecniche, nei valori. 

Il percorso espositivo, animato da apparati multimediali, da un sistema di comunicazione dedicato anche ai più piccoli e da un fitto calendario di attività didattiche (     giugno-luglio,      settembre-novembre), si divide in due macro sezioni:
- analisi dell’aspetto “industriale”del marchio;
- produzione e al commercio marittimo.


William Kentridge - Triumphs and Laments: a project for Rome

from 2016-04-17 to 2016-10-02

MACRO Via Nizza

Project Room #1 e #2
Curata da Federica Pirani e Claudio Crescentini, l'esposizione presenta oltre 80 opere con un allestimento ideato appositamente da Kentridge per il MACRO. La mostra è promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con la Galleria Lia Rumma.

La mostra rappresenta il culmine di una serie di iniziative artistiche e culturali che hanno legato la città di Roma al famosissimo artista d’origine sudafricana.

Una serie di iniziative che hanno anche come punto di arrivo il monumentale intervento sulla storia di Roma, da sempre fortemente voluto dall’Amministrazione Capitolina, che Kentridge ha iniziato a realizzare lo scorso 9 marzo sui muraglioni del Tevere e che sarà inaugurato il prossimo 21 e 22 aprile, in occasione del Natale di Roma. Si tratta di un progetto multidisciplinare e no-profit, promosso da TEVERETERNO, dedicato al tratto della banchina del Tevere compreso fra Ponte Sisto e Ponte Mazzini, cosiddetta “Piazza Tevere”: il primo e più grande spazio pubblico all’aperto dedicato alle arti contemporanee a Roma.

In mostra i bozzetti a carboncino delle figure ideate dall’artista per i muraglioni del Tevere, dove ricorre penetrante l’iconografia dell’arte antica romana così come immagini e storie dedotte dalla storia della Chiesa, fra le quali una struggente Santa Teresa d’Avila, fino al nostro contemporaneo rappresentato dalla grande e toccante installazione dedicata alla morte di Pier Paolo Pasolini, uno dei poeti e intellettuali più amati da Kentridge.
Oltre a queste opere, già in parte presentate alla Biennale di Venezia del 2015, vengono esposti una serie di disegni a inchiostro e a pastello inediti, realizzati appositamente per l’occasione dall’artista, e un grande fregio su carta, anche questo inedito, lungo oltre sei metri che riproduce proprio la totalità della sequenza delle monumentali figure realizzate dall'artista sull’argine del Tevere.
Esposti anche alcuni ritagli di figure e oggetti, sempre inediti, che in seguito verranno adoperati come stendardi dai performer in occasione dell'evento musicale e teatrale, concepito da Kentridge in collaborazione con Philip Miller, che sarà rappresentato nel corso dei due giorni di inaugurazione e di cui le prove saranno realizzate direttamente presso gli spazi di MACRO Testaccio, gentilmente concessi dalla Sovrintendenza Capitolina per tale straordinaria occasione. Questi “cut out”, come li definisce l’artista, esposti al MACRO, saranno poi portati in processione durante la performance, entrando e uscendo dal museo per tale occasione.
Trasmessi inoltre dei video preparatori del grande processo creativo messo in atto, ormai da anni dall’artista, basilari per capire l’evoluzione del progetto totale “Triumphs and Laments”.
Questo del resto è il modo scelto da Kentridge di confrontarsi con Roma, in maniera multidisciplinare e multimediale, dove l’arte e la cultura di uno dei più grandi artisti contemporanei dialoga e si confronta appunto con la grande storia millenaria dell’Urbe, le sue iconografie, i protagonisti, l’ambiente rivissuto e riletto con grande forza creativa e intellettuale.


Ecuador al mundo. Un viaje por su historia ancestral” (L'Ecuador al mondo. Un viaggio attraverso la sua storia ancestrale)

from 2016-04-22 to 2016-10-02

Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"


Barbie. The Icon

from 2016-04-15 to 2016-10-30

Complesso del Vittoriano (Ala Brasini)

Although her real name is Barbara Millicent Robert, for all the young girls who have owned one she's just Barbie. But, Barbie is more than just a doll, she is a global icon, who manages to knock down every linguistic, cultural, social, and anthropological barrier, and in her 56 years of life, she has represented 50 different nationalities had over 150 careers and much much more.

Indeed, it is for this reason that also Complesso del Vittoriano has chosen to dedicate an exhibition to her: curated by Massimiliano Capella, and produced by Arthemisia Group and 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE in collaboration with Mattel.

Barbie. The Icon tells the story of the incredible life of this ageless woman who has had the privilege to be timeless, to cross distant eras and lands, thereby bolstering her status as a legend and, above all, as an icon of fashion and a reflection of the times.

The exhibition comprises five sections and starts with an introductory room called Simply Barbie, which contains 8 iconic dolls, as well as representative pieces for each decade from 1959 to the present time.

The first section, From Teenage Fashion Model Doll to Fashionista. A fashionable doll, is dedicated to a key aspect of Barbie's life, i.e. fashion.

The second section called I Can Be. Barbie Careers, exhibits the collection of international careers, and emphasizes Barbie's philosophy, which has inspired and encouraged three generations of girls to dream, discover, and explore a world where 'Anything is possible'.

The third section presents Barbie's family and friends and is called Barbie's Family. The section also hosts a reconstruction of Barbie's house, where children can enter and explore the rooms where Barbie lives, experience her lifestyle and take memory pictures.

The fourth section, Travelling Barbie, Dolls of the World, pays tribute to one of the most original and modern aspects of Barbie's story: the quest, begun back in 1964, for a link between different cultures, a multiethnic variety which signifies an inexorable contemporary value.

The fifth and last section, Barbie Divas, tells how over time Barbie has identified and compared herself with many of the heroines of her day.


Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte 1931 - 1935 - 1939

from 2016-03-24 to 2016-10-30

Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

La mostra è dedicata alle opere acquistate dal Governatorato di Roma alle prime edizioni delle Quadriennali d’Arte (1931-1935-1939), importanti manifestazioni espositive, destinate a rappresentare l’arte italiana contemporanea nelle sue diverse tendenze.

#RomaAnniTrenta

La mostra è promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a cura della Galleria d’Arte Moderna in collaborazione con la Fondazione La Quadriennale di Roma e con l’Istituto Luce-Cinecittà.

La Quadriennale nasceva in un vasto piano di riordino e razionalizzazione delle iniziative a carattere espositivo sul territorio nazionale. L’idea era accentrare le forze più rappresentative dell’arte italiana in un’unica grande esposizione di raccordo tra le mostre provinciali e regionali, organizzate dai sindacati artistici, e l’appuntamento internazionale della Biennale veneziana. La Quadriennale doveva diventare la più importante manifestazione artistica a livello nazionale, collegata a una pianificazione di incentivi per gli espositori. Le prime tre edizioni del 1931, 1935, 1939 sono esemplari a questo riguardo e coincisero con il momento di grande attenzione che il regime riservò al lavoro degli artisti e alla funzione dell’arte come affermazione del primato italiano di civiltà e supremazia. Lo svolgimento delle manifestazioni e la perfetta e serrata organizzazione di un sistema di comitati e di giurie, di inviti e premi, di regolamenti e di eventi inaugurali, che nella figura di Cipriano Efisio Oppo trovarono un intelligente stratega, rappresentò un elemento non secondario della promozione delle arti voluta dal regime, un’occasione e un’importante vetrina per le arti figurative a livello nazionale. L’intervento economico del governo nella loro realizzazione coincideva con l’importanza che la capitale, nelle intenzioni di Mussolini, veniva ad assumere, non solo come centro politico amministrativo, ma anche culturale e artistico, dell’intera nazione. Era inteso che la Galleria di opere moderne, inaugurata nel 1925 in Palazzo Caffarelli e ribattezzata nel 1931 Galleria Mussolini, rappresentasse il fiore all’occhiello anche del Governatorato che volle promuovere, per lo più proprio presso le Quadriennali, un’intensa campagna di acquisti che nel giro di pochi anni superò le trecento acquisizioni.

Le circa 120 opere selezionate nel patrimonio della raccolta capitolina presentano un quadro il più possibile fedele al carattere delle prime Quadriennali e, con esse, delle tendenze presenti nell’arte italiana degli anni Trenta. Nel percorso della mostra, accanto alle opere sono di fondamentale importanza i documenti storici e le immagini provenienti dalla Fondazione La Quadriennale di Roma e dall’Istituto Luce-Cinecittà, partner imprescindibili di questa esposizione e custodi di un eccezionale patrimonio documentario, fotografico e filmico, che restituisce il carattere e l’importanza di quegli eventi, insieme ad uno spaccato della quotidianità di quel decennio. Cataloghi, rassegne stampa, lettere e documenti, insieme a filmati originali e ad una videoinstallazione di Roland Sejko realizzata per questa occasione offrono al pubblico ulteriori chiavi di lettura di un periodo estremamente ricco e complesso in cui anche le trasformazioni urbanistiche e l’architettura svolsero una fondamentale funzione di educazione e di indirizzo al consenso.

L’allestimento delle opere non rispetta una sequenza cronologica ma individua temi significativi come quelli che di fatto emergevano dalle manifestazioni: i grandi maestri e le nuove generazioni; i futuristi; gli italiani a Parigi, la mostra postuma di Scipione, il tonalismo e la scuola romana, la grande scultura, il novecento e le scuole regionali. Accanto ai capolavori già noti della collezione vengono presentate, secondo il principio di rotazione che guida la programmazione della Galleria d’Arte Moderna, opere finora mai esposte.
Accanto a Felice Casorati, Mario Sironi, Felice Carena, Scipione, Mario Mafai, Emanuele Cavalli, Giuseppe Capogrossi, ma anche, Renato Guttuso, Enrico Prampolini, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Gino Severini – per citare alcuni dei protagonisti della cultura figurativa degli anni Trenta, presenti nella collezione con opere ritenute capisaldi dell’arte italiana del Novecento e già note al pubblico romano – figurano dipinti finora mai esposti come Tribunale tigrino di Domenico Belli, autore della generazione futurista presente alla III Quadriennale del 1939, o nella sezione del Novecento, gli encausti di Salietti o Le spose dei Marinai di Massimo Campigli, manifesto della sua originale poetica presentato alla II Quadriennale del 1935. Per la scultura i capolavori di Arturo Martini, Il pastore e di Marino Marini La bagnante, entrambi primi premi alle manifestazioni del 1931 e del 1935. Lungo tutto il periodo della mostra, inoltre, saranno proposti focus su opere particolarmente significative della raccolta.
Un programma di visite guidate e di incontri su argomenti legati alla vita culturale degli anni Trenta a Roma accompagna la mostra nei primi mesi per riprendere dopo l’estate con successive iniziative.
La conclusione della mostra coinciderà con l’apertura della 16a Quadriennale d’arte al Palazzo delle Esposizioni da ottobre 2016 a gennaio 2017, in un ideale passaggio di testimone tra passato e presente.

Hanno curato la mostra:
per la Galleria d’Arte Moderna: Arianna Angelelli, Maria Catalano, Federica Pirani, Gloria Raimondi;
per la Fondazione La Quadriennale: Assunta Porciani; Alessandro Sandorfi
per l’Istituto Luce-Cinecittà: Maria Gabriella Macchiarulo; Roland Sejko

RASSEGNA STAMPA

“Il Giornale dell’Arte” 21 marzo 2016    Le Quadriennali alla Gam di Roma di Guglielmo Gigliotti

“Artemagazine” 23 marzo 2016    Le Quadriennali degli anni Trenta in mostra alla GAM di Roma

“Artribune” 23 marzo 2016    Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte Nazionale 1931-1935-1939

“Roma d@ leggere” 23 marzo 2016    Roma e l’arte italiana degli anni Trenta alla Galleria d’Arte Moderna di Alessandro Morino

“Equilibriarte” 23 marzo 2016    Roma Anni Trenta di Leonardo Basile

“L’Einstein. Il Giornaletto indipendente” 24 marzo 2016    Roma racconta le Quadriennali degli anni Trenta

“Ansa.it” 24 marzo 2016    Roma e gli anni ’30 nell’arte, da Casorati a Mafai

“Arte.Sky.it” 24 marzo 2016    Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte Nazionale 1931-1935-1939

“CNO. Community Network Organization Web TV” 25 marzo 2016    Le prime della Quadriennale alla Gam di Roma in 120 opere: tutta l’arte degli anni ’30 di Grazia Manna

“Interris – Online Iternational Newspaper” 26 marzo 2016    GAM, AL VIA LA MOSTRA “ROMA ANNI TRENTA”. Alla Galleria di Arte Moderna da domani al prossimo 30 ottobre di Milena Castigli

“Il Tempo” 1 aprile 2016    La Roma degli anni Trenta nell’arte delle Quadriennali di Gabriele Simongini

“Quotidiano Arte.it ” 13 aprile 2016    Roma anni Trenta, la Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’arte 1931-1935-1939 di Laura Gigliotti


Antoine Jean-Baptiste Thomas e il popolo di Roma (1817-1818)

from 2016-03-23 to 2016-12-04

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Il Museo di Roma conserva non solo vari esemplari, sia sciolti sia rilegati, delle litografie inserite nel volume "Un an à Rome et dans ses environs" ma anche 142 disegni originali, acquisiti nel 1963, una selezione dei quali viene esposta nella mostra "Antoine Jean-Baptiste Thomas e il popolo di Roma (1817-1818)" promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Prorogata fino al 4 dicembre 2016

Come doveva apparire agli occhi di un francese la Roma di inizio Ottocento? Caotica e rumorosa, certo, ma anche piena di colori e di suoni, di odori perfino e costellata di volti caratteristici e anonimi al tempo stesso, inconfondibili. Sono i mestieri del popolo ad animare le vie e le piazze, assieme ai rituali condivisi dalla gente come dai nobili e dal clero e snocciolati come i grani di un rosario lungo tutto l’anno, giorno dopo giorno, a cadenzare il tempo e le stagioni.
Questo caleidoscopio di scene quotidiane colpì a tal punto il pittore Antoine Jean-Baptiste Thomas da spingerlo a realizzare una serie di schizzi dal vero, durante il suo soggiorno romano tra il 1816 e il 1818 in qualità di vincitore del Prix de Rome dell’Accademia di Francia. Solo dopo il suo rientro in Francia questi fogli vennero selezionati dall’autore e organizzati in 12 sezioni corrispondenti ai mesi dell’anno, con un testo esplicativo di accompagno alle immagini. Fu poi François Le Villain a trarne le litografie che confluirono nel volume Un an à Rome et dans ses environs, edito da Firmin Didot prima nel 1823 e poi nel 1830.


La fine dell’Europa nell’Arte di Jean Auscher

from 2016-03-18

Galleria Moderni


HIGHLIGHTS / VISIONS. Sou Fujimoto, Michelangelo Pistoletto, Paolo Soleri, Luca Vitone, Franz West e Chen Zhen

from 2016-03-11 to 2016-10-02

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


La grande biblioteca d'Italia. Bibliotecari, architetti e artisti all'opera: 1975-2015

from 2016-02-25

Biblioteca Nazionale Centrale


Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio

from 2016-03-17 to 2016-10-30

Archaeological area of the Roman Forum and Palatine Hill, Santa Maria Antiqua

After a long period of renovation work, Santa Maria Antiqua reopens in occasion of the exhibition "Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio".


Roma Sport Hall of Fame

from 2016-02-16 to 2016-12-31

The Sports Hall of Fame ( Sport Museum) has finally opened its doors in Rome.
For the first time in Italy an entire space will be dedicated to the history of sport. From football to Formula One, from athletics to boxing, all world sports will be on show.
Hundreds of the world’s most famous champions will share their memories and take visitors on a memorable journey through the history of sports.
In the magnificent historical setting of a fifth century palace, the Sports Hall of Fame is located in Piazza d’Aracoeli 16, few steps away from the famous Altare della Patria and just in front of the Campidoglio.


Bizhan Bassiri - Specchio Solare. NOOR

from 2016-02-23 to 2016-12-31

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Presso lo spazio esterno del Museo Carlo Bilotti
La luce, Noor in persiano, è elemento base dell’opera di Bizhan Bassiri. L’iniziativa segue di pochi giorni l’inaugurazione al MACRO Testaccio della personale dello stesso artista,    La Riserva Aurea del Pensiero Magmatico.

La scultura Specchio Solare torna in Italia dopo essere stata protagonista della personale dedicata a Bassiri tenutasi nel settembre del 2015 alla AUN Gallery di Tehran. A Roma, al Museo Carlo Bilotti, l’opera entra in contatto con il cuore verde della città, creando un legame di continuità tra le due capitali e le due culture, di cui l’artista stesso è un esponente.

Opera in esposizione:  BIZHAN BASSIRI_DSC_1872
Bizhan Bassiri, Noor, 2015, Aun Gallery Tehran, Iran - photo credits Mahhnaz Sahhaf

Nel termine Noor è chiaro il riferimento alla luce naturale che metterà in relazione la scultura Specchio Solare di Bizhan Bassiri con lo spazio che la circonda, liberandola della sua funzione primaria di superficie riflettente per trasformarla in luogo in cui la luce diviene forma. Sulla porta del Museo Bilotti l’artista italo persiano compie un gesto di continuità nello spazio che genera un’apertura su una nuova dimensione, innescando una serie infinita di rimandi tra reale e immaginario.

Bizhan Bassiri, nato a Tehran nel 1954, giunge a Roma nel 1975 e vive tra Roma e Chiusi (Siena). Comincia a esporre nel 1981 partecipando a mostre personali e collettive. La sua ricerca artistica inizia con l’utilizzo di materiali diversi: superfici di cartapesta e di acciaio e bronzo, elementi lavici, elaborazioni fotografiche. È autore del Pensiero Magmatico (1984), del Manifesto del Pensiero Magmatico (1984 - 2016). Tra le mostre principali, personali e collettive, si segnalano: Paesaggio con rovine, Orestiadi, Gibellina (Trapani) (1992). IX Biennale di Sydney (Australia) (1992). Corpus Delicti, Museum van Hedendaagse Kunst, Gand (Belgio) (1995). Engel: Engel, Kunsthalle, Vienna (Austria); Pensiero Magmatico. Paesaggi della Mente, Borholms Kunstmuseum, Borholms (Danimarca) (1998). Au rendez-vous des amis. Identità e Opera, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (1998). The Opening. Eventi Tellurici, Arsaevi, Collegiumartisticum, Sarajevo (Bosnia) (2002). Sorgente, Centro Arte Contemporanea BM, Tophane-i Amire, Istanbul (Turchia) (2004). Il Pendio, Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2004). La Caduta delle Meteoriti, Museo Archeologico Nazionale di Venezia (2011). La Riserva Aurea, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia (2013). La Battaglia, Sala dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze (2014). Motlaq, Tehran Contemporary Art Museum, Tehran (2015). Noor, Aun Gallery, Tehran (2015).


La Wunderkammer (Camera delle Meraviglie) della Cecchignola

from 2015-12-13

Castello della Cecchignola


"In cammino con Giovanni Paolo II verso il Giubileo straordinario della Misericordia" di Anna Gulak

from 2015-12-01 to 2016-11-20

Aeroporto di Fiumicino Leonardo da Vinci - Services and connections


"Ragazzi leggeri come stracci". Pier Paolo Pasolini dalla borgata al laboratorio di scrittura

from 2015-11-04

Biblioteca Nazionale Centrale


E.T. THE FALL - I tesori sepolti di Atari

from 2015-10-29 to 2016-12-31

VIGAMUS - The Video Game Museum of Rome


Bollettino 1268. Il confine di carta

from 2015-09-10 to 2018-11-04

Museo Storico della Fanteria e Museo Storico dei Carristi


Pier Luigi Nervi. Architetture per lo Sport

from 2016-02-05 to 2016-10-23

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


La Biblioteca Vallicelliana celebra il suo fondatore nel V centenario della sua nascita: S. Filippo Neri (1515 - 1595)

from 2015-05-21

Biblioteca Vallicelliana


Antonio Milana - Directions

Trastfactory Art Gallery


La camera delle meraviglie: seduzioni dai gioielli Castellani

from 2015-01-29

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


La misteriosa scoperta della tomba di Tutankhamon

from 2014-10-30 to 2017-06-30

Accademia d'Egitto, Museo Egizio dell'Accademia d'Egitto


I tesori del Colosseo

from 2012-05-05

Colosseo - Anfiteatro Flavio


Leonardo da Vinci. Il genio e le invenzioni

from 2009-04-30 to 2017-04-30

Palazzo della Cancelleria

The Leonardo da Vinci Machines Exhibition in Rome – The genius and his inventions – celebrates the universal genius of Leonardo da Vinci by presenting about fifty full scale machines: flying machines, like the precursor to the parachute, a bicycle, a hydraulic saw, and many other inventions. They are all fully operational and they can be touched and set them in motion, to grant a deep interactive experience of understanding the genius of Leonardo da Vinci.

The machines are grouped into 5 sections. The four elements of nature - water, air, earth and fire and the mechanism section, which includes all those basic machines, with different possibility of application, like the conversion of motion or the endless screw. One of the most interesting project is the Armoured Tank, for the first time in Rome in life size: it weights two tons, and about six metres in diameter, and three metres high.

The Exhibition is inside the historical Palazzo della Cancelleria (Piazza della Cancelleria next to Piazza Campo de’ Fiori) in Rome.


Presepio dei Netturbini romani

from 2015-11-01

This the 40th anniversary of the traditional Nativity scene created and realized by Giuseppe Ianni together with the Roman garbage collectors. Visited also by Paolo VI and Mother Teresa of Calcutta and much cherished by Giovanni Paolo II, the Nativity scene is made of Roman turf and stones coming from different countries. The setting is inspired by the Palestine of 2000 years ago. 

Museo Leonardo da Vinci - Il Genio di Leonardo

from 2016-01-01

Galleria Agostiniana


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