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Rome hôtel offre spéciale
I have only spent one night, anyway the bed was excellent and the road very quiet, the air conditioner effettive (low noise and cool without freezing) Beautiful the breakfast room ..by GuestReview"




 

LA PAZZA GIOIA di Paolo Virzì - Scatti di Paolo Ciriello dal film

from 2016-05-10 to 2016-06-05

Casa del Cinema


Dove nessuno va - Vincenzo Schillaci

from 2016-05-20 to 2016-06-30

Operativa Arte Contemporanea


Espressione e Figura

from 2016-05-10 to 2016-05-26

Studio DR - Spazio Visivo


I Will Shield You - Virginia Ryan

from 2016-05-12 to 2016-06-25

Montoro12 Contemporary Art


War, Capitalism & Liberty - Bansky

from 2016-05-24 to 2016-09-04

Fondazione Roma Museo (Museo del Corso) - sede di Palazzo Cipolla


Nature - Mădălin Ciucă e Nicola Rossini

from 2016-05-04 to 2016-05-26

Centro Luigi Di Sarro


Monday - Camille Henrot

from 2016-05-12 to 2016-11-06

Palazzo Ruspoli - Fondazione Memmo


Energia dell'anima

from 2016-05-11 to 2016-06-12

Sala Instituto Cervantes


DUPLICATO DI [Enzo Siciliano nel suo tempo]

from 2016-05-05 to 2016-07-14

Casa delle Letterature


Se non vedete segni o prodigi, non credete affatto - Anahi Angela Mariotti

from 2016-05-11 to 2016-05-21

Sala Santa Rita


La Misericordia nell'arte. Itinerario giubilare tra i Capolavori dei grandi Artisti Italiani

from 2016-05-31 to 2016-11-27

Musei Capitolini

Il tema della Misericordia rappresentato attraverso opere d’arte, da dipinti a sculture, da miniature a incisioni 

Il tema della Misericordia, proprio perché costituisce il cuore del pensiero cristiano, è stato oggetto di tante opere d’arte, da dipinti a sculture, da miniature a incisioni, che raffigurano da una parte la Madonna della Misericordia, cioè la Vergine che accoglie con il mantello il popolo cristiano, come una madre che protegge, difende e aiuta la propria prole, e dall’altra le Opere di Misericordia Corporali, che Cristo enuncia (Vangelo di San Matteo, 25, 35-36) e che il buon cristiano deve compiere.

La mostra dunque esporrà varie testimonianze artistiche dedicate al tema della Misericordia, suddividendo il percorso in due sezioni:
- La Madonna della Misericordia.
In questa sezione, un piccolo nucleo di dipinti testimonieranno della grande diffusione che il soggetto ebbe e tra questi si segnalano un dipinto di Niccolò Alunno, proveniente dalla Pinacoteca Comunale di Assisi, una tavola della fine del Quattrocento del Museo Diocesano di Orte, una tela di Jacopo Zanguidi detto Il Bertoja della Galleria Nazionale di Parma. 
L’opera più famosa di questo tema è il Polittico della Misericordia di Piero della Francesca, che si trova a Borgo San Sepolcro, ma tanti sono stati gli artisti che l’hanno raffigurata, da Simone Martini a Lippo Memmi, da Bartolomeo Caporali a Pietro Perugino.  

Le Sette Opere di Misericordia Corporali.
Qui sono presentati i dipinti e le sculture che illustrano le varie opere misericordiose, tra cui si segnalano un bassorilievo di Pietro Bernini del Museo Nazionale di San Martino, la Carità di Guido Reni e un dipinto di Pierre Subleyras del Museo di Roma.
L’opera più celebre e più esemplificativa del tema della misericordia è il dipinto che Caravaggio eseguì per il Pio Monte della Misericordia a Napoli nel 1606-1607, conosciuto come le Sette Opere di Misericordia.  

I due grandi capolavori di Piero della Francesca e di Caravaggio, per la delicatezza e l’importanza delle opere, saranno documentati attraverso pannelli didattici.

La mostra è curata da Maria Grazia Bernardini e Mario Lolli Ghetti, con il Comitato Scientifico costituito da  Claudio Parisi Presicce, Daniela Porro, Claudia Cieri Via, Anna Maria Guiducci, Rita Silvestrelli, Marco Bussagli e presieduto dall’Arcivescovo Jean-Louis Bruguès, Bibliotecario e Archivista di Santa Romana Chiesa.


REFLEXION - Marco Picistrelli

from 2016-05-12 to 2016-05-15

Spazio MACSI


LandEscape Ipotesi di Paesaggio

from 2016-05-06 to 2016-05-18

Casa dell'Architettura all'Acquario Romano


#MILIONIDIPASSI

from 2016-05-21 to 2016-06-10

Teatro del Lido di Ostia


In Acqua: H2O Molecole di creatività

from 2016-05-04 to 2016-06-12

Museo Nazionale Romano - Terme di Diocleziano


Roma Arte Aperta

from 2016-04-29 to 2016-05-15

Ex Dogana di Roma


Antonio Meneghetti

from 2016-05-20 to 2016-06-26

Complesso del Vittoriano


Marco Tirelli

from 2016-05-06 to 2016-07-22

Fondazione Pastificio Cerere


Calligrafia e arte calligrafica del Pakistan – Stili e tendenze contemporanee

from 2016-05-06 to 2016-07-10

Museo Nazionale d'Arte Orientale Giuseppe Tucci (Palazzo Brancaccio)


Anthony Giles - Brezze e nebbie del Kent

from 2016-05-03 to 2016-05-31

Coronari 111 Art Gallery


Gianni Berengo Gardin. "Vera fotografia". Reportage, immagini, incontri

from 2016-05-19 to 2016-08-28

Palazzo delle Esposizioni


Arredare con l’Arte - OpenARTmarket

from 2016-05-08 to 2016-06-02

Stadio di Domiziano


Premio Merli - Arte

from 2016-05-04 to 2016-05-11

Palazzo Pontificio Maffei Marescotti, Ucai Galleria La Pigna


Cielo e Terra: Silvestro Amanzio Moroncelli, i grandi globi del 1716 e la collezione cartografica della biblioteca Casanatense

from 2016-04-28 to 2016-11-28

Biblioteca Casanatense


Robert Proch - Crossing the Line

from 2016-04-16 to 2016-06-11

Galleria Wunderkammern


Leila Vismeh. La caccia

from 2016-05-06 to 2016-06-25

MAC Maja Arte Contemporanea


MEDIATICA

from 2016-04-29 to 2016-05-22

MACRO Via Nizza


Peregrinatio Sancta. Le Bolle dei Giubilei dall’Archivio Segreto Vaticano

from 2016-05-04 to 2016-07-31

Palazzo Pontificio Maffei Marescotti


Amor per Roma (V edizione)

from 2016-04-21 to 2016-05-23

Tornatora Art Gallery


Quadro su Quadro - Mario Ricci

from 2016-05-04 to 2016-05-13


Alex Fakso

from 2016-04-30 to 2016-10-31

Ex Caserma Guido Reni


Sogni d'Oro

from 2016-05-05 to 2016-07-22

AlbumArte


Athos, I Colori della Fede

from 2016-05-06 to 2016-05-22

Accademia di Romania


La storia della Querina

from 2016-04-28 to 2016-05-15

Palazzo della Cancelleria


Roma attraversa il Tevere - Roma nasce dal Tevere e il Tevere la fa moderna

from 2016-04-26 to 2016-05-13

Casa della Città


Tillman Kaiser

from 2016-05-10 to 2016-06-09

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

Mostra di arte contemporanea dell'artista Tillman Kaiser: pitture, disegni, sculture spesso declinati sul binomio bianco/nero

La mostra di Tillman Kaiser, la prima personale dell’artista presso una pubblica istituzione in Italia, prosegue al Museo Pietro Canonica di Roma il ciclo espositivo dal titolo Fortezzuola, promosso da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Il progetto, ideato e a cura di Pier Paolo Pancotto, è volto a far riflettere sul rapporto tra protagonisti dell’arte contemporanea internazionale e l’Italia e offre al pubblico l’opportunità, per la prima volta, di apprezzare la produzione di esponenti particolarmente rappresentativi della creatività odierna ma scarsamente presenti, se non del tutto assenti, nella scena espositiva pubblica italiana.
Tillman Kaiser, dopo aver soggiornato a più riprese a Roma, ha concepito un progetto ispirato al contesto storico e culturale del Museo Canonica che egli apprezza soprattutto per il suo carattere intimo, riservato quasi “periferico” com’egli stesso ama dire, percependolo soprattutto come “un luogo di contemplazione, un’oasi”. Sulla base di questi elementi compie al suo interno un intervento che si articola applicando alcuni dei sistemi espressivi più ricorrenti nel suo percorso creativo: pittura, disegno, scultura, spesso declinati sul binomio bianco/nero. A far loro da comune denominatore il tema del ritratto, ideale omaggio al lavoro di Pietro Canonica che attorno a questo soggetto ha incentrato molta della sua produzione. Dei ritratti, infatti, sono riprodotti su una serie di installazioni plastiche che, composte in larga parte di carta, si snodano lungo le sale del museo calibrando le loro forme e proporzioni su quelle degli ambienti che le ospitano.


Chaos Libya

from 2016-04-27 to 2016-05-22

Palazzo Velli Expo


Andrea Fogli “Il fantasma della storia”

from 2016-04-25 to 2016-05-24

Museo della Via Ostiense - Porta San Paolo


lasciami entrare. Alessandro Valeri

from 2016-06-02 to 2016-07-24

La Pelanda - Centro di produzione culturale

Foyer 1
La mostra di Alessandro Valeri è l’ultima tappa di un viaggio iniziato dall’artista nel 2011 a Tzippori (Sepphoris in greco antico) in Galilea, vicino a Nazareth. E’ lì che, all’interno di un moshav ebraico in una zona del paese prevalentemente abitata da arabi musulmani, un piccolissimo gruppo di suore dell’Ordine delle Figlie di Sant’Anna gestisce, con operatori cristiani, ebrei e musulmani, un orfanotrofio che accoglie bambini senza alcuna distinzione di etnia o religione. La mostra è promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Alessandro Valeri vuole aiutare, vuole dare il suo contributo, mettendo a disposizione la sua creatività, la sua arte, il suo impegno. Torna laggiù varie volte, in un crescendo di interesse e di attenzione per quell’oasi di affetti e lavoro. Attiva amici, conoscenti, scatta fotografie, registra suoni, fa riprese video, disegna con e per i bambini. Nasce SEPPHORIS, un progetto per sostenere le attività di un luogo speciale per la diversità culturale e religiosa che rappresenta.

Il primo importante risultato lo raggiunge nel 2015 con la mostra ALESSANDRO VALERI SEPPHORIS curata da Raffaele Gavarro e ospitata al Molino Stucky per la 56. Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, come evento collaterale. In mostra, in una suggestiva installazione campeggiano le grandi tele delle foto di Tzippori, sulle quali l’artista interviene con segni e colori. Opere che Valeri ha donato alla casa d’accoglienza, impegnandosi direttamente nella vendita e il cui ricavato è servito ad acquistare beni di prima necessità per l’orfanotrofio.

Il secondo traguardo è il libro SEPPHORIS che narra il progetto attraverso testi ma soprattutto immagini. Con l’intento di raccogliere ancora fondi, l’artista da due fotografie ha realizzato una serie di 100 esemplari numerati, di 50 x 63 cm.

Il progetto approda a Roma, negli spazi di MACRO Testaccio, La Pelanda - Foyer 1, con la mostra lasciami entrare, dove attraverso una nuova dimensione narrativa la presenza dei bambini di Tzippori si fa via via più evidente e il loro mondo, fatto di sogni e speranze troppo spesso disilluse, viene raccontato in un percorso visivo dove fotografia e pittura sono immerse in un’opera di sound-design. Migliaia di matite spezzate segneranno il cammino, che culminerà in un’installazione sospesa, un vecchio banco di scuola posizionato nel vuoto per evocare il diritto all’istruzione, spesso negato. Ma non tutto è perduto: la felicità si misura davanti ad una macchina per lo zucchero filato.

La mostra, curata da Micol Veller Fornasa, prevede anche gli interventi critici di Barbara Martuscello e Jonathan Turner.

Note biografiche
Alessandro Valeri vive e lavora tra Narni, Roma e Berlino. Diplomato presso l’Istituto di Stato per la cinematografia e televisione Roberto Rossellini di Roma, ha conseguito il Master presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Tra le principali mostre personali e collettive si segnalano: “Sepphoris” (2015) alla 56° Biennale di Venezia - Eventi Collaterali presso il Molino Stucky alla Giudecca, curata da Raffaele Gavarro. “Stai con me” (2014) alla Medio Area Gallery di Terni, curata da Mimmo Parente; “Panorama” (2013) presso il Museo PAN di Napoli, curata da Francesca Pietracci e Jonathan Turner; “Circo” (2013) presso la galleria Il Ponte Contemporanea di Roma, curata da Giuliano Matricardi; “Elettroshot” (2011) presso lo spazio espositivo delle “Cartiere Binda Milano”, curata da Achille Bonito Oliva; â€œDa un’intuizione teorica” (2011) docu-film, nella mostra “La Transavanguardia Italiana”, curata da Achille Bonito Oliva presso il Palazzo Reale di Milano/MAMBO – Museo d’Arte Moderna (Bologna) /MADRE – Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (Napoli)/Accademia di San Luca (Roma)/Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Roma); “Esplorazioni” (2000) presso “Associazione Futuro” (Roma), curata da Ludovico Pratesi; “Progetto Oreste” (1999) presso il padiglione italiano della 48° Biennale di Venezia, curata da Harald Szeemann ; Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo Roma (1998) ex-Mattatoio (Roma), curata da Jannis Kounellis; “Campagna d’Italia” (1995) presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, curata da Achille Bonito Oliva.


SUPERSTUDIO 50

from 2016-04-21 to 2016-09-04

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Hugo Pratt. Incontri e Passaggi

from 2016-04-29 to 2016-05-24

La Pelanda - Centro di produzione culturale

Una mostra-romanzo per rileggere l'arte di Hugo Pratt. Oltre 120 opere originali, fotografie, rarità da esplorare e tesori di carta. Mappe ideali per un viaggio nell'avvincente trama di incontri, immaginari e reali, che hanno influenzato il padre della "letteratura disegnata".

Gli scrittori più amati, gli amici e i maestri che hanno avuto parte nella sua avventura. Un percorso sulle tracce di Corto Maltese, dalle tavole immortali di Pratt fino alla nuova stagione inaugurata dal segno di Rubén Pellejero.

Napoli COMICON (Napoli 22-25 aprile, Mostra d’Oltremare) e ARF! Festival  (Roma, 20-22 maggio, MACRO Testaccio) si uniscono nel realizzare la tappa di Roma dell'importante mostra di Hugo Pratt, già presentata con successo a Bruxelles e Angoulême.

Hugo Pratt. Incontri e passaggi (Rencontres et passages), una mostra ideata e curata dal Museo Hergé di Bruxelles in sinergia con Patrizia Zanotti, presenta l’opera di Hugo Pratt attraverso un tema per lui essenziale: la lettura. La mostra ricerca le influenze di Pratt e la sua evoluzione grafica e narrativa, un viaggio formativo in cui ogni libro diventa occasione di un incontro tra immagine e parola. Un percorso tracciato da opere originali, disegni di ricerca, tavole in bianco e nero e a colori, acquerelli, copertine di riviste, dai primi anni argentini fino alle ultime tavole di Corto Maltese. 
 La mostra segue un itinerario che percorre il corso di una vita, sulle orme di Pratt attraverso gli incontri diretti: con Oesterheld, Ivaldi, Rieu, Bonelli, Platteau, e letterari e fantastici: con Stevenson, London, Curwood, Borges, Yeats e tanti altri.

L’approccio letterario all’opera grafica di Pratt, darà allo spettatore la chiave per accedere a un mondo artistico dove vita, viaggi e lavoro si mescolano creando capolavori della narrativa a fumetti. A partire dalle storie del suo personaggio cult: Corto Maltese, marinaio disincantato, avventuriero, gentiluomo di fortuna, pirata e viaggiatore. Uno spirito libero e cosmopolita nel quale Pratt si rifletteva.

Come Corto Maltese, Pratt aveva un’innata passione per le culture del mondo, la storia, le filosofie, le situazioni di conflitto e le tradizioni magiche, alle quali si è avvicinato miscelando sempre realtà e fantasia, sorvolando oltre le carte geografiche per creare vere favole per adulti. L’esposizione è intesa come un’esplorazione tra i pensieri e le opere dell’autore, in un gioco di continuo rimando tra testo e immagine, perché l’arte di Pratt è sempre stata un racconto pennellato d’immagini e sogni.

Hugo Pratt è riconosciuto dalla critica internazionale come uno dei maggiori autori di fumetti di sempre. Disegnatore, scrittore, viaggiatore, le sue opere sono state tradotte e pubblicate in ogni parte del mondo. Per definire correttamente le sue storie è stato coniato il termine di “letteratura disegnata” e le sue creazioni hanno fatto sì che il mondo della Cultura oggi consideri il fumetto la Nona arte.

Umberto Eco ha affermato: «Quando ho voglia di rilassarmi leggo un saggio di Engels, se invece desidero impegnarmi leggo Corto Maltese».

Hugo Pratt è nato a Rimini nel 1927, ma è cresciuto a Venezia in una famiglia le cui origini vengono dal Mediterraneo e dalle isole britanniche. Nel 1937 raggiunge in Etiopia il padre, funzionario italiano sotto il fascismo. Sei anni dopo, quando gli inglesi riprendono il controllo del Paese, Pratt torna in Italia con sua madre. Il padre, invece, morirà in Africa nel 1943.
 Tornato a Venezia, nella tensione di un’Italia ancora in guerra, grazie alla sua conoscenza dell’inglese Pratt diventa interprete per gli Alleati, vivendo episodi avventurosi al fianco di personaggi di varie nazionalità. Sogna di fare il disegnatore e inizia a collaborare col gruppo di fumettisti dell’«Asso di Picche», tra i quali figura il futuro scrittore Alberto Ongaro (una bella foto in mostra ritrae il gruppo sul tetto della “redazione”). Il suo stile s’ispira ai disegnatori americani e in particolare a quello che ha sempre considerato un suo maestro ideale, Milton Caniff.
 Nel 1949 emigra in Argentina, un Paese che all’epoca era una vera fucina di riviste a fumetti. Per gran parte degli anni Cinquanta collabora con lo sceneggiatore, editore e attivista politico Héctor Oesterheld. In questo periodo Pratt definisce uno stile sempre più personale e innovativo.
 La sua bravura è già riconosciuta da molti editori e, tornato in Italia nel 1962, inizia a collaborare con il «Corriere dei Piccoli» al fianco di Battaglia e Toppi.

Nel 1967, nella rivista «Sgt.Kirk» dell’editore Ivaldi, compare a puntate Una ballata del mare salato. È la prima apparizione di Corto Maltese. Da quel momento il destino di Pratt cambierà: pochi anni dopo, nell’aprile 1970, le avventure di questo marinaio antieroe vengono pubblicate in Francia sulla rivista «Pif gadget» in un’innovativa serie di storie brevi. Il successo è immediato.
 Le avventure di Corto Maltese in Italia passeranno dal «Corriere dei Ragazzi» a «Linus». Il suo pubblico è anche quello adulto e questo gli darà spazio su diversi giornali e riviste.
 Il marinaio Corto Maltese navigherà anche attraverso altri linguaggi: film di animazione, romanzi, il teatro, le canzoni. In Svizzera, Francia e Portogallo sono state dedicate a Corto Maltese statue e nomi di strade.

I quindici anni successivi saranno coronati da riconoscimenti e successi internazionali, premi e mostre, tra cui quella al Grand Palais a Parigi.

Oreste Del Buono, Folco Quilici, Paolo Conte, Sergio Endrigo, Tim Burton, Frank Miller e Woody Allen sono solo alcuni tra i tanti intellettuali, giornalisti e artisti che hanno omaggiato Corto nel corso degli anni.

Negli anni Ottanta Hugo Pratt si sposta dall’isola della laguna, che lo ha fatto conoscere come «il Maestro di Malamocco», a Grandvaux, vicino a Losanna, in Svizzera. Ma viaggia nel mondo incessantemente, come ha sempre fatto, e rinnova costantemente il suo stile, rivolto sempre più alla sintesi grafica.

I viaggi e i molti progetti si interrompono nel 1994 a causa della malattia. Muore nel 1995, lasciandosi alle spalle una produzione sterminata di classici del fumetto.

Nel 2015, a vent’anni dalla scomparsa del Maestro, abbiamo assistito al grande ritorno in libreria di Corto Maltese con Sotto il sole di mezzanotte, una nuova avventura realizzata da Juan Díaz Canales (testi) e Rubén Pellejero (disegni), pubblicata in Italia da Rizzoli Lizard.

La mostra è accompagnata dal catalogo Hugo Pratt. Incontri e Passaggi (Rizzoli Lizard), che raccoglie un’ampia selezione dei pezzi esposti, dei rari estratti dagli scritti di Pratt e i contributi critici di Francesco Boille, Luca RaffaelliLaura Scarpa, Marco Steiner Patrizia Zanotti.


Occhi che graffiano la Città eterna

from 2016-04-21 to 2016-05-12


Barbara Salvucci. INK

from 2016-05-06 to 2016-06-26

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Barbara Salvucci presenta i suoi ultimi lavori. Isola di zinco magica nella sua potenza, resa leggerissima dalle trasparenze che la attraversano quasi a inseguirne le venature. 

Sui muri grandi, le poetiche forme realizzate a china paiono liberarsi leggere. Danzano sulle pareti come bellissime meduse marine. Il gesto metodico, ossessivo, monastico, utilizzato dall’artista per arrivare a penetrare all’interno dei suoi materiali è stato possibile attraverso un lavoro che è stato anche di alcuni artisti degli anni Settanta, dai quali si distanzia per una personale leggerezza e felicità delle forme. Barbara consegna alla materia il dono di rivelarci non solo il mistero del genere umano ma quello della creatività dell’universo.


Salvarsi dal naufragio - Fraddosio/Marini

from 2016-05-06 to 2016-06-19

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Antonio Fraddosio e Claudio Marini hanno dato forma a quell’inquietudine quasi apocalittica che agita il mondo col suo vento di follia. Il titolo della mostra si fonda sulla constatazione che a doversi salvare dal naufragio non sono solo i poveri migranti ma anche gli europei colpiti da una profonda crisi morale.

Fra le trenta opere esposte diventano simboli concreti dell’inquietudine odierna le bandiere, chiuse in gabbia, sgualcite, strappate, liquefatte, vessilli in crisi e spogliati di qualsiasi retorica celebrativa. Ecco allora, nell’inquieto sommovimento materico che unisce i due artisti, opere come Bandiera nera nella gabbia sospesa, Le onde nere o i dodici pannelli de L’isola nera di Fraddosio, oppure le bandiere nere (Iraq, Italia, Usa, Siria, ecc.), Zona Pericolo, il ciclo Mediterraneo di Marini".


Dall’oggi al domani. 24 ore nell’arte contemporanea

from 2016-04-30 to 2016-10-02

MACRO Via Nizza

Sala Bianca
A cura di Antonella Sbrilli e Maria Grazia Tolomeo, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e realizzata con il contributo di Bulgari, la mostra, il cui titolo è ispirato a un’opera di Alighiero Boetti, vuole offrire alcuni spunti di riflessione sul grande tema del tempo, che è sempre stato caro agli artisti di ogni epoca e che è diventato via via più urgente a partire dal XX secolo.

Nell’era in cui la tecnologia e internet hanno mutato la nostra percezione della realtà, il concetto di tempo resiste e ritma ancora la nostra vita nel rispetto di criteri e grazie a strumenti che sono stati creati dall’uomo centinaia di anni fa.

Il nostro calendario è ancora basato su quello gregoriano, introdotto da oltre quattrocento anni, la giornata è da secoli scandita da ventiquattro ore, e lo strumento che utilizziamo per calcolarla è ancora l’orologio, a cui affidiamo l’organizzazione del nostro tempo personale e collettivo.

Grazie a internet, il tempo delle nostre vite si è accelerato, ma anche dilatato, perché i social network si sono trasformati in piazze globali che non vanno mai a dormire e restano attive ventiquattro ore su ventiquattro. Non esiste quasi più un limite preciso tra il giorno e la notte e il tempo si è trasformato in un flusso continuo di secondi, minuti ed ore, esattamente come accade sul quadrante dei nostri orologi, dove la lancetta non si ferma mai.

La mostra Dall’oggi al domani si concentra soprattutto sull’oggi, sul trascorrere del tempo nella giornata, una porzione di presente controllabile. Presso il MACRO sono esposti circa settanta capolavori dell’arte moderna e contemporanea, di artisti italiani e stranieri, che sono nati dalla riflessione sul ruolo del tempo nella nostra vita e sugli strumenti di cui l’uomo si è dotato per calcolarlo, con particolare attenzione all’orologio e al calendario. Nella loro varietà, queste opere abbracciano linguaggi ed espressioni multiformi, pittura, fotografia, video, scrittura diaristica, musica, ricamo, elaborazione digitale di dati, rappresentando stimolanti spunti di meditazione.

Un percorso nel tempo, nei giorni, nelle ore, nelle date, arricchite di creatività e fantasia, strappate dal flusso ripetitivo e offerte allo sguardo e all'interazione dei visitatori.

Le opere scelte, nella loro disposizione, suggeriscono alcuni percorsi tematici: Ritmi (Balla, Cambellotti, Paolini, Camoni, Romualdi, Mayr, Patella); Oggi, Domani (Boetti, Ceroli, Mattiacci, Spinelli); Giornate di lavoro (Opalka, Pietrella, Adami, Blank, Giovannoni); Date (On Kawara, Vezzoli, Darboven, Comani); Date speciali (De Dominicis, Closky, Albani, Sebregondi, Bertozzi&Casoni, Pignotti, Fois); Calendari (Boetti, Novelli, Miccini, Ori, Ghirri, Abate, Mambor, Mari, Cattelan, Neuenschwander, Camoni); Diari (Breakwell, Rubio, AOS); Passaggi (Vaccari, Vautier, Baruchello, Benetta); 24 ore (Almond, Shemilt & Partridge, Camporesi).

Sono previsti lavori site specific ad opera degli artisti Manfredi Beninati, Daniele Puppi e Caccavale.

Main sponsor della mostra è Bulgari, da oltre 130 anni emblema di una creatività pionieristica in gioielleria che interpreta le tendenze dell’oggi ma è sempre proiettata nel futuro. Gli spazi della mostra ospiteranno immagini di campagne storiche dedicate agli orologi della Maison nelle quali i concetti di tempo e luogo si fondono in una dimensione artistica ed onirica.  

Ulteriore contributo di Bulgari alla mostra sarà una grande installazione realizzata per la Maison dall’architetto anglo-irachena Zaha Hadid, recentemente scomparsa. La forma dell’opera evoca il serpente, che nella storia dell’arte è stato spesso associato all’eternità del tempo nel simbolo dell’uroboros: la struttura costituirà uno degli spazi in cui si svolgeranno alcune delle iniziative che animeranno la mostra.

Il progetto sarà infatti arricchito da una straordinaria attività sui social networks e da eventi, giochi, performance, incontri, lezioni, reading, condotti in collaborazione con gli allievi dei corsi di Storia dell’Arte Contemporanea della Sapienza Università di Roma - Dipartimento Storia dell’Arte e Spettacolo.

La mostra, che prevede anche una collaborazione con la Provincia Autonoma di Bolzano e con il Goethe-Institut Rom, è accompagnata dal catalogo Dall’oggi al domani. 24 ore nell’arte contemporanea (Manfredi Edizioni), con i testi introduttivi delle curatrici, la conversazione con Achille Bonito Oliva In corsa col tempo, il racconto inedito di Mario Perniola Ventiquattr’ore,  la storia dell’International Society for the Study of Time di Jo Alyson Parker, e gli interventi di Michele Brescia, Daniela Collu, Ada De Pirro, Costantino D’Orazio, Laura Leuzzi, Caterina Marrone, Michela Santoro.


Mostra di sculture e disegni del Maestro Antonio Violano

from 2016-05-12 to 2016-05-29

Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma


Liv & Ingmar colleghi, amanti, amici

from 2016-04-18 to 2016-05-08

Casa del Cinema

Liv & Ingmar colleghi, amanti, amici 18 aprile -8 maggio 2016

Triumphs e Laments - Opera site-specific di William Kentridge

from 2016-03-09

Lungotevere della Farnesina, Ponte Mazzini, Ponte Sisto

Grande opera site-specific del celebre artista sudafricano William Kentridge. Un progetto di dimensioni eccezionali creato appositamente per la città di Roma, inaugurata per il Natale di Roma (21 aprile 2016).

Sugli argini del Tevere, tra Ponte Mazzini e Ponte Sisto - tratto ribattezzato per l’occasione “Piazza Tevere” -, su una superficie lunga 550 metri si snoda un fregio di circa 80 figure, alte fino a 10 metri, raccontando in ordine non cronologico 'trionfi e lamenti' della Capitale, dall'età antica fino a oggi, da Romolo che fonda Roma e uccide Remo, alla morte di Pasolini.

L'opera emerge dalla patina scura mettendo in evidenza il bianco del travertino. Proprio per le caratteristiche della stessa superficie, il fregio sarà visibile per 4-5 anni, prima di essere riassorbito dal muro stesso.

Alla realizzazione dell'opera collaborano: Roma Capitale (Assessorato Cultura e Sport, Assessorato all’Ambiente), Sovraintendenza Capitolina, Polo Museale Contemporaneo di Roma Capitale, Regione Lazio, Direzione Infrastrutture ambiente e Politiche abitative della Regione Lazio, Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Architettonici di Roma, MIBAC Ministero dei Beni Artistici e Culturali, Municipio I.


Fluxus Music, Scores&Records

from 2016-05-07 to 2016-07-02

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - AuditoriumArte
Sense Sound / Sound Sense
Fluxus Music, Scores&Records in the Luigi Bonotto Collection

responsabile del progetto
Anna Cestelli Guidi

mostra a cura di
Patrizio Peterlini, Walter Rovere
con la collaborazione di
Giorgio Maffei

allestimeno di
Gianfrancesco Picchi

una produzione di
Fondazione Bonotto e Fondazione Musica per Roma

catalogo Sense Sound / Sound Sense
a cura di Patrizio Peterlini e Walter Rovere
editore Danilo Montanari

Il 6 maggio alle ore 19, durante l’inaugurazione, avrà luogo la performance “Natura Morta” di Walter Marchetti eseguita da Lucio Perotti
Sense Sound / Sound Sense è un progetto espositivo dedicato alle partiture musicali, ai dischi e al rapporto con la musica del movimento Fluxus. La mostra intende proporre un primo ragionamento sulle partiture e la notazione musicale in ambito Fluxus. La questione della notazione della nuova metodologia performativa e della nuova musica non riguarda certamente solo Fluxus, Zaj e tutte le sperimentazioni nate dalla lezione di Cage. Essa, infatti, inizia ben prima e si espande, con diverse diatribe, per gran parte del secolo scorso.
Fluxus tuttavia, riconosciuto come uno dei più influenti movimenti artistici del Novecento, anticipatore di intere correnti artistiche successive (dal concettuale alla performance alla video-art), dedicò un’enorme importanza alla produzione musicale, presentando tutte le proprie manifestazioni pubbliche come “concerti” che però demolivano sistematicamente ogni nozione accettata di forma e contenuto in musica, prendendo di mira le convenzioni d’ascolto e i valori culturali ormai obsoleti della musica classica ma anche le pretese “scientifiche” e intellettualistiche delle più avanzate coeve esperienze classico-contemporanee europee. Non a caso venne coniato il termine “Intermedia” per definire l’aggressione alle categorie separate dell’arte, le singolari fusioni tra poesia, arte concettuale e scultura e l’annullamento della distanza tra performance “musicale” e “teatrale” rappresentate da molti “Eventi” Fluxus. La mostra avrà una forte componente interattiva tecnologica. Saranno inoltre esposte sculture sonore e concettuali, strumenti autocostruiti, poster e documenti originali, dischi e libri d’artista ad argomento musicale. Inoltre nel Foyer della Sala Petrassi verranno esposte le 7 grandi tele dell’installazione dei “Sette quartetti. L'oublie de Métamorphoses” (2009) di Gianni Emilio Simonetti. L’intera mostra sarà allestita con i materiali provenienti dalla Collezione Luigi Bonotto.

MADE in Roma. Marchi di produzione e di possesso nella società antica

from 2016-05-13 to 2016-11-20

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Esposizione di marchi, loghi, firme e simboli di proprietà ed appartenenza nell'antica Roma 
Su twitter     #madeinroma 

Presentazione alla stampa il 12.05.2016

Marchi, loghi, firme e i più disparati simboli di proprietà e appartenenza circondavano la vita di un antico romano non meno di quanto accada oggi per un uomo moderno.

Esempi testimoniati dai preziosi reperti esposti nella mostra archeologica MADE in Roma. Marchi di produzione e di possesso nella società antica e provenienti da prestigiosi musei romani ed internazionali.


Elmi dell'Impero Romano – Dagli Etruschi a Costantino

from 2016-04-18 to 2016-09-04

Stadio di Domiziano


World Press Photo 2016

from 2016-04-29 to 2016-05-29

Museo di Roma in Trastevere

Il Premio World PressPhoto è uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del fotogiornalismo. Ogni anno, da 59 anni, una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata ad esprimersi su migliaia di domande di partecipazione inviate alla Fondazione di Amsterdam da fotogiornalisti provenienti da tutto il mondo.

Per questa edizione le immagini sottoposte alla giuria del concorso World Press Photo sono state 82.951 immagini, inviate da 5.775 fotografi di 128 nazionalità.

La giuria, che ha suddiviso i lavori in otto categorie, ha premiato 42 fotografi provenienti da 21 paesi: Australia, Austria, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Iran, Italia, Giappone, Messico, Portogallo, Russia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Siria, Turchia e Stati Uniti.

La foto dell’anno, scelta nella categoria Spot News, è del fotografo australiano Warren Richardson, realizzata a Roske, in Ungheria, al confine con la Serbia, il 28 agosto del 2015. L’immagine, che si intitola Hope for new life, mostra un uomo che fa passare un bimbo attraverso il filo spinato ed è stata scelta per illustrare la situazione drammatica dei migranti che nel 2015 si è imposta sull’attualità.

Richardson è un fotografo freelance, attualmente vive a Budapest, in Ungheria. Ha spiegato così come ha scattato la foto: “Ero accampato con i rifugiati da cinque giorni sul confine. Un gruppo di circa 200 persone è arrivato, posizionandosi sotto gli alberi lungo la linea di recinzione. Prima sono passate le donne e i bambini, poi i padri e gli uomini anziani. Devo essere stato con questo gruppo per circa cinque ore, giocando al gatto e il topo con la polizia per tutta la notte. Non ho utilizzato il flash perchè altrimenti la polizia avrebbe potuto vedere quelle persone. Ho scattato la foto grazie alla luce del chiaro di luna".     

Francis Kohn, presidente della giuria, e caporedattore di fotografia dell’agenzia di Afp ha così commentato l’immagine vincitrice: “Quandoall'inizio abbiamo guardato questa foto abbiamo subito capito che era un’immagine importante. Il suo potere stava nella sua semplicità, in particolare nel simbolismo del filo spinato. Rappresentava quasi tutto quello che si può esprimere visivamente rispetto a ciò che sta accadendo con i rifugiati. Penso che sia una foto classica, ma senza tempo”.

La mostra World Press Photo non è soltanto una galleria di immagini sensazionali, ma è un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo. Il suo carattere internazionale, le centinaia di migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.

La World Press Photo Foundation, nata nel 1955, è un'istituzione internazionale indipendente per il fotogiornalismo senza fini di lucro. Il World Press Photo gode del sostegno della Lotteria olandese dei Codici postali ed è sponsorizzato in tutto il mondo da Canon e Lottery.

Il 10bphotography, partner della fondazione World Press Photo, è un centro polifunzionale interamente dedicato alla fotografia professionale. Si propone di mettere a disposizione del territorio l’esperienza e le relazioni costruite nel tempo, con l’obiettivo di portare a Roma il più grande e più prestigioso concorso di fotogiornalismo mondiale.

Internazionale, Media Partner della mostra, è un settimanale italiano d’informazione fondato nel 1993 che pubblica i migliori articoli dei giornali di tutto il mondo.

I Global Shapers, Media Partner della mostra, sono una community nata nel 2012 per iniziativa del World Economic Forum, per mettere in comunicazione a livello mondiale una generazione di giovani talenti e renderla protagonista nei processi di cambiamento della società


William Kentridge - Triumphs and Laments: a project for Rome

from 2016-04-17 to 2016-10-02

MACRO Via Nizza

Project Room #1 e #2
Curata da Federica Pirani e Claudio Crescentini, l'esposizione presenta oltre 80 opere con un allestimento ideato appositamente da Kentridge per il MACRO. La mostra è promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con la Galleria Lia Rumma.

La mostra rappresenta il culmine di una serie di iniziative artistiche e culturali che hanno legato la città di Roma al famosissimo artista d’origine sudafricana.

Una serie di iniziative che hanno anche come punto di arrivo il monumentale intervento sulla storia di Roma, da sempre fortemente voluto dall’Amministrazione Capitolina, che Kentridge ha iniziato a realizzare lo scorso 9 marzo sui muraglioni del Tevere e che sarà inaugurato il prossimo 21 e 22 aprile, in occasione del Natale di Roma. Si tratta di un progetto multidisciplinare e no-profit, promosso da TEVERETERNO, dedicato al tratto della banchina del Tevere compreso fra Ponte Sisto e Ponte Mazzini, cosiddetta “Piazza Tevere”: il primo e più grande spazio pubblico all’aperto dedicato alle arti contemporanee a Roma.

In mostra i bozzetti a carboncino delle figure ideate dall’artista per i muraglioni del Tevere, dove ricorre penetrante l’iconografia dell’arte antica romana così come immagini e storie dedotte dalla storia della Chiesa, fra le quali una struggente Santa Teresa d’Avila, fino al nostro contemporaneo rappresentato dalla grande e toccante installazione dedicata alla morte di Pier Paolo Pasolini, uno dei poeti e intellettuali più amati da Kentridge.
Oltre a queste opere, già in parte presentate alla Biennale di Venezia del 2015, vengono esposti una serie di disegni a inchiostro e a pastello inediti, realizzati appositamente per l’occasione dall’artista, e un grande fregio su carta, anche questo inedito, lungo oltre sei metri che riproduce proprio la totalità della sequenza delle monumentali figure realizzate dall'artista sull’argine del Tevere.
Esposti anche alcuni ritagli di figure e oggetti, sempre inediti, che in seguito verranno adoperati come stendardi dai performer in occasione dell'evento musicale e teatrale, concepito da Kentridge in collaborazione con Philip Miller, che sarà rappresentato nel corso dei due giorni di inaugurazione e di cui le prove saranno realizzate direttamente presso gli spazi di MACRO Testaccio, gentilmente concessi dalla Sovrintendenza Capitolina per tale straordinaria occasione. Questi “cut out”, come li definisce l’artista, esposti al MACRO, saranno poi portati in processione durante la performance, entrando e uscendo dal museo per tale occasione.
Trasmessi inoltre dei video preparatori del grande processo creativo messo in atto, ormai da anni dall’artista, basilari per capire l’evoluzione del progetto totale “Triumphs and Laments”.
Questo del resto è il modo scelto da Kentridge di confrontarsi con Roma, in maniera multidisciplinare e multimediale, dove l’arte e la cultura di uno dei più grandi artisti contemporanei dialoga e si confronta appunto con la grande storia millenaria dell’Urbe, le sue iconografie, i protagonisti, l’ambiente rivissuto e riletto con grande forza creativa e intellettuale.


Baldo Diodato opere 1965-2016

from 2016-04-21 to 2016-05-29

GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e contemporanea


Ecuador al mundo. Un viaje por su historia ancestral” (L'Ecuador al mondo. Un viaggio attraverso la sua storia ancestrale)

from 2016-04-22 to 2016-07-03

Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"


Mariateresa Sartori

from 2016-05-01 to 2016-05-30

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - Sound Corner
Chiara Bertola
presenta

Mariateresa Sartori
Il suono della lingua
2009
7’ 19’’

Sound Corner è un’installazione sonora permanente collocata nello spazio di passaggio tra il foyer della Sala Petrassi e il Teatro Studio: un angolo del suono con una programmazione periodica mensile destinata ad accogliere brani sonori di artisti sempre diversi, proposti di volta in volta da curatori, artisti e istituzioni.

Anni fa rimasi profondamente colpita ascoltando alla radio la lettura della Divina Commedia del Sermonti. Non riuscivo a seguirne il significato in modo preciso, ma mi ritrovai travolta dalla bellezza del suono, del ritmo e dell’intonazione. Sentii la bellezza della lingua italiana, della melodia che le è propria, determinata da una certa sequenza sillabica, da una certa accentazione e intonazione. Riuscire davvero a percepire gli aspetti legati al suono della propria madre lingua è impresa quasi impossibile: il significato prende il sopravvento. Per rendere possibile questa esperienza ho reso irriconoscibile dal punto di vista semantico la poesia Canto notturno di un pastore errante dell’Asia di Leopardi, mantenendone però assolutamente inalterati ritmo, melodia e lunghezza delle parole, spostando le consonanti o all’interno della singola parola o tra parole vicine. Il risultato è qualcosa di assolutamente incomprensibile, ma assurdamente familiare. Ho inoltre chiesto a studiosi stranieri, provenienti da dieci diversi paesi, di scegliere un’opera poetica nella loro lingua e di elaborarla privandola di significato, mantenendo ritmo, melodia, metro, rima, ed attori madrelingua hanno poi recitato la poesia come se avesse il significato originario.

La mano dell’artista, il sorriso del bambino. Natura e poesia nelle opere di Nino Cordio

from 2016-04-22 to 2016-05-11

Museo Fondazione Venanzo Crocetti


Edifici dei Gesuiti nel mondo antico e moderno

from 2016-04-19 to 2016-06-30

Chiesa del Gesù, Sant'Ignazio di Loyola


VIVID MEISEN. La sfavillante moda kimono moderna

from 2016-04-22 to 2016-06-04

Istituto Giapponese di Cultura


Where Is Dawn Now? #3

from 2016-05-07 to 2016-07-22

Fondazione Pastificio Cerere, Spazio Cerere


Alla ricerca di una città normale. Il ruolo dei quartieri di iniziativa pubblica nell’espansione urbana degli ultimi 50 anni in Italia

from 2016-04-15 to 2016-06-15

Archivio Centrale dello Stato


Vera Rossi - Transparency / Gianlorenzo Gasperini - Bronzes

from 2016-04-21 to 2016-05-07

Antiquariato Valligiano, Rvb Arts


RENZO VESPIGNANI - Omaggio nel 15° anniversario della morte

from 2016-04-15 to 2016-05-07

Edarcom Europa Galleria d'Arte Contemporanea


Protocolli e derive veneziani

from 2016-04-14 to 2016-05-15

Reale Accademia di Spagna


Domon Ken

from 2016-05-27 to 2016-09-18

Museo dell'Ara Pacis

Monografica dedicata ad uno dei fotografi più importanti della storia della fotografia moderna giapponese

Per la prima volta fuori dai confini del Giappone, al Museo dell’Ara Pacis di Roma, una monografica dedicata ad uno dei fotografi più importanti della storia della fotografia moderna giapponese, considerato il maestro del realismo: Domon Ken (1909-1990).
In mostra circa 150 fotografie, in bianco e nero e a colori, realizzate tra gli anni Venti e gli anni Settanta del ‘900, che raccontano il percorso di ricerca verso il realismo sociale


Le persone che camminano lente - Alessandra Giovannoni

from 2016-04-05 to 2016-05-28

Galleria Francesca Antonini Arte Contemporanea


Matthew Monahan

from 2016-04-06 to 2016-05-15

Museo Nazionale Romano - Palazzo Altemps


LO SGUARDO DEGLI INVISIBILI - Emozioni in parole ed immagini

from 2016-04-18 to 2016-05-31

Parioli Fotografia Studio


MISTER G. di Gilbert Garcin / LE DONNE DI PICASSO di Cristina Vatielli

from 2016-04-16 to 2016-06-18

Galleria del Cembalo


CAMIONISTE POLACCHE. Ausiliarie del 2° Corpo d'Armata Polacco. Dalla Russia all’Italia 1942-1946

from 2016-04-08 to 2016-05-20

Casa della Memoria e della Storia


"The life of a swiss guard. A private view" - Il Corpo della Guardia Svizzera Pontificia nelle immagini di Fabio Mantegna

from 2016-04-02 to 2016-06-12

Musei Vaticani


Colori profondi del Mediterraneo

from 2016-04-14 to 2016-06-19

Museo Civico di Zoologia

La mostra intende rivelare al più vasto pubblico quali risorse il nostro mare custodisce e di raccontare l’avvincente percorso che ha portato alla scoperta di ambienti fino a ieri irraggiungibili e sconosciuti, coniugando il rigore scientifico con un linguaggio divulgativo adatto a raggiungere tecnici, appassionati e curiosi.
Saranno esposte 30 foto, in formato 50x70 cm, di organismi marini mai fotografati prima nel loro ambiente naturale, corredate da didascalie, precedentemente pubblicate nel libro omonimo “Colori Profondi del Mediterraneo”, edito da ISPRA, presentato ad ottobre presso lo stesso museo. La mostra sarà corredata da postazioni video.
Promosso da: Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Orari: Martedì-Domenica ore 9.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.00). Giorni di chiusura: Lunedì, 1 maggio
N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli    Avvisi
Mostra gratuita previo acquisto del biglietto di ingresso al museo secondo    tariffazione vigente
Condizioni di gratuità e riduzioni
Tel 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00
Scarica il    comunicato stampa


I libri che hanno fatto l’Europa e gli europei

from 2016-03-31 to 2016-07-22

Accademia Nazionale dei Lincei, Palazzo Corsini


Alphonse Mucha

from 2016-04-15 to 2016-09-11

Complesso del Vittoriano

The Complesso del Vittoriano is housing a major retrospective on the leading representative of Art Nouveau and one of the most celebrated artists in Europe at the turn of the 20th century: Alphonse Mucha.

Under the aegis of Istituto per la storia del Risorgimento , organized and produced by Arthemisia Group in collaboration with the Mucha Foundation, with the support of the Regione Lazio, the exhibition is bringing a remarkable nucleus of works by the Czech artist to Rome: over 200 masterpieces illustrating the development of Mucha's career and the maturation of a man who lived in one of the most tumultuous periods of European history.

The grand Roman exhibition, curated by Tomoko Sato, is bringing to Italy many posters, drawings, paintings, decorative works, books and photographs for the first time. Through works such as Gismonda (1894), The Seasons: Summer (1896), Madonna of the Lilies (1905) and Study for 'The Slav Epic' cycle No. 14: The Defence of Sziget (c. 1913-14), the exhibition explores six different aspects of the artist's personality across as many sections: Bohemian in Paris; creator of the Mucha style; cosmopolitan; mystic; patriot; and philosopher-artist.


Barbie. The Icon

from 2016-04-15 to 2016-10-30

Complesso del Vittoriano

Although her real name is Barbara Millicent Robert, for all the young girls who have owned one she's just Barbie. But, Barbie is more than just a doll, she is a global icon, who manages to knock down every linguistic, cultural, social, and anthropological barrier, and in her 56 years of life, she has represented 50 different nationalities had over 150 careers and much much more.

Indeed, it is for this reason that also Complesso del Vittoriano has chosen to dedicate an exhibition to her: curated by Massimiliano Capella, and produced by Arthemisia Group and 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE in collaboration with Mattel.

Barbie. The Icon tells the story of the incredible life of this ageless woman who has had the privilege to be timeless, to cross distant eras and lands, thereby bolstering her status as a legend and, above all, as an icon of fashion and a reflection of the times.

The exhibition comprises five sections and starts with an introductory room called Simply Barbie, which contains 8 iconic dolls, as well as representative pieces for each decade from 1959 to the present time.

The first section, From Teenage Fashion Model Doll to Fashionista. A fashionable doll, is dedicated to a key aspect of Barbie's life, i.e. fashion.

The second section called I Can Be. Barbie Careers, exhibits the collection of international careers, and emphasizes Barbie's philosophy, which has inspired and encouraged three generations of girls to dream, discover, and explore a world where 'Anything is possible'.

The third section presents Barbie's family and friends and is called Barbie's Family. The section also hosts a reconstruction of Barbie's house, where children can enter and explore the rooms where Barbie lives, experience her lifestyle and take memory pictures.

The fourth section, Travelling Barbie, Dolls of the World, pays tribute to one of the most original and modern aspects of Barbie's story: the quest, begun back in 1964, for a link between different cultures, a multiethnic variety which signifies an inexorable contemporary value.

The fifth and last section, Barbie Divas, tells how over time Barbie has identified and compared herself with many of the heroines of her day.


Puntini di sospensione - causa-effetto / Installazione di Ana Soler

from 2016-04-27 to 2016-05-22

Marriott Grand Hotel Flora Rome

Ana Soler, a Spanish artist, invades the Rome Marriott Grand Hotel Flora with her particular installation titled “Puntini di sospensione- Cause-Effect”, realized using 400 tennis balls.

During the International Tennis Championships, free admission to visit the installation in the famous hotel of Via Veneto.

Ana Soler has a knack for taking the everyday object and creating spectacular installations. Her most recent work, Causa-Efecto involved 2000 tennis balls giving the illusion of bouncing all over the various rooms and levels of the Mustang Art Gallery in Alicante.


Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte 1931 - 1935 - 1939

from 2016-03-24 to 2016-10-30

Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

La mostra è dedicata alle opere acquistate dal Governatorato di Roma alle prime edizioni delle Quadriennali d’Arte (1931-1935-1939), importanti manifestazioni espositive, destinate a rappresentare l’arte italiana contemporanea nelle sue diverse tendenze.

#RomaAnniTrenta

La mostra è promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a cura della Galleria d’Arte Moderna in collaborazione con la Fondazione La Quadriennale di Roma e con l’Istituto Luce-Cinecittà.

La Quadriennale nasceva in un vasto piano di riordino e razionalizzazione delle iniziative a carattere espositivo sul territorio nazionale. L’idea era accentrare le forze più rappresentative dell’arte italiana in un’unica grande esposizione di raccordo tra le mostre provinciali e regionali, organizzate dai sindacati artistici, e l’appuntamento internazionale della Biennale veneziana. La Quadriennale doveva diventare la più importante manifestazione artistica a livello nazionale, collegata a una pianificazione di incentivi per gli espositori. Le prime tre edizioni del 1931, 1935, 1939 sono esemplari a questo riguardo e coincisero con il momento di grande attenzione che il regime riservò al lavoro degli artisti e alla funzione dell’arte come affermazione del primato italiano di civiltà e supremazia. Lo svolgimento delle manifestazioni e la perfetta e serrata organizzazione di un sistema di comitati e di giurie, di inviti e premi, di regolamenti e di eventi inaugurali, che nella figura di Cipriano Efisio Oppo trovarono un intelligente stratega, rappresentò un elemento non secondario della promozione delle arti voluta dal regime, un’occasione e un’importante vetrina per le arti figurative a livello nazionale. L’intervento economico del governo nella loro realizzazione coincideva con l’importanza che la capitale, nelle intenzioni di Mussolini, veniva ad assumere, non solo come centro politico amministrativo, ma anche culturale e artistico, dell’intera nazione. Era inteso che la Galleria di opere moderne, inaugurata nel 1925 in Palazzo Caffarelli e ribattezzata nel 1931 Galleria Mussolini, rappresentasse il fiore all’occhiello anche del Governatorato che volle promuovere, per lo più proprio presso le Quadriennali, un’intensa campagna di acquisti che nel giro di pochi anni superò le trecento acquisizioni.

Le circa 120 opere selezionate nel patrimonio della raccolta capitolina presentano un quadro il più possibile fedele al carattere delle prime Quadriennali e, con esse, delle tendenze presenti nell’arte italiana degli anni Trenta. Nel percorso della mostra, accanto alle opere sono di fondamentale importanza i documenti storici e le immagini provenienti dalla Fondazione La Quadriennale di Roma e dall’Istituto Luce-Cinecittà, partner imprescindibili di questa esposizione e custodi di un eccezionale patrimonio documentario, fotografico e filmico, che restituisce il carattere e l’importanza di quegli eventi, insieme ad uno spaccato della quotidianità di quel decennio. Cataloghi, rassegne stampa, lettere e documenti, insieme a filmati originali e ad una videoinstallazione di Roland Sejko realizzata per questa occasione offrono al pubblico ulteriori chiavi di lettura di un periodo estremamente ricco e complesso in cui anche le trasformazioni urbanistiche e l’architettura svolsero una fondamentale funzione di educazione e di indirizzo al consenso.

L’allestimento delle opere non rispetta una sequenza cronologica ma individua temi significativi come quelli che di fatto emergevano dalle manifestazioni: i grandi maestri e le nuove generazioni; i futuristi; gli italiani a Parigi, la mostra postuma di Scipione, il tonalismo e la scuola romana, la grande scultura, il novecento e le scuole regionali. Accanto ai capolavori già noti della collezione vengono presentate, secondo il principio di rotazione che guida la programmazione della Galleria d’Arte Moderna, opere finora mai esposte.
Accanto a Felice Casorati, Mario Sironi, Felice Carena, Scipione, Mario Mafai, Emanuele Cavalli, Giuseppe Capogrossi, ma anche, Renato Guttuso, Enrico Prampolini, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Gino Severini – per citare alcuni dei protagonisti della cultura figurativa degli anni Trenta, presenti nella collezione con opere ritenute capisaldi dell’arte italiana del Novecento e già note al pubblico romano – figurano dipinti finora mai esposti come Tribunale tigrino di Domenico Belli, autore della generazione futurista presente alla III Quadriennale del 1939, o nella sezione del Novecento, gli encausti di Salietti o Le spose dei Marinai di Massimo Campigli, manifesto della sua originale poetica presentato alla II Quadriennale del 1935. Per la scultura i capolavori di Arturo Martini, Il pastore e di Marino Marini La bagnante, entrambi primi premi alle manifestazioni del 1931 e del 1935. Lungo tutto il periodo della mostra, inoltre, saranno proposti focus su opere particolarmente significative della raccolta.
Un programma di visite guidate e di incontri su argomenti legati alla vita culturale degli anni Trenta a Roma accompagna la mostra nei primi mesi per riprendere dopo l’estate con successive iniziative.
La conclusione della mostra coinciderà con l’apertura della 16a Quadriennale d’arte al Palazzo delle Esposizioni da ottobre 2016 a gennaio 2017, in un ideale passaggio di testimone tra passato e presente.

Hanno curato la mostra:
per la Galleria d’Arte Moderna: Arianna Angelelli, Maria Catalano, Federica Pirani, Gloria Raimondi;
per la Fondazione La Quadriennale: Assunta Porciani; Alessandro Sandorfi
per l’Istituto Luce-Cinecittà: Maria Gabriella Macchiarulo; Roland Sejko

RASSEGNA STAMPA

“Il Giornale dell’Arte” 21 marzo 2016    Le Quadriennali alla Gam di Roma di Guglielmo Gigliotti

“Artemagazine” 23 marzo 2016    Le Quadriennali degli anni Trenta in mostra alla GAM di Roma

“Artribune” 23 marzo 2016    Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte Nazionale 1931-1935-1939

“Roma d@ leggere” 23 marzo 2016    Roma e l’arte italiana degli anni Trenta alla Galleria d’Arte Moderna di Alessandro Morino

“Equilibriarte” 23 marzo 2016    Roma Anni Trenta di Leonardo Basile

“L’Einstein. Il Giornaletto indipendente” 24 marzo 2016    Roma racconta le Quadriennali degli anni Trenta

“Ansa.it” 24 marzo 2016    Roma e gli anni ’30 nell’arte, da Casorati a Mafai

“Arte.Sky.it” 24 marzo 2016    Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte Nazionale 1931-1935-1939

“CNO. Community Network Organization Web TV” 25 marzo 2016    Le prime della Quadriennale alla Gam di Roma in 120 opere: tutta l’arte degli anni ’30 di Grazia Manna

“Interris – Online Iternational Newspaper” 26 marzo 2016    GAM, AL VIA LA MOSTRA “ROMA ANNI TRENTA”. Alla Galleria di Arte Moderna da domani al prossimo 30 ottobre di Milena Castigli

“Il Tempo” 1 aprile 2016    La Roma degli anni Trenta nell’arte delle Quadriennali di Gabriele Simongini

“Quotidiano Arte.it ” 13 aprile 2016    Roma anni Trenta, la Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’arte 1931-1935-1939 di Laura Gigliotti


Caravaggio Experience

from 2016-03-24 to 2016-07-03

Palazzo delle Esposizioni

Caravaggio Experience, a powerful and totally original video installation, adopts a contemporary approach to the work of art to explore Michelangelo Merisi da Caravaggio's artistic career. The use of a sophisticated multi-projection system on a massive scale, combined with an original musical score and permeated with fragrances, takes visitors on a unique sensoral journey based on total immersion in the art of this 17th century master.
On entering you visitors will be fully immersed in an experience of images and music lasting about 48 minutes under way uninterruptedly in a continuous loop at the same time all the way through.
On entering you will be fully immersed in an experience of images and music lasting about 48 minutes underway uninterruptedly in a continuous loop at the same time all the way through.


Giuseppe Salvatori. I Ritorni

from 2016-04-19 to 2016-06-26

Musei di Villa Torlonia, Musei di Villa Torlonia: Casina delle Civette

Con la mostra I RITORNI, l'artista romano Giuseppe Salvatori, propone una serie di lavori che riprendono i motivi decorativi delle ceramiche italiane degli anni '50 '60 che l'artista da sempre colleziona e che qui espone in numero cospicuo.

Caratteristica di questi manufatti è l'evidente contrasto tra la forma e la pittura che la decora. Contrasto che sembra però risolversi nella visione che Salvatori ne dà attraverso le sue opere. Accompagna la mostra un testo di Maria Grazia Massafra, responsabile Museo della Casina delle Civette.


FORGOTTEN … (THE EXHIBITION)

from 2016-04-14 to 2016-05-15

MACRO Testaccio

Padiglione 9A
La mostra, a cura di Alessandra Arpino, è la prima del progetto “Forgotten”, il progetto urbano, ideato da Alessandra Arpino e Hugo Dias, nato più di un anno fa, con l’intento di porre in risalto gli edifici delle aree centrali di Roma che, per ragioni legate alla fisiologica trasformazione della città e delle abitudini dei suoi abitanti, hanno perso la loro importanza sociologica e funzionale, rischiando perciò di essere dimenticati.

La mostra è promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio dell'Ambasciata del Portogallo, della Casa dell’Architettura di Roma, e dell’Istituto di Cultura portoghese Camões.

Per parlare delle diverse tipologie edilizie a rischio, Forgotten ha invitato i maggiori esponenti dell’arte urbana portoghese, offrendo una novità nel panorama capitolino in termini di stile e tecnica, dal momento che nessuno di questi artisti aveva mai lavorato a Roma prima d’ora.
In controtendenza con la linea generale della città di Roma, Forgotten ha voluto seguire il modello della capitale lusitana, portando la street art al centro della città e non più in periferia.

Nei mesi scorsi, ex-fabbriche, cinema chiusi, piccole stazioni, aree dismesse e mercati rionali sono stati oggetto di azioni artistiche. Questi interventi sono ora raccontati in mostra attraverso gli scatti di Paolo Darra. L’ex fabbrica Mira-Lanza, la Sala Troisi, la Stazione San Pietro e l’area ex-SIAR sono state le location d’eccezione per le opere degli artisti Frederico Draw, Miguel Januário (±MaisMenos±), Bordalo II e Add Fuel, tutti rigorosamente filmate da Leonardo Meuti.
Gli interventi hanno visto la partecipazione di strutture pubbliche e private quali i Municipi I,II, XI, XIII nonché l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, Teatro di Roma, Gruppo Ferrovie dello Stato, Casa del Cinema.

La mostra si struttura mantenendo la dualità del progetto e raccontando - quindi - da un lato l’esperienza prettamente urbana, improntata su un approccio documentaristico (architettonico e sociologico) e dall’altro la produzione degli artisti.

La sezione FORGOTTEN BUILDINGS presenta la documentazione fotografica relativa agli edifici oggetto di ciascun intervento, analizzandone lo stato di fatto e raccontandone l’esperienza urbana attraverso la documentazione video e motivandone la scelta mediante lo sguardo di alcuni giovani architetti.

La sezione FORGOTTEN…WORDS permette di approfondire la produzione dell’artista Miguel Januário che, con il progetto ±MAISMENOS±, lavora da anni per dare una valenza artistica alla forma scritta, come ha fatto per parlare dei cinema chiusi con l’installazione “Lights Camera Auction” che ripropone in mostra in uno spazio in-door con una installazione centrale che rimanda al vortice di parole e pensieri dei passanti della strada.

La sezione FORGOTTEN…FACES consente a Frederico Draw di raccontarsi attraverso il suo inconfondibile tratto caratterizzato da un non-finito che conferisce lirismo ai soggetti rappresentati, esattamente come è accaduto con il ritratto di “Pier.Paolo.Pasolini” che ha permesso di affrontare il tema delle ex-fabbriche.

A Bordalo II è dedicata la sezione FORGOTTEN…NATURE in cui sono esposte le sue creature urbane che denunciano la minaccia che l’era del consumismo porta con sé, denuncia testimoniata a Roma dalla sua opera urbana “Uma Cabra” realizzata per parlare delle piccole stazioni.

Add Fuel, con FORGOTTEN…TRADITIONS evocherà gli elementi della tradizione portoghese tra-smigrandola nella cultura hip-hop contemporanea e confrontandola con altre culture, esattamente come ha fatto con l’opera ”This Connection”, parlando di aree dismesse.

FORGOTTEN…PEOPLE racconterà invece le storie dei soggetti anonimi rappresentati da Daniel Eime che, nei giorni immediatamente precedenti alla mostra, offrirà lo spunto di riflessione, attraverso i suoi raffinatissimi stencil di carta, sui mercati rionali che hanno perso quel ruolo centrale rispetto al quartiere e che soccombono alle grandi catene di distribuzione alimentare. L’edificio preso in esame sarà il mercato Guido Reni, nel quartiere Flaminio - area della città da cui il progetto Forgotten è partito ed in cui terminerà.

ARTISTI IN MOSTRA

ADD FUEL
DIOGO MACHADO | Cascais, 1980
Designer e illustratore, combina personaggi irreali, elementi decorativi e simmetria per creare dei trompe d’oeil che portano lo spettatore a credere che il pattern rappresentato sia un’evocazione alla tradizione medievale; ma quando ci si avvicina e si osserva attentamente l’opera, si scopre una composizione estremamente contemporanea, lontana anni-luce dal tradizionale “azulejo”. La complessità visiva delle sue creazioni richiede sempre una doppia scala di lettura: d’insieme e di dettaglio, tanto che la mancanza di una di queste chiavi, compromette notevolmente la comprensione dell’opera stessa.

FREDERICO DRAW
FREDERICO SOARES CAMPO | Porto, 1988
Architetto fondatore di PUTRICA, Frederico Draw realizza ritratti di personaggi sconosciuti, usando la bomboletta quasi fosse una matita, per raccontare i volti della strada che egli stesso fotografa. Il suo stile unico, caratterizzato da un non-finito che conferisce patos, rendendo ogni parete simile ad un blocco di carta-schizzo in cui i carboncini vengono sostituiti dalle vernici spray. L’intensità teatrale dei suoi volti è enfatizzata dal livello di dettaglio degli sguardi, in netto contrasto con il resto del volto sommariamente abbozzato.

BORDALO II
ARTUR BORDALO | Lisbona, 1987
Scultore irriverente, Bordalo II trasforma i rifiuti urbani in grandi bassorilievi attraverso tecnica mista su supporti lignei e assemblage di oggetti. I soggetti rappresentati sono quasi esclusivamente animali dai colori vivaci e impattanti, che fungono da monito verso un destino che rischia di essere loro avverso; minacciati da una realtà urbana sempre più ingombrante. Le sue opere costituiscono quindi una critica alla società contemporanea che non riesce a vedere la bellezza nelle cose a portata di mano.

MIGUEL JANUÁRIO (± MAISMENOS ±)
MIGUEL JANUÁRIO | Porto, 1981
±MAISMENOS± è un nome legato ad un progetto artistico che offre una riflessione critica sui modelli sociali ed economici che regolano la società contemporanea.  Virale, diretto e incisivo, la sua espressione programmatica si riduce concettualmente ad un’equazione di semplicità e contrari: più/meno, negativo/positivo, bianco/nero.

DANIEL EIME
DANIEL TEIXEIRA LOPES| Caldas da Rainha, 1986
Designer delicato e sofisticato, stravolge la peculiarità della tecnica dello stencil (semplificazione dei tratti), rendendo i suoi inconfondibili volti altamente espressivi attraverso una paziente ricerca sul tratto con layers che prevedono il solo uso dei colori bianco e nero, rigorosamente a pennello. I suoi pattern a volte geometrici, altre monocromi, costituiscono il trait-d’union tra i personaggi raffigurati ed il contesto in cui sono inseriti.

Documentazione fotografica:
PAOLO DARRA
PAOLO DARRA | Saronno, 1970
Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) nel 1994, consegue un master in Art Management nel 1997.  Negli anni successivi prosegue lo studio del video e della fotografia, realizzando documentari in ambito artistico. Dal 2001 lavora in ambito televisivo come operatore/montatore freelance per reti nazionali e come regista di corporate video e documentari.

Documentazione video:
LEONARDO MEUTI
LEONARDO MEUTI| Roma, 1992
Operatore audiovisivo, diplomato in produzione ed edizione presso il cine-TV Roberto Rossellini, film-maker indipendente, collabora con testate nazionali in qualità di videomaker e producer dall’agosto 2013.


Mario Giacomelli. La figura nera aspetta il bianco

from 2016-03-23 to 2016-05-29

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Al Museo di Roma Palazzo Braschi inaugura la mostra Mario Giacomelli. La figura nera aspetta il bianco  La grande mostra antologica propone per la prima volta a Roma un viaggio appassionante nella fotografia di Mario Giacomelli, nella sua arte, nella sua intima e profonda poesia, nel suo furore creativo. La mostra, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è prodotta da Fondazione Forma per la Fotografia, in collaborazione con Archivio Giacomelli di Senigallia.

Nelle sale di Palazzo Braschi saranno esposte molte delle celebri serie: dalle sue prime fotografie, scattate sulla spiaggia di Senigallia nel 1953, alle serie dedicate all’Ospizio (Verrà la morte e avrà i tuoi occhi), ai “pretini” in festa nel seminario della città (Io non ho mani che mi carezzino il volto), a Lourdes, alle atmosfere fuori dal tempo di Scanno, ai contadini de La buona terra, senza trascurare le serie dedicate alle grandi poesie che affascinavano con il loro ritmo e la loro profondità Giacomelli (A Silvia, Io sono Nessuno, Ritorno …).
Non mancano in mostra anche le straordinarie immagini del paesaggio marchigiano, che per tutta la vita Giacomelli non si è mai stancato di fotografare, di riprendere e di sorprendere, ed alcune tra le sue immagini più “materiche”, dove la tensione tra le figure nere e il bianco di fondo si fa attesa drammatica, corposa, lirica.


79a mostra delle azalee capitoline

from 2016-04-14 to 2016-05-15

Piazza del Campidoglio

The historical exhibition of the Azalea in Trinità dei Monti changes its place of exposition. Like every year, in fact, with the arrival of the spring, the elegant Stairs raising on the Spanish Steps enrich themselves with the exposition of the wonderful flowers, loved from Romans and tourists. This year, in consideration of the construction site, due to the restauration works interesting their traditional site, the exhibition of the Azalee will be set up on the Capital and on San Pietro in Carcere uphill., allowing the tourists coming from all over the world and the citizens, to enjoy the wonderful flowering.

The azalee, Rhododendrum Indicum, rewarded at the most important european exhibitions, are cared and cultivated during the year by the area of the historical park of San Sisto at the hillsides of Celio and in another area with a particular microclimatic state in San Sisto historical park, at the foot of Celio and in another area with a specific microclimatic regime in the historical Villa Doria Pamphili by the staff of the “Servizio Giardini del Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale”. The flowers will be exposed from 14 april and they will remain there for all the flowering period, that, according to the climatic variations will last approximately one month.


Jean-Pierre Velly. L'Ombra e la Luce

from 2016-03-23 to 2016-05-15

Istituto Centrale per la Grafica - Calcografia, PALAZZO POLI - FONTANA DI TREVI


Patagonica. Paesaggi dalla fine del mondo. Immagini di Luca Bragalli

from 2016-04-09 to 2016-06-12

Museo di Roma in Trastevere

In mostra il progetto fotografico di Luca Bragalli realizzato tra dicembre 2014 e gennaio 2015 in Cile e in Argentina, rispettivamente nei parchi nazionali Vicente Perez Rosales e Torres del Paine ed in quello nazionale de Los Glaciares. Sono inoltre presenti foto realizzate presso Ushuaia ed il Canale di Beagle nella Terra del Fuoco in Argentina.

La rassegna fotografica, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ha ricevuto il patrocinio della Commissione Italiana dell’ Unesco, della Regione Lazio e dell’Ente del Turismo della Patagonia.

E' un ciclo fotografico di immagini in bianco e nero che rappresenta una visione personale dei luoghi, tra i più famosi ed importanti del patrimonio naturale della Patagonia, uno degli ultimi santuari della natura incontaminata.

Luce ed ombra, alla ricerca incessante di una purezza assoluta delle forme della natura. Questa la chiave di lettura della rassegna che si divide in due sezioni: il paesaggio della pietra e del vento e il paesaggio dell’acqua e del gelo.

Sono rappresentate forme di paesaggi naturali, un macrocosmo di elementi dove l’uomo appare irrilevante di fronte alla maestosità degli spazi aperti. Il paesaggio viene mostrato nell’attimo in cui si manifesta, precedendo la rapida mutazione delle condizioni meteorologiche.

L’immagine della natura diventa interpretazione, nella ricerca di una sintesi delle forme geometriche, un mosaico di sensazioni proiettate all’esterno, in uno scambio osmotico tra sogno e realtà. La capacità di analisi lascia posto alla fantasia e all’immaginazione per proiettare l’occhio e la mente in un contesto ambientale estremo dove l’uomo risulta assente. L’energia che viene sprigionata dagli elementi si percepisce nel movimento inesorabile delle masse e dei fluidi, lasciando lo spettatore con un misto senso di impotenza e ammirazione.

La scelta cromatica mette in risalto la profondità delle ombre, il movimento delle nuvole in un cielo in perenne movimento, evidenzia il valore plastico dei volumi delle montagne e accentua la percezione di dinamismo del movimento dei fiumi e dei ghiacciai: la ricerca di un valore assoluto della materia, che accentua ancor più la potenza espressiva della natura, nell’incessante transito degli eventi.

Luca Bragalli, nato a Firenze nel 1972 é architetto paesaggista e fotografo. Si occupa da anni di tematiche legate all'ambiente, dalla progettazione sostenibile alla mitigazione degli impatti dovuti all'urbanizzazione.


Antoine Jean-Baptiste Thomas e il popolo di Roma (1817-1818)

from 2016-03-23 to 2016-09-11

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Il Museo di Roma conserva non solo vari esemplari, sia sciolti sia rilegati, delle litografie inserite nel volume "Un an à Rome et dans ses environs" ma anche 142 disegni originali, acquisiti nel 1963, una selezione dei quali viene esposta nella mostra "Antoine Jean-Baptiste Thomas e il popolo di Roma (1817-1818)" promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a cura di Angela Maria D’Amelio e Simonetta Tozzi.

Come doveva apparire agli occhi di un francese la Roma di inizio Ottocento? Caotica e rumorosa, certo, ma anche piena di colori e di suoni, di odori perfino e costellata di volti caratteristici e anonimi al tempo stesso, inconfondibili. Sono i mestieri del popolo ad animare le vie e le piazze, assieme ai rituali condivisi dalla gente come dai nobili e dal clero e snocciolati come i grani di un rosario lungo tutto l’anno, giorno dopo giorno, a cadenzare il tempo e le stagioni.
Questo caleidoscopio di scene quotidiane colpì a tal punto il pittore Antoine Jean-Baptiste Thomas da spingerlo a realizzare una serie di schizzi dal vero, durante il suo soggiorno romano tra il 1816 e il 1818 in qualità di vincitore del Prix de Rome dell’Accademia di Francia. Solo dopo il suo rientro in Francia questi fogli vennero selezionati dall’autore e organizzati in 12 sezioni corrispondenti ai mesi dell’anno, con un testo esplicativo di accompagno alle immagini. Fu poi François Le Villain a trarne le litografie che confluirono nel volume Un an à Rome et dans ses environs, edito da Firmin Didot prima nel 1823 e poi nel 1830.


Yan Pei-Ming Roma

from 2016-03-18 to 2016-06-19

Accademia di Francia - Villa Medici


Moveat - Le vie del cibo: dalla Roma antica all'Europa Moderna

from 2015-12-16 to 2016-06-15

Stazione ferroviaria Tiburtina


Il giardino di Matisse

from 2016-03-05 to 2016-05-22

Palazzo delle Esposizioni


I MACCHIAIOLI. Le collezioni svelate

from 2016-03-16 to 2016-09-04

Chiostro del Bramante

The exhibition 'I Macchiaioli. Le collezioni svelate' (The Macchiaioli. The Collections Revealed) opens at the Chiostro del Bramante in Rome on 16 March and for the first time offers the public the chance to see important paintings by the Macchiaioli and others, within the context of the collections that originally held them. The works that belonged to great collections of the past – for example those of Cristiano Banti, Diego Martelli, Rinaldo Carnielo, Edoardo Bruno, Gustavo Sforni, Mario Galli, Enrico Checcucci, Camillo Giussani and Mario Borgiotti – are now mostly in private collections and represent the core of the most important 19th-century Italian movement in painting.

The over 110 works on display are the gems of the rich collections of great art patrons of the period. They were extremely interesting personalities who shared a great passion for painting, entrepreneurs and businessmen in love with beauty, without whom we could never admire these masterpieces today. Sometimes personally donated by the artists themselves, but more often purchased to support painter friends going through hard times, these works – that give aesthetic pleasure and enrich major collections – have become masterpieces sought after by the great art connoisseurs of our day.


La fine dell’Europa nell’Arte di Jean Auscher

from 2016-03-18

Galleria Moderni


HIGHLIGHTS / VISIONS. Sou Fujimoto, Michelangelo Pistoletto, Paolo Soleri, Luca Vitone, Franz West e Chen Zhen

from 2016-03-11 to 2016-06-05

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Feed your mind!

from 2016-02-27

Explora - il museo dei bambini di Roma


Premio Fondazione VAF (VII edizione)

from 2016-04-14 to 2016-05-29

MACRO Testaccio

Padiglione 9B
Nella mostra, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, vengono presentati i lavori dei quindici finalisti: Michele Bubacco, Ottavia Castellina, Alice Cattaneo, Paolo Chiasera, Michael Fliri, Chiara Fumai, Hilario Isola, Andrea Mastrovito, Davide Monaldi, Valerio Rocco Orlando, Gianni Politi, Luigi Presicce, Roberto Pugliese, Alice Ronchi, Mona Lisa Tina.

Durante l’inaugurazione della mostra a Roma, cui seguiranno come di consueto le successive tappe in Germania, si terrà la cerimonia di premiazione. La giuria,  composta dal Comitato Scientifico della Fondazione, conferirà un premio principale del valore di 15.000 euro, oltre all’acquisizione di un’opera dell’artista vincitore che entrerà a far parte della collezione della Fondazione. Novità introdotta dalla scorsa edizione, oltre al premio principale verranno assegnati due premi di riconoscimento del valore di 5.000 euro ciascuno.

La motivazione di questo premio, assegnato da una Fondazione Tedesca a giovani artisti italiani under 40, nasce dalla volontà di stabilire un dialogo che oltrepassa i confini dei due Paesi e allo stesso tempo pone a confronto le diverse posizioni artistiche appartenenti alle due nazioni. Le procedure di selezione dei partecipanti si svolgono in maniera trasparente e democratica con una prima presentazione di possibili candidati, circa un centinaio, alla quale segue la visita agli atelier. Nel corso di alcuni mesi, i membri del Comitato Scientifico effettuano diversi viaggi sull’intero territorio italiano per visionare personalmente i lavori degli artisti. Alla fine di questa fase preparatoria, le informazioni raccolte vengono riferite e valutate insieme criticamente. Con una procedura di voto si arriva infine alla designazione definitiva dei quindici finalisti e, insieme, alla definizione dei contenuti della mostra.

La Fondazione VAF ha come obiettivo principale collezionare, valorizzare e rendere accessibile l’arte italiana moderna e contemporanea, dai capolavori del Novecento fino ai più recenti contributi creativi. Lo scambio culturale e il dialogo artistico fra l’Italia e la Germania – e i paesi di lingua tedesca – hanno un ruolo importante nell’ambiziosa attività della Fondazione, la quale non si limita a prestare ai musei tedeschi e italiani le opere della sua ricca e pregiata collezione di arte italiana dei secoli XX e XXI, ma pubblica anche testi scientifici su particolari manifestazioni artistiche del Modernismo italiano in edizioni bilingue, tedesco e italiano. L’altissimo valore della collezione è testimoniato dalla lunga collaborazione con il MART - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto che dal 2001 ospita un significativo nucleo di circa duemila opere in deposito permanente a lungo termine.

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo, in edizione bilingue tedesco e italiano.


Campidoglio. Mito, memoria, archeologia

from 2016-03-01 to 2016-06-19

Musei Capitolini

In mostra rari documenti d’archivio, dipinti, incisioni, sculture e inediti reperti archeologici per narrare le trasformazioni urbanistiche del Campidoglio.

La rassegna si propone di ricostruire le profonde trasformazioni del Campidoglio, partendo dalla visione mitica e romantica che il sacro Colle ha sempre destato negli artisti, antiquari e letterati di tutta Europa fino all’inizio del XIX secolo.

L’esposizione si snoda in sei sezioni principali. La visione mitica e romantica. I Caffarelli e i Prussiani con le loro proprietà. La proclamazione di Roma Capitale e il nuovo ruolo del Campidoglio. L’attività del Governatorato. La ricerca archeologica. Attraverso opere archivistiche e storico artistiche viene raccontata la più recente storia di questa parte del Campidoglio, poco conosciuta, e una particolare sezione è dedicata ai recenti ritrovamenti archeologici che hanno permesso di ricostruire la più antica decorazione del tempio di Giove Capitolino


La grande biblioteca d'Italia. Bibliotecari, architetti e artisti all'opera: 1975-2015

from 2016-02-25

Biblioteca Nazionale Centrale


Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio

from 2016-03-17 to 2016-09-11

Archaeological area of the Roman Forum and Palatine Hill, Santa Maria Antiqua

After a long period of renovation work, Santa Maria Antiqua reopens in occasion of the exhibition "Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio".


Roma Sport Hall of Fame

from 2016-02-16 to 2016-12-31

The Sports Hall of Fame ( Sport Museum) has finally opened its doors in Rome.
For the first time in Italy an entire space will be dedicated to the history of sport. From football to Formula One, from athletics to boxing, all world sports will be on show.
Hundreds of the world’s most famous champions will share their memories and take visitors on a memorable journey through the history of sports.
In the magnificent historical setting of a fifth century palace, the Sports Hall of Fame is located in Piazza d’Aracoeli 16, few steps away from the famous Altare della Patria and just in front of the Campidoglio.


SerpentiForm. Arte, gioielleria, design

from 2016-03-10 to 2016-05-08

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Si inaugura a Palazzo Braschi, presso le sale espositive del secondo piano, una mostra dedicata alle molteplici forme creative che il serpente ha assunto nel mondo dell’arte, della gioielleria e del design. L’omaggio di Bulgari a un segno millenario attraverso un percorso eclettico e suggestivo che si snoda dall’antichità ad oggi.
Prorogata fino all'8 maggio 2016

La mostra SerpentiForm, promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali è a cura di Lucia Boscaini, Bulgari Heritage Curator, e del Dipartimento Brand Heritage della Maison.

Emblema di seduzione, rinascita e trasformazione, il simbolo del serpente si intreccia da secoli con la storia dell’Umanità, catturandone l’immaginario a Oriente come a Occidente. Fin dall’antichità, la capacità dell’animale di rinnovarsi cambiando pelle, di rimanere in contatto con la terra e al tempo stesso elevarsi da essa, di avvolgersi sinuosamente o di sconfiggere minacciosi predatori ha alimentato miti e leggende ispirando la produzione artistica in molteplici campi.
Il percorso espositivo della mostra si articolerà attraverso gioielli antichi provenienti da Pompei, dal Museo Archeologico di Napoli, creazioni Serpenti dell’Archivio Storico di Bulgari, opere d’arte contemporanea, fotografie ed illustrazioni artistiche, abiti vintage, costumi teatrali e cinematografici, oggetti di design. Verranno così esplorate le molteplici sfaccettature di un motivo incredibilmente versatile e che si è prestato ad essere interpretato in chiave di volta in volta più realistica o stilizzata, enfatizzandone la potente valenza  simbolica oppure quella squisitamente estetica della sinuosità e flessuosità.


Patrizia Dalla Valle. MetaMosaico

2016-06-26

Musei di Villa Torlonia, Musei di Villa Torlonia: Casina delle Civette

La mostra ospita un ragguardevole corpus di opere scultoreo-musive inerenti ai fondamentali progetti realizzati dall’artista Patrizia Dalla Valle che, nel tempo, è giunta ad evidenziare come il mosaico possa essere un medium operativo di assoluta modernità. L'esposizione, a cura del critico e storico dell'arte Enzo Dall'Ara, è promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

In una realtà individuale e sociale ormai arresa all’emulazione e alla virtualità, la luce e i colori delle opere musive possono schiudere varchi di positiva affermazione esistenziale e di assertiva proiezione culturale.

In tale dimensione estetica, il connubio fra le opere musive di Patrizia Dalla Valle e gli splendidi ambienti della Casina delle Civette appare di estrema valenza concettuale. Le mirabili vetrate liberty degli spazi interni dialogano, infatti, in meravigliosa armonia, con le cromie e le luci vivide e auree delle creazioni in mosaico. Si ampliano, quindi, le valenze di due linguaggi artistici che, avvalorati dal calibrato allestimento dell’architetto Marta Severino, pervengono alla concretizzazione di un raro evento artistico-culturale.

Sull’arte di Patrizia Dalla Valle così si esprime il curatore:

«Dalla ricerca condotta in ambito ravennate è nato “Interno bizantino”, un progetto che Patrizia Dalla Valle ha oggettivato in mirabile realtà scultoreo-musiva, avvertita come “leitmotiv” fondante del suo notevole iter creativo. In esso l’artista è tornata sovente ad immergersi, per estrarre dalla propria interiorità ulteriori germogli di memorante cultura. Ella ha avvertito appieno l’attrazione calamitante del mosaico bizantino, ne ha accolto l’originale sapienza tecnica, che ha offerto alle sue partiture musive. “Interno bizantino”, comunque, non raccoglie soltanto somme memorie, esso rappresenta anche un percorso dentro l’anima dell’artista, dentro le righe di un diario che parla di vita e di vissuto.

Dalla componente più introspettiva sono poi emersi ricordi che riguardano ogni essere umano nel suo fragile ma insostituibile transito terreno. È scaturito, così, “Tagli dal tempo”, un progetto tripartito in “Tracce”, “Sedimenti”, “Fenditure”, in cui Patrizia Dalla Valle ha percorso e analizzato l’umana esistenza, dinamica e aspra, reclinata e arresa. Come ogni uomo o donna affida impronte e orme di vita allo scorrere del tempo, così la madre terra è traccia d’universo, sedimenti di roccia, fenditure di sconquassi tettonici. Il progetto “Ovuli” si afferma, invece, in un corpus di opere resinose, a supporto reticolo-metallico, che suggeriscono “uteri” materni punteggiati di tessere auree. Contenitori di vita espansi o lacerati, le creazioni suggellano il mistero dell’iniziale e sacro percorso vitale. “Ovuli” è, infatti, realistica traslitterazione scultorea degli attimi più intimi e fecondi di ogni esistenza».

Patrizia Dalla Valle è dunque artista di storia e di natura, evocatrice di memorie e di vissuti nei tempi della nostra modernità. Dopo un’acuta e prolungata meditazione su idea e progetto, l’artista si offre all’urgenza del “fare” quasi in un’indomita sfida. Da tale propensione operativa e dalla sua oggettivazione scultoreo-musiva è scaturito il titolo della mostra. METAMOSAICO sottende, infatti, un duplice significato estetico-culturale, affermando come il mosaico sia la meta cromatica e luministica della ricerca artistica di Patrizia Dalla Valle  e come tale arte, dedicata alle Muse, travalichi l’oggettività fisica per elevarsi alla spiritualità metafisica.

La mostra sarà documentata in un pregevole catalogo pubblicato da Maretti Editore e contenente la riproduzione delle opere esposte, nonché le immagini relative alle fasi di allestimento.


Bizhan Bassiri - Specchio Solare. NOOR

from 2016-02-23 to 2016-12-31

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Presso lo spazio esterno del Museo Carlo Bilotti
La luce, Noor in persiano, è elemento base dell’opera di Bizhan Bassiri. L’iniziativa segue di pochi giorni l’inaugurazione al MACRO Testaccio della personale dello stesso artista,    La Riserva Aurea del Pensiero Magmatico.

La scultura Specchio Solare torna in Italia dopo essere stata protagonista della personale dedicata a Bassiri tenutasi nel settembre del 2015 alla AUN Gallery di Tehran. A Roma, al Museo Carlo Bilotti, l’opera entra in contatto con il cuore verde della città, creando un legame di continuità tra le due capitali e le due culture, di cui l’artista stesso è un esponente.

Opera in esposizione:  BIZHAN BASSIRI_DSC_1872
Bizhan Bassiri, Noor, 2015, Aun Gallery Tehran, Iran - photo credits Mahhnaz Sahhaf

Nel termine Noor è chiaro il riferimento alla luce naturale che metterà in relazione la scultura Specchio Solare di Bizhan Bassiri con lo spazio che la circonda, liberandola della sua funzione primaria di superficie riflettente per trasformarla in luogo in cui la luce diviene forma. Sulla porta del Museo Bilotti l’artista italo persiano compie un gesto di continuità nello spazio che genera un’apertura su una nuova dimensione, innescando una serie infinita di rimandi tra reale e immaginario.

Bizhan Bassiri, nato a Tehran nel 1954, giunge a Roma nel 1975 e vive tra Roma e Chiusi (Siena). Comincia a esporre nel 1981 partecipando a mostre personali e collettive. La sua ricerca artistica inizia con l’utilizzo di materiali diversi: superfici di cartapesta e di acciaio e bronzo, elementi lavici, elaborazioni fotografiche. È autore del Pensiero Magmatico (1984), del Manifesto del Pensiero Magmatico (1984 - 2016). Tra le mostre principali, personali e collettive, si segnalano: Paesaggio con rovine, Orestiadi, Gibellina (Trapani) (1992). IX Biennale di Sydney (Australia) (1992). Corpus Delicti, Museum van Hedendaagse Kunst, Gand (Belgio) (1995). Engel: Engel, Kunsthalle, Vienna (Austria); Pensiero Magmatico. Paesaggi della Mente, Borholms Kunstmuseum, Borholms (Danimarca) (1998). Au rendez-vous des amis. Identità e Opera, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (1998). The Opening. Eventi Tellurici, Arsaevi, Collegiumartisticum, Sarajevo (Bosnia) (2002). Sorgente, Centro Arte Contemporanea BM, Tophane-i Amire, Istanbul (Turchia) (2004). Il Pendio, Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2004). La Caduta delle Meteoriti, Museo Archeologico Nazionale di Venezia (2011). La Riserva Aurea, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia (2013). La Battaglia, Sala dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze (2014). Motlaq, Tehran Contemporary Art Museum, Tehran (2015). Noor, Aun Gallery, Tehran (2015).


Appunti di una Generazione #2 - Federico Pietrella e Donatella Spaziani

from 2016-02-18 to 2016-05-15

MACRO Via Nizza

Studi d'Artista #1 e #2
Torna il ciclo di mostre curato da Costantino D’Orazio e promosso da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che indaga la ricerca degli artisti italiani che sono emersi negli anni ’90. Protagonisti del secondo appuntamento della rassegna sono Federico Pietrella e Donatella Spaziani.

Pietrella è noto per la sua singolare tecnica pittorica, nella quale ha scelto di sostituire il pennello con il timbro datario. Le sue immagini nascono dalla sovrapposizione della pittura attraverso i timbri che lasciano impressa sulla tela la data del giorno in cui l’artista ha lavorato. Ogni quadro conserva quindi la memoria del tempo che è stato impiegato per la sua creazione, registrato dai singoli gesti di Pietrella. In questo modo, il suo lavoro si trasforma nell’accumulazione progressiva di impronte, in cui ogni suo colpo di timbro rimane visibile e incancellabile, senza offrire all’artista la possibilità di tornare indietro e ripensare l’immagine. Grazie alla diversa pressione delle timbrature, l’artista riesce a produrre sfumature e definire i volumi delle sue figure, per lo più legate all’immaginario della sua vita quotidiana. Al MACRO l’artista presenta anche una serie di lavori a carboncino, frutto della cancellazione progressiva degli strati di materia, dalla quale emerge la figura. Due processi apparentemente opposti, che indagano il rapporto tra l’immagine e il tempo, la pittura e lo spazio in un perfetto equilibrio tra presenza e assenza.

Intimamente legata la tempo, ma in modo estremamente diverso, è anche la ricerca di Spaziani, che presenta una serie opere realizzate per l’occasione. All’interno della sala sono esposti alcuni televisori d’epoca che raccolgono gli autoscatti realizzati dall’artista a partire da quando ha iniziato ad usare la macchina fotografica digitale. Presentate all’interno di questi oggetti retrò, particolarmente familiari alla generazione nata negli anni Settanta, le immagini compongono un viaggio all’indietro nella storia personale dell’artista, ripercorrendo i suoi numerosi spostamenti. Le fotografie scattate in corsa sono il frutto di una indagine sul rapporto tra il proprio corpo e lo spazio che lo circonda, che nel lavoro di Spaziani prende forme diverse. Il corpo dell’artista si svuota di qualsiasi energia vitale e diventa unità di misura dello spazio e degli oggetti che incontra. Su alcuni tavoli in ferro l’artista poggia pellicce di animali privati dello scheletro e degli organi. Di loro resta soltanto la superficie esterna, abbandonata su se stessa, che torna in una serie di disegni dove attraverso un gioco di osmosi il corpo dell’artista trasmuta in quello dell’animale. In questo modo il tempo interiore dell’artista si fonde con quello della natura e dell’architettura, in un equilibrio precario, eppure cristallino.

Il ciclo “Appunti di una generazione” continua a maggio 2016 con le personali di Matteo Basilè e Gioacchino Pontrelli

Biografie

Federico Pietrella nasce a Roma nel 1973. Vive e lavora a Berlino. Il suo lavoro si sviluppa attorno ai concetti di tempo, memoria, ripetizione, quotidianità, dispiegandosi in varie modalità all'interno dello spazio pittorico o in opere site-specific.
I suoi lavori sono stati esposti in molti spazi, in Italia e all'estero, tra cui ricordiamo: Ambasciata Italiana a Berlino; MART, Rovereto; Villa Romana, Firenze; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; American Academy, Roma; Gertrude Contemporary Art Spaces, Melbourne; Stadtgalerie, Kiel; Kunstlerhaus, Graz; ZKM Museum, Karlsruhe; Assab One, Milano; Villa Manin, Passariano di Codroipo; Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento; National Gallery, Praga; Galleria Nazionale di Arte Moderna, Bologna; Fondazione Adriano Olivetti, Roma; Fondazione Pastificio Cerere, Roma; GNAM, Roma; Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma; Guang Dong Museum of Art, Guangzhou; Istituto Italiano di Cultura, Londra.

Donatella Spaziani è nata a Ceprano (Italia) nel 1970. Si è diplomata in pittura nel 1993 presso l'Accademia di Belle arti di Roma, dove tuttora risiede e lavora. Nel 2001 ha vinto la borsa di studio per l'Omi International Artists Residency di New York. Nel 2003 è stata residente nel Centre International des Récollettes per la Dena Foundation a Parigi e nello stesso anno ha vinto la borsa di studio "La Seine", programma di ricerca per le arti visive, dell'École Nationale Supérieure des Beaux Arts di Parigi. Tra il 2005 e il 2006, sempre a Parigi, è stata residente nella Cité lnternationale des Arts.
Lavora principalmente con il disegno ma si serve di più materiali a seconda dell'esigenza: la fotografia, la scultura, la pittura, il suono, l'installazione. Nel 2008 ha partecipato alla XIX Quadriennale tenutasi al Palazzo delle Esposizioni di Roma, e nel 2010 all'Expò Universale di Shanghai, nell'ambito della mostra "Piazze di Roma", a cura di Achille Bonito Oliva. Nel 2011 ha esposto a New York nella mostra "ltalian Artists in New York", per il 150°anniversario dell'Unità d'ltalia, con il patrocinio della Presidenza della Repubblica ltaliana e successivamente a Mosca, al National Centre for Contemporary Arts, con la mostra "Arte italiana all'ascolto" a cura di R.A.M. radioartemobile. Nel 2013 ha partecipato alla mostra "Nell'acqua capisco", curata da Claudio Libero Pisano, evento collaterale alla 55esima Biennale di Venezia. Dal 2001 al 2015 ha realizzato mostre personali ed opere permanenti in musei e spazi privati a Milano, Torino, Roma, L'Aquila, Napoli, Parigi, Ginevra, Zagabria, Osijek, Mosca, New York, Gent, Ljubliana, Linz e Strasburgo.


MARISA e MARIO MERZ. Sto in quella curva di quella montagna che vedo riflessa in questo lago di vetro. Al tavolo di Mario

from 2016-02-18 to 2016-06-12

MACRO Via Nizza

Marisa e Mario Merz sono due tra i più significativi protagonisti della storia dell’arte del Novecento. La mostra è curata da Claudio Crescentini, Costantino D’Orazio e Federica Pirani, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con la Fondazione Merz - Torino.

Durante la loro carriera, partita all’interno dell’esperienza dell’Arte Povera, Marisa e Mario Merz non hanno mai separato la vita quotidiana dalla creazione artistica, all’insegna di un connubio alimentato da una strettissima relazione e un continuo scambio intellettuale, pur nella distinzione netta del proprio lavoro individuale.

Il rapporto tra i due artisti, durato oltre cinquant’anni, ha permesso la nascita di alcune opere realizzate a quattro mani, come alcuni tavoli di Mario Merz presenti in questa mostra, che dialogano con sculture, teste o installazioni in cera, di Marisa, nel segno di una collaborazione che è stata costante, anche se non sempre dichiarata.

La mostra partirà proprio da queste esperienze, con una particolare attenzione al legame che i due artisti hanno stretto con Roma.

La spirale di Mario Merz progettata per i Fori Imperiali nel 2003 sarà esposta su una parete del MACRO, per la prima volta in quella posizione verticale per cui era stata inizialmente pensata dall’artista.

Roma sarà protagonista del percorso all’interno del lavoro di Marisa Merz, che tra gli anni Sessanta e Settanta realizza diversi progetti nella Capitale: da mostre personali presso la Galleria L’Attico di Fabio Sargentini (1970 e 1975) all’azione avvenuta presso l’Aeroporto dell’Urbe nel 1970.

L’intera esperienza romana di Marisa Merz sarà presentata in mostra attraverso una testimonianza fotografica di Claudio Abate, che ne ha documentato le esposizioni e le azioni.

La mostra coinvolgerà l’intero orizzonte creativo di Marisa: dai suoi “ricami” in filo di rame alle sculture in nylon, fino alle installazioni che prevedono l’uso della cera. Il mondo della Merz sarà scandagliato in ogni sua espressione, nel tentativo di restituire il suo carattere asistematico, eppure estremamente coerente.

In questo senso, ruolo fondamentale avrà la sezione dedicata alla pittura, nella quale saranno presentati dipinti realizzati negli ultimi anni, nel segno di una creatività inesauribile dove trova spazio l’uso dei materiali più diversi: dall’acrilico alla plastica, dalla carta al metallo. Giunta alla soglia dei novant’anni, Marisa Merz dimostra ancora una straordinaria energia creativa, che la vede ogni giorno impegnata nel suo lavoro. Da opere di grandi dimensioni a progetti “da camera”, il linguaggio dell’artista resta estremamente vitale e lungimirante.

La mostra si avvale di prestiti dalla Fondazione Merz, dal MAXXI, dal Madre e da collezioni private.

L’iniziativa è accompagnata da un catalogo Manfredi Editore che raccoglie le fotografie storiche di Claudio Abate e la documentazione della mostra allestita presso il MACRO. Testi di Costantino D’Orazio, Claudio Crescentini, Federica Pirani e Ludovico Pratesi.


Appunti di Viaggio. Barbara Klemm - Fotografare sulle orme di Goethe

from 2016-02-06 to 2016-05-27

Casa di Goethe


Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento

from 2016-03-12 to 2016-06-26

Scuderie del Quirinale

The exhibition aims to allow visitors to avail themselves of a selection of masterpieces from some of the world's leading museums to compare and contrast the artistic careers of two of the greatest luminaries of the Italian Renaissance – Antonio Allegri known as Correggio (1489-1534) and Francesco Mazzola known as Parmigianino (1503-40). The formidable talent of these two artists alone placed the city of Parma in the early 16th century on an equal footing with the peninsula's other great art capitals, Rome, Florence and Venice.

Correggio only travelled to Parma when he was already at the height of his career, in the late 1510s, but he was to remain in the city for the rest of his life.  Some twenty of his paintings, covering his entire career, have been selected to underscore the extraordinary emotive force and expressive range that the artist put not only into his religious works but also into his mythological paintings, which were to have such a huge impact on later artists, ranging from the Carracci brothers to Watteau and even to Picasso.

The exhibition Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Ciquecento (Correggio and Parmigianino. Art in Parma during the 16th century) hosts such unquestioned masterpieces as the Barrymore Madonna from the National Gallery of Art in Washington, the Portrait of a Lady from the State Hermitage Museum in St. Petersburg, the Martyrdom of Four Saints from the Galleria Nazionale in Parma, the Noli Me Tangere from the Museo del Prado in Madrid, the School of Love from the National Gallery in London and the Danaë from Rome's Galleria Borghese.


La Wunderkammer (Camera delle Meraviglie) della Cecchignola

from 2015-12-13

Castello della Cecchignola


"In cammino con Giovanni Paolo II verso il Giubileo straordinario della Misericordia" di Anna Gulak

from 2015-12-01 to 2016-11-20

Aeroporto Leonardo da Vinci (Fiumicino) - Connections


Quando Roma parlava francese. Feste e monumenti della prima Repubblica Romana (1798-1799) nelle collezioni del Museo Napoleonico

from 2015-12-11 to 2016-05-22

Museo Napoleonico

Con questa mostra il Museo Napoleonico prosegue la politica di valorizzazione del materiale conservato nei depositi, normalmente non fruibile dal pubblico dei visitatori. L’esposizione è parte di un più ampio progetto dedicato agli anni di influenza francese sulla Città Eterna (1798-99, 1809-14), cui saranno dedicate altre mostre nei prossimi anni.

I 20 mesi della Repubblica Romana del 1798-99, pur contrassegnati da molte contraddizioni, rappresentarono per la città un momento di netta cesura rispetto al passato, dando vita a strutture politiche e amministrative del tutto inedite nella capitale pontificia.

In particolare, il governo repubblicano ebbe la necessità di inventare nuove cerimonie pubbliche. Per le feste rivoluzionarie, trasposizione capitolina di quelle francesi, furono stilati dettagliati programmi, ricchi di simboli e di richiami ai secoli repubblicani dell’antica Roma, e furono realizzati imponenti apparati effimeri, a cui collaborarono architetti, pittori e scultori.

La memoria visiva di questi avvenimenti, oggi affidata in maniera quasi esclusiva alle testimonianze grafiche (disegni e stampe) conservate al MUSEO NAPOLEONICO, è proposta al pubblico nella mostra “QUANDO ROMA PARLAVA FRANCESE. Feste e monumenti della prima Repubblica Romana (1798-1799) nelle collezioni del Museo Napoleonico”,dall’11 dicembre 2015 al 13 marzo 2016 - promossa daRoma Capitale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Marco Pupillo, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Si tratta di una collezione unica nel panorama collezionistico pubblico o privato, in cui la grande quantità di materiale preparatorio contenuto offre l’occasione straordinaria di assistere ad una sorta di visita virtuale nella bottega dell’incisore, seguendo il processo ideativo di alcune opere  dal disegno preliminare alle successive prove d’autore fino alla stampa definitiva. La grande rarità di queste illustrazioni di forte connotazione politica è probabilmente conseguenza della loro distruzione nel corso della successiva Restaurazione.

Il fondo, sinora solo parzialmente edito, comprende, tra le altre, opere di convinti giacobini come David-Pierre Humbert de Superville,Giuseppe Ceracchi, Sebastiano Ittar e Paolo Bargigli, costretti all’emigrazione dopo la fine della Repubblica, nonché di artisti che invece continuarono a lavorare nella città del papa come l’architetto Giuseppe Camporese e l’incisore Tommaso Piroli.

Il percorso espositivo si articola in due sale. Accanto alle testimonianze grafiche in mostra si vedrà una rarissima serie di pendenti con emblemi rivoluzionari, sinora mai esposti in Italia, realizzati con la peculiare tecnica romana del micromosaico.

Con questa mostra il Museo Napoleonico prosegue la politica di valorizzazione del materiale conservato nei depositi, normalmente non fruibile dal pubblico dei visitatori. L’esposizione è parte di un più ampio progetto dedicato agli anni di influenza francese sulla Città Eterna (1798-99, 1809-14), cui saranno dedicate altre mostre nei prossimi anni.

L’itinerario segue lo svolgimento delle feste in ordine cronologico: una sezione è dedicata ai progetti di monumenti (nessuno dei quali fu effettivamente realizzato); un’altra presenta le successive fasi di realizzazione delle illustrazioni a stampa.

La mostra è corredata da un catalogo, curato da Marco Pupillo; il volume ospiterà la schedatura completa del fondo museale e uno studio di Maria Grazia Branchetti, nota esperta di micromosaico.


"Ragazzi leggeri come stracci". Pier Paolo Pasolini dalla borgata al laboratorio di scrittura

from 2015-11-04

Biblioteca Nazionale Centrale


E.T. THE FALL - I tesori sepolti di Atari

from 2015-10-29 to 2016-12-31

VIGAMUS - The Video Game Museum of Rome


Toulouse-Lautrec. La collezione del Museo di Belle Arti di Budapest

from 2015-12-04 to 2016-05-08

Museo dell'Ara Pacis

Con circa 170 opere provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest, arriva al Museo dell’Ara Pacis di Roma una grande mostra su Toulouse-Lautrec, il pittore bohémien della Parigi di fine Ottocento, che ripercorre la vita dell’artista dal 1891 al 1900, poco prima della sua morte avvenuta a soli 36 anni.
Su Twitter:     #ToulouseRoma 

La mostra, promossa e prodotta da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, consentirà di portare a Roma il fiore della raccolta di opere di Toulouse-Lautrec conservata al Museo di Belle Arti di Budapest (Szépmű vészeti Múzeum), uno dei più importanti in Europa, con capolavori che vanno dal Medioevo al Novecento. 

In occasione dell’esposizione romana, curata da Zsuzsa Gonda e Kata Bodor, circa 170 litografie della collezione (tra cui otto affiches di grande formato e due cover degli album della cantante, attrice e scrittrice francese Yvette Guilbert con circa 10 litografie) lasceranno Budapest per essere esposte al Museo dell’Ara Pacis dal 4 dicembre 2015 all’8 maggio 2016. 

Attraverso questa esposizione sarà possibile conoscere a tutto tondo l'opera grafica di Toulouse-Lautrec: manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali sono autentiche rarità perché stampate in tirature limitate, firmate e numerate e corredate dalla dedica dell'artista.


Istanbul: Passione, Gioia, Furore

from 2015-12-11 to 2016-05-08

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Pier Luigi Nervi. Architetture per lo Sport

from 2016-02-05 to 2016-10-02

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


EGOSUPEREGOALTEREGO. Volto e Corpo Contemporaneo dell’Arte

from 2015-11-27 to 2016-05-08

MACRO Via Nizza

La mostra analizza il volto e il corpo nell’arte contemporanea, con focus sul volto e il corpo dell’artista che si auto-rappresenta e/o, a sua volta, è rappresentato.

Partecipa al    Contest #MACROego. (terminato il 10 novembre 2015)

Hashtag della mostra:  #MACROego

Diventa così anche un modo per approfondire e dimostrare, nel concreto dell’arte stessa, quella che storicamente è definita come “pittura di genere”, con riferimento appunto all’autoritratto e al ritratto e, se vogliamo ampliare la denominazione attualizzandola, al selfie.

La mostra propone un’analisi del volto e del corpo nell’arte contemporanea, mediante l’esposizione di opere in cui l’artista stesso si auto-rappresenta (tra gli altri Vito Acconci, Franco Angeli, Giorgio de Chirico, Plinio De Martiis, Stefano Di Stasio, Giosetta Fioroni, Gilbert&George, Francesco Guerrieri, Urs Luthi, Carlo Maria Mariani, Bruce Nauman, Cristiano Pintaldi), di opere in cui l’artista è “rappresentato” da un altro artista, come nelle fotografie di Claudio Abate, Marco Delogu, Mimmo Iodice, Nino Migliori, e ancora di opere in cui l’artista non ritrae se stesso ma un altro personaggio, in cui però riesce a ritrovarsi e specchiarsi, come nei lavori, tra gli altri, di Ennio Calabria, Candy Candy, Giacinto Cerone, Mariana Ferratto, Luigi Ontani, Luca Maria Patella, Arnulf Rainer, Sissi, Sten e Lex.

In tal senso, si inserisce in mostra il doppio focus dedicato ad Alberto Moravia e Achille Bonito Oliva, due exempla, fra i tanti possibili nel mondo della cultura italiana contemporanea, famosi anche a livello internazionale, sul quale abbiamo voluto porre una maggiore attenzione visuale, attraverso l’esposizione dei ritratti di Moravia realizzati da Renato Guttuso, Carlo Levi e Mario Schifano e quelli di ABO di Sandro Chia, Francesco Clemente e Mario Schifano.       

Fra dipinti, fotografie, installazioni site specific, stencil, la mostra cercherà anche di approfondire e dimostrare, nel concreto dell’arte stessa, l’iter contemporaneo di quella che storicamente è definita come “pittura di genere”, con riferimento appunto all’autoritratto e al ritratto, ampliando e attualizzando la denominazione fino al selfie che, in poco tempo, si è andato imponendo a livello mass-mediale come nuova forma di comunicazione e diffusione del sé, riportando, consapevolmente o meno, il volto e corpo contemporaneo di nuovo in primo piano nella società e di riflesso nell’arte contemporanea.

Il MACRO, infatti, ha lanciato, in correlazione con la presente mostra, attraverso il suo sito e i social network, una campagna selfie – contest#MACROego – mediante la quale il pubblico, dal 10 settembre al 10 novembre 2015, è stato invitato a postare il proprio selfie, finendo così per fare attivamente parte della mostra stessa. Divenendo artista e nello stesso tempo “opera”, quasi in una unione estrema fra la teoria, ormai storica, espressa da Walter Benjamin ne L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica con la profezia di Andy Warhol, ormai ampiamente verificata dai tempi, di «In the future, everyone will be world-famous for 15 minutes». Tutti i selfie arrivati, infatti, sono trasmessi in mostra, mentre i primi cento diventeranno la copertina stessa del catalogo della mostra (Palombi Editori), nel quale sono pubblicati saggi di Hans Belting, Claudio Crescentini, Marco Fabiano, Annamaria Licciardello e Federica Pirani.


La Biblioteca Vallicelliana celebra il suo fondatore nel V centenario della sua nascita: S. Filippo Neri (1515 - 1595)

from 2015-05-21

Biblioteca Vallicelliana


Antonio Milana - Directions

Trastfactory Art Gallery


La camera delle meraviglie: seduzioni dai gioielli Castellani

from 2015-01-29

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


La misteriosa scoperta della tomba di Tutankhamon

from 2014-10-30 to 2016-10-30

Accademia d'Egitto, Museo Egizio dell'Accademia d'Egitto


Goethe in Italia

from 2013-01-01

Casa di Goethe


I tesori del Colosseo

from 2012-05-05

Colosseo - Anfiteatro Flavio


Presepio dei Netturbini romani

from 2015-11-01

This the 40th anniversary of the traditional Nativity scene created and realized by Giuseppe Ianni together with the Roman garbage collectors. Visited also by Paolo VI and Mother Teresa of Calcutta and much cherished by Giovanni Paolo II, the Nativity scene is made of Roman turf and stones coming from different countries. The setting is inspired by the Palestine of 2000 years ago. 

Museo Leonardo da Vinci - Il Genio di Leonardo

from 2016-01-01

Galleria Agostiniana


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